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04/10/2018 Intervista a Paolo Lanzotti e segnalazioni libri.

04/10/2018 Intervista a Paolo Lanzotti e segnalazioni libri

Ciao amici lettori,

ho il piacere di ospitare lo scrittore Paolo Lanzotti per un’interessante intervista e per segnalare due dei suoi libri.  Paolo Lanzotti ama scrivere e nella sua carriera ha ricevuto diversi premi. E’ una persona che conosce bene il mondo dell’editoria italiana e quindi non potevo non porgli delle domande che riguardano il  mondo degli scrittori in generale, ma anche il mondo dei blog ed il self publishing. Credo che le risposte che sono venute fuori da questa breve intervista possano servire a chi si affaccia al mondo dei libri per la prima volta, a chi vorrebbe vivere di sola scrittura, ma anche a chi crede che il libro nascosto nel cassetto possa cambiargli la vita. Vi consiglio di leggere l’intervista e di conoscere un autore che non ama farsi tanta pubblicità, ma che io ammiro per la sua umiltà e per quello che ha fatto nella sua vita: scrivere per noi sognatori e lettori. Io, da lettrice a volte un po’ selettiva, ho deciso di leggere i suoi libri e sono felice che mi abbia contattato.

Intervista a Paolo Lanzotti

  • Come è nata la tua passione per la scrittura? (Questa domanda è d’obbligo)

Credo che una passione del genere, per me come per altri, sia innata. Io scrivevo “raccontini” anche da bambino. Orribili, ma li scrivevo. Al massimo posso dirti quando la cosa è diventata una realtà concreta, fatta di sudore, speranze, delusioni, morti e rinascite. Insomma, quando la passione è diventata un “mestiere” e non solo un’aspirazione. Per me, questo momento è arrivato relativamente tardi, intorno ai venticinque anni. Fino ad allora, coltivavo sogni  musicali. Resomi conto che non avrei mai potuto operare seriamente in quel campo, mi sono chiesto cosa volevo fare. È stato in quel momento che, guardandomi dentro, ho (ri)scoperto la mia vera vocazione. E da allora, non l’ho più lasciata.

  • Quando hai scritto “Il libro di libri” ti sei ispirato a qualche scrittore in particolare?

Consapevolmente, no. Ma è fin troppo ovvio che, chi scrive, porta sempre con sé un bagaglio di ricordi ed esperienze da cui non può prescindere e che, spesso, agiscono in sottofondo, condizionandolo inconsciamente. Quindi è possibile che io mi sia ispirato a qualcuno senza rendermene conto.  O magari a più di uno. Ma credo che questo succeda a tutti.

  • Nella tua carriera di scrittore hai ricevuto diversi premi, sia per la letteratura rivolta ai ragazzi che per il genere giallo, con quale dei due generi ti senti più a tuo agio?

Non ho mai avuto preferenze di genere. Al contrario, mi è sempre piaciuto spaziare il più possibile. Per parafrasare il titolo di un noto romanzo, sono sempre andato “dove mi portava il cuore” in quel momento. Ho iniziato, molti anni fa,  scrivendo racconti rosa, che pubblicavo nelle riviste femminili, poi sono arrivati la fantascienza, il fantasy, i romanzi per ragazzi, i gialli storici. Ho seguito l’impulso, di volta in volta, senza mai specializzarmi. Da una parte è stato un bene, perché mi ha permesso di sperimentare un po’ di tutto, senza barriere, e imparare molte cose. Dall’altra parte (lo dico adesso, a distanza di anni) è stato anche un grosso sbaglio. Molti dei generi che ho inseguito, in Italia non funzionano, se non ti chiami John Smith. Se sei  Mario Rossi, per gli editori non esisti o quasi. Ovviamente, parlo degli editori di una certa categoria. Alla fine, quindi, dal punto di vista della mia “carriera”, gran parte di quel lavoro è risultato una perdita di tempo.  Ma mi sono divertito. E credo che questo sia importante.

