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27/07/2021 Recensione “Le sette sorelle. Ally nella tempesta” di Lucinda Riley

Cari lettori,

oggi vi racconto il mio pensiero sul secondo volume della serie “Le sette sorelle” di Lucinda Riley, scrittrice venuta a mancare da poco più di un mese. La sua morte mi ha lasciato senza parole, perché oltre ad apprezzarla come donna e scrittrice, avevo da pochi giorni terminato questo suo libro. Per svariati motivi, tra cui alcuni problemi agli occhi che hanno rallentato di molto anche le mie letture, ho aspettato un po’ prima di scrivere e pubblicare la mia opinione su questo romanzo.

Editore: Giunti Editore
Anno edizione: 2015
In commercio dal: 4 gennaio 2016
Pagine: 608 p., Brossura

TRAMA

La giovane Ally, velista esperta, è distesa al sole di uno yacht in mezzo all’Egeo e sta vivendo uno dei momenti più emozionanti della sua vita: l’intesa professionale con il famoso skipper Theo Falys-Kings si è da poco trasformata in un amore appassionato. Ma la loro felicità viene bruscamente interrotta dalla notizia della morte di Pa’ Salt, il magnate svizzero che ha adottato Ally e le sue cinque sorelle e che ha lasciato a ciascuna una serie di indizi per mettersi sulle tracce del loro passato. Ally è troppo sconvolta per esaudire la volontà di suo padre; vuole solo abbandonarsi nelle braccia di Theo e ritrovare un po’ di serenità: non sa però quello che sta per succederle, né sa che presto dovrà gettarsi nella lettura del volume lasciatole da Pa’ Salt, la burrascosa storia di Anna Landvik, una cantante d’opera norvegese che nella seconda metà dell’Ottocento divenne la musa del compositore Edvard Grieg. Ed è proprio nella gelida e romantica Norvegia che Ally dovrà scoprire cosa la lega a questa donna misteriosa.


“Ally nella tempesta” è il secondo romanzo della serie “Le sette sorelle” dell’ autrice irlandese Lucinda Riley. La saga composta da sette libri vede protagoniste sette giovani donne. Ognuna porta il nome delle stelle che fanno parte della costellazione delle Pleiadi: Maia, Alcione detta Ally , Asterope detta  Star, Celeno  detta Cece, Taigete  detta Tiggy, Elettra e Merope. Per chi non lo sapesse le Pleiadi erano le  figlie di Atlante, il titano a cui Zeus aveva affidato il compito di sostenere la Terra, e di Pleione, la dea protettrice dei marinai.

Quando erano ancora piccole, Pa’ Salt, un uomo avvolto dal mistero, le ha adottate. Ciascuna di loro non conosce le proprie origini, ma alla morte del loro padre adottivo, attraverso degli indizi lasciati proprio da lui, come le coordinate incise su una sfera armillare posta nel giardino della loro casa, scopriranno il loro passato.

 “Cominciai a pensare alle coordinate sulla sfera armillare e al fatto che i segreti che racchiudevano potevano sconvolgere completamente ciò che ognuna di noi conosceva – o non conosceva – a proposito della propria vita.”

In realtà, chi segue la serie, sa già che le sorelle adottate da Pa’ Salt sono sei, ma nel settimo libro si parla di Merope, la sorella perduta…

Oggi, però, è il momento di parlare di Alcione, conosciuta con il nome Ally.

Ally è la seconda sorella, una ragazza tenace , coraggiosa  e volitiva e con più di un talento. Lei è una velista di successo e una musicista, ma questa ultima dote, per qualche strano motivo, inizialmente non sembra suscitare più il suo interesse. Ma sarà proprio la musica, a farle scoprire il proprio passato.

Nella mitologia greca, come scrive la stessa autrice in un’appendice del romanzo, Alcyone, la seconda delle sorelle, è conosciuta come una leader, e la sua stella è una delle più luminose della costellazione. Durante i giorni di Alcyone, quando il mondo si riempie di gioia, prosperità e tranquillità, il personaggio mitologico posa lo sguardo sul Mar Mediterraneo, rendendolo calmo e sicuro per i naviganti.

Quando inizia la storia della nostra protagonista, Pa’ Salt è ancora vivo ed Ally vive la sua vita tra il mare e un nuovo amore.

In un momento in cui Ally assapora la felicità, il mondo inizia a prendere una direzione diversa: Pa’ Salt non c’è più. Da questo momento inizierà a porsi delle domande che la porteranno indietro nel tempo e alla scoperta delle sue origini.

Come nel precedente romanzo accanto alla storia della protagonista vivremo la storia della sua antenata Anna Andersdatter Landvik . Questa volta la Reley ci porterà in una terra lontana: la Norvegia. Nazione bellissima che ho avuto il piacere di visitare e dove spero di ritornare.  

Inizialmente vedremo Anna spensierata nella sue montagne, in una contea del sud della Norvegia. Dalle montagne ci sposteremo alla città, dove la giovane Anna con il dono di una voce incantevole, incontrerà attori, musicisti e cantanti che faranno da sfondo alla sua storia. Non posso aggiungere altro alla trama, perché altrimenti svelerei troppo. La tentazione è sempre forte.

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Il romanzo “Ally nella tempesta”, inizialmente non mi ha colpito come invece era successo con il primo volume della serie “Le sette sorelle”. Perché il personaggio di Ally mi è sembrato inizialmente noioso, anche se essendo una velista e solcando i mari, la sua vita non si può considerare una noia, ma una continua avventura.

Non si è mai preparati all’arrivo di una tempesta e infatti, nel momento in cui arriva, sconvolge la vita di chi incontra al suo passaggio. Tempesta reale e tempesta intesa come una metafora della vita. Ally cerca di aggrapparsi a qualcosa e lo fa cercando di scoprire il suo passato. Attraverso una storia, lasciata da Pa’ Salt, conosce la vita della sua antenata Anna e scopre le sue origini.

Da questo punto in poi ho iniziato ad amare il romanzo. Forse perché mi piace scoprire le storie passate o forse perché la stessa protagonista Ally cambia. Il suo modo di vedere le cose e di affrontare il dolore mi ha stupita. Il coraggio, la voglia di andare avanti nonostante ciò che le è capitato mi hanno portato ad affezionarmi a lei.

Lucinda Riley ha la capacità di creare dei personaggi veri, di stupire man mano che si va avanti con la lettura dei suoi scritti.

Mi ha incuriosito molto il personaggio di Anna, anche se non ho apprezzato le sue scelte. Forse troppo ingenua e orgogliosa, mi ha fatto scoprire un mondo di una lontana Norvegia in cui le donne sole non avevano vita semplice senza l’appoggio di un uomo. Nonostante tutto alla fine  Anna è stata una donna fortunata, grazie probabilmente alla sua capacità di incantare con la sua voce, nonostante le sofferenze e le rinunce che ha dovute subire.

Avrei preferito sapere un po’ più di lei, ma la sua storia rimane alla fine avvolta da un velo di mistero.

Gli ultimi capitoli di questo romanzo mi hanno piacevolmente colpita. Lasciano al lettore una dolcezza,  una tenerezza  e una speranza che in questo momento non possono che far bene.

Per concludere posso dire che l’autrice con la sua scrittura chiara, scorrevole e con la sua capacità di portare in luoghi lontani nel tempo e nello spazio è riuscita nuovamente a conquistarmi. Forse se la prima parte del romanzo non mi avesse in parte annoiato  o fosse stata più sintetica, anche se fondamentale per lo sviluppo della storia di Ally, avrei apprezzato in toto la storia.

Anche questo viaggio in Norvegia è stato bello e sicuramente continuerò a leggere le storie delle sette sorelle.

Lo consiglio a tutte le donne che non si arrendono, alle combattenti, a chi cerca un sogno in cui credere e a chi spera fino alla fine.

Il mio voto è 4 pinguini lettori.

Per oggi è tutto,

se vi va, lasciate pure un commento.

A presto,

Le immagini sono prese da internet.

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16/07/2021 Segnalazione “Guida turistica per sognatori” di Alessandro Ricci

ARRIVA IN LIBRERIA “GUIDA TURISTICA PER SOGNATORI”

LE FIABE PER BAMBINI E PER ADULTI DI ALESSANDRO RICCI

Ciao amici,

per la mia “Rubrica Piccoli e Giovani Lettori” vi presento una nuovissima uscita NPS Edizioni: Guida Turistica Per Sognatori di Alessandro Ricci. Che ne dite di scoprirlo insieme?

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Guida turistica per sognatori
Autore: Alessandro Ricci
Illustrazioni: Stefania Franchi
Casa editrice: NPS Edizioni
Genere: narrativa per ragazzi
Formato: cartaceo
Prezzo: 12 euro
Pagine: 84
ISBN: 978-88-31910-392
Uscita: 15 luglio 2021

Quarta di Copertina

Forse non lo conoscete, ma Eugene De Lollis è il più grande esploratore della storia. Lo so bene, visto che l’ho cresciuto io. Mi chiamo Arnoldo e sono il suo fedele maggiordomo.
Sognatore instancabile, Eugene fin da bambino ha mostrato un’inesauribile voglia di avventura, tanto da diventare il più giovane membro della S.M.E.G.A. (Società Mondiale Esploratori e Grandi Avventurieri).
Chissà quali fantastiche scoperte ci avrebbe regalato, se non fosse scomparso misteriosamente!
Di lui mi resta solo qualche foto e il suo diario.
In questo sorprendente quadernetto sono annotate le sue stupefacenti scoperte, segreti indicibili e misteri millenari.
Per questo vi ho invitato qua: per leggerlo assieme a me.
Siete stati scelti tra milioni di bambini per intelligenza e acume, coloro che condivideranno i segreti del favoloso diario.
Pronti per l’avventura?!

Estratto

Nella vita a volte ci sentiamo inutili, o in ritardo, perché l’occasione che gli altri hanno colto a noi non si è presentata. In realtà siamo esattamente dove dobbiamo essere e non riuscire a fare quello che fanno tutti non significa che siamo sbagliati, significa solamente che il nostro destino non si è ancora compiuto.


Viareggio, 10 luglio 2021 – Arriva in libreria “Guida turistica per sognatori”, nuovo libro di Alessandro Ricci, edito da NPS Edizioni (12 euro), il marchio editoriale dell’associazione “Nati per scrivere”: una raccolta di fiabe per bambini, adatte e godibile anche per gli adulti che non vogliono rinunciare alla capacità di sognare.

Guida turistica per sognatori” raccoglie otto avventure del simpatico Eugene De Lollis, giovanissimo membro della S.M.E.G.A., la Società Mondiale degli Esploratori e dei Grandi Avventurieri, raccontate dal suo fido maggiordomo Arnoldo. Un viaggio alla scoperta del mondo animale, per invitare i giovani lettori a essere curiosi, a farsi domande, a non smettere mai di sognare, nemmeno da grandi, proprio come ha sempre fatto Eugene, che in questo modo è riuscito a svelare numerosi misteri.

