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Recensione Cocopa -I vulcani di ghiaccio

15/02/2018 Recensione

Ritorna “La mia rubrica Piccoli e Giovani Lettori”

Ho iniziato a leggere “Cocopa – I vulcani di ghiaccio” perché avevo voglia di qualcosa di leggero, dopo aver letto un libro che mi ha lasciato un profondo senso di angoscia e  di cui parlerò presto.  Allora cosa c’è di meglio di un libro per bambini che parla di sogni.


Cocopa. I vulcani di ghiaccio  di Giorgio Martignoni

Quando a governare sono i sogni dei bambini…

 

Costo cartaceo euro12.90

Costo ebook euro 4,99

Pag 208

Link d’acquisto qui

Editore Fanucci

Data di pubblicazione 17 gennaio 2018

 

 

Sinossi

Yeyewata è un piccolo villaggio di palafitte dove vive una libera comunità di bambini che si autogoverna con i propri sogni e dove non esiste la proprietà ma tutto viene condiviso. Qui i sogni godono di una tale importanza da essere utilizzati per trovare risposte ai problemi della vita quotidiana. Al compimento dei dieci anni, infatti, ogni membro della comunità deve raccontare il proprio sogno per inserirlo nel grande Libro. Ma quando arriva il suo turno, Cocopa ha da raccontare solo incubi. E per evitare di rovinare l’equilibrio dell’intera tribù, il giovane decide di intraprendere un lungo e avventuroso viaggio alla ricerca dei suoi peggiori incubi e paure per poterli finalmente affrontare…

La mia recensione

Cocopa– I vulcani di ghiaccio è un libro divertente, simpatico che insegna a grandi e adulti tante cose.

Primo fra tutti il raggiungimento dei propri obiettivi senza mai mollare nonostante le difficoltà e nonostante nessuno creda a quello che dici.

Poi saper condividere i propri beni  e  aiutare gli amici, perché Cocopa, un bambino di dieci anni che vive in un villaggio un po’ speciale,  nonostante sia un po’ folle nel voler sconfiggere i propri incubi, viene aiutato senza remore da un gruppetto di amici fino alla fine del viaggio.

I sogni di questo piccolo guerriero sono così orrendi che Cocopa ha paura che contagino l’intero villaggio dove lui vive.

Yeyewata è infatti un piccolo villaggio di palafitte dove abitano solo bambini che vivono di cose semplici e condividono tutto, anche i sogni.  A dieci anni a turno si diventa rebubula. Ogni rebubula deve scrivere i propri sogni su un libro dei sogni, da dove si traggono gli insegnamenti per la vita quotidiana del villaggio.

“ Il rebubula viveva nella capanna più alta, dalla quale si vedeva tutto il villaggio, le mongrovie della costa, le spiagge e la foresta appena dietro. Da un balconcino pendeva un’altalena, e dondolare da quell’altezza era un’emozione riservata ai rebubula o ai gabbiani. I ciondoli di conchiglie alle finestre suonavano mossi dal vento…”

Un villaggio dove la gara dei rutti è una gioco divertente e ai partecipanti non interessa vincere ma solo divertirsi. Se arriva un elemento di disturbo come un delfino, allora il gioco si fa più bello. Nuotare e tuffarsi con lui diventa qualcosa di magnifico che tutti vorrebbero fare, lasciando perdere qualsiasi forma di competizione.

Diventare rebubula a dieci anni è importante per qualsiasi bambino di Yeyewata e per Cocopa e i suoi amici diventa qualcosa che li porterà ad affrontare pericoli inimmaginabili, ma che con il coraggio di chi non si arrende li farà andare avanti per diventare sempre più coraggiosi.  Infine aggiungo che i personaggi di questa storia  hanno un modo di esprimersi tutto loro, che all’inizio potrà far storcere il naso ai lettori, ma poi diventerà parte della trama e divertirà sempre più.

“OPA! OPA! OPAAA!!”

Il ballo, il canto, i sogni, l’amicizia  e delle simpatiche illustrazioni accompagneranno Cocopa e il lettore nel lungo viaggio alla ricerca dei  Vulcani di ghiaccio.

Consigliato ai bambini sopra i 9 anni  e agli adulti che per un po’ vogliono diventare dei piccoli sognatori .

