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10/02/2017 La mia recensione Stranger Things

Prima puntata: 15 luglio 2016

Numero Di Puntate: 8
Numero Di Stagioni: 1
Generi: Fantascienza, Letteratura dell’orrore, Film di mistero
Autori del programma: Matt Duffer, Ross Duffer
Durata: 48-50 min

Interpreti e personaggi

• Winona Ryder: Joyce Byers
• David Harbour: Jim Hopper
• Finn Wolfhard: Mike Wheeler
• Millie Bobby Brown: “Undici”
• Gaten Matarazzo: Dustin Henderson
• Caleb McLaughlin: Lucas Sinclair
• Natalia Dyer: Nancy Wheeler
• Charlie Heaton: Jonathan Byers
• Cara Buono: Karen Wheeler
• Matthew Modine: Dr. Martin Brenner
• Noah Schnapp: Will Byers
• Joe Keery: Steve Harrington
• Sadie Sink: Max
• Dacre Montgomery: Billy
(Wikipedia)

La mia recensione – Premessa
Finalmente sono riuscita ad abbonarmi a Netflix. Sapete il primo mese è gratuito e tra una cosa e l’altra non riuscivo mai a farlo. Poi il giorno è arrivato. Un pausa: lontano dai pianti di una delle mie figlia e dai compiti dell’altra, riesco ad accendere il computer e a registrarmi.

CI SONO RIUSCITA!!” Stasera potrò vedere una serie tv che dicono sia la migliore del 2016.” penso tra me e me…
Ed eccomi, momento perfetto: bimbe a letto, divano, marito accanto, luci spente e la mia nuova smart tv 55 pollici davanti a me.
Si parte….

Siamo nel 1983 in una tranquilla cittadina immaginaria nell’Indiana. Le prime scene mi tengono già incollate al video. (Mi piace, mi piace).

Mi sembra di ritornare indietro nel tempo quando ero bambina, piccolissima, e vidi ET l’extraterrestre di Stephen Spielberg, e mio padre mi disse di non guardare, proprio mentre gli alieni scendevano dalla loro nave spaziale e analizzavano la Terra e poi il piccolo alieno rimaneva tutto solo con il suo respiro affannoso in cerca di mamma e papà. Rimasi lì a sbirciare tra le dita di mio padre, che continuava a ripetere di non guardare. Ma qualcosa comunque la vidi.
Allora ero veramente piccola, e anche una piccola scena mi poteva turbare, ma la prima scena di Stranger Things è spaventosa.
Ti chiedi subito che cosa sia quella cosa che rincorre un terrorizzato dottore lungo i corridoio di un misterioso laboratorio, celato da quello che tutti conoscono come il ” Dipartimento per l’Energia”. Poi calma e si vedono quattro bambini, Mike, Will, Lucas e Dustin che giocano a Dungeous and Dragons. Per chi non lo conoscesse è un gioco di ruolo fantasy, famosissimo, uscito per la prima volta nel 1974. Un gioco che si mescola perfettamente bene con la storia, ne entra a far parte e ne diventa il coprotagonista.
Il Demone Gorgone mi ha beccato” dice Will, il ragazzo che poi sparirà, a Mike, l’amico che non si arrende mai. E’ quasi una premonizione di quello che sarebbe accaduto subito dopo. Nel gioco Dungeous and Dragons Mike è il magister, la voce narrante. E’ lui che nasconde Undici, la bambina che misteriosamente appare contemporaneamente alla sparizione di Will e che si scopre possiede dei poteri telecinetici. Undici, tradotto dall’inglese Eleven. Chiamata El, in italiano Undi. Anche se tradotto non si capisce il riferimento Superman, Kal El.
Infatti una delle pecche che si ha in questa serie è proprio la traduzione dall’inglese all’italiano.
Infatti nelle successive puntate quando la mamma di Will, Joice Byers, interpretata da Winona Ryder, idolo degli anni 90 che con questa serie tv ritorna alla grande, cerca di comunicare con il figlio sparito, il doppiaggio tocca il fondo. Non per essere polemica, ma dopo tutta la fatica che fa la povera disperata Joice per appendere sul muro le luci di Natale in modo che ogni luce illumini una singola lettera dell’alfabeto, la donna legge le lettere in italiano ma non nel modo in cui appaiono al telespettatore. Questa parte risulta un po’ confusa.

