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17/03/2025 “Papà, papini, papò” di Alessia Racci Chini (Autore), Giulia Dragone (Illustratore)

Autore: Alessia Racci Chini
Illustratore: Giulia Dragone
Editore: Sassi
Collana: Sassi junior
Anno edizione: 2025
Pagine: 32 p – Rilegato
Link d’acquisto: qui

SINOSSI

Che succede quando gli occhi di un bambino, aperti alla meraviglia, incontrano modi differenti di essere padre? Biologico, adottivo, sostitutivo, genitore unico, simbolico, parte di una coppia omogenitoriale… sono tanti i papà! Una lettura delicata e poetica capace di stimolare una riflessione su un ruolo fondante e sfaccettato, oltre ogni stereotipo. Con quella speciale sospensione del giudizio che solo un bambino può insegnare. Una riflessione sui diversi modi di essere padre, oltre gli stereotipi di genere e ruolo. 

Si avvicina la Festa del papà e ho pensato che un consiglio di lettura non potesse mancare, soprattutto in occasione dell’uscita del nuovo libro di una scrittrice che mi piace tantissimo: Alessia Racci Chini. Alessia ha un sorriso che cattura e un’intelligenza brillante. Nonostante la distanza, c’è un legame particolare tra noi che non so spiegare.
“Papà, papini, papò”, illustrato da Giulia Dragone, parla dei papà, ma anche di papà speciali. L’autrice riesce a far parlare ogni bambino con il suo linguaggio genuino e a far capire che ogni famiglia è speciale, e che i papà possono essere extra-ordinari. Che parola, no?!
Come ogni anno, nelle scuole elementari, le maestre e i maestri chiedono di fare dei disegni per la Festa del papà. Il maestro Giacomo, insieme ai suoi alunni, ci farà scoprire, attraverso gli occhi dei bambini, tutti i modi dell’essere papà, andando oltre gli stereotipi. Una riflessione per insegnare ai nostri figli le diverse sfaccettature dell’amore tra padre e figli. Non aggiungo altro, perché sarà la stessa autrice a parlarvi di questa splendida storia per grandi e piccini e di chi sono stati i papà che l’hanno ispirata. Leggete, perché è molto interessante.

“Papà, papini, papò” è una riflessione delicata e poetica sui diversi modi di essere padre, inteso come ruolo affettivo che va oltre gli stereotipi di genere e di ruolo: padre biologico, adottivo, sostitutivo, genitore unico, o anche simbolico, come un maestro che ha tanti figli d’anima, o padri che fanno parte di una coppia omogenitoriale.

Papà normali eppure extra-ordinari, il cui ruolo affettivo merita di essere riconosciuto per il suo essere un caleidoscopio di possibilità.

Per scriverlo mi sono ispirata ai papà che ho conosciuto realmente, vicini alla mia famiglia, o che ho incontrato virtualmente, figure con cui sono entrata in contatto attraverso i social

Tra questi c’è anche Luca Trapanese, il papà single e omosessuale a cui è stata concessa l’adozione di Alba, una bimba con la sindrome di Down, dopo che era stata rifiutata da venti famiglie. La sua vicenda, che probabilmente ricorderai, è stata al centro della cronaca e ha ispirato un film uscito recentemente, Nata per te. Questa condivisione è stata molto significativa per me, e nei giorni scorsi Luca ha rilanciato il mio libro sui suoi canali social.

Ma chi più di tutti ha acceso la scintilla dell’ispirazione è stato mio padre che, ben prima dell’attuale dibattito, è stato un papà extra -ordinario perché casalingo negli anni ’80! Per motivi di salute, infatti, è stato mandato in prepensionamento. Era ancora giovane e si è dedicato con amore alla cura della casa e di noi figlie, supportando al contempo mia madre nella sua attività lavorativa. Lei, invece, era quella che lavorava e portava i soldi a casa.

Ricordo che a scuola, in un paio di occasioni, sia alle elementari che alle medie (ebbene sì), ci era stato chiesto di disegnare i propri genitori al lavoro. Mentre per mia madre non avevo dubbi, per mio padre ho dovuto mettere a fuoco i pensieri. L’ho raffigurato mentre cucinava e ci aiutava coi compiti. Le maestre e le prof di allora proprio non capivano: fa il cuoco? No. Fa il maestro? No.  Insomma, cosa fa tuo padre?? 