Il mio voto è

4 pinguini lettori.

Ringrazio la Fanucci Editore per questo libro.

A presto con le mie recensioni,

Lucia M.

I commenti sono sempre molto graditi.

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Recensione SteamBros Investigations: L’armonia dell’imperfetto

03/02/2018 Recensione

SteamBros Investigations: L’armonia dell’imperfetto

di Alastor Maverick  L.A. Mely 

Autori: Alastor Maverick e L.A. Mely 

Genere: Steampunk/Giallo

Costo ebook: 2,99 euro

Costo cartaceo: 14,90 euro (Costo Amazon 12,67)

Collana: Dark Zone

Pag 150

Link d’acquisto qui

 

Sinossi

Il mondo è dominato dalla meraviglia dei motori a vapore e delle macchine elettriche. La gloria e il lusso appartengono ai ricchi e ai potenti che lasciano le classi meno abbienti a vivere nella miseria. In questo miasma di fumo e carbone emergono le menti più brillanti, siano esse volte al crimine o alla giustizia. Nicholas e Melinda Hoyt sono due investigatori privati, schierati al servizio della giustizia, fondatori dell’agenzia “Hoyt Brothers Investigations”. Quando un apparente caso di suicidio porta a galla frammenti del loro passato, solo una grande dose di fortuna, intelligenza e vapore potrà far emergere la verità e salvargli al vita.

La mia recensione

I protagonisti sono i due fratelli Hoyt:  Melinda e Nicolas. Due personaggi molto diversi tra loro: lei impetusosa, arrogante e antipatica, lui razionale, sensibile e affascinante. Quando erano piccoli hanno perso la sorella maggiore. Non perché sia morta:  Emma Hoyt è sparita. Nessuno sa che fine abbia fatto. Questo trauma li segnerà per tutta la vita, soprattutto a Melinda che non sopporta nessuno, che vive come un maschio e che perde le staffe facilmente.  Saranno affidati allo zio, un bibliotecario, con loro molto amorevole, ma che per certi versi caratterialmente simile  alla nipote: attendo, scrupoloso e irruento. Il lavoro in biblioteca e  la conoscenza assimilata leggendo pagine e pagine di libri,  li ha portati a farsi tante domande e a capire che solo loro potevano scoprire che cosa fosse accaduto alla loro amata sorella. Così decidono di aprire una agenzia investigativa: la SteamBros  Investigations  che tradotto letteralamente significa le investigazioni dei Fratelli Vapore.

Tutti li conoscono a Londra: una città caotica e piena di fumo per le ciminiere delle fabbriche di carbone.  Dove troviamo gente  che a malapena sbarca il lunario e gente ricca, aristocratica  e curiosa dei fatti altrui.

E qui che viene trovato morto Mrs Bamminton. Inizialmente la sua morte viene etichettata come un suicidio, che è quello che pensa il capitano Morris, capo della polizia investigativa di Londra, ma i fratelli Hoyt irrompono con il loro fare arrogante e saccente per smontarne subito la tesi: omicidio.

A quel punto sarà un continuo susseguirsi di indizi, supposizioni per arrivare alla risoluzione del caso.

Ma veniamo al dunque. Un romanzo che inizialmente ho letto con fatica. La forma di alcuni capitoli, la costruzione degli eventi, troppo meccanica, quasi si volesse per forza ricalcare le orme di Arthur Conan Doyle, invece di dare una chiave e uno stile più moderno, considerando che è scritto nel ventumesimo secolo e chi lo legge  ne fa parte. Poi  i personaggi che non riuscivo a fare entrare nella mia testa insieme ad un’antipatia non da poco  verso Melinda Hoyt. Non sopportavo il suo modo meccanico con cui, quando le si accendeva la lampadina in testa,  prendeva un nastro nero avvolto attorno al polso per legarsi i capelli, prima raccolti in un una lunga treccia, in un impeccabile chignon.

Per fortuna dalla seconda parte in poi è cambiato qualcosa. La storia è diventata più appassionante e più scorrevole.  I protagonisti Melinda e Nicholas hanno iniziato ha mostrare il loro vero carattere. Soprattutto Melinda che ha buttato per un attimo la sua corazza ed ha mostrato la sua  vera natura: fragile e romantica.

