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01/03/2022 Recensione “Viaggi nel tempo” di Fabrizio Farina

Ciao amici,

oggi, 1 marzo, vi parlo di “Viaggi nel tempo”, una raccolta di racconti che mi è stata regalata per il compleanno e che parla appunto di questo tema  affascinante. Posso anticiparvi che mi sono divertita a leggerlo. Quando penso ai viaggi nel tempo non posso non pensare ai film di  “Ritorno al futuro” di Zemeckis e ai grandi Marty McFly e Doc “Brown”. In questi racconti non troviamo la mitica Delorean, ma congegni, astronavi, illusioni e sogni. E voi pensate sia possibile viaggiare nel tempo o avete mai sognato di farlo?

Costo cartace: 13,50 euro
Link d’acquisto qui

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Avete mai sognato di tornare indietro nel tempo o di visitare il futuro? Impossibile non essere affascinati dalle innumerevoli possibilità offerte dalla prospettiva di correggere errori, ripetere esperienze uniche, evitare scelte sbagliate o anticipare a nostro vantaggio eventi non ancora accaduti. Il desiderio di viaggiare nel tempo è vecchio come l’uomo. Inizialmente il “viaggio” era affidato a sogni, allucinazioni o incontri con fantasmi. Poi hanno fatto la loro comparsa le prime “macchine del tempo”. E se ancora non possono essere realizzate, a renderle possibili ci pensano gli scrittori Bradbury, Dick, Page Mitchell, Wells …


Inizio subito col dire che non è semplice esprimere un unico pensiero su una raccolta di racconti, soprattutto se questi racconti sono scritti da autori di fantascienza di un certo calibro.  Non vorrei neanche dilungarmi eccessivamente e annoiarvi, quindi parlerò solo di alcuni racconti che mi hanno particolarmente colpito.

La raccolta inizia con una bellissima prefazione scritta da Fabrizio Farina che ha curato questo libro. In questa prefazione l’autore parla dei viaggi nel tempo e di come nonostante sia e sia stato un argomento affascinante per molti, ha iniziato a fare parte della letteratura solo negli ultimi tre secoli.  Prima di parlare dei viaggi nel tempo e del rapporto con la letteratura, Fabrizio Farina ci trasporta nella quarta dimensione, e ci spiega la fattibilità e le difficoltà che comporta un viaggio nel tempo:  i suoi paradossi, l’energia necessaria per spostarci nel passato e nel futuro e dei modi per realizzarlo teoricamente.  Ci mostra come menti creative del passato, affascinati e spaventati, abbiano solo raccontato queste possibilità. È solo con “La macchina del tempo” di H.G. Wells che i viaggi nel tempo iniziano a dilagare in letteratura come espressione della crisi del nostro tempo, del presente.

“ Il viaggio nel tempo resta una vertigine mentale e come tale è un potente, e quasi inesauribile, motore creativo che ha fatto, e fa, partorire a scrittori e poeti ( ma anche a registi e sceneggiatori) un’immensa quantità di storie.” (F. F)

Non ho resistito…Ecco una dell’immagini più belle di Marty Mc Fly e il suo amico Doc. (❁´◡`❁)

Ritorno al futuro film” (1985) diretto da Robert Zemeckis

Di seguito l’elenco dei racconti che si trovano in questa interessante raccolta.

  • Rumore di tuono (Ray Bradbury)
  • Tutto il tempo del mondo (A. C. Clarke)
  • Pulce d’acqua (P. K. Dick)
  • Rip Van Winkle (Irving)
  • Il mago rimandato (Don Juan Manuel)
  • L’orologio che andava all’indietro (Mitchell)
  • Una discesa nel maelstrom (Poe)
  • Interessi composti (M. Reynolds)
  • Progetto Brooklyn (W. Tenn)
  • Il cerchio di Zero (S. G. Weinbaum)
  • Il nuovo acceleratore (H. G. Wells)

Nonostante sia un’appassionata di fantascienza e sia cresciuta con la scrittura di molti autori di questo genere, alcuni degli scrittori che fanno parte di questa raccolta non li ho mai letti.

È stata una bellissima scoperta leggere “Rumore di tuono “di Ray Bradbury, famoso per aver scritto Fahrenheit 451. L’autore, in questo breve racconto,  ci trasporta attraverso un vero e proprio viaggio nel tempo in un passato Giurassico. Ci fa vivere la paura dei protagonisti che si trovano faccia a faccia con un Tyrannosaurus Rex. Ma non è solo questo che affascina di questa storia, è anche l’analisi dell’effetto che si avrebbe nel presente di un viaggio nel passato. Le precauzioni a volte non sono sufficienti e basta un niente per creare l’effetto farfalla, il principio per cui anche piccole variazioni nelle condizioni iniziali producano grandi variazioni nel comportamento a lungo termine di un sistema. In poche parole un’ apparentemente semplice azione può determinare grandi cambiamenti nel futuro.