Alessandro Ricci, scrittore garfagnino, adora scrivere storie per ragazzi, lasciandosi ispirare dalle atmosfere di Roald Dahl e Gianni Rodari.

«Credo che la fantasia sia una risorsa importantissima, aiuta i bambini a fare scorte di ottimismo, che li aiuterà ad affrontare le brutture della vita» dichiara l’autore. «È importante mantenere uno sguardo da sognatori sul mondo, un filtro fantastico che ci permetta di plasmare la realtà, sia da bambini che da adulti».

Il libro è impreziosito da numerosi disegni a colori, realizzati dall’illustratrice Stefania Franchi, che accompagnano i ragazzi nella lettura.

Guida turistica per sognatori” è ordinabile sul sito NPS Edizioni, in libreria e sugli store di libri dal 15 luglio 2021. A breve inizierà anche il tour promozionale che porterà l’autore in giro per la regione a presentare il libro e incontrare i lettori: prima tappa il 30 luglio a Molazzana, a seguire Gallicano, il 12 agosto, e Borgo a Mozzano, il 20 agosto.

Per informazioni è online anche la pagina Facebook: Alessandro Ricci Autore.

Biografia autore: Alessandro Ricci

Vivo in Garfagnana e invento favole da quando sono piccolo, e anche da adulto metà della mia vita si svolge in mondi fantastici. Sono nato il 15 dicembre 1981, ricordo benissimo che era martedì: non che cambi qualcosa, ma è sempre meglio che nascere di lunedì. Il lunedì non piace a nessuno.
Sono stato uno studente pigro e indolente, ma sono un lettore appassionato, soprattutto di autori come Dahl e Rodari, i principali colpevoli del mio istinto a viaggiare per mondi fantastici e di raccontare alle persone quello che scopro. Più che uno scrittore, sono una guida turistica.
Per NPS Edizioni ho pubblicato il romanzo di formazione “Il giovane Achille” e ho partecipato con i miei racconti ai volumi 2 e 3 di “Bestie d’Italia” (NPS Edizioni).

Facebook: Alessandro Ricci Autore
Instagram: Alessandro Ricci Autore

Biografia illustratrice: Stefania Franchi

Sono nata il 23 dicembre del 1985, ma indipendentemente da quando leggerete la mia biografia sappiate che dimostro molti anni meno. In tutti i sensi.
Amo la musica, il cinema, la letteratura fantastica e il disegno, la mia più grande passione. Disegno fin da quando ho memoria, frequento corsi di pittura e grafica.
La mia passione per l’arte visiva ha avuto parecchie sfaccettature: dalla realizzazione di quadri e lavori artigianali, a caricature e disegni per partecipazioni matrimoniali, fino alle illustrazioni per libri.

Profilo Instagram: Stefania Franchi Art

Contatti:

L’associazione culturale Nati per scrivere nasce nel 2016 a Viareggio, da un gruppo di appassionati lettori, decisi a promuovere la cultura del libro e a valorizzare gli scrittori emergenti, soprattutto locali. Organizza eventi e incontri letterari, reading e laboratori di scrittura. Nel 2018 ha lanciato il marchio editoriale NPS Edizioni, specializzato in storie fantasy, horror e mistery per tutte le età.

Associazione culturale Nati per scrivere:
Piazza Diaz 10
55041, Camaiore (LU)
Sito NPS Edizioni: https://www.npsedizioni.it/
Pagina Facebook NPS Edizioni: https://www.facebook.com/npsedizioni/


Per oggi è tutto. Spero che questa storia per bambini, ma anche per adulti vi abbia incuriosito. Lasciate un commento se vi va.

A presto,

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06/07/2021 Segnalazione “Il coloralibro della famiglia GBR”

Ciao amici,

ringrazio la De Agostini per questo gradito regalo: Il coloralibro della famiglia GBR. Non è per me, ma per la mia piccola Elisa che ha da poco completato il ciclo della scuola materna e che a settembre, ahimè, andrà alla prima elementare. Quando le è stato consegnato il diploma con sottofondo “We are the Champions” dei Queen, ho pianto a dirotto per l’emozione. Anche lei sta crescendo e nonostante ha poco più di cinque anni, non nego che mi sarebbe piaciuto lasciarla all’asilo per un altro anno ancora, ma lei stessa mi ha chiesto che desidera frequentare la scuola dei grandi. Sembra pronta…Speriamo bene.

Elisa è una fan della famiglia GBR (Giochi per Bambini e Ragazzi); una famiglia composta da mamma, papà e due figli e che gestisce un canale you tube. Loro si occupano di recensire giocattoli di tutti i tipi in modo simpatico e divertente, attraverso il gioco vero e proprio.
Danno dei veri consigli sul come funziona un determinato gioco e molte volte, la stessa sottoscritta rimane a guardarli come una bambina.

Consiglio il loro canale e ovviamente il nuovo coloralibro, ricco di tante attività.

Trovate altre informazioni leggendo l’articolo; vi lascio alcune foto dell’interno per farvi un’idea.

Data di uscita: 8 giugno | Pagine 132 | euro 12,90

Tanti giochi per divertirti insieme alla famiglia più giocherellona di Youtube con oltre 1 milione di iscritti sul canale YouTube GBR – Giochi per Bambini e Ragazzi.

Una speciale sorpresa da scoprire con l’applicazione La scatola dei giochi.



ll Coloralibro della Famiglia GBR è un concentrato di attività pensate dalla famiglia più giocherellona di YouTube. Tantissime pagine da riempire di colori per scatenare la fantasia e divertirsi con sfide e attività scaccia noia. Gioca subito con la Famiglia GBR. Inquadra la copertina di questo Coloralibro con l’applicazione La Scatola dei Giochi: ti aspetta una sorpresa!

Davide, Alessandra, Nicolò e Matilde sono la famiglia GBR, una famiglia giocherellona che condivide e inventa nuovi giochi. Il loro canale GBR (Giochi per Bambini e Ragazzi) è il canale YouTube di giochi e intrattenimento per famiglia più seguito in Italia. 

La mia opinione

Credo che siano proprio i bambini a dare un’opinione e posso dire che questo coloralibro è ricchissimo di attività adatte a loro. Mia figlia che ama colorare non lo ha lasciato un attimo, sempre con le matite in mano per scoprire nuove pagine diverse l’una dall’altra. C’è ancora tanto da completare, ma abbiamo un’intera estate per farlo.

All’interno si trovano disegni da colorare per i più piccoli, challenge, immagini da scoprire attraverso dei percorsi da seguire, ricette e tante divertenti avventure che rendono questo coloralibro davvero interessante e fatto bene.

Grazie alla DeA Planeta Libri e grazie alla famiglia GBR che ci tiene compagnia.

Il nostro voto è:

5 pinguini lettori.

Per oggi è tutto, lasciate un’opinione, se vi va.

A presto,

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15 giugno 2021 – Recensione “Il regno segreto. Il libro della polvere (Vol. 2)” di Philip Pullman

Editore ‏ : ‎ Salani (5 novembre 2020)
Copertina rigida ‏ : ‎ 704 pagine

TRAMA

Sono passati dieci anni da quando abbiamo salutato Lyra Belacqua, adolescente seduta su una panchina del giardino botanico di Oxford nel finale di “Queste oscure materie”. Nel Regno Segreto la incontriamo di nuovo, quando ormai è diventata più grande, ma anche più disincantata e disillusa. In questo sequel, Lyra, ora ventenne, scoprirà luoghi dell’anima e del mondo di cui non aveva mai nemmeno immaginato l’esistenza e dovrà superare prove inattese e difficili che metteranno a dura prova il rapporto con il suo inseparabile daimon, Pantalaimon. Nel grande, rocambolesco viaggio che li attende sarà coinvolto anche Malcolm, che nella Belle Sauvage era un ragazzino con una barca e la missione di salvare una neonata dall’alluvione, e ora è un uomo con un forte senso del dovere e il desiderio di fare ciò che è giusto. Una nuova, avventura che si spinge oltre i confini di Oxford, attraverso l’Europa fino in Asia, alla ricerca di ciò che è stato dimenticato: una città creduta impossibile, un segreto nel cuore del deserto, il mistero della Polvere e una guerra tra fazioni sconosciute.

La mia recensione

Philip Pullman è l’autore fantasy che amo di più in assoluto, quindi l’arrivo di questo suo nuovo romanzo, “Il regno segreto”, secondo volume della trilogia del “Il libro della Polvere”, non poteva che allietarmi. Adesso che ho finito di leggerlo, mi sento un po’ orfana, anche se non mi ha suscitato le stesse emozioni della sua trilogia più famosa: “Queste oscure materie”.

Se nel primo capitolo La Belle Sauvage della nuova trilogia, l’autore ci aveva riportato ai tempi in cui Lyra, la protagonista principale delle due saghe, era ancora una bambina di soli sei mesi, in questo secondo volume, Pullman ci presenta una Lyra diversa.

Lyra Linguargentina, nota anche come Lyra Belacqua, non è più la bambina piena di energia e immaginazione che abbiamo conosciuta in  “Queste Oscure Materie”, ma è una Lyra, ormai ventenne,  triste, arrogante e disillusa. Il  legame forte e indissolubile che aveva con Pantalaimon , detto Pan, il suo daimon, è svanito.

“Nessun essere umano normale poteva separarsi dal suo daimon in qualche modo; solo le streghe ci riuscivano senza problemi: Lyra e Pan condividevano un potere riservato solo a loro, conquistato a caro prezzo otto anni prima, nel mondo dei morti.”

La nuova Lyra e il suo daimon sono distanti; sembrano quasi due estranei. Ho sempre pensato, con un po’ di invidia, leggendo “Queste oscure materie”, che il mondo creato da Pullman fosse un luogo dove il bambino e l’adulto non si sentissero mai soli, proprio per la presenza dei loro daimon.

I daimon, nel mondo di Lyra, assumono la forma di un animale, spesso del sesso opposto dell’umano, e seguono l’umano dovunque.

Nel “Il Regno Segreto”, invece, la solitudine è presente in ogni pagina.

Pan non capisce più la sua compagna di vita e Lyra non capisce Pan. Non fa nulla per riavvicinarsi a lui. 

Quando, infatti, Pan è stanco di quello che sta capitando ad entrambi, prende una decisione drastica, inaspettata che porterà ad una riscoperta di ciò che lungo gli anni Lyra ha perso.

“Era stata la ragione a ridurla in quello stato. Lei l’aveva esaltata al di sopra di ogni altra facoltà. Il risultato era stato – ed era in quel momento – la più profonda infelicità che avesse mai provato.”

“Il regno segreto” è un romanzo dalle tinte oscure; un viaggio che porta i protagonisti della storia a mettersi più volte in discussione.