  • Ho visto che hai pubblicato oltre che con case editrici di una certa rilevanza anche in selfpublishing,  pensi che quest’ultima forma di pubblicazione di libri sia il futuro, oppure credi che invece stia peggiorando la situazione e, in questo mondo ormai pieno di scrittori, sia solo di ostacolo a chi ha veramente talento?

Voglio essere assolutamente sincero. Ho pubblicato alcune cose in self publishing  solo quando ho perso ogni speranza di poterlo fare in altro modo. Ti faccio un esempio. Un mio romanzo di fantascienza, intitolato “Il selciato dell’inferno”, è stato finalista, in due anni successivi, al premio Odissea-Delos e al premio Urania-Mondadori. Nonostante ciò,  nessuno l’ha mai pubblicato. Che dovevo fare? Piuttosto che lasciarlo in un cassetto, me lo sono auto stampato. Risultato? L’hanno letto un paio di amici che ci tenevano. Sia detto senza polemica  per chi, invece, ci crede (e ho visto che sono molti), io nutro diverse perplessità sulla validità del self publishing, anche se non nego che possa essere una valida alternativa per alcuni. La mancanza di un “filtro”, di una selezione, di una scrematura alla base, fa sì che l’auto pubblicazione si presti a troppi equivoci e a troppe illusioni. Emergere in questo modo è difficilissimo e risulta interamente legato alle proprie capacità di auto promozione attraverso il web.  Io non sono mai stato capace di farmi pubblicità. Quindi, la cosa non fa per me. Ovviamente, il mio parere non ha alcun valore. Potrei sbagliare clamorosamente. Magari l’auto pubblicazione è davvero il futuro.  Se è così, temo che io ne resterò escluso.

  • In Italia si legge molto poco, si può vivere (sopravvivere) scrivendo libri?

Assolutamente no. Credo che, in Italia, non siano più di quattro o cinque gli autori che possono, o potrebbero, permettersi di vivere col solo mestiere di scrittore.  Tutti gli altri devono fare il “vile mestiere” che ti consente di portare a casa uno stipendio. Ovviamente, molti di questi fanno lavori inerenti la scrittura: il giornalista, il pubblicista, l’opinionista, l’editor in qualche casa editrice e così via. Ma si tratta comunque d’altro. Ho letto recentemente che la stessa cosa sta accadendo, ormai, anche in una realtà, ben più importante della nostra, come quella degli USA. Figuriamoci in Italia, dove noi lettori siamo membri di una specie in estinzione!

  • Una cosa che riguarda il mio mondo, pensi che i blog che parlano di libri, siano di aiuto agli scrittori e alle piccole e grandi case editrici?

Io credo di sì. E infatti, appena posso, mi rivolgo a chi ha la gentilezza di segnalarmi o recensirmi.  Giusto o sbagliato che sia, viviamo nella società dell’immagine, anche in senso figurato.  Bisogna farsi conoscere.  Come ti ho già detto, io non sono mai stato capace di auto promuovermi. Quindi sono molti grato a chi, come te, mi aiuta a farlo.

  • Per chi ha un libro chiuso nel cassetto e non ha il coraggio di mostrarlo agli altri, cosa consiglieresti?

Io sono nessuno. A dare consigli del genere mi sento un po’ ridicolo. Comunque, se proprio dovessi farlo, gli direi quanto segue:

“Scrivere è un hobby bellissimo. Se tutto ciò che desideri è divertirti, fallo e basta. Non curanti del fatto che qualcuno legga o meno i tuoi lavori. La sola cosa che conta è la tua soddisfazione. Se, invece, hai delle ambizioni, ricorda che, in Italia, pubblicare con una casa editrice di una certa categoria è come scalare una montagna. Chiediti fino a che punto sei disposto a sopportare fatica, frustrazioni, risposte negative, momenti di sconforto e delusioni di vario tipo. Se non fa per te, lascia perdere. Ma se sei abbastanza tenace, e hai un libro nel cassetto, buttati. Tenerlo là non serve a niente. Lavoraci fino allo sfinimento. Sii aperto ai consigli e alle critiche. Non stancarti mai di cercare la perfezione e non credere mai d’esserci arrivato. Poi, quando sei sicuro di non poter fare di più, manda la tua opera in giro. Provaci. Pubblicare non è impossibile, è solo difficile. Qualche editore è ancora disposto a leggere i dattiloscritti direttamente. Poi ci sono i concorsi letterari. Ci sono le agenzie che valutano gli inediti (a pagamento, ma è un prezzo che bisogna accettare). Le vie esistono. E non è detto che tu non sia uno di quei fortunati che fanno centro al primo o al secondo colpo. In fondo, ottimismo e speranza, se non diventano illusioni, sono i motori della vita. Non è così?“

Grazie mille Paolo, sei stato illuminante. Spero che i tuoi libri possano avere il succeso che meritano.

Di seguito trovate le segnalazioni di due interessantissimi libri di Paolo Lanzotti:

  • “ll libro di libri”, un fantasy per ragazzi.
  • “La voce delle ombre””, un giallo vincitore del premio “Alberto Tedeschi”, MONDADORI, 2016

Il libro di libri


Copertina flessibile: 174 pagine
Editore: Curcio; New minds edizione (2 marzo 2017)
Collana: New minds
Genere: fantasy
Costo cartaceo  12,90
Per ragazzi 12/16 anni

Sinossi

Luca è un ragazzo di 15 anni che ha da poco perso il padre. La perdita l’ha scosso parecchio, portandolo a rifiutare la normale vita di un adolescente. Un giorno entra per caso in una libreria e viene quasi costretto apprendere in prestito un volume speciale: il Libro di Libri. Il volume ha la particolarità di avere le pagine completamente bianche e di rivelarsi solo a chi è davvero interessato a conoscere la storia che contiene. Luca comincia a leggerlo con l’intenzione di scoprire il trucco. Ma, poco a poco, suo malgrado, la storia lo prende. Iniziano così due vicende che s’intrecciano fra loro, due avventure apparentemente lontane ma che si ritrovano ad avere tanto in comune.


La voce delle ombre


Copertina flessibile: 240 pagine
Editore: Mondadori (28 novembre 2017)
Collana: Oscar gialli
Genere: Giallo
Costo ebook: 3,99 euro
Costo cartaceo: 12 euro

Sinossi

Venezia, agosto 1849. Un caso per lo sbirro Teodoro Valier. Da un anno Venezia resiste all’assedio degli austriaci, ma la disfatta è alle porte. La sente nell’aria l’ex sbirro della polizia asburgica Teodoro Valier, chiamato da Daniele Manin, l’uomo che regge le sorti della rivoluzione, a risolvere un caso di omicidio. Con la pioggia incessante di granate, la penuria di cibo e l’epidemia di colera che falcidia la popolazione, sembra quasi uno scherzo: quando non si sa nemmeno dove seppellire i cadaveri, uno in più che differenza può fare? Purtroppo la vittima è un valoroso combattente ostile a Manin, che qualcuno potrebbe additare come mandante del delitto, e dunque s’impone di scoprire quanto prima la verità.


Biografia dell’autore

Paolo Lanzotti

Nato a Venezia. Laureato in filosofia all’università di Padova. Lettore onnivoro, con predilezione per la divulgazione storica e quella scientifica. Ama la musica classica e il teatro di prosa.  Indirizzo email: paolo.lanzotti@gmail.com  www.facebook.com/paololanzottiscrittore/

Bibliografia personale (aggiornamento 2017) limitata alla narrativa in volume. Ometto racconti e articoli.

Romanzi

  • “I tempi del domani”, Perseo Libri, 1997
  • “Le parole magiche di Kengi il Pensieroso”, Piemme, 1998
  • “Il segreto dello scriba”, Piemme, 2004
  • “Il magico mondo di Honn”, Gruppo Albatros-Il filo, 2009
  • “Il segreto di Kregg”, Delos Books, 2010
  • “La voce delle ombre” – Il Giallo Mondadori n. 3148 – ottobre 2016, poi Mondadori Oscar gialli, 2017
  • “Il Libro di Libri”, Armando Curcio editore, 2017
  • La verità è un’ombra, Watson” – Il Giallo Mondadori – serie Sherlock – 2017

Pubblicazioni all’estero.