Altro racconto affascinante e che mi ha divertito, ma alla fine anche angosciato è “Progetto Brooklyn” di W. Tenn.  Anche qui l’effetto farfalla arriva silenziosamente in un presente che in pochi attimi si stravolge.

Un’altra storia che mi è piaciuta  e che  mi ha un po’ ricordato il romanzo “TimeLine” di Michael Crichton è  “ L’orologio che andava all’indietro” di Mitchell. Se si avesse la possibilità di andare indietro nel tempo in un momento storico rilevante, quanto la nostra presenza potrebbe cambiare il corso degli eventi? E se il tempo fosse una sorta di ruota e si ripetesse all’infinito? Il protagonista vive nel presente e torna indietro nel tempo non sapendo che la sua presenza è fondamentale per realizzare il presente.

Nella raccolta c’è anche un racconto di Reynolds dal titolo “Interessi Composti”. Si parla di un viaggiatore nel tempo che dal futuro riesce a controllare il passato fino ad arrivare al presente con il solo scopo di costruire una macchina del tempo.

Bellissima e affascinante storia “Il mago rimandato” di Don Juan Manuel, autore che non conoscevo affatto.

Infine in questa raccolta non può mancare l’ideatore della macchina del tempo, non nel senso reale del termine:  H. G.Wells. Il suo racconto “Il nuovo acceleratore” però non parla di viaggi nel tempo ma di un acceleratore,  un farmaco in grado di rendere le capacità dell’uomo super  veloci, talmente veloci da rallentare tutto il resto.  Ci si chiede tra domande e risposte dei due protagonisti della storia, quali conseguenze sull’uomo e sul pianeta potrebbe comportare una scoperta del genere, quali sono i limiti che può raggiungere l’uomo senza stravolgere la propria esistenza.

Mi fermo qui, anche se ci sarebbe da dire altro anche sugli altri racconti, molto molto piacevoli da leggere.

Consiglio a tutti gli appassionati di fantascienza e dei viaggi nel tempo di leggere questa raccolta di racconti. Sicuramente alcune storie sono più fantastiche che fantascientifiche e anche obsolete per il nostro tempo, ma danno un’idea di come si sia evoluto nella letteratura il concetto di viaggio nel tempo, di come da secoli l’uomo sia affascinato dal passato e dal futuro e che entrambi siano strettamente collegati al nostro presente e alle nostre scelte.

Anche la copertina è veramente fantastica realizzata dall’illustratore argentino Alejandro Burdisio: macchine classiche sospese su città galleggianti.

Il mio voto è

4 pinguini lettori.

A presto,

la vostra blogger Lucia.

18 novembre 2021 Review party – “Fairy Oak. Il destino di una fata” di Elisabetta Gnone

Ciao amici,

con mio grande piacere partecipo al Review Party del romanzo “Fairy Oak  – Il destino di una fata” di Elisabetta Gnone, organizzato dalla mia sempre amica blogger Simona del blog Il mondo di Simis. Anche questa volta l’arrivo del pacco e la lettura condivisa di questo libro mi hanno reso felice come una bambina.


Una nuova voce ci racconta la storia di Fairy Oak. Sa molte cose e moltissime ne svela, arricchendo il dipinto che ritrae il popolo della Valle di Verdepiano di dettagli assai curiosi e di nuove, inaspettate sfumature.

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Una nuova voce, quella dell’autrice, ci racconta la storia di Fairy Oak. Sa molte cose e moltissime ne svela, arricchendo il dipinto che ritrae il popolo della Valle di Verdepiano di dettagli assai curiosi e di nuove, inaspettate sfumature. Il nuovo romanzo di Elisabetta Gnone rivela tutti i segreti (o quasi) della comunità, buffamente assortita, che convive serenamente nel villaggio della Quercia Fatata. In questi anni all’autrice sono state rivolte tante domande e curiosità a proposito della saga, e ha pensato che un libro potesse colmare quei vuoti e risolvere quei dubbi che in tanti sentono ancora d’avere riguardo i suoi abitanti. Poiché l’autrice sa tutto di questa storia, ed è una voce fuori campo, può svelare segreti, entrare in dettagli e raccontare aneddoti e situazioni che i suoi personaggi non possono conoscere o riferire. Per esempio Elisabetta sa quando Grisam Burdock s’innamorò di Pervinca Periwinkle – il momento esatto – e quando il cuore del giovane inventore Jim Burium diede il primo balzo per la sorella di Pervinca, Vaniglia. Sa cosa pensò la fata Felì la prima volta che vide dall’alto il piccolo villaggio affacciato sul mare ed è soprattutto di lei che vi narra, del primo e dell’ultimo anno che Sefeliceleisaràdircelovorrà passò a Fairy Oak, e di quei pochi istanti in cui si compie il destino di una fata. Un destino comune a molti, come scoprirete…


