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22-11-2021 Il mio pensiero sul manga di “Creamy Mami. L’incantevole Creamy.”

Ciao amici,

oggi non parliamo di libri, ma di anime e manga. Quando ero bambina gli anime si chiamavano cartoni animati e ne facevano veramente tanti. Il mio preferito era “L’incantevole Creamy”. Credo perché rispetto agli altri anime mi faceva sognare di diventare qualcun altro. Mentre gli altri cartoni animati erano romantici, seriosi e realistici (Lady Oscar, Giorgie), questo anime racchiudeva il fantasy e la commedia. Mi divertiva e affascinava insieme. Non volevo perdere neanche una puntata.

Il titolo originale è “L’angelo della magia Creamy Mami” dal giapponese 魔法の天使クリィミーマミ (non si sa mai, qualcuno sa leggere il giapponese) Mahō no tenshi Kurīmī Mami  ed è stato prodotto dallo studio Pierrot.

Attraverso delle magiche parole una bambina di nome Yū Morisawa, si trasforma in una splendida ragazza di nome Creamy Mamy, in Italia conosciuta con il solo nome Creamy, in omaggio al negozio di crêpe, Creamy Crêpe, dei genitori di Yū protagonista di questo anime.  

«Pampulu-pimpulu-parim-pampùm, pimpulu-pampulu-parim-pampùm!»

Yū riceve il suo potere da Pino Pino, un  folletto che arriva da un pianeta chiamato la “Stella piumata”. Come poteva una bambina, quale ero io allora, non rimanere incantata da tutto ciò? Dopo aver ricevuto questo dono dal folletto, Yū  si trasforma in Creamy, splendida e incantevole ragazza. La Yū, nei panni di Creamy, si imbatte, per caso, in un produttore discografico Shingo Tachibana (Jingle Pentagramma in Italia) che, rimasto folgorato dalla splendida ragazza, la trascina all’interno di un programma televisivo per cantare in sostituzione della cantante Megumi Ayase (Duenote Ayase).

Diciamo che in Italia avevano molta fantasia: Jingle e Duenote. Adesso che sono una donna matura e non aggiungo altro,  questi nomi mi fanno sorridere, ma allora non ci facevo molto caso.

L’esibizione si rivela subito un successo e Yū, seppur non interessata affatto a essere una celebrità, di fronte alle soffocanti preghiere del produttore, finirà per diventare esattamente quello che Jingle aveva in mente: una icona della canzone pop giapponese sotto le vesti di Creamy Mami.

Yū inizia così una vera e propria doppia vita complicata dal fatto che, pena la perdita immediata dei suoi poteri, non può rivelare a nessuno la sua doppia identità. È così costretta a mentire ai suoi genitori, Tetsuo (Filippo) e Natsume (Candida), e ai suoi amici tra cui Toshio, il ragazzo di cui è innamorata da sempre e che diventerà il fan numero uno della ‘dolcissima Creamy Mami’. Almeno a Toshio non hanno cambiato il nome. Anche io ero innamorato di lui…🥰🥰

Quanto mi affascinava il mondo Yū Morisawa! Nelle varie puntate, essendo un cartone fantastico, venivano  raccontate leggende giapponesi, storie di fantasmi, incontri con alieni e tanta magia.

Il Giappone è un luogo affascinante,  e adesso più di allora il mio desiderio è di visitarlo. Chissà se mai succederà. Intanto i libri, i manga e gli anime che sono arrivati in Italia negli anni 80 e che con nuove storie stanno spopolando tra in teenager (ONE PIECE, L’Attacco dei Giganti, Naruto, etc…), ci permettono di  assaporare un po’ questa terra lontana.

Avendo una figlia in preadolescenza, sto vivendo questo momento: libreria piena di manga, anime assolutamente imperdibili e cosa che non mi può che fare piacere: essere una cosplay. Passioni che legano una madre e una figlia: cosa c’è di più bello!

Ma ritorniamo a Creamy Mamy…ebbene dopo anni mi sono immersa nuovamente nel suo magico mondo ed è stato incantevole. Non l’ho fatto con il cartone che qualche volta rivedo a spezzoni e che spero di guardare in  qualche maratona anime insieme alle mie figlie, ma attraverso il manga: “Creamy Mami. L’incantevole Creamy” di Kazunori Ito e Yuko Kitagawa edito in Italia da Star comics

Rispetto a molti anime degli anni 80, “Creamy Mamy” non nasce come manga, come lo era stato per Georgie o Lady Oscar. Infatti il manga è fedelissimo al cartone animato, cosa che non accade per gli altri.

Il manga di cui vi parlo racchiude, in un volumetto piccolissimo facilissimo da leggere, alcuni dei fatti più importanti che accadono nella serie.

Vi mostro qualche foto di seguito.

Mi sono divertita a rivivere le storie di Yū; sono tornata un po’ bambina. Mentre leggevo non potevo non immaginare le voci dei protagonisti così come le ricordavo nel cartone. È stato un viaggio a ritroso nel tempo.