Non trovavo una parola soddisfacente, perché casalingo mi sembrava riduttivo rispetto allo stereotipo di casalinga che da bambina custodivo nell’inconscio: mia zia era casalinga, senza dubbio, ma non mio padre! 
“Fa il padre”, ho risposto. 
E non ho un buon ricordo della faccia della professoressa di allora. 

La sorte, a volte, è davvero bizzarra. Prima di scrivere questo libro, infatti, ne ho scritto un altro che tratta il tema della maternità, affrontandolo sempre oltre gli stereotipi di ruolo e genere. È un tema che sento profondamente: non a caso l’ho scritto tempo fa, durante la gravidanza. 

L’editore Sassi, intercettando il testo grazie alla mia agente letteraria, ha mostrato grande interesse, ma ha alzato ulteriormente l’asticella dell’inclusività, chiedendomi di scrivere qualcosa dedicato anche ai papà.

Da lì è nato un dittico: due albi gemelli, eterozigoti ma pur sempre gemelli, che comprende “Papà, papini, papò” e, in uscita a maggio, “Mamma di cuore, di pancia, di stelle“.

Biografia dell’autrice

Nata ad Ancona, Alessia Racci Chini, è attrice e scrittrice. Formatasi tra le file del Teatro Stabile delle Marche, lavora per teatro, cinema, tv, pubblicità e presta la sua voce per spot, musei, documentari e prodotti multimediali. Come autrice, ha scritto romanzi, racconti, testi teatrali, narrazioni site-specific e, raccontato per alcuni gruppi editoriali, fiabe classiche e romanzi d’avventura, e sceneggiato graphic novel.
Con il suo romanzo d’esordio “L’ottava confraternita”, pubblicato da Fanucci Editore, ha vinto la V edizione del Premio Internazionale di Letteratura Città di Como come Miglior Libro Fantasy.
Scrive da sempre versi liberi e poesie come un atto segreto, ermetico, quando le risuonano in testa solo frasi spezzate o un sentire indicibile.


Mentre scrivevo quest’articolo, mi è venuto in mente che tempo fa proprio in occasione dell’uscita del suo libro fantasy “L’Ottava Confraternita” che amai tantissimo, feci un’intervista ad Alessia Racci Chini. Questa intervista la trovate qui: https://creatoridimondi.net/2018/04/14/intervista-ad-alessia-racci-chini-autrice-lottava-confraternita/ . Se vi va, passate a leggerla: è molto interessante.
Ritornando invece a “Papà, papini, papò“, spero che vi abbia incuriosito. Sicuramente dona ai bimbi una visione più varia del mondo dei papà. Fatemi sapere cosa ne pensate.

Auguri a tutti i papà!

A presto!

la vostra blogger Lucia.

Intervista ad Alessia Racci Chini autrice L’Ottava confraternita

14/04/2018 Intervista ad Alessia Racci Chini autrice del romanzo

“L’ottava confraternita”

Editore Fanucci

Se avete amato Harry Potter e la sua scuola di magia, non potete perdere questo romanzo su una scuola un po’ particolare: la scuola Anti Mistero. Vi conquisterà con i suoi ragazzi dai poteri straordinari e fantasmi che non vogliono assolutamente averli tra i piedi. 

Link d’acquisto qui

Sinossi

Sulle orme di Harry Potter e della scuola Hogwarts, ecco la scuola Anti Mistero a caccia di fantasmi nel vecchio Grand Hotel Bluemillion. I professori e i giovani aspiranti medium della scuola sono malvisti dai sonnolenti fantasmi che dichiareranno loro guerra… ma il confine tra il regno dei vivi e quello dei morti diventerà sempre più labile e, quando i due mondi si incontreranno, le cose prenderanno una piega inaspettata.
La curiosità infatti spinge fantasmi e giovani medium a oltrepassare barriere e timori, dando il via a piccole rivoluzioni. Un gruppo di ragazzi in particolare, riuniti nell’Ottava Confraternita, sfiderà le regole consolidate della scuola, costringendo gli stessi professori a mettere in dubbio false certezze e a fare i conti con scomode e inconfessabili paure…

Ispirato a una drammaturgia originale elaborata durante dei laboratori teatrali condotti dalla stessa autrice con ragazzi tra gli 8 e i 14 anni, L’Ottava Confraternita si preannuncia un romanzo d’esordio avvincente, incentrato sui temi della paura, della medianità e della vita oltre la morte, per arrivare a far dialogare tra loro generazioni diverse, andando ben oltre la letteratura di genere.

