21/03/2026 Segnalazione “Identità rimosse” di Gianluca Villano

Oggi inizia la primavera, almeno sul calendario. Dopo giorni di pioggia, stamattina è tornato anche il sole, e mi piace pensare che sia un invito al cambiamento. Così per darle il benvenuto, cambiamo il look al sito e pubblichiamo un nuovo articolo.
Il blog ha il piacere di presentare “Identità rimosse“, il nuovo romanzo di Gianluca Villano. Si tratta di un thriller di fantascienza ambientato in un futuro post-apocalittico sorprendentemente vicino al nostro presente. Di seguito trovate la trama, la cover e qualche curiosità condivisa dall’autore su questa sua nuova avventura narrativa.

Se ti va, puoi ascoltare la mia voce mentre leggo questo passaggio.

Editore ‏ : ‎ Youcanprint
Data di pubblicazione ‏ : ‎ 19 febbraio 2026
Genere: fantascienza
Lunghezza stampa ‏ : ‎ 280 pagine Costo cartaceo: 15,67 euro

In un futuro dove ogni scelta è guidata da un assistente virtuale e il benessere collettivo è regolato da un’Intelligenza Superiore infallibile, la vita scorre priva di imprevisti. Jonathan abita questo mondo ordinato fino al giorno in cui scopre che il passato può essere cancellato con un semplice comando digitale. La ricerca di suo padre, svanito dai registri della storia, lo spinge oltre i confini della legalità, trasformandolo in un fuggitivo in cerca di verità tra le luci azzurre di metropoli ipertecnologiche e le rovine silenziose del vecchio mondo. Il Progetto Sharing promette l’evoluzione definitiva della specie umana, ma nasconde un segreto legato a una nuova generazione di individui direttamente connessi alla rete globale. Jonathan possiede una capacità rara che gli permette di percepire le emozioni di chi è stato “rimosso”, un dono che lo rende l’unico ostacolo ai piani di una potente Fondazione scientifica. Lungo il cammino troverà alleati inaspettati, uniti dalla volontà di recuperare la propria umanità. Questo romanzo esplora il valore dei legami biologici e il peso della memoria in un’epoca che sembra aver dimenticato il significato del dolore e della libertà

Per la storia che avevo in mente di raccontare avevo bisogno di un futuro tecnologico, pur costellato di problematiche ambientali, vedi la necessità di munirsi di una pellicola organica protettiva contro le radiazioni solari. Chissà che un giorno non si arrivi a una cosa del genere, una sorta di crema ad assorbimento automatico, passando sotto una doccia o attraversando un velo appositamente generato come nel romanzo. Mi viene in mente che potrebbe anche colorare la pelle e diventare una moda, ma non divaghiamo. Sin dall’inizio ho cercato di sviluppare al meglio l’idea di una società dove non esistessero più scuole e università, una società dove gli embrioni si sviluppassero in una incubatrice dal terzo mese di gravidanza, dove i figli potessero essere allevati e formati all’interno di strutture, i Collegi, qualora i genitori biologici preferissero o desiderassero non occuparsene. Naturalmente mi sono documentato a riguardo e ho interpellato una psicologa e una studentessa di psicologia, soprattutto per individuare i casi più eclatanti di depressione causati da un simile contesto.