Poi ho apprezzato tantissimo quella nota di Steampunk che hanno aggiunto gli autori alla storia. Un sidecar che camminava per le strade fumose di Londra, amato e curato quasi come un creatura vivente da Nicholas e che accompagna i due investigatori nelle loro avventure.  La casa della cartomante Lady Stella che all’occorrenza si trasforma quasi in un camper a motore. La stessa cartomante che sembra una sprovveduta ma che in realtà è una donna brillante che sa il fatto suo e che spero di ritrovare nei libri successivi di SteamBros. Il capitano Morris, il povero uomo che pur di sbrigarsi, fa congetture sempre sbagliate, ma che in realtà insieme alla moglie calva e grassa, diverte con la sua ingenuità  e le sue battute fuori luogo. Infine c’è anche lo zio dei fratelli Hoyt , il bibliotecario, che ho trovato una figura affascinante, perché con sue lenti da orologiaio, sistema con cura non gli orologi, ma i libri. Li ama e li conserva con passione e dedizione. La stessa che ha dedicato ai suoi due nipoti crescendoli e insegnandogli  a vivere a modo suo.

Il finale è perfetto nella risoluzione del caso, come un romanzo giallo di tutto rispetto, che ha fatto salire il mio apprezzamento e mi ha fatto venire voglia di leggere assolutamente il seguito.

Alla fine del romanzo troviamo anche una sorpresa che approfondisce i peccati di gola dei fratelli Hoyt.

Di sicuro questo romanzo è un punto di partenza per altre storie dei due investigatori, nonostante una partenza lenta e a tratti noiosa, è riuscito alla fine ad avere la mia attenzione e il mio rispetto.

Il voto è

 

3,5 pinguini lettori.

A presto,

Lucia M.

Per saperne di più su Alastor Maverick  L.A. Mely puoi leggere l’ intervista qui

Degli stessi autori sono stati pubblicati i racconti gratuiti:

SteamBros Investigations: Halloween’s Hellgate

SteamBros Investigations: The first Christmas Carol

Clicca le emmagini per saperne di più (vai al link di amazon)

Recensione Il libro della polvere – La belle Sauvage di Philip Pullman

26/01/2018 Recensione

La belle Sauvage – Il libro della polvere di Philip Pullman

 

Editore Salani

Pag 476

Costo copertina rigida 18,00 euro

Costo ebook 11,90 euro

Link d’acquisto qui

Età di lettura: da 12 anni.

 

 

Sinossi

Malcolm Polstead ha undici anni, è curioso e diligente, di giorno va a scuola, di sera aiuta i genitori alla locanda sul fiume e fa qualche commissione per le suore del convento vicino. La sua vita scorre tranquilla, gli amici non gli mancano, si diverte con Asta, il suo daimon, soprattutto quando vanno in canoa, sulla Belle Sauvage. Fino al giorno in cui alla locanda arrivano tre misteriosi personaggi e finché alle suore non è affidata una bambina di pochi mesi, che Malcolm dovrà proteggere da un grave pericolo e alla quale sente di essere profondamente legato. È Lyra. Insieme a lei affronterà una sfida mortale e un viaggio che lo cambierà per sempre… Età di lettura: da 12 anni.


Scusate la mia assenza, ma gli impegni ultimamente non mi lasciano spazio per dedicarmi al mio blog. Vedrò di farmi perdonare lasciandovi questa recensione che ho scritto come sempre con il cuore.


La mia recensione

Ho iniziato a leggere questo libro piena di aspettative. Ho amato tanto la trilogia “Queste oscure materie” scritta da Philip Pullman  e l’attesa di un suo nuovo lavoro era tanta. Finalmente eccomi a condividere con voi le mie emozioni.

