come è ormai mia consuetudine dopo la pausa estiva, riprendo con il post “Si ricomincia. Recap di me stessa, letture e dintorni”.
Come sempre, non è facile riprendere, soprattutto se al rientro dalle vacanze ti colpisce anche una brutta influenza con temperature e afa terribili.
Dopo le vacanze ho sempre mille idee e tanta voglia di fare, ma poi, so già, che il tempo e gli impegni vari prenderanno il sopravvento e adieu alle mie aspirazioni.
Quest’anno io e la mia famiglia abbiamo scelto nuovamente una meta fuori dall’Italia: Londra.
Non c’ero mai stata e, per me, è stata una bella scoperta: me ne sono innamorata. Una città che offre tanto e che accoglie. Mi piacerebbe tornarci.
Per gli amanti di Harry Potter, sono andata alla stazione di King’s Cross a cercare il binario 9 e 3/4, ma cercavo nel posto sbagliato. In realtà, non si trova tra il binario 9 e 10, ma per una questione di business è stato messo accanto a un negozio a tema Harry Potter, sempre dentro la stazione e prima di arrivare ai binari, dove c’è una lunga fila per fare la foto con il carrello che entra nel muro e porta al castello di Hogwarts. Forse sono rimasta un po’ delusa, ma fa niente.
Per il resto, vivendo in Sicilia, non sono mancati i giorni al mare. La mia isola ha tanti difetti, ma il mare è ossigeno e libertà.
E voi come avete trascorso questa estate ormai agli sgoccioli? Siete riusciti a ritagliarvi qualche giorno di pausa? Dovete ancora andare in vacanza?
Breve parentesi sul mio passato…Quando ero bambina e fino ai miei 17 anni, io e la mia famiglia partivamo a settembre. Passavamo due settimane al mare dai miei nonni nella zona del Cilento. Io rientravo a scuola sempre con qualche giorno di ritardo, ma non mi importava molto, avevo trascorso dei bellissimi momenti. Momenti che rimarranno impressi per sempre nella mia memoria.
Letture
Dopo questa lungo recap di me stessa, passiamo alle mie letture e ai miei ascolti.
Ho ascoltato “La portalettere” di Francesca Giannone di cui vorrei parlare a breve. Mi è piaciuto tantissimo.
La protagonista, Anna, è una donna dal carattere forte che non si piega a niente tranne all’amore.
Ho letto “La biblioteca dei fisici scomparsi” di Barbara Bellomo. Attratta dal titolo e avendo già letto altri due libri dell’autrice, mi sono cimentata in questa lettura. Mi è piaciuta molto, ma mi aspettavo forse dell’altro. Anche di questo spero di parlarne più avanti.
Infine ho letto alcuni racconti di “Electric dreams” di Philip K. Dick. Sono storie sempre molto avvincenti e surreali. Mi ricordano la vecchia serie tv “Ai confini della realtà”.
Dintorni
In quest’ultima parte della rubrica di solito parlo dei buoni propositi per l’anno che verrà, che, come ho già detto, non inizia a gennaio ma a settembre con l’anno scolastico.
Come sempre, mi riprometto di studiare meglio l’inglese. Proprio la mancanza di conoscenza di questa lingua mi ha dato fastidio durante il mio viaggio a Londra, quindi vorrei provare a studiarla meglio.
Altri propositi: migliorare il blog, renderlo più accattivante e moderno, collaborare con scrittori e artisti. Su questo punto ci sto già lavorando.
Continuare a scrivere le storie che ho lasciato in sospeso e magari pubblicarle.
Infine, continuare ad aiutare i miei amici scrittori a realizzare i loro libri. Attualmente sto aiutando come beta reader lo scrittore Massimo Valentini e una mia amica che scrive libri illustrati per bambini. Non è semplice, ma ci provo.
Scriverò anche la prefazione di un romanzo: “Lacrime di ghiaccio”, sempre di Massimo Valentini. È un romanzo che è stato pubblicato anni fa con un altro nome, ma che verrà ripubblicato con una nuova casa editrice. Sono molto contenta che Massimo abbia scelto me per la prefazione e spero di non deluderlo.
Dimenticavo… mentre ero a Londra, e in particolare a Notting Hill, c’era una bancarella con tantissimi libri usati; c’erano vecchie edizioni di classici dalle copertine magnifiche. Tra queste anche primissime edizioni di “Harry Potter e la Pietra Filosofale”.
Le tenevano custodite dentro una bacheca. Io ne ho comprata una che non era una primissima edizione, ma una dei primi anni in cui è stata pubblicata. Considerando che sono una collezionista di libri di Harry Potter e mi mancava la versione inglese pubblicata dalla casa editrice britannica Bloomsbury Publishing, ero felice come una bambina.
Eccola nella foto.
Ai tempi costava 5,99 sterline, adesso vale 20 sterline, prezzo a cui l’ho acquistata.
Per adesso credo sia tutto. Raccontatemi un po’ di voi e dei vostri buoni propositi post vacanza estiva.
