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18 novembre 2021 Review party – “Fairy Oak. Il destino di una fata” di Elisabetta Gnone

Ciao amici,

con mio grande piacere partecipo al Review Party del romanzo “Fairy Oak  – Il destino di una fata” di Elisabetta Gnone, organizzato dalla mia sempre amica blogger Simona del blog Il mondo di Simis. Anche questa volta l’arrivo del pacco e la lettura condivisa di questo libro mi hanno reso felice come una bambina.


Una nuova voce ci racconta la storia di Fairy Oak. Sa molte cose e moltissime ne svela, arricchendo il dipinto che ritrae il popolo della Valle di Verdepiano di dettagli assai curiosi e di nuove, inaspettate sfumature.

SINOSSI

Una nuova voce, quella dell’autrice, ci racconta la storia di Fairy Oak. Sa molte cose e moltissime ne svela, arricchendo il dipinto che ritrae il popolo della Valle di Verdepiano di dettagli assai curiosi e di nuove, inaspettate sfumature. Il nuovo romanzo di Elisabetta Gnone rivela tutti i segreti (o quasi) della comunità, buffamente assortita, che convive serenamente nel villaggio della Quercia Fatata. In questi anni all’autrice sono state rivolte tante domande e curiosità a proposito della saga, e ha pensato che un libro potesse colmare quei vuoti e risolvere quei dubbi che in tanti sentono ancora d’avere riguardo i suoi abitanti. Poiché l’autrice sa tutto di questa storia, ed è una voce fuori campo, può svelare segreti, entrare in dettagli e raccontare aneddoti e situazioni che i suoi personaggi non possono conoscere o riferire. Per esempio Elisabetta sa quando Grisam Burdock s’innamorò di Pervinca Periwinkle – il momento esatto – e quando il cuore del giovane inventore Jim Burium diede il primo balzo per la sorella di Pervinca, Vaniglia. Sa cosa pensò la fata Felì la prima volta che vide dall’alto il piccolo villaggio affacciato sul mare ed è soprattutto di lei che vi narra, del primo e dell’ultimo anno che Sefeliceleisaràdircelovorrà passò a Fairy Oak, e di quei pochi istanti in cui si compie il destino di una fata. Un destino comune a molti, come scoprirete…


“Fairy Oak – Il destino di una fata” è il nuovo romanzo di Elisabetta Gnone. Dopo un anno dall’uscita de “La storia Perduta” che sembrava chiudere la saga, l’autrice ci riporta nella valle incantata di Verdepiano dove il tempo sembra fermarsi e regna l’armonia tra magici e non magici.

Questa volta non è la piccola e tenera fatina Felì, Sefeliceleisaràdircelovorrà, a raccontarci la storia, ma la stessa scrittrice. Lei che conosce ogni cosa, ci racconta momenti nascosti e stranezze, nate probabilmente dalla stessa curiosità di alcuni suoi lettori.

Se si chiama una fata con il suo nome per intero, la si obbliga a ubbidire. Per questo, molti secoli fa, le fate decisero di darsi nomi lunghi e impronunciabili, molto difficili da ricordare.

Ci racconta dell’arrivo della fata al villaggio di Fairy Oak, ma ancor prima delle insidie del suo viaggio che tutta da sola affronta prima di giungere in questo luogo magico; ci racconta  delle sue paure, della sua ingenuità e dell’attesa della nascita di Pervinca e Vaniglia, protagoniste delle storie di Fairy Oak, rispettivamente Vì e Babù, e di cosa accade nel villaggio il giorno della loro nascita.

L’arrivo di un romanzo della Gnone è sempre una gioia per me. Prima cosa: il pacco che mi è arrivato ha come mittente Pervinca e Vaniglia da Fairy Oak e già questa cosa mi manda in estasi. Appena l’ho aperto mi sono trovata  davanti un libro con una bellissima sovraccopertina e un piccolo erbolario sulle piante e i fiori che danno i nomi ai personaggi principali della saga. Sotto la sovraccoperta  c’è invece una cover rigida che dire meravigliosa è dire poco.

Ovviamente all’interno del libro ci sono tutti i disegni e le illustrazioni che accompagnano la storia delle due gemelle e questa volta anche di Felì, delle amiche fate e degli abitanti di Fairy Oak.

Che dire, sicuramente questo romanzo si aggiunge alla mia collezione targata Fairy Oak.

Non vi aspettate una storia come quelle lette finora, ma un viaggio indietro nel tempo, una storia già raccontata, ma con delle curiosità in più. Per chi ama questo mondo magico e i suoi abitanti è stato un fantastico viaggio in compagnia di Felì e questa volta anche di Elisabetta Gnone, un’autrice che ammiro tantissimo e che un giorno mi piacerebbe incontrare.

Più andavo avanti con la lettura, più mi innamoravo ancora di più di questo mondo magico, delle fatine e della dolce e tenera Felì. La storia raccontata è soprattutto su di lei, sull’amore che la unisce a Pervinca e Vaniglia, a zia Tomelilla e a tutti gli abitanti di Quercia fatata.