La ragione aveva mai realizzato una poesia, una sinfonia, un dipinto? Se la razionalità non è in grado di vedere cose come il Regno Segreto, e solo perché ha una visuale limitata. Il Regno Segreto esiste. Non è possibile vederlo usando la razionalità tanto quanto non è possibile pesare qualcosa con un microscopio: è lo strumento sbagliato per quell’operazione. Dobbiamo immaginare, non solo misurare…”

Insieme a Lyra troviamo Malcom che abbiamo già avuto modo di conoscere in “La Belle Sauvage”. Ormai uomo, cercherà di aiutare Lyra, come aveva fatto quando era ancora un bambino. Ancora più forte, coraggioso e astuto, riuscirà ad affrontare i pericoli che incontrerà durante il suo nuovo viaggio.  Un viaggio, non più confinato nel sui luoghi, ma un cammino che lo porterà lontano dall’Inghilterra e dai luoghi a lui familiari.

Pullman cattura il lettore con la sua scrittura scorrevole e profonda, mostrando un mondo non tanto diverso dal nostro, dove gli intrighi di potere, attraverso la supremazia del Magisterium, ne fanno da padrone.

Però a differenza degli altri romanzi, Lyra è fragile, sola e priva di quell’immaginazione che la rendeva speciale. Quasi alla fine del romanzo c’è una scena terribile, inaspettata, che mostra la visione negativa che Pullman ha degli uomini.  L’autore non si era mai spinto a trattare la violenza in modo così audace; Lyra si troverà ad affrontare da sola un dura e spaventosa battaglia.

Credo che “Il regno segreto” non sia adatto ai bambini. Non lo è neanche “Queste oscure materie” per alcuni temi trattati, ma dipende anche dalla diversa chiave di lettura che se ne dà.

Aggiungo, infine, che ci sono stati anche dei momenti in cui la lettura mi è parsa lenta e noiosa. Credo che la mia valutazione risenta soprattutto della lunghezza eccessiva e di questi momenti, anche se il romanzo approfondisce e ci fa scoprire aspetti del mondo di Lyra che non si conoscevano. Inoltre il finale del romanzo rimane troppo aperto a futuri sviluppi e questo mi ha lasciato un po’ con l’amaro in bocca.

Concludo dicendo che leggere Pullman mi lascia sempre qualcosa: i protagonisti, il mondo simile ma allo stesso tempo diverso dal nostro, la presenza dei daimon e della Polvere, il mondo segreto che si nasconde dietro le cose. Sono tutti elementi che rendono la lettura di questo romanzo affascinante e diverso dal solito fantasy.

Il mio voto è

3,5 pinguini lettori.

A presto,

Foto pubblicate sul mio profilo Instagram https://www.instagram.com/luciacreatori/ (Se ti va, seguimi)

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09 giugno 2021 “La Signora della neve” racconto di Ilaria Vecchietti

Ciao amici,

è sempre un piacere leggere i racconti di Ilaria Vecchietti, soprattutto se sono ambientati in Giappone. “La Signora della neve” fa parte della raccolta di racconti Novelle Giapponesi, edito da Idrovolante edizioni.

NOVELLE GIAPPONESI

A cura di Durio Detti e Linda Lercari

Titolo: Novelle Giapponesi
Di Autori vari
Editore: Idrovolante Edizioni
A cura di Durio Detti e Linda Lercari
Genere: raccolta di racconti

Sinossi

Una raccolta di lavori ispirati alla mitologia, alle tradizioni e agli aspetti più dark del Sol Levante. Racconti frutto della fantasia e della capacità dei valenti partecipanti che hanno voluto dare il meglio di loro stessi per un’avventura senza pari dove il Giappone non è un semplice luogo fisico, ma un altro pianeta in tutto e per tutto.


Ilaria riesce con bravura, a catapultare il lettore nella storia, anche se di poche pagine. La sua scrittura emana un sensazione di delicatezza e magia.

In questo racconto il cambiamento fa da padrone: cercare di cambiare se stessi e gli altri.

La mitologia e il folklore giapponese sono racchiuse nelle pagine di questo breve racconto attraverso la presenza di creature magiche e antiche, come la yuki-onna: uno spirito dalle sembianze di donna che appare durante le tormente di neve.

Se vi piaccione le leggende del Giappone, allora questo racconto fa per voi.


Altre info:

Novelle Giapponesi: raccolta nata in seguito al contest letterario “Racconta il Giappone” (2° edizione), indetto da Idrovolante edizioni (www.idrovolanteedizioni.it) in collaborazione con il sito Cultora (www.cultora.it)

Data di pubblicazione: 2021

Numero di pagine: 250

Link d’acquisto sul sito della casa editrice http://www.idrovolanteedizioni.it/libri/novelle-giapponesi/

Disponibile inoltre in tutti gli store online, in formato cartaceo ed ebook.


Spero che il racconto vi abbia incuriosito.

Lasciate un commento, se vi va.

A presto,

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21 maggio 2021 Segnalazione “Florentia” di Francesca A. Vanni

Ciao amici,

piano piano stiamo tornando alla normalità. Ieri ho anche ripreso le mie lezioni strong di fitness al parco, con il gruppo con cui mi alleno da alcuni anni. Ho una coach formidabile e meravigliosa. Dopo la sua lezione di un’ora e mezza, mi sentivo energica come non mi succedeva da un po’. Stare in compagnia e prendersi cura di se stessi e del proprio corpo, aiuta a risollevare lo spirito e in questo periodo serve tantissimo.

Ma parliamo di libri, oggi vi presento il nuovo romanzo di Francesca A. Vanni: Florentia. Che ne dite di scoprirlo insieme?

“Florentia” di Francesca A. Vanni


TITOLO: Florentia
AUTORE: Francesca A. Vanni
GENERE: Romanzo storico
CASA EDITRICE: StreetLib Selfpublishing
In vendita nei negozi
StreetLib Stores, Kobo, IBS, Feltrinelli,
Libreria Universitaria, Unilibro, Bookrepublic e tanti altri ancora!

TRAMA

È mezzanotte in Piazza della Signoria.
Un uomo e una donna si incontrano, all’ombra del Palazzo Vecchio e al cospetto delle silenziose statue della Loggia, per leggere un misterioso libro…
Dieci storie per dieci fra le più note personalità che hanno contribuito a rendere celebre il nome di Firenze.
Francesca A. Vanni rende omaggio con la sua penna a una delle città più belle del mondo.
Immergetevi nelle magiche atmosfere di quest’opera, lasciatevi incantare dalla fantasia dell’autrice ed emozionatevi nel riscoprire le meraviglie della splendida e immortale Firenze.

ESTRATTO

Le campane di Santa Maria del Fiore annunciarono con aria grave e solenne il sopraggiungere della mezzanotte.
Dodici cupi rintocchi riecheggiarono distintamente per le vie di Firenze, rischiarate in parte dalle luci artificiali dei lampioni oppure dai fari abbaglianti di qualche auto solitaria che sfrecciava diretta verso mete ignote.
Gli sguardi marmorei delle centenarie statue che abbellivano la Loggia di Piazza della Signoria si posarono ammirati e curiosi su un uomo nerovestito che avanzava con passo lento e misurato verso un tavolino di cristallo apparso dal nulla al centro del grande spiazzo deserto, finemente abbellito da una tovaglia ricamata di lino bianco.
Sopra di esso c’erano una bottiglia colma di vino rosso e due calici di fine cristallo.
Lo sconosciuto non dimostrava più di quarant’anni, il viso affilato era ingentilito da profondi e attenti occhi scuri, mentre le labbra piene erano atteggiate in un sorriso enigmatico.
Lisci capelli di un caldo castano sfioravano le ampie spalle, mettendo in risalto il bel volto.
Nella mano sinistra stringeva un libro senza titolo, rilegato in pelle rossa.
L’uomo si accomodò al tavolino, riservando per un lungo momento uno sguardo indecifrabile al colosso del David, uno dei silenziosi guardiani che difendevano il vecchio palazzo della Repubblica Fiorentina.
Ammirare quel muscoli scolpiti nel marmo con mano sapiente, così simili al vero da sembrare pronti a scattare, gli procurava ogni volta una profonda emozione.
Tutta Firenze per lui, a dire il vero, era sempre una continua fonte di sentimenti contrastanti e intensi.
Aveva dato e fatto l’impossibile per quella città bella, esigente e crudele come la più passionale delle donne e mai se ne era pentito.
Lo avrebbe rifatto, se soltanto ne avesse avuto ancora l’occasione.
Ma la vita, come la giovinezza, fuggiva sempre troppo in fretta.

L’AUTRICE

Francesca A. Vanni è lo pseudonimo di Marta B. nata in provincia di Milano nel 1984.
Laureata in Scienze della Formazione ha impiegato gran parte del suo tempo nello studio della Storia, in particolar modo quella relativa all’antica Roma, e della Cinematografia soprattutto nell’ambito della fantascienza.
A una delle sue più grandi passioni, la saga di Star Wars, ha dedicato la Tesi di Laurea Triennale “Dal cinema alla realtà: l’inarrestabile evoluzione della tecnologia nella saga di Star Wars.” (anno 2006).
All’attività della scrittura affianca anche quella delle traduzioni.

CONTATTI

www.francescaavanniautrice.it

Per oggi è tutto.

A presto,

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16-maggio-2021 Segnalazione “I lupi neri” di Claudia Piano

Ciao amici,

oggi vi presento il nuovo romanzo di Claudia Piano, una scrittrice che amo molto per la sua capacità di trasportare i lettori in luoghi fantastici.

Prima di parlare del suo romanzo, faccio una breve parentesi. Non è facile per me dedicarmi al blog come vorrei. Per farlo devo organizzare la mia giornata, già piena di suo. Mi sento sommersa dalle incombenze che durante la pandemia sono aumentate ancora di più. È vero, le donne che hanno famiglia e lavorano ne hanno risentito di più in tutti i sensi: stanchezza che si accumula giorno per giorno. Dedicarmi al mondo dei libri, al mio blog e non solo, mi aiuta a non soffocare. Scrivere, dedicarmi a questo mondo fatto di emozioni, realizzare i post anche se a distanza di settimana, libera la mia testa. Da domani la Sicilia torna in zona gialla, l’estate è alle porte e spero che si torni presto alla normalità.

Ma lasciamo la realtà e partiamo per una nuova avventura con “I lupi neri” di Claudia Piano.


Costo ebook: 2,99 euro
Costo cartaceo: 10,90 euro
Pagine: 263
Link d’acquisto: qui
https://claudia-piano-autrice.webnode.it/i-lupi-neri/

Trama

Zoe è cresciuta nella Tana dei Lupi Neri, addestrata duramente per entrare a far parte del branco. Questi guerrieri speciali sono il corpo di guardia del re di Pietraviva, votati ai suoi ordini.

I Lupi Neri sono individui in grado di domare e cavalcare i terribili lycan e sono dotati del Morso, una qualità sovrumana che, se non controllata, può ritorcersi contro di loro.

In un mondo ostile e velenoso, infestato da mostri violenti e creature mutanti, la guerra contro le genti di Sharik, re delle Terre Aride, imperversa. E i Lupi Neri sono una presenza determinante per fronteggiare l’armata del re nemico e impedirgli di invadere le Terre dell’Ovest.