A presto,
la vostra blogger Lucia.
Alcune immagini sono prese da internet e non ne possiedo i diritti.
continua il nostro viaggio nella fantascienza, parlando di film cult e dei libri che li hanno ispirati e hanno ispirato.
Insieme a Massimo Valentini, lui stesso autore di un libro di fantascienza “Il sogno di Nova”, esploreremo gli errori del film “2001 Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick, (1968) e scopriremo delle curiosità che in pochi conoscono.
11 Errori scientifici e curiosità nei film di Fantascienza
“2001 Odissea nello Spazio” è da sempre considerato uno dei capolavori del cinema fantascientificodi tutti i tempi. Scritto nel 1968 da Stanley Kubrik, praticamente in contemporanea all’omonimo romanzo di A.C. Clarke. Il film ebbe anche un seguito nel 1984 diretto da Peter Hyams. Quest’ultimo, dal punto di vista artistico, non può però essere al pari del film di Stanley Kubrik.
“2001 Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick, 1968
Trama: La scoperta di uno strano “monolite” sulla superficie lunare in qualche modo collegato con Giove spinge i governi terrestri a organizzare una missione esplorativa. La “Discovery”, la nave che porterà un equipaggio composto da membri selezionatissimi nello spazio, parete quindi alla volta del gigante gassoso gestita da un perfezionatissimo computer di bordo dotato di consapevolezza.
“2001 Odissea nello spazio” è uno dei pochi film che non mostra, giustamente, effetti sonori delle astronavi, ma trattandosi di una pellicola che più di ogni altra ha fatto storia, mi sembra giusto sottolinearne anche i pregi. Per esempio, la stazione spaziale rotante e lo spazioplano Orion III furono ovvie prove dell’attenzione posta da Kubrick alla verosimiglianza scientifica. Già all’epoca delle missioni Apollo si studiavano infatti veicoli riutilizzabili (studi che avrebbero portato allo Space Shuttle) e si pensava che stazioni orbitanti rotanti e veicoli come Orion III fossero il domani dell’esplorazione spaziale. Lo stesso HAL fu il frutto di una chiacchierata del regista con Marvin Minsky, scienziato considerato “il padre dell’Intelligenza Artificiale”. Minsky era davvero persuaso che per gli anni duemila sarebbero stati prodotti computer senzienti e quindi possiamo ipotizzare che, se avesse detto una data diversa, sarebbe diverso anche il titolo del capolavoro in oggetto. Nel vuoto, come sappiamo, il suono non può viaggiare e quindi le astronavi dovrebbero essere silenziose ma questo leverebbe “impatto scenico” alle scene. La scelta furba di Kubrick sottolineava invece l’eleganza delle manovre delle navi e, immagino, lo stato dell’arte della tecnologia aerospaziale immaginata dal regista, con della musica classica. Una scelta davvero raffinata.
Dopo gli elogi passiamo agli errori…
Errore 1 – Nelle sequenze iniziali, una scimmia ha in mano una tibia, però poi lancia un femore.
Errore 2 – Sempre nel prologo (eggià, “2001” sembra quasi la versione cinematografica di un libro) vediamo che nel pleistocene africano uno degli erbivori che osserviamo è un tapiro. Ma questa specie non si è mai spinta in Africa. Nell’omonimo romanzo di Clarke la preda della prima caccia umana è un facocero, cosa questa esatta dal punto di vista scientifico.
Errore 3 – La sequenza iniziale che mostra l’allineamento tra Luna, Terra e Sole, si vede quest’ultimo che sorge sulla sommità (per l’osservatore) del pianeta, mentre sulla Terra si vede già una “falce” illuminata dall’astro, ma ciò è possibile, proprio perché il Sole sta sorgendo sopra al disco della Terra e non può illuminare il pianeta anche dietro, come invece è mostrato dalla pellicola.
Errore 4 – Al contrario della Nostromo di “Alien”, la Discovery è nuova di pacca. Va bene, è plausibile in quanto la nave è stata costruita appositamente per quella missione, ma non è plausibile che tutte le altre navi mostrate dal film, ivi compresa la stazione orbitante, non presentino neanche una macchia dei rivestimenti.
Errore 5 – Il modulo lunare Aries 1B, dalla forma sferica e con la cabina di comando posta in alto e rovesciata rispetto al settore passeggeri dove si rilassa il dr. Floyd, e atterra (ma dovremmo dire “alluna”) a Base Clavius su quattro zampe. Non è allora possibile per i piloti vedere la base sottostante negli oblò come appare nel film, visto che NON si tratta di schermi. Nella scena che mostra il dr Floyd dormire col braccio fluttuante nello spazioplano vediamo una hostess recuperare la penna dell’illustre passeggero. La donna indossa, come furbescamente mostrato da Kubrick per sottolineare la precisione della pellicola allo spettatore, delle “grip shoes” ma proprio durante quella scena la donna inciampa il ché è errato perché la dinamica mostrata dalla sequenza si accorderebbe meglio con la gravità e non con l’assenza di essa! Un errore superficiale: strano che Kubrick non se ne sia accorto.