Altri personaggi importanti sono: lo sceriffo Jim Hopper, a cui è morta la figlia Sara, ma si scoprirà solo alla fine in che modo; Nancy, la sorella di Mike; Jonathan, il figlio maggiore di Joice, considerato inizialmente uno sfigato; Steve, il fidanzato di Nancy e infine il cattivo Dr. Martin Brenner.
Ognuno dei personaggi è importante per lo sviluppo della storia. Anche se le scene che, a mio parere, conquistano di più sono quelle che vedono i tre ragazzi che non si arrendono in nome di un’amicizia profonda e unica. Un’amicizia che supera i confini del mondo pur di proteggerla e che non si arrende alle avversità.
Naturalmente non si può non notare il riferimento ai film cult degli anni 80,con scene, immagini, oggetti e gli stessi personaggi, creati per catapultare lo spettatore indietro nel tempo.
I film: ET, come già detto, i Gunnies, Explorer, Nightmare, la Cosa, Twin Picks
La scena che ricorda tanto ET, in cui i ragazzi scappano dai cattivi, dentro dei furgoni dell’enigmatico Dipartimento dell’Energia, in sella alle loro bici. Mike, un po’ il nostro Eliot ( amico di ET), che porta con se Undici. Anche il loro legame durante le varie puntate si rafforza sempre di più. In Stranger Things invece di far volare le bici, la ragazzina fa volare in aria i furgoni. La scena è anche d’effetto.
Nightmare, l’incubo che si rivela nei sogni, in Stranger Things , la creatura si rivela in una dimensione parallela in cui la paura e il buio regnano sovrani.
Le bici che vengono definite dallo sceriffo Jim: le “Cadillac” dei ragazzi.
La canzone” Should I Stay or Should I Go” dei The Clash del 1982 che si ripete per l’intera serie.
Per chi la volesse sentire:

https://youtu.be/BN1WwnEDWAM

Questi sono solo alcuni esempi, ma ci sarebbe da dire altro, per chi non lo avesse ancora visto o chi vuol finire di vederlo, non svelerò più niente.
Un’ultima cosa, gli ultimi dieci minuti, a mio parere troppo lunghi e lenti, come se il regista dovesse raggiungere per forza la soglia dei cinquanta minuti. Beh, alla fine c’è una scena che fa capire che probabilmente ci sarà un seguito, ma si ci poteva arrivare un po’ prima. Si capiva già che sarebbe successo qualcosa.
Nelle serie tv non c’è quasi mai un finale conclusivo come nei film, altrimenti che bello ci sarebbe.

Il mio voto per questa serie tv è:

di 5 Ciak.

A presto con le mie recensioni .
L.M.

20/02/2017 La mia recensione – Una mamma per amica: di nuovo insieme – Gilmore girls a year in the life

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Prima puntata: 5 ottobre 2000

Canzone della serie: Where You Lead

Durata: 41 min (episodi st.1-7)

90 min (episodi st.8)

Generi: Commedia, drammatico, sentimentale

Autori: Amy Sherman-Palladino, Daniel Palladino, John Stephens, Rebecca Rand Kirshner

(Wikipedia)

Gilmore girls: A Year in the life”  conosciuto in Italia come “Una mamma per amica: di nuovo insieme”.

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La mia recensione – Ho amato questa serie tv dalla prima puntata. L’ho rivista tante volte e mi ha sempre dato le stesse emozioni.  Mi ricorda quando la vedevo con le mie sorelle, che adesso si sono trasferite in altri lidi, e l’hanno apprezzata quanto me. L’ ho rivista mentre aspettavo mia figlia e prima ancora. E adesso la rivedo e ne discuto con voi perché non ne posso fare a meno.

Ho desiderato essere come Lorelai Gilmore, coraggiosa ragazza che all’età di 16 anni rimane incinta (questo non l’ho desiderato), dà alla luce una bellissima bambina, e invece di vivere nella bambagia della sua ricca, aristocratica famiglia, decide di andare via e di crescere da sola sua figlia: conosciuta da tutti come Rory, ma che in realtà si chiama Lorelai come la madre.

Dopo una carriera come receptionist in un hotel, inizia a gestirne uno, mentre nel frattempo la sua piccola Rory si è trasformata in uno splendido bocciolo: dolce, intelligente e  tenace quasi quanto la madre. Non posso non dire infatti che la mia preferita rimane Lorelai, grazie anche alla bravura dell’attrice Lauren Graham.

Madre e figlia vivono inizialmente un rapporto quasi idilliaco che però, durante le varie stagioni, sarà turbato da alcune scelte  fatte dall’una o dall’altra, che lo incrineranno per poi renderlo più solido.

Ma riassumiamo brevemente come ci eravamo lasciati, o meglio come ci avevano lasciati Rory e  Lorelai nell’ultima stagione. Possiamo già dire che era un bel finale ma senza un gran finale.

Rory inizia una nuova avventura come reporter in giro per l’America per seguire la  campagna elettorale di quello che sarebbe diventato il 44° presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama . Lorelai che finalmente si ricongiunge a Luke con un appassionato bacio, dopo  avergli precedentemente dedicato, in preda agli effetti dell’alcool,  la famosa e romantica canzone “Will always love you” di Whitney Huston.

Il tutto decorato dalla gente bizzara di Stars Hollow, piccola cittadina del (Connecticut), che saluta festosa, ma anche un po’ malinconica, la giovane intraprendente Rory, chiamandola “la nostra figlia”. Conclusione di sette bellissime stagione con quasi l’intero cast al completo e con Richard Gilmore, padre di Lorelai (l’attore scomparso nel 2014), che indica la gente che fino a notte fonda continua a mangiare, per non dire a strafogarsi, riunita sotto un tendone colorato, sotto una pioggia battente, fatto con le tende e le lenzuola, raccolte durante la notte per tutta  Stars Hollow dal tenerone Luke (mi chiedo come abbia fatto). Infine sempre il signor Gilmore, quasi come un addio,  che si complimenta con la figlia dicendo : “ Questa festa non è solo per Rory, ma anche per te. Ci vuole una persona straordinaria per ispirare tutto questo.