La belle Sauvage è la canoa del protagonista Malcom Polstead, un ragazzo di undici anni, molto curioso, responsabile, con una spiccata intelligenza e un coraggio da invidiare a qualsiasi ragazzino della sua età. La mattina va a scuola e la sera aiuta i suoi genitori alla locanda “Il Trout”  vicino alle sponde del Tamigi.  Vive con un daimon, Astra, una sorta di animale da compagnia, ma in realtà è Malcom stesso, la sua anima, la sua  coscienza fisica. Ogni essere umano nel mondo creato da Pullman ha un daimon, che lo segue dovunque e da cui non può assolutamente separarsi. Il daimon è di sesso opposto a quello della persona che lo possiede e nei bambini può assumere le sembianze di qualsiasi animale, ma quando si diventa adulti questa possibilità scompare e il daimon assume la sembianza dell’animale  più simile all’individuo a cui sta accanto. Guardando un daimon nel suo aspetto finale puoi vedere a volte chi è realmente la persona che ti sta davanti.

Nell’avventura di Malcom, Astra assume diverse forme, astuta e intuitiva proprio come il bambino.  A volte è un gufo per poter guardare meglio di notte, un furetto, una farfalla per volare, un pesce per non affogare, etc…

Tutto ha inizio una sera quando nella locanda, dove vive e lavora Malcom, arrivano tre tipi aristocratici e misteriosi che parlano di una bambina: Lyra, che chi ha letto la trilogia Queste oscure materie conosce già. La piccola Lyra deve essere protetta perché lei fa parte di un’antica profezia delle streghe e Malcom sarà proprio il bambino che la proteggerà, mettendo a rischio la propria vita.

La vita tranquilla e spensierata di Malcom inizierà a cambiare  lentamente e poi lo sconvolgerà come un fiume in piena sia allegoricamente che letteralmente. La polvere inizierà a mostrarsi sotto vari aspetti attraverso studi, apparizioni e congetture. Una presenza che suscita domande e incuriosisce mentre si scorrono le pagine del libro.

La Oxford di Malcom e Lyra

Lo scrivere di Pullman è come sempre perfetto, fluido, capace di trasportarti come per incanto nel suo universo, fatto di mistero, magia, paure e angosce, ma anche di amore e amicizia. Un mondo dove il bene e il male hanno una divisione ben netta, e dove una persona malvagia come Bonneville fa paura e terrorizza non solo Malcom ma anche il lettore. Una figura inquietante, come alcuni luoghi che l’autore descrive portando chi legge in un mondo diverso ma simile al nostro.

Malcom con la sua spiccata intelligenza e curiosità, alimentata dai libri che legge e dall’incontro con la studiosa delle idee Hannah Relf,  inizierà a scoprire un mondo fatto di spie, persone senza scrupoli e antiche profezie.  Lui, Lyra e Alice, una quindicenne aggressiva che lavora alla locanda, e naturalmente i loro daimon: Astra, Pantalaimon e Ben rispettivamente, affronteranno insieme un viaggio che li cambierà per sempre affrontando pericoli oltre la loro immaginazione.  Anche se Lyra è solo una neonata inconsapevole di tutto quello che la circonda, ma importante per la gente che la ama e per chi invece vuole solo eliminarla.

Se all’inizio il romanzo mi ha lasciato indifferente, forse perché l’autore vuole dare la possibilità a chi non conosce il suo mondo di scoprirlo gradualmente e, a chi come me ha letto la trilogia anni fa, a farne ritorno, la seconda parte invece è perfetta e non vorresti smettere di leggere o di lasciare l’universo di Malcom. Pullman è stato come sempre bravissimo a scrivere una nuova storia che fa sempre parte del mondo di Lyra, ma a se stante. La belle Savuage può essere letto da chiunque ha già conosciuto o ancora non conosce il mondo creato dall’autore, perché la trilogia Queste oscure materie e Il libro della polvere sono ambientati in due periodi differenti e  perché le storie scorrono parallelamente come ha detto lui stesso. Naturalmente non posso che consigliarlo assolutamente a chi ama il fantasy  e a chi vuole scoprire un universo in cui l’uomo non è mai solo perché porta con se un daimon, la sua anima e il suo compagno fedele, dove il male è così palese da far paura.

Quando finisci un libro e vorresti non lasciare il suo protagonista, Malcom, allora significa che l’autore ha fatto centro, e Philip Pullman lo ha fatto. Non vedo l’ora di leggere il seguito di questo romanzo e spero che risponda alle domande che sono rimaste in sospeso. Per questo il mio voto è

4,5 pinguini lettori.

A presto,

Lucia M.

I commenti sono sempre molto graditi.

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