Errore 6 – Quando HAL gioca a scacchi con uno dei membri dell’equipaggio sbaglia clamorosamente mossa. Davvero strano per un computer che aveva asserito di essere “a prova di errore”. A meno che Kubrick non avesse voluto dare allo spettatore un indizio dell’inefficienza di HAL.
Errore 7 – La famosa scena che vede Bowman far detonare il portello esplosivo della capsula per entrare nella DISCOVERY va bene per lo stratagemma immaginato: con i bracci meccanici della capsula apre un portello d’emergenza e poiché non indossa il casco, lasciato nella nave, crea un’esplosione di ossigeno che lo proietta nell’astronave nel più assoluto silenzio dovuto alla mancanza di propagazione d’onde sonore. Però la capsula è fuori dalla nave madre, senza alcun collegamento poiché Bowman per uscirvi l’ha fatta ruotare su sé stessa, quindi avrebbe dovuto essere proiettata in senso opposto dall’esplosione.
Errore 8 – La sequenza mostra anche del fumo il portello divelto della capsula “sparisce” quando invece sarebbe stato potenzialmente mortale per Bowman, rimbalzando senza atmosfera nell’ambiente.
Errore 9 – È il non aver tenuto che nello spazio la temperatura è sui -130° C cosa che causerebbe un congelamento immediato di tutti i tessuti viventi esposti al vuoto.
Errore 10 – Spesso nei film di Fantascienza, anche in “2001”, le porte sono scorrevoli. Nella realtà è impossibile realizzare una perfetta tenuta stagna con una porta scorrevole e anche se fosse possibile l’usura delle guarnizioni manderebbe la sigillatura a farsi benedire. TUTTE le porte che devono assicurare una perfetta tenuta stagna sulla Terra tipo camere iperbariche o anche semplici celle frigorifere non sono MAI scorrevoli, ma SEMPRE a battente. Nello spazio, quindi, dovrebbero essere a battente anch’esse.
Errore 11 – La scoperta del monolite sulla Luna. Con una gravità così bassa gli astronauti non avrebbero potuto camminare come mostrato dal film ma a balzi. Esattamente come Buzz Aldrin e compagni.
Naturalmente il fatto che “2001 Odissea nello spazio” e ” Alien”, di cui abbiamo parlato nel precedente articolo, presentino errori non ne inficia il valore ludico o storico. Però andare a caccia di errori è divertente e, forse, anche un modo per apprezzarli meglio.
Massimo Valentini.
Curiosità
Come già detto sopra il film “2001: Odissea nello spazio” è stato diretto da Stanley Kubrick e scritto da lui stesso e Arthur C. Clarke. Il romanzo “2001: Odissea nello spazio” è stato scritto da Arthur C. Clarke e pubblicato nel 1968, lo stesso anno in cui il film è stato distribuito nelle sale cinematografiche. In realtà, il romanzo e il film sono stati sviluppati contemporaneamente, con Clarke e Kubrick che lavoravano insieme alla sceneggiatura del film e alla stesura del romanzo . Quindi, possiamo dire che il film si ispira al romanzo e viceversa.
Gli anni in cui Kubrick lavorava al film erano quelli della corsa allo spazio. Nel 1969, l’Apollo 11 sbarcò sulla Luna. Kubrick era talmente ossessionato da questa cosa da ingaggiare una vera lotta contro il tempo per battere la NASA. Temeva che se ci fosse stato uno sbarco prima dell’uscita del film, il suo “2001: Odissea nello spazio” sarebbe risultato obsoleto .
Dopo aver visto il film, Federico Fellini scrisse un telegramma a Kubrick nel quale scrisse: “Caro Stanley, ho visto ieri il tuo film e ho bisogno di comunicarti la mia emozione e il mio entusiasmo”. Pare che anche John Lennon fosse un grande fan del film, tanto da vederlo una volta alla settimana .
I Pink Floyd avrebbero dovuto collaborare alla colonna sonora del film, ma a causa di altri impegni dovettero declinare. Tuttavia, il brano “Echoes” (1971) è perfettamente sincronizzato alla sequenza dell’avvicinamento a Giove e dell’Ultimate Trip.
Il pianeta al centro del film di Stanley Kubrick sarebbe dovuto essere Saturno, e non Giove come poi è effettivamente stato. Perché il cambio di rotta? Perché il team addetto agli effetti speciali riuscì a convincere il regista che, con la tecnologia dell’epoca, sarebbe stato impossibile realizzare in maniera convincente gli anelli attorno a Saturno.
La musica iniziale del film “2001: Odissea nello spazio” è “Così parlò Zarathustra” di Richard Strauss . Questo brano è stato scelto da Stanley Kubrick come brano provvisorio per il film, ma alla fine è stato mantenuto nella colonna sonora definitiva
Spero che l’articolo sia stato di vostro gradimento.
La vostra blogger Lucia
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