Breve Biografia dell’autrice

Alessia Racci Chini è nata ad Ancona.
Attrice e storyteller, ha scritto racconti, testi teatrali e narrazioni sulla memoria dei luoghi. Tiene laboratori creativi per ragazzi, docenti e manager, ha rinarrato fiabe classiche e romanzi d’avventura. La sua voce è nelle audioguide di alcuni musei italiani.
Tra i recenti riconoscimenti, ha vinto nel 2017 il Premio Letterario Internazionale Città di Como – sezione narrativa breve – con il racconto “Carmelina. Cuore azzurro, cuore di sale”.


INTERVISTA ALL’AUTRICE

Alessia Racci Chini , benvenuta nel mio blog.  Non ti nascondo che mi sento un piccolo pesciolino spaventato in un grande oceano, perché quando mi trovo davanti una persona con un grande talento, sono un po’ intimorita, ma allo stesso tempo lusingata.

Come sai, sto leggendo “L’Ottava confraternita”  e posso già anticiparti che sono molto entusiasta.  Non ho mai letto una storia sui  fantasmi  e all’inizio ero molto scettica, ma il fatto che parlasse anche di una scuola di ragazzi ghostbusters un po’ speciali,  mi ha incuriosito molto.  E’ un libro che ti cattura dalle prime pagine, ricco di fascino e di quel tocco di mistero che ti invoglia a leggerlo senza fermarti un attimo. Ma non voglio svelare troppo,  le impressioni finali  le scriverò prossimamente in una recensione.  Ho comunque la sensazione che  questo romanzo avrà un enorme successo: in pochi sanno scrivere così bene e rendere viva una storia di questo genere. Non è solo un fantasy, ma qualcosa di più. 

Iniziamo allora a toglierci qualche curiosità su un’autrice che merita da subito l’appellativo di “creatrice di mondi”. Leggete fino in fondo e non ve ne pentirete.

L. Come si legge dalla tua biografia, la scrittura fa parte della tua vita da sempre. Credi che con la pubblicazione di questo  romanzo sia cambiato o cambierà qualcosa nel tuo approccio con la scrittura?

A. In realtà non scrivo da sempre. Sarebbe bello dire il contrario, ma ho vissuto fasi decisamente altalenanti. Da bambina amavo scrivere, disegnare e fagocitavo interi tomi di favole, che hanno gettato le basi mio immaginario.

Da adolescente ero un disastro con la scrittura e leggevo pochissimo. Soprattutto rifuggivo certe letture imposte dalla scuola che ai miei occhi non avevano appeal.

Sono dovuta diventare ‘grande’ per riappacificarmi con la lettura e riscoprire la totale bellezza della parola come mezzo di espressione artistica. Sono così diventata una lettrice tardiva ma voracissima perché dovevo recuperare il tempo perduto. Scrivere è stato il passo successivo, ma l’ho fatto piano piano, con pudore e tanto studio, partendo dal teatro (vengo da lì, sono un’attrice), poi racconti brevi, poi racconti lunghi, tante narrazioni orali, e infine, solo ora, il romanzo. Mi riconosco il merito di essermi scelta degli straordinari maestri. In molti pensano che si possa diventare scrittore solo contando sull’ispirazione e il talento. Ma io dico: se vuoi fare il falegname, che fai, non vai a bottega?
Per carità, è la mia idea, le eccezioni non mancano.

Adesso sono quasi dieci anni che la scrittura è diventata parte del mio mestiere, ma mi sembra di essere al primo giro di giostra. Quindi… per rispondere alla tua domanda, direi: sì! Questo romanzo ha cambiato molto del mio approccio alla scrittura perché un libro non è un racconto: richiede metodo, dedizione, senso pratico. Una bella sfida per chi, come me, ha spesso la testa fra le nuvole.

L. Come è nata l’idea di una Scuola Anti Mistero, S.A.M. ?

A. È nata durante un laboratorio teatrale condotto con ragazzi dagli 8 ai 13 anni durante il quale abbiamo affrontato il tema della paura. I miei giovani amici sognavano super poteri per combattere i loro mostri interiori. Quando abbiamo capito che la vera risorsa per vincere le proprie paure è dentro di noi, mi sono chiesta: cosa accadrebbe se questi super poteri tanto agognati dai ragazzi, invece che una manna dal cielo, fossero così terrorizzanti da essere vissuti come una condanna?

Da qui l’idea di una scuola che insegnasse loro a domare i loro bizzarri doni.

Immagino ti stia chiedendo di quali doni sto parlando, vero?

Alludo a poteri quali la premonizione, la chiaroveggenza, la medianità, la psicocinesi, la radiestesia. Facoltà che sembrano sfuggire alle leggi di natura ma che appartengono alla storia dell’uomo dalla notte dei tempi.