Zoe e i suoi compagni dovranno terminare l’addestramento per entrare a far parte del branco, unirsi alle schiere del re di Pietraviva e partire per la guerra, ma non tutti i Lupi Neri sono davvero devoti al re.

E forse non è Sharik il vero pericolo.

Un estratto dalla prefazione

Si racconta che…

Una potente Onda di Luce attraversò le terre conosciute e cambiò ogni cosa. Le creature viventi ne furono colpite e alcune perirono. Le piante divennero velenose e gli animali mostri. Alcuni esseri umani furono benedetti dalla Luce e si trasformarono, furono resi più forti e i loro corpi ne rimasero segnati, nacquero i Figli della Luce.

Mentre ai cacciatori che vivevano attorno alla rupe della luna, essa concesse un prodigio: i grandi lupi si fecero ancor più letali, ma più umani, mentre gli uomini si legarono a loro in un’unione mistica, ricevettero in dono il potere del Morso e divennero Lupi Neri.

Solo pochi esseri umani furono risparmiati dal mutamento, perché avevano scelto di nascondersi, rifugiarsi sottoterra, forse perché sapevano di non esserne degni.

(Dal libro delle Cronache dei Tempi Mutati dei Figli della Luce.)


Biografia

Mi chiamo Claudia Piano e abito in un piccolo paesino nell’entroterra di Genova immerso nel verde. Sono sposata e ho due figli.

Adoro leggere, suonare e non posso fare a meno di sognare. Invento storie da sempre e ho iniziato a scrivere storie quando andavo ancora a scuola. All’epoca ho partecipato ad alcuni concorsi letterari, ricevendo segnalazioni e anche un terzo premio nazionale. Poi il lavoro, il matrimonio, i figli… si sono impossessati della mia vita.

In questi ultimi anni ho insegnato musica nelle scuole elementari, conducendo i bambini in questo fantastico e magico mondo. Faccio laboratori gratuiti di scrittura creativa nelle scuole secondarie di primo grado (#armonialatuastoria); tengo lezioni di Tai Chi Chuan in una palestra qui in zona. E, ovviamente, scrivo.

Ho scritto la saga di Armonia, un luogo ideale dove la musica influenza la vita senza turbare l’equilibro perfetto della natura; è composta da quattro romanzi principali: La Melodia Sibilante, La Melodia Rivelatrice, La Melodia Dominante, La Melodia Creatrice e La Melodia Vincolante, un prequel; Diana e Filippo (raccolta di tre spin-off) e I Racconti di Armonia (episodi e tre sequel). La Melodia della Luce e dell’Ombra è il nuovo romanzo, seguito della saga principale.

Inoltre ho scritto anche alcuni romanzi contemporanei, partecipato a due antologie benefiche: una a favore dell’AIRC, “A Natale ti regalo l’Amore” e una a favore delle popolazioni terremotate, “Veglia”.

La Melodia Sibilante ha ricevuto diverse segnalazioni ed è arrivata tra i 19 finalisti del concorso letterario Sanremowriters 2015. I miei ebook hanno avuto più di 3000 download solo nel primo anno e adesso ho perso il conto!

Ho pubblicato, con gli amici della Coedit, una nuova saga urban fantasy ambientata in Liguria: Dark Sea.

La Casa delle Streghe è una nuova serie fantasy, ma le storie continuano…


Per oggi è tutto, spero che il romanzo vi abbia incuriosito,

lasciate un commento, se vi va.

A presto,

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03 maggio 2021 Intervista a Massimo Valentini autore de “Il sogno di Nova”

Ciao amici,

oggi ospitiamo Massimo Valentini, autore di uno dei libri di fantascienza che ho letto in questi ultimi mesi: Il sogno di Nova.

La vita da blogger ti permette di conoscere tanta gente del mondo dell’editoria  e ogni giorno la mia email è piena di richieste.  Valuto attentamente ciò che mi si chiede e soprattutto il romanzo, il racconto o altro che mi si presenta. Quando lessi la trama de “Il Sogno di Nova” ne rimasi colpita, così mi furono inviati i primi due capitoli. Decisi che lo avrei letto e recensito.

Sono passati mesi da allora e finalmente “Il sogno di Nova” ha visto la luce. Nell’attesa della sua uscita si è creato una bella amicizia virtuale tra la sottoscritta e l’autore e questo mi ha portato una certo timore a  dover valutare il suo romanzo, perché non è mai facile dare un giudizio, ancora di più se ci si aspetta un’opinione a trecentosessanta gradi. “Il sogno di Nova” poteva non piacermi e allora avrei dovuto dare un giudizio negativo. Per fortuna il romanzo mi è piaciuto molto e lo consiglio a tutti, perché ricco di spunti di riflessioni. Trovate la mia recensione qui.

Dopo aver letto e recensito Il sogno di Nova, ho chiesto a Massimo Valentini di collaborare ad un progetto:  scrivere un articolo che parlasse delle differenza tra fantascienza e fantastico, argomento che ha caratterizzato molto le nostre lunghe conversazioni.  Sono felice che abbia accettato.

Prima però di scoprire ciò che ne pensa di questi due generi, mi piacerebbe presentarvi l’autore, perché credo che sia importante conoscere chi si nasconde dietro un libro, un articolo, un racconto o una qualsiasi forma d’arte in generale.

L’intervista è molto lunga, perchè le domande e le curiosità su di lui, sono veramente tante. Le risposte date sono varie e interessanti. Massimo Valentini è uno scrittore da scoprire e conoscere. Se siete pronti iniziamo subito.

Intervista a Massimo Valentini autore del romanzo

“Il sogno di Nova”


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Ciao Massimo e benvenuto nel mio blog. Ti farò alcune domande per presentarti ai miei lettori.

  • Partiamo da una domanda fondamentale: come è nata la tua passione per la scrittura?

Leggere mi è sempre piaciuto molto da quando ero bambino e così viaggiare con la fantasia, come un po’ tutti i bambini della mia età. La differenza, nel mio caso, fu che a un certo punto cominciai a diventare un avido lettore di romanzi di fantascienza. Era un’estate del 1984, avevo 11 anni. A quei tempi non esisteva internet e io non avevo molti soldini in tasca. Così acquistavo romanzi URANIA usati presso un’edicola vicino casa mia. Non sempre trovavo storie che mi appassionavano e allora cominciai a scrivere da me, quelle che avrei voluto leggere. Cominciai seriamente a scrivere brevi storie soltanto ai tempi del liceo. 

  • Quale genere preferisci tra fantasy, fantascienza e fantastico?

Attualmente il mio genere è sicuramente il Fantastico che è un po’ un contenitore di tutti gli altri filoni letterari che richiedano “una frattura della realtà”. Voglio anche dire che non ho preclusioni verso nessuno di essi anche se, forse, un pochino meno considero il Fantasy. Anche qui, come disse il buon vecchio Albert, “tutto è relativo”.

  • Hai un autore che ami particolarmente e che ha influenzato la tua scrittura?

No perché ne esistono tanti anche se la maggior parte di loro sono quelli ormai considerati classici e non necessariamente di fantascienza. Forse il più letto di sempre da parte mia è Lovecraft ma anche Poe, Dunsany, Robert Block e tanti altri. Nel campo della fantascienza, tout court, Dick è solo uno degli ultimi se non proprio l’ultimo che io abbia letto (e ne ho letti tantissimi dei suoi titoli). Nel campo del fantasy un cenno d’onore va ad Robert E. Howard e al nostrano Gianluigi Zuddas che è, anche se pochi lo sanno, l’inventore del cosiddetto “med-fantasy”.

  • Quali sono gli autori o i libri che secondo te non dovrebbero mai mancare nella biblioteca di un appassionato di fantascienza ?

Philip K Dick, (tutto, tranne VALIS che io trovo noiosissima!)  H. P. Lovecraft (“Le montagne della follia”) i libri di Harlan Hellison, di Marion Zimmer Bradley, il ciclo di DUNE, (di Herbert), “Fondazione e Terra”, di Asimov, e una perla, “Il campo degli spettri” (titolo inglese “Duende Meadow”) di Paul Cook  e tanti, tanti, tanti, tanti altri…

  • Dalla tua biografia si legge che pubblichi anche in Giappone e nei paesi asiastici, considerando che questi luoghi sono molto di moda in questo periodo, soprattutto tra i ragazzi, puoi raccontare brevemente come sei riuscito ad arrivare fin lì?

Per caso. Una società editoriale giapponese contattò una persona che conosco, a Londra, chiedendo se avesse dei nomi ai quali proporre la scrittura di storie ambientate in Europa ma con una piccola caratterizzazione giapponese. La persona, Mary Hellen D, pensò a me in quanto sapeva della mia attività letteraria. Mi mise in contatto col signor Ken Moroboshi e la signora Iwamura Kyoko. Scrissi due storie ispirandomi, in parte, alla mia ragazza (pittrice da una vita) ma dando al personaggio alcune delle caratteristiche consigliatemi dalla Iwamura. Nacque così Ryoko, eroina di due short stories. Le stesse persone, mii chiesero un romanzo da trasformare in manga, a condizione che fosse “davvero strano sia come storia che come impianto narrativo.” Proposi “PRIMUS, l’uomo che sognava di vivere” che più strano non si può: appartiene alla bizarro-fiction distopica ed è veramente una storia STRANA, nel senso più generale del termine.

  • Alcuni tuoi libri sono stati trasformati in manga, anche tu sei un appassionato del genere?

Veramente no, nel senso che non ho mai considerato questa forma espressiva negli anni passati. Nel corso del tempo, però, ho apprezzato le tecniche degli storyboarder giapponesi più noti che, senza fare nomi, sono davvero di eccelsa qualità.

  • Oltre al lavoro di scrittore, cosa fai nella vita?

Scrivo e sogno. 😊

  • Ma parliamo adesso de “Il sogno di Nova” che ho avuto il piacere di leggere: cosa rappresenta per te questo tuo ultimo romanzo?

E’ la mia risposta alla fantascienza sociologica alla Simak e Bradbury e a quella d’azione ma distopica di Dick e Gibson. Volevo scrivere una storia che sapesse di azione e avventura senza però trascurare i sentimenti e le motivazioni psicologiche dei personaggi principali. Qualsiasi delle cose che scrivo deve lasciare un messaggio. Non mi piacciono  le storie fini a sé stesse e in questo raccolgo l’eredità delle grandi storie della cosiddetta Fantascienza d’Oro americana.  NOVA è essenzialmente la storia di fantascienza che comprerei se la trovassi in libreria. E penso che possa piacere a un vasto pubblico, sia maschile che femminile. In Italia si pensa che la SF sia solo robot stile Terminator, astronavi, alieni e guerre stellari. In realtà questa è la SF più comune mentre esistono romanzi che sono veri e propri capolavori assolutamente non inferiori ai classici di qualsiasi altro genere.

  • Dietro il nome NOVA che hai scelto per la tua protagonista e acronimo di New Organism Very Autonomous, si nasconde qualcosa di più profondo? 

Sì. NOVA è realmente esistita. E mi consentirai di non dire altro, su questo punto.