Si dice che le fate siano capaci di percepire all’istante i sentimenti degli esseri umani e di provarli a loro volta, immedesimandosi al punto da soffrire e gioire come la persona che hanno davanti.

Le ultime pagine mi hanno commossa perché il destino di una fata tata è aiutare a crescere un bimbo, nel caso di Felì le due gemelle Pervinca e Vaniglia, e a condurlo per mano fino ai suoi quindici anni. A quel punto è necessario lasciarlo andare senza guardarsi indietro. Di questa cosa ne avrei fatto volentieri a meno, ma la vita è anche questo.

“Fairy Oak – Il destino di una fata” lo consiglio assolutamente ai lettori che fanno già parte di questo mondo, senza aspettarsi però una storia nuova; lo consiglio anche a chi per la prima volta vuole conoscere questa saga magica.

Grazie ad Elisabetta Gnone che ci ha fatto dono di questo nuovo libro, portandoci in un luogo di fantasia dove non solo i sentimenti, le emozioni e le avventure dei personaggi ci tengono compagnia, ma anche dove i profumi, i sapori e i luoghi sembrano descritti talmente bene da sembrare reali.

Spero che le ultime battute del libro siano l’indizio di una nuova magica avventura che riporti noi lettori nella Valle di Verdepiano.  

Il mio voto è:

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Passate anche dalle mie amiche blogger per conoscere la loro opinione. Trovate i nomi dei loro blog nel banner sopra.

A presto,

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22 ottobre 2020 – Recensione “FAIRY OAK – LA STORIA PERDUTA ” di Elisabetta Gnone

L'immagine può contenere: nuvola, cielo e testo

Cari amici,

oggi 22 ottobre, per festeggiare il quindicesimo anniversario di Fairy Oak arriva in tutte le librerie e negli store on line il nuovo libro di Elisabetta Gnone: Fairy Oak – La storia perduta.

Grazie alla mia amica blogger del Il mondo di Simis, ho avuto modo di partecipare al Review Party, leggendo in anteprima questo libro tanto atteso. Potete trovare i blog partecipanti nel banner in alto. Festeggiamo insieme i 15 anni dalla nascita di Fairy Oak.

Il giorno che il corriere ha bussato alla mia porta e ho avuto tra le mani questo romanzo, ero felice come una bimba che scarta i regali il giorno di Natale. Ringrazio anche la Salani di avermi fatto omaggio di questa copia.

Siete pronti a ritornare nel mondo di Fairy Oak?

“FAIRY OAK – LA STORIA PERDUTA ” di Elisabetta Gnone

Costo: 17,10 euro
Copertina rigida : 400 pagine
Editore : Salani (22 ottobre 2020)

Le radici dei popoli sono come le radici degli alberi: consolidano il terreno per le generazioni future. E ogni storia perduta, o dimenticata, può contenere molte verità.

In occasione del 15º anniversario della saga, una nuova storia ci riporta a Fairy Oak. Dentro il villaggio di Fairy Oak troverete una comunità di fate, streghe, maghi e persone normali che convivono serenamente in un luogo dove il tempo e lo spazio sono dilatati e la natura è viva e strabiliante. Un mondo scintillante di fantasia e avventura che fa da sfondo a una favola sulla vita, sull’amicizia e sull’amore e sui preziosi equilibri che li governano. Valori universali, profondi e sinceri, capaci di toccare il cuore di lettori di tutte le età e avvicinare anche i più giovani alla lettura.


Ormai è risaputo, Elisabetta Gnone è una garanzia per me e per tutti quelli che hanno letto i suoi libri e non solo. L’ho scoperta negli ultimi anni, attraverso la lettura di Olga di carta, di Fairy Oak e del fumetto W.I.T.C.H.

È una di quelle persone che quando la senti parlare ti emoziona, perché ti coinvolge con la passione, l’entusiasmo e la cura dei dettagli che mette nel suo lavoro e, quando leggi i suoi libri l’emozione raddoppia, perché ha la capacità di trasportarti in un attimo nei mondi fantastici da lei creati.

Sono passati tanti anni da quanto i libri di Fairy Oak sono arrivati ad allietare la vita di bambini, mamme e papà. Io sono una mamma, ma in fondo sono rimasta un po’ bambina e leggere la nuova storia di Pervinca e Vaniglia, streghe gemelle di un mondo fatto di magici e non magici, è come tornare ad esserlo.

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Foto del 2018 by blog Creatori di mondi – Da Fairy Oak . Il segreto delle gemelle

Fairy Oak -La storia Perduta riabbraccia i vecchi lettori e accoglie i nuovi. Elisabetta Gnone ha la bravura di catapultarti nella storia e nel mondo creato da lei, in un attimo, come se il tempo non fosse mai passato.

Il tempo invece è passato a Fairy Oak e non vi dico quanto, ma i ricordi sono sempre vivi e le abitudini sempre le stesse. La nostalgia del passato e il desiderio di ritornare nel luogo e nel tempo dove la vita era spensierata, riempirà il vostro cuore con un senso di malinconia.