Sketch della copertina del nuovo romanzo realizzato da Cristina Calvagno

«Benvenuto nel Complesso Residenziale della Sacra Famiglia. L’architettura, caratterizzata da linee fluide e curve organiche è ispirata all’arte di Antoni Gaudì, architetto spagnolo, considerato il migliore interprete del modernismo catalano, tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo» recitò soavemente la voce di Master, mentre sui monitor al centro della chiostrina scorrevano le immagini delle realizzazioni dell’artista. Pedrera City era una metropoli costruita all’ombra di uno tra i più prestigiosi collegi scientifici dell’ovest europeo, il Collegio Yale e tutti gli edifici che la costituivano riprendevano il tema dell’artista, compresi quelli del comprensorio residenziale dove si trovava adesso.
L’Intelligenza Superiore avrebbe almeno potuto riconoscere di averglielo ripetuto per la millesima volta. Lui non era un esperto d’arte del passato e i palazzi che lo circondavano gli avevano sempre dato l’idea di trovarsi all’interno di una stazione spaziale. Soprattutto il bianco, presente ovunque, le forme arrotondate e le vetrate ampie alla maniera degli oblò.
Restò immobile con il pollice rivolto verso il pannello touch-screen retroilluminato, sul quadrante con il sensore di riconoscimento delle impronte digitali.
Si trovava nel cortile interno, circondato dalle quattro torri composte da moduli abitativi sovrapposti, davanti al Blocco Sud-Est, quello dove alloggiava suo padre. Ma nessuno dei suoi conoscenti lo avrebbe denominato in quel modo arcaico, neanche sua sorella. “Genitore biologico” lo avrebbero corretto. E alloggiava rigorosamente al piano terra e dal momento che aveva deciso di trasferirsi a Pedrera City, quella di non allocarsi oltre il secondo piano era stata l’unica scelta che era riuscito a imporgli. Solo che il controllo remoto del suo modulo sembrava disattivato e per entrare avrebbe dovuto farsi aprire da Master, dopo aver effettuato l’identificazione.
«Non sono previste precipitazioni, oggi. Temperatura giornaliera massima di 35°C» lo informò la voce metallica di Master. «Giornata ideale per una passeggiata al parco con il tuo animale domestico o per fare jogging» continuò.
Un bip irruppe improvvisamente nel silenzio ovattato che attanagliava i suoi pensieri e balzò di colpo, roteando il polso con lo smartwatch per farlo smettere.
“Stai calmo” si ripeté, con il cuore che aveva preso a battere più forte, a tratti forse in maniera preoccupante, come se volesse uscirgli fuori dal petto.
“Non è possibile che ogni volta…”.
«Ha bisogno di assistenza?» irruppe di nuovo la voce virtuale, questa volta diffondendosi dal suo dispositivo.
Era rimasto fermo per troppo tempo e i sensori dovevano aver registrato il suo livello esagerato di stress.
«È tutto a posto, sto pensando…». Ma si era espresso male. Come avrebbe interpretato un programma quell’affermazione? Avrebbe dovuto dire semplicemente di aver bisogno di tempo per decidere cosa fare.
Il problema era che la sua vita gli stava stretta. Era colpa della sua famiglia biologica? Perché non lo avevano fatto crescere nel Collegio Accademico Kliver anche dopo la nascita? Si erano privati di lui già dal terzo mese di procreazione, cosa gli sarebbe costato lasciarlo nelle mani degli istruttori virtuali fino all’età dell’inquadramento? Quelli che lo avevano fatto avevano figli decisamente più allineati allo sviluppo cognitivo richiesto dalle nuove generazioni. E invece no, perché la sua famiglia era antiquata, proprio come lo store che gestiva suo padre.
Per sua sorella era stato diverso, però. Con lei era stata spezzata la tradizione.
«Desidera che le inoltriamo un appuntamento per un programma psichiatrico?».
«Non è necessario» rispose seccamente. Il suo livello di ansia doveva aver raggiunto valori preoccupanti. Perché in tutto questo, non aveva mai trovato la forza di reagire, di cambiare il destino mediocre che gli era capitato. “Ti sei parcheggiato” gli aveva sempre detto suo padre, così insensibile da non comprendere quanto contribuisse ad avvilirlo ulteriormente.
«Desidera nuove emozioni lavorative? È scontento delle sue attività ludiche? Chieda al suo Coach e Master le proporrà sicuramente delle entusiasmanti alternative». La voce venne divulgata dagli speakers del monitor gigantesco che era rivolto verso di lui, ma evitò di voltarsi per guardare le immagini di propaganda. “Già, come no?”. In realtà la sua attuale occupazione non era tanto male, sicuramente meglio di starsene a catalogare vecchie anticaglie.
Eppure c’era stato un tempo che aveva cercato l’approvazione del suo vecchio, mostrandosi interessato. C’era stato un tempo che non se la sarebbe presa così facilmente come adesso per qualsiasi cosa. “Sei capace solo di lamentarti” si disse.
Appose il pollice sulla placca, sospirò e disse: «Master, il mio genitore biologico è in casa?».
Trascorse più di un secondo, troppo per un sistema di controllo. Ma potevano esserci dei guasti, che non erano poi così poco frequenti.
«Signor Jonathan, il suo genitore biologico non esiste».

Gianluca Villano (Tivoli, 06 Gennaio 1975) è uno scrittore italiano.
Ha pubblicato racconti sulle riviste: Kaos (1996), Ellin Selae (2017), Il Grimorio del Fantastico (2022), Spazio
Lettura (2023).
Ha pubblicato con Youcanprint la Saga della Corona delle Rose (2016-2023), che ha venduto più di 2400
copie.
Ha ricevuto una Menzione d’Onore al Premio Internazionale Il Convivio (2009). il romanzo distopico post-
apocalittico Linee di morte è stato Selezionato per il Premio Avalon (2025).
Vive a Palombara Sabina (Rm) e partecipa regolarmente a incontri letterari nelle scuole e negli eventi
ludico-culturali come Romics, Lucca Comics & Games, La Festa dell’Unicorno.
Ha tenuto presentazioni al Salone del Libro di Torino e al Pisa Book Festival (2017).
Ha la capacità di tratteggiare i suoi personaggi rendendoli estremamente umani, determinando
un’immediata empatia con il lettore; riesce a intrecciare storie che hanno un ritmo elevato e coinvolgente,
lavorando sull’alternanza tra un vissuto personale, intimo ed una narrazione avvincente di eventi epici.

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Spero di avervi incuriosito. Se vi piacciono i thriller di fantascienza, questo romanzo questo romanzo potrebbe davvero fare al caso vostro

A presto,

la vostra blogger Lucia.

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