  • Attraverso la scrittura si vuole comunicare qualcosa: un punto di vista, la propria filosofia di vita, una propria visione della società, le proprie paure, etc. Quale messaggio o spunti di riflessione vuoi comunicare ai tuoi lettori attraverso questo tuo romanzo?

Che l’uomo gioca a “fare Dio” senza averne le competenze fin troppo spesso. Possiamo leggere molti spunti riflessivi in NOVA, ma penso che quello che tra tutti sia più visibile, è il seguente avvertimento: il fatto che disponiamo della tecnologia necessaria a fare qualcosa non significa che dovremmo farlo! Dovremmo sempre chiederci quanto sia etico usare questa o quella conoscenza se prima non cerchiamo di capirne i pregi e i difetti. Non siamo infallibili, come specie, e i disastri naturali, l’inquinamento e le disuguaglianze non hanno mai tratto reale aiuto dalla tecnologia se non è aiutata da una certa dose di buon senso. E questo, nessuna macchina lo potrà mai sapere perché il più delle volte manca anche alla specie umana. 

  • “Il sogno di Nova” è stato pubblicato da una giovanissima casa editrice “La Saggese Editori”, credi che in questa giungla di editori indipendenti, il tuo romanzo riesca a farsi notare in Italia?

Tutto può essere, oggigiorno, perché no? NOVA è piaciuta molto alle due persone giapponesi che hanno già approvato PRIMUS, ma ne farebbero un manga e io vorrei una storia fedele alla mia, non un’interpretazione.  Ma ciò che conta, per me, è che NOVA esista e che sia letto da tutte quelle persone alle quali piaccia sognare sui libri, che li coccolino, e non solo i libri più comuni. Poi, per carità, ognuno ha i suoi gusti. Ad ogni modo un libro non è mai morto se ha una storia emotivamente valida. Più che altro vorrei che la gente potesse capire che dietro NOVA c’è ben più di una trama di fantascienza classica ed è ciò che trasmette. Se anche a poche persone il mio romanzo trasmetterà sensazioni piacevoli sarà la mia migliore ricompensa. E finora, a quanto pare, non ho ancora letto di commenti negativi su di lei.

  • Considerando che ormai l’ebook si è affermato tantissimo nel campo dell’editoria mondiale, sai già se e quando “Il sogno di Nova” verrà pubblicato in questo formato? Che cosa ne pensi a riguardo?

Il formato digitale è sicuramente un plus importante in un’epoca, come quella odierna, dove questi formati sono economici e facili da fruire. La Saggese Editori non prevede ancora questa possibilità ma, a detta del mio editore, ci sta lavorando. Ad ogni modo, consentimi di essere un appassionato della carta e della copertina: per me, un libro cartaceo fatto bene potrà essere più ingombrante di un file di computer ma anche molto più soddisfacente dal punto di vista dei sensi.

  • Avendo avuto la possibilità di leggere il cartaceo de “Il sogno Di Nova”, mi sembra doveroso chiedere, chi ha curato la parte grafica, perché, come ho già scritto nella mia recensione, è veramente notevole.

Grazie. Luca D’argenio per quanto riguarda copertina e impaginazione, Giovanna Pironti per l’editing svolto insieme al sottoscritto. NOVA essendo il titolo che inaugura la collana fantascientifica, gode di una veste grafica diversa dalle altre collane della mia casa editrice, come ben capisce chiunque ha modo di toccare copertina e pagine interne. Anche gli altri titoli sono fatti bene ma NOVA, esattamente come la protagonista del romanzo, è diversa. 😊

  • Arriviamo alla domanda finale: quali sono i tuoi progetti futuri?

La mia prossima pubblicazione sarà “Lacrime di Ghiaccio”, una versione modificata di “Ultima Thule” che tu hai già avuto modo di leggere. Una storia ambientata nel continente dei ghiacci eterni, l’Antartide, dove sono stato nel 1994. Un romanzo breve, di viaggio, anche questo molto emotivo. A suo tempo piacque molto ma stavolta è stata editata e aggiornata insieme alla mia editor, Giovanna Pironti. Lo stesso “PRIMUS, l’uomo che sognava di vivere”, potrebbe rivedere la luce anche in forma italiana ma in versione modificata e aggiornata, e probabilmente più snella, con un’altra casa editrice.   

Per quanto riguarda i romanzi davvero inediti al momento sono dietro a due titoli. Il primo è un romanzo Fantastico/SF, al momento senza titolo, che riunisce in sé sia una parte fantastica che una distopica. Una storia potente che richiede molto studio in svariati campi ma ambientata oggi, anche se sempre in America. L’altro romanzo è uno Science-fantasy. Al momento ne esistono 380 pagine ma raggiungerà le 500. Qui, il titolo è bello e pronto, ma è coperto da top-secret come anche la storia. Nutro moltissime speranze in questi progetti, storie sofisticate, soprattutto quello science-fantasy, per tutto il back-ground che serve per scriverlo. Per il romanzo distopico l’idea di fondo è quella di un romanzo d’azione dove i personaggi interagiscono con qualcosa di assolutamente incredibile, ma tutto sommato  richiede le tecniche più comuni oggi usate da un buon scrittore, non solo di fantascienza, ossia il “mostrato”, dialoghi validi e precisi, una buona storia di fondo e personaggi ben caratterizzati. Quindi, la difficoltà del libro è più che altro nel mescolare Fantastico e un tecno-thriller e nella documentazione necessaria a farne una storia credibile.  Il romanzo science-fantasy è invece la mia riposta al miglior fantasy di sempre, e non parlo del classico “Signore degli anelli”. La mia intenzione era quella di scrivere una storia che non presentasse le stesse creature già viste dagli appassionati e che fosse al tempo stesso, molto più avvincente di un fantasy classico. E posso dirti che serve un back-ground di un certo livello per scriverlo. Per esempio, ho studiato l’e-prime, (una tecnica che non usa il verbo “essere”), il “bullett time” cinematografico per le scene d’azione, ho modificato il “mostrato” ai miei fini, ho studiato a fondo la metallurgia giapponese delle katane (per le armi da fianco) la tecnologia al plasma (per le armi da lancio) le tattiche di combattimento con la spada, il BUSHIDO per la parte filosofica, astronomia (per il luogo dove si svolge la storia) la fisica nucleare (per la definizione degli elementi scientifici del romanzo relativi alla propulsione e la produzione di energia). Oltre a questo, la nomenclatura dei nomi dei personaggi è precisissima e costruita appositamente per la storia. E tante, tante altri aspetti che sarebbe troppo lungo da spiegare qui. Ti basti solo sapere che se per NOVA ho impiegato un anno e mezzo tra ricerche e scrittura, e prevedo di usare almeno due anni della mia vita per il romanzo Fantastico/Distopico, per lo Science-Fantasy sono dieci anni che lo scrivo, senza fretta, come il vino buono. E lo darò solo a una Casa Editrice notissima o all’estero.   

Grazie Massimo di essere stato ospite del mio blog, ti aspetto prossimamente per parlare delle differenza tra fantascienza e fantastico. 

BIOGRAFIA

Massimo Valentini è uno scrittore, divulgatore freelance e pubblicista italiano, nato a Cosenza nel 1973. È stato nella redazione di Voyager Magazine, la rivista ufficiale dell’omonima trasmissione televisiva, e ha collaborato col Giornale dei Misteri, il più antico mensile sull’insolito, curandone la rubrica “Il detective della scienza”. Nel 2007 la Falco Editore ha stampato la sua raccolta di racconti fantastici Alfa e Omega e nel 2008 il romanzo Ultima Thule. La 0111 Edizioni ha pubblicato le sue raccolte di racconti Quattro ombre azzurre (2009), Sulle ali di Althaira (2009) e Gabbiani delle Stelle (2011). Nel 2012 il racconto Alpha e Omega è apparso sul numero 482 del Giornale dei Misteri e la Lettere Animate Edizioni ha pubblicato il suo romanzo Primus, l’uomo che sognava di vivere, uno dei pochi esempi di bizzarro fiction del panorama letterario italiano. Il racconto Ritorno a casa è stato pubblicato nella miscellanea Calabresi per sempre (Edizioni della Sera, Roma, 2019). In Giappone è stato pubblicato 特別な女の子涼子 (Tokubetsuna on’nanoko Ryōko, “Ryoko, una ragazza speciale”) tratto dal suo racconto breve Lei, e 運命の女涼子 (Unmei no jo Ryōko, “Ryoko, donna del mio destino”) a sua volta tratto dal suo racconto Ryoko, principessa metropolitana.
Il sogno di Nova è il suo terzo romanzo.

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29 aprile 2021 Segnalazione “Memoires. Olga I. Korostovetz” (1895-1993) – Diario di un’epoca di Carlo Gastone

Ciao amici,

ritorno dopo tempo, per segnalarvi una raccolta di memorie di una donna, Olga, nonna del dott. Carlo Gastone che mi ha contattato, rendendomi partecipe di questo suo interessante progetto: “Memoires. Olga I. Korostovetz (1895-1993)“, edito da Phatos Edizioni.


Editore: Pathos Edizioni
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 27 marzo 2020
Pagine: Rilegato
Link d’acquisto qui

Trama

Nel diario di Olga I. Korostovetz, figlia del diplomatico Ivan Jakovlevic Korostovetz, riportato alla luce dal nipote Carlo Gastone, scopriamo oltre ai successi già ottenuti nel 1905 col trattato di pace a Portsmouth nella guerra russo-giapponese, anche i protagonisti dell’evoluzione di Russia e Mongolia, attraverso la narrazione di una vita quotidiana colma di grandi eventi che hanno modificato l’assetto politico dei due paesi.

Foto del libro di Carlo Gastone "Memories. Olga. I. Korostovetz
Olga Ivanovna Korostovetz.

Dettagli sull’opera

Si tratta di un’opera di 216 pagine contenente oltre al testo anche svariate fotografie storiche . Sono racconti veri di una vita avventurosa della figlia di un diplomatico tsarista di successo, Ivan J. Korostovetz (1862-1932), personaggio noto di una Russia Imperiale, Teocratica e Patriarcale. Olga descrive abitudini e usanze locali anche in presenza di personaggi conosciuti in Paesi: quali la Cina, il Giappone, la Mongolia e la Persia. Ritrae suggestivi affreschi di vita quotidiana in ambienti molto particolari. Per esempio riporta la descrizione dettagliata dell’udienza con lo Scià di Persia, o del viaggio sulla Transiberiana, appena finita di costruire, da San Pietroburgo a Pechino sul vagone messo a disposizione del diplomatico.  Narra, inoltre, alcuni cambiamenti epocali a cavallo del ventesimo secolo che vengono da lei vissuti in prima persona e che stanno già ad indicare la fine inevitabile di un periodo storico giunto al termine.

Foto del libro "Memories. Olga. I. Korostovetz
Ammiraglio Yevgeny I. Alekseyev.