Questo manga è una nuova edizione di oltre 300 pagine con lo stile dell’autrice Yuko Kitagawa che ci accompagna pagina per pagina, emozionandoci.

Yū è un bambina incantevole, vivace e altruista e nei vari episodi riesce sempre a cavarsela in modo direi pulito ed elegante, insieme ai suoi amici alieni Posi e Nega, nonostante la sua rivale Duenote faccia di tutto per metterle i bastoni tra le ruote. Lei è l’unica che sospetta che Creamy è in realtà è Yū.

Megumi non la sopportavo, dava certi ceffoni a Gingle. Non capivo come non la mandasse a quel p… Anche se, in fondo, mi faceva un po’ pena, perché Creamy era pur sempre avvantaggiata dalla magia. Duenote che fino ad allora era stata la stella di punta, con Creamy nei paraggi,  sembrava una semplice comparsa, declassata al secondo posto in tutto. Che tristezza!

Finito questo manga, sono passata a leggere il manga “La principessa capricciosa” e bam : Megumi ha fatto colpo! La rivale di Creamy è diventata la protagonista di un manga. Finalmente! Un posto esclusivo in una storia.

Di questi volumi, ad ora ne sono usciti 4, ve ne parlerò in un’altra puntata. Vi anticipo che mi sono piaciuti tantissimo e che conoscere il passato di questa ragazza mi ha emozionato. In fondo Duenote non possiede la magia, ma possiede quello che hanno gli esseri umani caparbi, ambiziosi e tenaci: il desiderio di affermarsi solo per le proprie capacità, e nel caso di Megumi  ciò che la rende unica è la sua voce.  Devo ancora leggere il quarto volume che aspetto di avere tra le mani.

È stato bello parlare di Yū, di Creamy e del loro mondo magico. Credo di averlo sempre voluto fare e quale occasione migliore se non la lettura del manga a loro dedicato e il fatto di avere un blog in cui parlarne.

Il mio voto è naturalmete di:

5 pinguini lettori.

Se volete lasciare commenti o esprimere una vostra opinione, sono qui per voi.

A presto,

Trama e altre informazioni sul manga e anime di Creamy sono stati tratti da wikipedia.

27/07/2021 Recensione “Le sette sorelle. Ally nella tempesta” di Lucinda Riley

Cari lettori,

oggi vi racconto il mio pensiero sul secondo volume della serie “Le sette sorelle” di Lucinda Riley, scrittrice venuta a mancare da poco più di un mese. La sua morte mi ha lasciato senza parole, perché oltre ad apprezzarla come donna e scrittrice, avevo da pochi giorni terminato questo suo libro. Per svariati motivi, tra cui alcuni problemi agli occhi che hanno rallentato di molto anche le mie letture, ho aspettato un po’ prima di scrivere e pubblicare la mia opinione su questo romanzo.

Editore: Giunti Editore
Anno edizione: 2015
In commercio dal: 4 gennaio 2016
Pagine: 608 p., Brossura

TRAMA

La giovane Ally, velista esperta, è distesa al sole di uno yacht in mezzo all’Egeo e sta vivendo uno dei momenti più emozionanti della sua vita: l’intesa professionale con il famoso skipper Theo Falys-Kings si è da poco trasformata in un amore appassionato. Ma la loro felicità viene bruscamente interrotta dalla notizia della morte di Pa’ Salt, il magnate svizzero che ha adottato Ally e le sue cinque sorelle e che ha lasciato a ciascuna una serie di indizi per mettersi sulle tracce del loro passato. Ally è troppo sconvolta per esaudire la volontà di suo padre; vuole solo abbandonarsi nelle braccia di Theo e ritrovare un po’ di serenità: non sa però quello che sta per succederle, né sa che presto dovrà gettarsi nella lettura del volume lasciatole da Pa’ Salt, la burrascosa storia di Anna Landvik, una cantante d’opera norvegese che nella seconda metà dell’Ottocento divenne la musa del compositore Edvard Grieg. Ed è proprio nella gelida e romantica Norvegia che Ally dovrà scoprire cosa la lega a questa donna misteriosa.


“Ally nella tempesta” è il secondo romanzo della serie “Le sette sorelle” dell’ autrice irlandese Lucinda Riley. La saga composta da sette libri vede protagoniste sette giovani donne. Ognuna porta il nome delle stelle che fanno parte della costellazione delle Pleiadi: Maia, Alcione detta Ally , Asterope detta  Star, Celeno  detta Cece, Taigete  detta Tiggy, Elettra e Merope. Per chi non lo sapesse le Pleiadi erano le  figlie di Atlante, il titano a cui Zeus aveva affidato il compito di sostenere la Terra, e di Pleione, la dea protettrice dei marinai.

Quando erano ancora piccole, Pa’ Salt, un uomo avvolto dal mistero, le ha adottate. Ciascuna di loro non conosce le proprie origini, ma alla morte del loro padre adottivo, attraverso degli indizi lasciati proprio da lui, come le coordinate incise su una sfera armillare posta nel giardino della loro casa, scopriranno il loro passato.