“Fairy Oak è un villaggio molto grazioso. Le case di pietra avevano verande e giardini fioriti, protetti da muri ricoperti di more e rose selvatiche. Gli abitanti erano quasi tutti gentili e c’erano tanti, tantissimi bambini. Una cosa in particolare, però, rendeva il villaggio davvero speciale: a causa di un antico incantesimo, o forse per volere delle stelle del Nord, Fairy Oak era l’unico posto, di tutti i mondi reali e incantati, dove umani, umani con poteri magici e creature magiche vivevano insieme, mescolati da tempo in perfetta armonia. Streghe, fate, maghi abitavano le case di Fairy Oak come normali cittadini, e tali si consideravano in quella comunità.”

Vi ricordate di Pervinca, Vaniglia, Felì, Grisam, Flox e zia Tomelilla? Se la memoria non vi aiuta o state leggendo per la prima volta Fairy Oak, non allarmatevi, il viaggio in questi luoghi e nel tempo è istantaneo, attraverso oggetti, foto conservate in un vecchio baule e mettendo ordine tra i ricordi, si ritornerà alla Quercia Fatata, quando le streghe gemelle e i loro amici ascoltavano una noiosissima lezione di storia.

La storia! Ma come imparare ad amarla e renderla più interessante, senza per forza dover memorizzare fatti, date, nomi e soprattutto defunti? Nella classe di Pervinca, detta Vì, e Vaniglia, detta Babù, succede qualcosa di inaspettato e finalmente, studiare la storia e scoprire eventi passati, diventa un gioco. La scoperta delle proprie origini, divertendosi a scrivere i propri nomi su un albero genealogico, porterà a galla legami parentali sconosciuti, dispute dimenticate, ma soprattutto una storia perduta.

La storia di una balena, un animale marino così affascinante e misterioso che renderà la vita dei ragazzi di Fairy Oak un’avventura.

Elisabetta Gnone, ha la capacità di farti sorridere e di farti apprezzare le cose semplici con un linguaggio incantevole e genuino, adatto a tutte le età.

Nelle pagine di questo libro meraviglioso, non si può non apprezzare il suo amore per gli animali.

“Un cane è una grossa responsabilità. Non è un giocattolo o un passatempo, è un essere vivente. Bisogna curarlo se si ammala, portarlo a spasso anche quando piove, nevica o tira un vento da nodi; occorre pulire dove sporca e dargli da mangiare tutti i giorni per tutti gli anni che vivrà. Non si può dire : “Oggi non ne ho voglia” oppure “Ora non ho tempo”.

Come ho già scritto altre volte parlando di Fairy Oak, immergermi in questo momento è stato bello, piacevole e incantevole. Non vedevo l’ora di trascorrere del tempo in compagnia Pervinca e Vaniglia. E’ stato un regalo da parte dell’autrice apprezzatissimo. Questo libro mi ha aiutato, nei momenti di lettura, ad andare in un altra dimensione. In un momento storico, difficile per tutti noi, mi ha rilassato la mente e fatto sognare un po’.

Continuo sempre ad amare la fatina di Pervinca e Vaniglia con il suo nome dolcissimo che assomiglia ad uno scioglilingua Sefeliceiosaròdirvelovorrò, detta Felì, per il suo modo di vedere il mondo, per la sua dolcezza, per il suo modo di parlare così tenero. Come ho già scritto in una mia precedente recensione, sarebbe bello che in ogni casa del nostro mondo, nella crescita e cura dei nostri figli ci fosse una tata fatina come Felì, capace di insegnare a loro e anche a noi, i valori come l’amore, la sincerità, l’onesta, il rispetto verso gli altri e la natura.

Ma in questo nuovo romanzo più che la magia di fate, magici e altro, a sorprenderci, sarà la tenacità, il coraggio di chi crede di non essere all’altezza della situazione e il fare gruppo dei ragazzi di Fairy Oak, che cambierà la vita di qualcuno in meglio.

A volte il coraggio di chi crediamo diverso e distante da noi, ci può stupire.

Anche in questo romanzo non possono mancare le illustrazioni, bellissime e curatissime, e la stupenda copertina. Ciò che mi ha affascinato sempre di Fairy Oak, prima di leggere la storia, sono stati i colori, armoniosi, vivaci e allegri adatti ad ogni stagione. Credo che l’utunno con i suoi colori sia la stagione che rappresenti meglio il mondo di Fairy Oak.

Ho letto l’anteprima, già magnifica di suo, ma presto la versione definitiva di “Fairy Oak – La storia Perduta”, che oggi si trova in tutte le librerie, farà parte della mia collezione.

Ringrazio Elisabetta Gnone, per la sua capacità di farci sognare.

Ovviamente non posso che consigliare questo libro a tutti i sognatori piccoli e grandi che amano le storie magiche e autentiche ricche di valori.  

Il mio voto è

5 pinguini lettori.

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