Il libro nasce dopo la morte della madre di Carlo Gastone, avvenuta nel gennaio del 2012 ed a seguito del ritrovamento di una vecchia valigia, appartenuta alla nonna. Questo bagaglio conteneva documenti ed oggetti personali salvati dalla rivoluzione bolscevica nel 1917 quando Olga era venuta in Italia per sposarsi  a Roma nel 1916 con un ufficiale della Marina Militare Italiana, Renato Strazzeri, conosciuto a Pechino dove era stato distaccato presso la Legazione d’Italia (all’epoca del Conte Sforza). Tra i vari certificati, fotografie e manoscritti rinvenuti, alcuni dei quali appartenuti al suo bisnonno, trovò alcuni quaderni che riportavano le sue memorie elaborate in francese.
Premesso ciò e dopo aver fatto non poche indagini, durate ca. 3 anni (coinvolgendo 3 ricercatori universitari rispettivamente in: Mongolia, Russia e Israele e altri professori italiani di chiara fama oltre al noto slavista Piero Cazzola), sulla figura del suo bisnonno Ivan Jacovlevich Korostovetz (padre di Olga), ha deciso di tradurre io stesso il testo e di far pubblicare le memorie della nonna Olga.

Le memorie coprono il periodo che va dal 1895 al 1970 e sono un fresco condensato di storia vissuta in momenti alquanto difficili ed avventurosi per quei tempi.

Per poter meglio comprendere il valore di questa donna, è stata inoltre tradotta una piccola parte delle memorie che raccontano la sua vita di quando ella era già sposata e viveva in Italia. Ritenendo d’interesse per il lettore comprendere lo spirito e il coraggio con cui alcuni russi espatriati, a causa della rivoluzione, hanno saputo sopravvivere alla loro tragedia.


Stralcio di alcune parti del testo

Avendo iniziato a leggere in questi giorni il libro di mio padre “Russia in Estremo Oriente” (The Boxers nel 1900), mi rendo conto oggi che prima di andare in Giappone, la nostra famiglia si era fermata per qualche mese a Port Arthur, base navale della flotta russa nel Pacifico. Sfogliando i miei album ho persino trovato qualche fotografia (foto 11bis Port Arthur 1900 Ivan con i segretari cinesi), una in particolare con il comandante Schwank, personaggio di rilievo dell’organizzazione militare russa, un’altra con il signor Tideman che era il segretario di mio padre presso l’ammiraglio Alekseyev ed infine una terza con la mia brava Juliette, vestita in modo molto elegante, e ripresa con una mia amichetta di nome Fanny. 

    Quando, tuttavia, la situazione divenne insostenibile e pericolosa per noi, mio padre ci spedì tutti con Mamma a Chefoo e mi pare di ricordare che da lì partimmo direttamente per il Giappone. Papà rimase in un primo momento a Port Arthur e poi si recò a Tientsin durante l’assedio dei Boxers, inviando da lì le sue relazioni all’ammiraglio Alekseyev (fratellastro di Nicola II).

   La città era costantemente bombardata e vivere a Tientsin era diventato molto pericoloso. In quel periodo, vale a dire nel giugno-luglio del 1900, Pechino era assediata dai Boxer, ma quando dico Pechino, intendo dire il quartiere delle legazioni. Solamente dopo tre mesi dall’inizio dell’assedio gli alleati europei riuscirono ad arrivare fin sotto le mura della città per poter così liberare le ambasciate. L’assedio alle legazioni fu spaventoso e furono pubblicati numerosi libri su questo evento e pertanto non mi dilungo sull’argomento, anzi non ne parlo proprio.

Biografia dell’autore: Carlo Gastone

Ex dirigente industriale. Nasce nel 1950 a Johannesburg in Sud Africa. Proviene da una famiglia internazionale. È poliglotta. Ha passato parte della sua infanzia, dove ha fatto le elementari, all’Avana Cuba e a New York Usa. All’inizio degli anni 60 è rientrato in Italia e dopo aver conseguito la licenza liceale si è laureato a Torino in Giurisprudenza. Dopo aver vissuto per ragioni di lavoro a Lagos in Nigeria, a Brescia ed a Slupsk in Polonia dove ha svolto svariati incarichi rientra a Torino dove risiede attualmente in pensione. Oggi coltiva svariati interessi tra cui quello di ricostruire la storia e la genealogia della propria famiglia andata in parte dispersa a causa di eventi bellici e rivoluzionari. Decide di conoscere un po’ meglio le sue radici russe di cui la madre, nel corso degli anni, non era stata molto prodiga d’informazioni. Alla morte di sua mamma, avvenuta nel gennaio del 2012, trova una valigia appartenuta alla nonna con dentro svariate fotografie, certificati e documenti d’interesse storico trai quali alcuni quaderni scritti in francese contenenti le memorie. La passione e l’amore per la sua progenitrice lo spinge a proseguire nelle sue indagini e dopo non poche ricerche sulla figura storica del padre di sua nonna Ivan Jacovlevich Korostovetz (1862-1932) decide di tradurre e di far pubblicare in Italia le memorie di Olga I Korostovetz.


Spero che l’articolo abbia suscitato la vostra curiosità. Per qualsiasi altra informazione sull’opera potete contattarmi in privato o lasciare un commento.

A presto,

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09 aprile 2021 Review Tour – Recensione “La nave sepolta” di John Preston

Ciao amici,

ed eccomi con un nuova recensione. Grazie alla mia amica blogger Simona  del Il mondo di Simis, ho avuto modo di partecipare al Review tour, leggendo in anteprima “La nave sepolta” di John Preston edito dalla Salani. Come sempre leggere un romanzo e condividirlo con altre blogger, appassionate alla lettura come me, è sempre bello. Ci si conosce e ci si confronta, in attesa di leggere le opinioni di ognuno. Potete trovare i blog partecipanti nel banner in alto.


La nave sepolta
ROMANZI SALANI
Genere
Narrativa generale, Letteratura, Storia
Pagine 272

TRAMA

Inghilterra, estate 1939. Quando Edith Pretty, affascinata dalle leggende locali che parlano di un tesoro vichingo sepolto nella sua terra, decide di contattare l’archeologo autodidatta Basil Brown, non sa che sta per dare inizio a una delle più straordinarie avventure archeologiche del Novecento. Presto gli scavi riveleranno il gigantesco scheletro di un’antichissima nave funeraria appartenuta a un sovrano anglosassone, che richiamerà l’interesse degli accademici più blasonati. Uniti dalla passione per l’archeologia e da un sentimento delicato e profondo che li lega l’uno all’altra, Basil e Edith lotteranno per proteggere la loro scoperta. Ma la Seconda guerra mondiale incombe e gli scavi si trasformeranno in una corsa contro il tempo, soprattutto quando dalla terra emerge qualcosa di ancor più stupefacente…
Basato su fatti realmente accaduti, La nave sepolta è un romanzo in cui l’amore e la passione assumono aspetti tutt’altro che scontati e che, toccando il significato più profondo del matrimonio, del rapporto tra genitori e figli, della ricerca dell’identità personale, riesce a farci riflettere sul significato dell’essere umani e di condividere la Storia e, in ultima analisi, il dono stesso della vita.


La mia opinione

Sono sempre stata affascinata dalla storia e dal passato e lo sono tuttora. Perciò quando mi è stato proposto di leggere questo romanzo che parlava di una grande scoperta archeologica, non ho esitato ad accettare e adesso sono qui a parlarvene. Prima di scrivere la recensione e ancora prima aver di letto il libro, ho fatto diverse ricerche sugli scavi che furono fatti allora e sull’autore stesso. Il romanzo è stato pubblicato nel 2007, ma solo di recente in Italia. È sempre interessante scoprire cosa spinge un autore a scrivere un romanzo.

“La nave sepolta” (The Dig) di John Preston racconta una delle scoperte archeologiche più importanti della storia anglosassone, quella del tesoro di Sutton Hoo. L’autore riesce da subito a catturare il lettore con una scrittura scorrevole e lineare, sia nella spiegazione accurata dei fatti, sia nella descrizione degli scavi effettuati nel sito: dal ritrovamento del primo fasciame della nave sepolta al tesoro che vi era nascosto.

Il tumolo scavato da Basil Brown è l’unico tumulo di Sutton Hoo che sia stato ricostruito fino alle supposte dimensioni originali. (Immagine e informazioni prese da Wikipedia)

Tutto ha inizio prima dello scoppio della seconda guerra mondiale quando la signora Edith Pretty,  affascinata da sempre dall’archeologia e proprietaria di un appezzamento di terra a Sutton Hoo House, utilizzato fino ad allora come appezzamento agricolo, affida l’incarico di effettuare degli scavi a Basil Brown, un archeologo locale. Invogliata da alcune storie tramandate, secondo le quali sotto una serie di tumoli fosse sepolto un tesoro, e spinta da un certo intuito e dall’amore per il passato, decide di scoprire cosa si nasconde nella sua terra.

La storia è raccontata in prima persona attraverso tre punti di vista: Edith Pretty, Basil Brown e Peggy Preston, una giovane archeologa che si ritrova a partecipare ad una delle scoperte più importanti della storia inglese.

Da subito l’autore ci immerge nell’avventura attraverso il ritrovamento della nave sepolta da cumuli di terra e dimenticata nel tempo.

La nave sepolta
Immagine tratta dal film “La nave sepolta” Simon Stone 2021

Preston, attraverso la signora Pretty, donna avanti con l’età, malata e madre di un bambino, e il signor Brown, archeologo senza titoli ma studioso autodidatta, racconta delle disparità sociali, ma anche di riscatto, alla scoperta della propria identità. Il signor Brown, nonostante sia un uomo colto, senza però titolo che lo dimostri, e nonostante siano in molti ad ostacolarlo, riesce a fare un ritrovamento archeologico che passerà alla storia, anche se messo in disparte per buona parte degli scavi da chi è superiore a lui per importanza e prestigio.  

Il terzo punto di vista è quello della giovane Peggy. È il personaggio che ho amato di più perché anche lei, nonostante sia una donna con un trascorso non facile, viene scelta per effettuare gli scavi. In seguito scoprirà che la scelta era ricaduta su di lei solo per il suo peso leggero, adatto agli scavi del sito. Nonostante ciò, Peggy, senza mai scomporsi e amando il suo lavoro, riesce a farsi valere dimostrando  a tutti le sue competenze di archeologa. È intelligente, tenace, sensibile e romantica.

Sposata da poco con una altro archeologo che non la ricambia come lei vorrebbe, trova tra gli scavi non solo un tesoro, ma qualcosa di più: l’amore e la passione, anche se solo per un breve momento.

Preston, raccontando del ritrovamento di Sutton Hoo, pone l’attenzione sul significato della vita e della morte, ma anche sul tempo che passa lasciando a volte qualche traccia di chi ha vissuto.  Lo fa attraverso le riflessioni dei tre protagonisti. Ciascuno di loro si aggrappa alla vita, cercando delle risposte nel passato, ma anche vivendo a pieno un presente che fa paura: la guerra. La signora Pretty e il signor Brown sembrano quasi voler cercare delle risposte alla loro esistenza, scappando in luoghi dove il soprannaturale va in conflitto con la scienza.