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L’immagine, che conclude la settima stagione, e che non poteva mancare, è quella delle due ragazze Gilmore che bevono il loro “caffè, caffè, caffè” da Luke che le osserva beato.

Quindi la serie poteva finire qui, ma a grande richiesta, e dopo ben dieci lunghi anni, eccoci di nuovo a Stars Hollow a ridere delle stranezze di questa strana cittadina, a piangere per la perdita del padre di Lorelai e a provare valori come l’amicizia, l’amore e  la famiglia, il dolore per la perdita di un caro, la vita che va comunque avanti nonostante tutto, le paure per il futuro di tutte e tre le donne Gilmore: nonna, madre e figlia. Generazioni di donne che con la loro forza si fanno rispettare e amare da tutti, che si confrontano e  sentono il cambiamento che, nel corso di dieci anni, le ha portate ad essere quello che sono.

Già l’inizio è un’emozione. Si sentono come in ricordi lontani, mentre ancora nessuna immagine è apparsa, le voci dei personaggi che hanno fatto la storia di questa bellissima serie tv. La miniserie è divisa in quattro episodi di novanta minuti ciascuno, ognuno rappresenta una stagione dell’anno, di un intero lungo anno. Si parte dall’inverno, poi a seguire: primavera, estate e autunno.

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Un inverno pieno di luci, di colori e di canti  natalizi, che inizia con la gioia dell’incontro di Lorelai e Rory, appena ritornata a casa, sotto il portico di una Stars Hollow quasi innevata. “Sento odore di neve” dice Lorelai alla figlia e a quel punto inizia veramente a nevicare. Eccola: la magia di Stars Hollow.

Una stagione, l’inverno,  oscurata, come già detto, da una perdita, quella di un marito, di un padre e di un nonno, tanto amato per la sua saggezza, per la sua forza e il suo carisma.  Questo lutto, che porterà ad un confronto costante tra Lorelai e sua madre Emily e che, alla fine, farà capire a entrambe quali sono le reali necessità dell’una e dell’altra.

Rory che, nel frattempo è disoccupata, depressa ed in cerca di una stabilità professionale ed emotiva. Frequenta a Londra, di nuovo, Logan Huntzberger che, nella settima stagione, aveva chiesto di sposarla e poi, a causa del suo rifiuto, le aveva detto addio. Ma Rory frequenta da un anno anche un ragazzo che non si capisce chi è. Forse per creare confusione e rendere la dolce Rory antipatica.

Lorelai, che è perseguitata dagli incubi, dalla perdite del padre, dalla distanza dell’amica del cuore Sookie, e dall’annuncio dell’amico e suo dipendente Michel  di lasciare la locanda, decide di andare  in cerca di se stessa provando a rivivere l’avventura del libro Wild, lasciando sconvolto Luke con cui convive da dieci anni.

Emily Gilmore , dopo un dolore che la distrugge e sembra non trovare rimedio, alla fine riesce a risollevarsi e a riprendere in mano la sua vita. Anzi, sembra che l’influenza della figlia la porti a qualcosa che lei stessa si è sempre  rifiutata di fare, mostrarsi quella che è realmente, mettendo da parte l’apparenza che l’ha sempre distinta. Infatti, ad un certo punto della serie, la nostra cara Emily lascia le figlie della rivoluzione in modo spettacolare, lasciando le altre donne veramente sconvolte e allibite . Una scena molto divertente….Ecco,  potremmo dire che Emily rinasce come una donna nuova.

Naturalmente non posso svelare gli sviluppi delle varie puntate, ma posso dire che questa ottava stagione mi ha emozionato, commossa e divertita come sempre, anche se alcuni  punti sono rimasti un po’ sul generico, lasciando carta libera all’immaginazione dello spettatore.  Gli attori riappaiono quasi tutti, come per salutare i propri fans per un’ultima volta, gli sceneggiatori riprendono bene i dialoghi come se non fossero passati dieci anni, la graziosa ed eccentrica cittadina  di Stars Hollow fa da cornice a tutto ciò.

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Infine un finale da favola per Lorelai e Luke che, nonostante sia un po’ appesantito dall’età , continua ad indossare il suo solito cappello da ragazzo. Luke che si fa in quattro per la sua amata, che non la cambierebbe per niente al mondo, che mette nel menù del suo locale  l’unico articolo scritto da Rory nel New York Post.

Rory  nel frattempo riesce a capire cosa vuole fare della sua vita professionale, ma nel gran finale, con le sue ultime importanti parole, dopo le gioie appena provate,  lascia lo spettatore forse un po’ allibito, forse felice, o solo con un grande punto interrogativo: Sarà veramente la fine di questa splendida serie tv?

Il mio voto per questa serie tv è:

4 Ciak.

A presto….con le mie recensioni.

L.M.