L. Alcuni non possono fare a meno di paragonare il tuo romanzo al maghetto più famoso del mondo. Quanto hanno influito le storie di magia di Harry Potter nella stesura del tuo libro?

A. Sinceramente ha nutrito molto di più la mia immaginazione “Il fantasma di Canterville” di Oscar Wilde che la saga del maghetto. Capisco però che il confronto con Harry nasca spontaneo. Per me è un onore, ma soprattutto un onere. Il rischio è che chi si approccia a leggere “L’Ottava confraternita” pensi: adesso vediamo questa qui cosa ha scritto. Come osa pensare di essere paragonata a Harry Potter?!

La verità è che durante la stesura del libro ho preso tutte le distanze possibili, ma il mondo di Harry è così radicato nell’immaginario comune che oggi è normale paragonare ogni accademia o scuola speciale a Hogwarts. Eppure l’archetipo dell’apprendista stregone (nelle sue diverse accezioni) è da sempre uno dei pilastri della letteratura  fantastica.

Quando l’editore un giorno ha esclamato: «Questo romanzo sarà amato anche dai fan di Harry Potter», puoi immaginare, ho steso le gambe dalla fifa.

E invece… qualche giorno fa mi è arrivato un messaggio su Facebook da un ragazzo che conosco, un fan super fondamentalista della saga potteriana: “Complimenti”, mi ha scritto. “È un gran libro. Ha un potenziale tossico esattamente come Harry. Se contagia fa una strage”.

Ho affondato il viso tra le mani dall’imbarazzo, dalla gioia e dall’apprensione…

L.  A quale pubblico ti sei rivolta scrivendo “L’Ottava Confraternita”?

A. Ho voluto raccontare una storia trasversale, accessibile a tutti: tanto ai miei ragazzi del laboratorio teatrale, quanto agli adulti.

L. Quali sono state le tue fonti sull’argomento “fantasmi” e in genere  sul “soprannaturale”?

A. Non sono dovuta arrivare lontano. Nella mia famiglia c’è una persona ‘sensibile’ verso il mondo invisibile e da quando sono bambina faccio i conti con i fantasmi.

Quando sono partita con l’idea del romanzo, però, ho raccolto una montagna di materiale tra libri, articoli, documentari, e fatto ore d’interviste a studiosi del mondo del mistero. Gli aneddoti che mi hanno raccontato hanno ispirato molti dei fatti narrati. Per questo considero “L’Ottava confraternita” un fantasy molto… reale.

L. Non posso non farti questa domanda: credi nel soprannaturale e soprattutto credi nell’esistenza dei fantasmi?

A. Gli spiriti sono in mezzo a noi. Come poter non crederci?

L. “L’Ottava confraternita” è il primo volume di una trilogia, hai già iniziato a scrivere il seguito ?

A. Sto raccogliendo la solita montagna di materiale e spunti. I personaggi del libro non mi hanno mollato un attimo. Credo che anche loro, da qualche parte, stiano scalpitando per essere ancora raccontati.

L. Perché leggere “L’Ottava confraternita” e quale messaggio vuoi trasmettere ai lettori, soprattutto giovani?

A. È una storia d’iniziazione, come tutte le favole nere. È un inno ai ribelli, quelli che lottano per le cose in cui credono e se ne assumono il rischio, da non confondere coi disubbidienti per partito preso. È una riflessione sulla vita oltre la morte. Spero possa aprire spiragli di curiosità su ciò che esiste oltre la misura del tempo, al di là della barriera che separa il regno dei vivi da quello dei morti.

L. Grazie per avere risposto alle mie domande ed essere stata ospite nel mio blog,  per me è stato un grande onore.

A. È stato un grande piacere anche per me. Le tue domande sono state molto stimolanti!


Spero che questa intervista sia stata di vostro interesse e soprattutto che il libro vi abbia incuriosito. Di seguito trovate anche il booktrailer dell’Ottava confaternita.

Se avete voglia di leggere “L’Ottava confraternita”, vi consiglio assolutamente  la versione cartacea, anche se costa di più, ma avrete con voi un libro che vale la pena avere nella vostra libreria. Troverete anche in regalo il “Quaderno del nome”: un manuale diario della scuola Anti Mistero che vi accompagnerà nel vostro viaggio per diventare esperti del mistero.

A presto e se avete curiosità o domande potete scrivere nei commenti, io o l’autrice saremo liete di rispondere.

Lucia M.

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