Certo si poteva ancora credere alla sopravvivenza dello spirito, anche dopo la corruzione del corpo. …Ma in quel momento l’anima mi sembrava fragile ed effimera quanto la carne. Niente perdurava in nessuna dimensione, fisica o spirituale.”

Avventura, amore, vita e morte sono tutti ingredienti che rendono “La nave sepolta” un romanzo bello e coinvolgente.

Dal libro è stato tratto il film omonimo uscito quest’anno. Una delle differenze che salta agli occhi è sicuramente l’età della signora Pretty che, anche se malata e affaticata nel film, non è avanti con l’età come nel libro. Anche il film è assolutamente consigliato, ma sempre dopo aver letto il romanzo.

Per concludere, come in tutte le storie raccontate, esistono anche delle differenze tra ciò che accadde veramente e il libro. L’autore ha reso una storia già avventurosa di suo, più profonda, scavando nell’animo dei protagonisti e nel loro lato più nascosto, un po’ come è stato fatto per lo scavo che ha riportato alla luce un tesoro che non era solo fatto di oggetti, ma che racchiudeva anche un po’ della vita dell’uomo che vi era sepolto. 

“Perché hanno messo una nave sottoterra?”

Probabilmente per permettere alla persona che era sepolta di compiere il viaggio tra questo mondo e l’altro”

“Ma dov’è quest’altro mondo, signor Brown?”

“Be, di preciso non lo sa nessuno.”

“Ma allora come fanno a sapere che esiste?”

“Non lo sanno, non proprio per lo meno. Diciamo che… lo sperano.”


Il mio voto è

4 pinguini lettori.

Ringrazio la casa editrice Salani di avermi omaggiato della copia cartacea del romanzo.

A presto,

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Breve biografia dell’autore.

John Preston è un scrittore, sceneggiatore e giornalista. Nato nel 1953 , ha lavorato per l’Evening Standard e il Sunday Telegraph. Autore di 4 romanzi e 3 opere di saggistica, tra le sue opere si ricordano “Uno scandalo molto inglese”, trasposto in miniserie televisiva e “The Dig”, sulla scoperta archeologica nel Sutton Hoo che ha fornito il soggetto per il film “La nave sepolta” del 2021 .
Il suo ultimo libro, Fall, uscito nel 2020, è dedicato all’imprenditore Robert Maxwell .

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05-04-2021 Recensione “Il sogno di Nova” di Massimo Valentini


TRAMA

Anno 2446 d.C. Sotto la pioggia scrosciante di un mondo oscuro, dominato dalla robotica e dall’unione tra la carne degli esseri umani e il silicio dei computer, essere interi è un vero e proprio stigma e tutti sfoggiano il proprio status di persone potenziate da arti meccanici e organi artificiali. In questa società ipertecnologica e artefatta esiste, però, una donna diversa sia dalle macchine che dagli esseri umani.
Preziosa per alcuni e pericolosa per altri, Nova è inseguita da individui spietati che cercano di ucciderla, di coglierne il segreto, e da altri che tentano di salvarla.
Nella corsa per sfuggire a un mondo ostile che non riconosce, interroga se stessa sul confine tra ciò che è umano e ciò che non lo è, tra chi è in grado di provare vere emozioni e chi di riprodurne una squallida imitazione. Solo quando un nuovo sentimento sboccia nel suo cuore, la ragazza conoscerà il segreto fatto di “femminilità e fuoco”, che la porterà a scelte radicali pur di veder trionfare il suo sogno radioso sull’oscurità delle macchine.

La mia opinione

“Il sogno di Nova” scritto da Massimo Valentini ci porta in un futuro lontano, esattamente nell’anno 2446, in una New York dalle atmosfere cupe alla Blade Runner, film del 1982. La grande city è avvolta dalla nebbia prodotta dall’inquinamento e piove quasi sempre. I robot, sempre più simili agli umani, sono diventati parte integrante della quotidianità. Gli stessi umani, spinti dalla ricerca dell’eternità e della perfezione, sono diventati simili alle macchine che loro stessi hanno creato, privi di ciò che li rende veramente vivi: le emozioni. Una perdita dell’umanità che attraversa ogni pagina di questo romanzo.

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L’immagine è presa da internet

L’autore ci accompagna quasi per mano in questo viaggio, attraverso riflessioni su un mondo che un giorno potrebbe essere il nostro, alla ricerca di un cambiamento, di un qualcosa di sfuggevole, di risposte che sembrano non arrivare mai. 

La scrittura è scorrevole e si alterna tra metafore e dialoghi che sembrano usciti da un film poliziesco e fantascientifico americano.  Momenti di riflessione profonda vanno a scontrarsi con corse rocambolesche ed esplosioni all’ultimo bullone.

Infatti alcuni personaggi, come Keats  o la dottoressa Susan JaneTaylor, rispettivamente  dipendente e robotologa della CSATI (Cybernetic Systems and Advanced Tecnology Inc), sono eccessivamente caratterizzati diventando in alcune scene caricature di loro stessi, simili ai personaggi di un fumetto.

Maxmilian è uno dei protagonisti, un tipo solitario e diverso da chi si definisce ancora umano. Lui rappresenta la solitudine dell’umanità. Non sta bene con i suoi simili, gli uomini, perché non è rimasto nulla di umano in loro. Il suo essere normale, integro, lo rende quasi folle agli occhi degli altri. Ma la realtà è ben diversa perché i  folli sono gli altri e, proprio perché diverso, viene considerato pazzo.

E poi c’è la protagonista, colei che dà il titolo al romanzo: Nova.  Lei, un’androide, sembra un essere puro, quasi etereo. Troppo perfetta sia per gli umani che per i robot. Lei sogna, lei ama, lei pensa. 

“Era nata per essere perfetta. Niente di meno. Questa era la sua sola consapevolezza. “

Se le azioni sembrano uscire da un film adrenalinico di fantascienza, di contro i momenti tra Maximilian e Nova sembrano ovattati e calmi. Le atmosfere sono sognanti. Non si distingue ciò che è vero e irreale. I loro dialoghi sono delicati e la solitudine, che prima riempiva i cuori di entrambi, non esiste più: un incontro di due anime simili. Il loro legame riscalda l’umanità diventata di ghiaccio perché, se pensiamo alle macchine, ciò che ci viene in mente è il freddo, un freddo che spaventa.

Nel romanzo non mancano omaggi e riferimenti ai grandi autori della fantascienza. Non voglio togliere l’opportunità a chi lo leggerà di scoprirli, ma il nome ad esempio di Susan Taylor è un omaggio alla Susan Calvin di Isaac Asimov, l’ideatore delle tre leggi della robotica. Susan Calvin è una robopsicologa, capace di capire più le emozioni e i sentimenti dei robot che degli umani; la Susan Taylor di Valentini è invece una donna senza scrupoli e senza sentimenti.

Il romanzo di Massimo Valentini ci fa riflettere su un futuro non troppo lontano, sulla perdita dei valori della nostra società, ma anche sulla solitudine dell’uomo.

Il sentirsi solo e diverso ci porta a desiderare di stare con chi ci capisce, con chi è simile a noi: Maximilian e Nova riescono a trovarsi, ma il loro non è un incontro casuale.

Al di sopra di tutto ciò che sta accadendo ai protagonisti sembra ci sia la mente di Steven Jones, l’uomo che ha cambiato il mondo e che ha inventato la robotica moderna, il  creatore di Nova, il padre di Maximilian, l’uomo che potrebbe avere tutto ma che in realtà non ha nulla, perché ha perso tutto. Lui stesso è una vittima di un sistema che non funziona. Da lui parte la voglia di riscatto e il desiderio di cambiare ciò che lui stesso ha reso ostile.  Lui vuole lasciare una traccia di sé, non le macchine da lui create, ma qualcosa di più profondo.

Penso che ognuno di noi, a prescindere da ciò che fa nella vita, debba lasciarsi dietro qualcosa prima di morire. Un albero, una costruzione, un libro. Qualcosa che abbia amato perché la sua anima sappia dove andare una volta liberata dalle sue spoglie mortali.

Non mi piace Jones, perché a spingerlo è sempre l’egoismo e il voler lasciare una traccia di sé. Come tutti , anche lui cerva l’eternità: il non essere dimenticato.

E proprio partendo dai sogni, da quello di Nova, da quello di Jones, da quello di Maximilian, da un nostro grande sogno e dal coraggio che la realizzazione di alcune scelte comportano per realizzarli, che si può  ritrovare la libertà e non sentirsi più soli.

Il finale mi ha lasciato senza parole per la dolcezza e la calma quasi surreali, ma anche per l’atmosfera quasi magica e futuristica. Un libro che consiglio a tutti, soprattutto a chi non rinuncia a sognare, a chi crede negli affetti,  perché “Il sogno di Nova” è un romanzo di fantascienza, ma di una fantascienza insolita. Racconta di un futuro lontano, ma soprattutto di sentimenti e d’amore.

Il mio voto è

4,5 pinguini lettori.


Ringrazio Massimo Valentini per avermi fatto dono di questo libro. L’edizione è stupenda, curata in ogni dettaglio. Colori della cover e pagine con un ottima finitura. Un lavoro notevole sulla grafica che rende questo romanzo un gioiellino da custodire nella propria libreria. Vi lascio di seguito la biografia dell’autore.

Biografia dell’autore

Massimo Valentini è uno scrittore, divulgatore freelance e pubblicista italiano, nato a Cosenza nel 1973. È stato nella redazione di Voyager Magazine, la rivista ufficiale dell’omonima trasmissione televisiva, e ha collaborato col Giornale dei Misteri, il più antico mensile sull’insolito, curandone la rubrica “Il detective della scienza”. Nel 2007 la Falco Editore ha stampato la sua raccolta di racconti fantastici Alfa e Omega e nel 2008 il romanzo Ultima Thule. La 0111 Edizioni ha pubblicato le sue raccolte di racconti Quattro ombre azzurre (2009), Sulle ali di Althaira (2009) e Gabbiani delle Stelle (2011). Nel 2012 il racconto Alpha e Omega è apparso sul numero 482 del Giornale dei Misteri e la Lettere Animate Edizioni ha pubblicato il suo romanzo Primus, l’uomo che sognava di vivere, uno dei pochi esempi di bizzarro fiction del panorama letterario italiano. Il racconto Ritorno a casa è stato pubblicato nella miscellanea Calabresi per sempre (Edizioni della Sera, Roma, 2019). In Giappone è stato pubblicato 特別な女の子涼子 (Tokubetsuna on’nanoko Ryōko, “Ryoko, una ragazza speciale”) tratto dal suo racconto breve Lei, e 運命の女涼子 (Unmei no jo Ryōko, “Ryoko, donna del mio destino”) a sua volta tratto dal suo racconto Ryoko, principessa metropolitana.
Il sogno di Nova è il suo terzo romanzo.


Se avete voglia, lasciate pure un commento o seguitemi nei social.