 “Cominciai a pensare alle coordinate sulla sfera armillare e al fatto che i segreti che racchiudevano potevano sconvolgere completamente ciò che ognuna di noi conosceva – o non conosceva – a proposito della propria vita.”

In realtà, chi segue la serie, sa già che le sorelle adottate da Pa’ Salt sono sei, ma nel settimo libro si parla di Merope, la sorella perduta…

Oggi, però, è il momento di parlare di Alcione, conosciuta con il nome Ally.

Ally è la seconda sorella, una ragazza tenace , coraggiosa  e volitiva e con più di un talento. Lei è una velista di successo e una musicista, ma questa ultima dote, per qualche strano motivo, inizialmente non sembra suscitare più il suo interesse. Ma sarà proprio la musica, a farle scoprire il proprio passato.

Nella mitologia greca, come scrive la stessa autrice in un’appendice del romanzo, Alcyone, la seconda delle sorelle, è conosciuta come una leader, e la sua stella è una delle più luminose della costellazione. Durante i giorni di Alcyone, quando il mondo si riempie di gioia, prosperità e tranquillità, il personaggio mitologico posa lo sguardo sul Mar Mediterraneo, rendendolo calmo e sicuro per i naviganti.

Quando inizia la storia della nostra protagonista, Pa’ Salt è ancora vivo ed Ally vive la sua vita tra il mare e un nuovo amore.

In un momento in cui Ally assapora la felicità, il mondo inizia a prendere una direzione diversa: Pa’ Salt non c’è più. Da questo momento inizierà a porsi delle domande che la porteranno indietro nel tempo e alla scoperta delle sue origini.

Come nel precedente romanzo accanto alla storia della protagonista vivremo la storia della sua antenata Anna Andersdatter Landvik . Questa volta la Reley ci porterà in una terra lontana: la Norvegia. Nazione bellissima che ho avuto il piacere di visitare e dove spero di ritornare.  

Inizialmente vedremo Anna spensierata nella sue montagne, in una contea del sud della Norvegia. Dalle montagne ci sposteremo alla città, dove la giovane Anna con il dono di una voce incantevole, incontrerà attori, musicisti e cantanti che faranno da sfondo alla sua storia. Non posso aggiungere altro alla trama, perché altrimenti svelerei troppo. La tentazione è sempre forte.

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Il romanzo “Ally nella tempesta”, inizialmente non mi ha colpito come invece era successo con il primo volume della serie “Le sette sorelle”. Perché il personaggio di Ally mi è sembrato inizialmente noioso, anche se essendo una velista e solcando i mari, la sua vita non si può considerare una noia, ma una continua avventura.

Non si è mai preparati all’arrivo di una tempesta e infatti, nel momento in cui arriva, sconvolge la vita di chi incontra al suo passaggio. Tempesta reale e tempesta intesa come una metafora della vita. Ally cerca di aggrapparsi a qualcosa e lo fa cercando di scoprire il suo passato. Attraverso una storia, lasciata da Pa’ Salt, conosce la vita della sua antenata Anna e scopre le sue origini.

Da questo punto in poi ho iniziato ad amare il romanzo. Forse perché mi piace scoprire le storie passate o forse perché la stessa protagonista Ally cambia. Il suo modo di vedere le cose e di affrontare il dolore mi ha stupita. Il coraggio, la voglia di andare avanti nonostante ciò che le è capitato mi hanno portato ad affezionarmi a lei.

Lucinda Riley ha la capacità di creare dei personaggi veri, di stupire man mano che si va avanti con la lettura dei suoi scritti.

Mi ha incuriosito molto il personaggio di Anna, anche se non ho apprezzato le sue scelte. Forse troppo ingenua e orgogliosa, mi ha fatto scoprire un mondo di una lontana Norvegia in cui le donne sole non avevano vita semplice senza l’appoggio di un uomo. Nonostante tutto alla fine  Anna è stata una donna fortunata, grazie probabilmente alla sua capacità di incantare con la sua voce, nonostante le sofferenze e le rinunce che ha dovute subire.

Avrei preferito sapere un po’ più di lei, ma la sua storia rimane alla fine avvolta da un velo di mistero.

Gli ultimi capitoli di questo romanzo mi hanno piacevolmente colpita. Lasciano al lettore una dolcezza,  una tenerezza  e una speranza che in questo momento non possono che far bene.

Per concludere posso dire che l’autrice con la sua scrittura chiara, scorrevole e con la sua capacità di portare in luoghi lontani nel tempo e nello spazio è riuscita nuovamente a conquistarmi. Forse se la prima parte del romanzo non mi avesse in parte annoiato  o fosse stata più sintetica, anche se fondamentale per lo sviluppo della storia di Ally, avrei apprezzato in toto la storia.

Anche questo viaggio in Norvegia è stato bello e sicuramente continuerò a leggere le storie delle sette sorelle.

Lo consiglio a tutte le donne che non si arrendono, alle combattenti, a chi cerca un sogno in cui credere e a chi spera fino alla fine.

Il mio voto è 4 pinguini lettori.

Per oggi è tutto,

se vi va, lasciate pure un commento.

A presto,

Le immagini sono prese da internet.