“Fairy Oak – Il destino di una fata” è il nuovo romanzo di Elisabetta Gnone. Dopo un anno dall’uscita de “La storia Perduta” che sembrava chiudere la saga, l’autrice ci riporta nella valle incantata di Verdepiano dove il tempo sembra fermarsi e regna l’armonia tra magici e non magici.

Questa volta non è la piccola e tenera fatina Felì, Sefeliceleisaràdircelovorrà, a raccontarci la storia, ma la stessa scrittrice. Lei che conosce ogni cosa, ci racconta momenti nascosti e stranezze, nate probabilmente dalla stessa curiosità di alcuni suoi lettori.

Se si chiama una fata con il suo nome per intero, la si obbliga a ubbidire. Per questo, molti secoli fa, le fate decisero di darsi nomi lunghi e impronunciabili, molto difficili da ricordare.

Ci racconta dell’arrivo della fata al villaggio di Fairy Oak, ma ancor prima delle insidie del suo viaggio che tutta da sola affronta prima di giungere in questo luogo magico; ci racconta  delle sue paure, della sua ingenuità e dell’attesa della nascita di Pervinca e Vaniglia, protagoniste delle storie di Fairy Oak, rispettivamente Vì e Babù, e di cosa accade nel villaggio il giorno della loro nascita.

L’arrivo di un romanzo della Gnone è sempre una gioia per me. Prima cosa: il pacco che mi è arrivato ha come mittente Pervinca e Vaniglia da Fairy Oak e già questa cosa mi manda in estasi. Appena l’ho aperto mi sono trovata  davanti un libro con una bellissima sovraccopertina e un piccolo erbolario sulle piante e i fiori che danno i nomi ai personaggi principali della saga. Sotto la sovraccoperta  c’è invece una cover rigida che dire meravigliosa è dire poco.

Ovviamente all’interno del libro ci sono tutti i disegni e le illustrazioni che accompagnano la storia delle due gemelle e questa volta anche di Felì, delle amiche fate e degli abitanti di Fairy Oak.

Che dire, sicuramente questo romanzo si aggiunge alla mia collezione targata Fairy Oak.

Non vi aspettate una storia come quelle lette finora, ma un viaggio indietro nel tempo, una storia già raccontata, ma con delle curiosità in più. Per chi ama questo mondo magico e i suoi abitanti è stato un fantastico viaggio in compagnia di Felì e questa volta anche di Elisabetta Gnone, un’autrice che ammiro tantissimo e che un giorno mi piacerebbe incontrare.

Più andavo avanti con la lettura, più mi innamoravo ancora di più di questo mondo magico, delle fatine e della dolce e tenera Felì. La storia raccontata è soprattutto su di lei, sull’amore che la unisce a Pervinca e Vaniglia, a zia Tomelilla e a tutti gli abitanti di Quercia fatata.

Si dice che le fate siano capaci di percepire all’istante i sentimenti degli esseri umani e di provarli a loro volta, immedesimandosi al punto da soffrire e gioire come la persona che hanno davanti.

Le ultime pagine mi hanno commossa perché il destino di una fata tata è aiutare a crescere un bimbo, nel caso di Felì le due gemelle Pervinca e Vaniglia, e a condurlo per mano fino ai suoi quindici anni. A quel punto è necessario lasciarlo andare senza guardarsi indietro. Di questa cosa ne avrei fatto volentieri a meno, ma la vita è anche questo.

“Fairy Oak – Il destino di una fata” lo consiglio assolutamente ai lettori che fanno già parte di questo mondo, senza aspettarsi però una storia nuova; lo consiglio anche a chi per la prima volta vuole conoscere questa saga magica.

Grazie ad Elisabetta Gnone che ci ha fatto dono di questo nuovo libro, portandoci in un luogo di fantasia dove non solo i sentimenti, le emozioni e le avventure dei personaggi ci tengono compagnia, ma anche dove i profumi, i sapori e i luoghi sembrano descritti talmente bene da sembrare reali.

Spero che le ultime battute del libro siano l’indizio di una nuova magica avventura che riporti noi lettori nella Valle di Verdepiano.  

Il mio voto è:

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Passate anche dalle mie amiche blogger per conoscere la loro opinione. Trovate i nomi dei loro blog nel banner sopra.

A presto,

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