A presto,

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17-03-21 La mia opinione su “L’eco delle fate” di Andrea Turini

L’ECO DELLE FATE

Illustratrice: Roberta Mussoni
Autore : Andrea Turini
Illustrazione di copertina: Marco Pennacchietti 
Genere: Racconti e Fiabe
Acquistabile online sul sito: www.panozzoeditore.com,
Costo: 16 euro.

Ciao amici lettori, tempo fa vi ho segnalato nel blog una raccolta di racconti e fiabe dal titolo “L’eco delle fate” di Andrea Turini, un giovanissimo scrittore appassionato di fantasy. L’autore è stato così gentile da inviarmi il suo libro. Come ho già scritto in qualche mio precedente post: il libro esteticamente appare migliore di quello che sembra.  I racconti sono diciassette  e ciascuno di essi è accompagnato da un’illustrazione che lo rende singolare. Vi lascio la mia opinione.


LA MIA OPINIONE

“L’eco delle fate” di Andrea Turini è una raccolta di fiabe e racconti, niente più che un’ umile raccolta di opere di fantasia. Il libro contiene fiabe dalla struttura classica e fiabe dalla struttura più libera, e qualche racconto. Non è un libro pensato per i bambini, seppure alcune opere possano essere apprezzate anche da loro. Si presta maggiormente a un pubblico giovane o adulto. “


Ciò che mi ha colpito da subito è stata la prefazione dello stesso autore. Con una scrittura fluente e un linguaggio evocativo, Andrea Turini  parla di fantasia e dell’immaginazione come coessenziali ad ogni figurazione artistica e spirituale, della differenza tra fiabe e favole e di come i due generi si siano evoluti fino a giungere ai giorni d’oggi. C’è un lungo omaggio al grande scrittore per eccellenza, Tolkien, e di lui vengono richiamate alcune sue citazioni. Una prefazione che già da sola rende questa raccolta di fiabe unica.

Non posso ovviamente parlarvi di tutti i racconti contenuti in questa raccolta, ma vi dirò che ogni sera leggevo una o più storie racchiuse in questo volumetto.

17 storie brevi raccontate con eleganza dall’autore. Alcune fiabe o racconti traggono le loro radici da storie già conosciute e alcune, in particolare, ricordano le fiabe classiche, come “ I tre fratelli” ispirata in parte  a ” La principessa e il ranocchio”. Altre sono originali e toccanti come “Vainamö, la vera storia di Santa Klaus” e “Il cuore della Terra”.  Altre ancora sono fiabe da poter raccontare anche ai bambini come “Il violino canterino” e “ Tristino”.

“C’era una volta un povero orfanello sempre triste che vagava di città in città con il suo fagotto sulle spalle, impegnandosi in lavori umili.  Spesso il pianto rigava il suo tenero viso ma nelle città, dove lavorava, a nessuno importava, nessuno aveva tempo per un orfanello, per un piccolo senza nome.  Eppure in qualche modo lo dovevano chiamare, quando serviva, così lo nominarono Tristino, per quel suo stato d’animo ricorrente che non lo faceva sorridere.” (Tristino)

Quasi tutte le storie, fiaba o racconto, traggono ispirazioni dal grande Tolkien, come già detto, ma anche  dai fratelli Grim, da Andersen e da uno scrittore di fantasy poco conosciuto, Lord Dunsany, a cui lo stesso Tolkien si ispirò molte volte. 

Durante la lettura ho trovato espressioni  che richiamano il linguaggio parlato dei luoghi di origine dell’autore, che non stonano affatto con la storia, anche se messi lì per errore o di proposito.   

La storia che ho amato di più è stata “Il cuore della Terra”. Un racconto sulle genesi del nostro pianeta: originale, fantastico e toccante.

“ La superficie della Terra, algida fino a quel momento, prese a riscaldarsi sempre di più e il suo cuore , infisso nei recessi più inaccessibili, prima freddo e smorto, cominciò a pulsare rapidamente…”

Sapete che nonostante la mia età, l’entusiasmo quando leggo le storie magiche, è quello di una bambina che si meraviglia, ebbene, le storie di Andrea Turini mi hanno permesso di immergermi in atmosfere surreali e magiche insieme a streghe, elfi, folletti, re cattivi, principi e giovani fanciulle. 

Vi consiglio, se amate le fiabe di leggere questa interessante raccolta. A qualcuno il costo può sembrare eccessivo,  ma il libro vale  anche di più, per le storie che contiene,  per le illustrazioni che arricchiscono ogni capitolo e soprattutto per la passione che ci ha messo l’autore nello scriverle. Peccato che abbia poca pubblicità.

Il mio voto è

4,5 pinguini lettori.

A presto,

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22-03-2021 Recensione “La custode dei sogni – Il crollo” di Nicoletta Torregrossa

Il crollo. La custode dei sogni - Nicoletta Torregrossa - copertina
Editore : Elpìs (18 dicembre 2016)
Lingua : Italiano
Copertina rigida : 464 pagine
La custode dei sogni- Le essenza – I volume
La custode dei sogni – Il risveglio – II volume
La custode dei sogni – Il crollo – III volume
Casa editrice – link qui

SINOSSI

Trenta secondi. Soltanto trenta secondi sono quelli che il Mondo Reale continua a vivere, gli ultimi trascorsi prima del crollo dei pilastri che reggono il Mondo dei Sogni e il Mondo degli Incubi. Tutto è immobile, bloccato in un unico grande sogno incosciente dove sono confinati Matilda e Sand. … Il capitolo finale di una trilogia fantasy che ha conquistato tantissimi lettori, che ha fatto emergere la voglia di continuare a credere nella forza dei propri sogni in una guerra nata per difenderli e in cui fino all’ultimo anche Matilda continuerà a lottare.


La mia opinione

È passato quasi un anno da quando ho letto “La custode dei sogni –Le essenze”, primo volume della trilogia fantasy scritta da Nicoletta Torregrossa e da allora sono successe tante cose sia nella mia vita che nella vita dei protagonisti: Matilda  e Sand.

“La custode dei sogni – Il crollo” è il terzo e ultimo volume di una trilogia che via via si fa sempre più complessa. L’autrice ha creato un mondo parallelo al nostro, ma legato da un filo sottilissimo al mondo reale, perché noi esseri umani viviamo grazie ai nostri sogni. Il problema è che l’inizio di questo terzo volume lascia perplessi: non si capisce cosa stia succedendo.

In questo ultimo capitolo, i sogni, coscienti e non coscienti, e gli incubi lottano in un duello estremo fino a giungere ad un finale pieno di significato.

Ma cosa sono i sogni coscienti e i sogni incoscienti?

La spiegazione la  troviamo nel primo volume di questa trilogia. È proprio Sand, l’elfo creato dalla mente di Matilda, a spiegarlo. Lui è un sogno cosciente.

“Dei sogni incoscienti, fanno parte tutti quei sogni che sono stati soltanto un breve passaggio nella mente del creatore. Un pensiero a cui l’umano non ha dato così tanto interesse. Ad esempio i sogni che fai di notte. Quelli sono tutti sogni incoscienti. Oppure, tutti quei desideri, o tutti i pensieri che hai durante la giornata… Tutti sogni incoscienti… Un sogno incosciente ha la sola capacità di ripetersi. Io faccio parte dell’altra categoria di sogni. Sono un sogno cosciente… I sogni coscienti sono sogni che non sono rimasti soltanto un pensiero, ma sono stati sviluppati dalla mente del creatore.”

Matilda e Sand si amano; lei è un’umana, lui è un sogno cosciente. Insieme dovranno lottare per salvare ciò che è rimasto del mondo degli uomini sostenuto dal mondo dei sogni.

“L’uomo è fatto di sogni e di incubi.”

In questo terzo volume, i personaggi sono tanti e la guida di Sand, Itanock, diventa anche una guida per tutti. C’è molto più di una semplice storia d’amore e di amicizia, si parla della nostra sopravvivenza, di come i sogni e gli incubi siano i pilastri della nostra esistenza.

No vi nego che avuto difficoltà a capire cosa stava succedendo all’inizio della storia e per le prime centinaia di pagine, perché il mondo reale  era diventato un sogno incosciente. Il sogno incosciente ripete la stessa azione all’infinito e sulla Terra si ripetono sempre gli stessi 30 secondi.  

“Trenta secondi. Soltanto trenta secondi sono quelli che il Mondo Reale continua a vivere, gli ultimi trascorsi prima del crollo dei pilastri che reggono il Mondo dei Sogni e il Mondo degli Incubi. Tutto è immobile, bloccato in un unico grande sogno incosciente dove sono confinati Matilda e Sand.”

Nel “ La custode dei sogni – Il Crollo – si scoprirà anche l’origine di Sand, di come sia nato come sogno cosciente di Matilda: le sue origini e i suoi cambiamenti dopo il suo riconoscimento da parte della ragazza.

Questo libro è un fantasy macchinoso perché parlare di sogni e incubi, del subconscio e del legame che esiste con la nostra vita, non è affatto facile. Riuscire alla fine a trovare un equilibrio in questo mondo complesso che fa parte di noi è ancora più difficile. Sono arrivata alla conclusione che questo ultimo volume della trilogia della Custode dei sogni  è un romanzo per lettori audaci e sensibili che sanno leggere al di là delle parole.

“I sogni vivono le emozioni in un modo più tranquillo. Gli incubi in un modo più agitato, positive o negative che siano.”

Nicoletta Torregrossa è un’autrice che ammiro tantissimo per la sua intelligenza e per la sua capacità creativa. É stata molto brava a creare un mondo parallelo al nostro, pieno di sogni e incubi, e renderlo quasi reale.

Credo che anche lei, così come tutti gli esseri umani che raggiungono degli obiettivi, sia stata guidata dai suoi sogni coscienti, da Matilda, da Sand, da Itanock, da Matt, da Alba, da Aurus e da tutti i protagonisti di questa storia.

L’amicizia, il coraggio e l’amore sono stati tra ingredienti fondamentali in quest’ultimo romanzo. Emozioni e sensazioni che i sogni coscienti desiderano e in alcuni casi bramano fino a sconvolgere l’equilibrio del mondo dei sogni e del mondo reale. Un equilibrio che per tutto l’intero romanzo si cercherà di ripristinare anche a costo della propria vita.

“ Ciò che rende buoni o malvagi: sono le azioni che si compiono, le scelte che si fanno.”

L’unica pecca di questo romanzo, è che leggendo dopo mesi l’ultimo volume è stato difficile ricordare alcuni avvenimenti, soprattutto con un inizio complesso come quello creato dall’autrice. Sarebbe stato opportuno inserire tra una pagina e l’altra alcuni ricordi, in modo da riportare al lettore fatti accaduti nei precedenti volumi.

Per concludere consiglio questa trilogia a tutti i sognatori, a chi non perde la speranza di lottare anche nei momenti più difficili, perché i nostri sogni ci tengono in vita insieme alle nostre paure.

Il mio voto è

3,5 pinguini lettori. 

A presto,

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