  • “Kengi y la magia de las palabras”, SM, Madrid, 1999
  • “El secreto del escriba”, ViaMagna, Barcelona, 2007

Premi letterari

  • Vincitore del premio “Il Battello a Vapore”, PIEMME, 1997
  • Vincitore del premio “Odissea”, DELOS, 2009
  • Vincitore del premio “Alberto Tedeschi”, MONDADORI, 2016
  • Finalista al premio  “Odissea”, Delos, 2011
  • Finalista al premio “Urania”, Mondadori, 2012
  • Finalista al premio  “Alberto Tedeschi”, Mondadori, 2015
  • Finalista al premio  “Odissea”, Delos, 2015

Per oggi, amici, è tutto, spero che questo articolo sia stato di vostro interesse. Io ho impiegato un po’ di tempo a scriverlo e a sistemarlo, perchè non è facile gestire un blog, soprattutto quando si ha un famiglia e un lavoro, ma ho messo come sempre tanto impegno e passione, ma anche sacrificio nel ritagliarmi il tempo necessario. Sono comunque contenta di avere pubblicato questa intervista e di avere dato un po’ di visibiltà ad alcuni dei romanzi scritti da Paolo Lanzotti.

A lui faccio un grosso in bocca a lupo per i suoi progetti futuri e a tutti voi che avete letto fino in fondo questo articolo, grazie,

la vostra blogger Lucia.

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Il materiale usato ( sinossi, cover e bibliografia) è stato fornito dall’autore a fini pubblicitari.

Intervista ad Alessia Racci Chini autrice L’Ottava confraternita

14/04/2018 Intervista ad Alessia Racci Chini autrice del romanzo

“L’ottava confraternita”

Editore Fanucci

Se avete amato Harry Potter e la sua scuola di magia, non potete perdere questo romanzo su una scuola un po’ particolare: la scuola Anti Mistero. Vi conquisterà con i suoi ragazzi dai poteri straordinari e fantasmi che non vogliono assolutamente averli tra i piedi. 

Link d’acquisto qui

Sinossi

Sulle orme di Harry Potter e della scuola Hogwarts, ecco la scuola Anti Mistero a caccia di fantasmi nel vecchio Grand Hotel Bluemillion. I professori e i giovani aspiranti medium della scuola sono malvisti dai sonnolenti fantasmi che dichiareranno loro guerra… ma il confine tra il regno dei vivi e quello dei morti diventerà sempre più labile e, quando i due mondi si incontreranno, le cose prenderanno una piega inaspettata.
La curiosità infatti spinge fantasmi e giovani medium a oltrepassare barriere e timori, dando il via a piccole rivoluzioni. Un gruppo di ragazzi in particolare, riuniti nell’Ottava Confraternita, sfiderà le regole consolidate della scuola, costringendo gli stessi professori a mettere in dubbio false certezze e a fare i conti con scomode e inconfessabili paure…

Ispirato a una drammaturgia originale elaborata durante dei laboratori teatrali condotti dalla stessa autrice con ragazzi tra gli 8 e i 14 anni, L’Ottava Confraternita si preannuncia un romanzo d’esordio avvincente, incentrato sui temi della paura, della medianità e della vita oltre la morte, per arrivare a far dialogare tra loro generazioni diverse, andando ben oltre la letteratura di genere.

Breve Biografia dell’autrice

Alessia Racci Chini è nata ad Ancona.
Attrice e storyteller, ha scritto racconti, testi teatrali e narrazioni sulla memoria dei luoghi. Tiene laboratori creativi per ragazzi, docenti e manager, ha rinarrato fiabe classiche e romanzi d’avventura. La sua voce è nelle audioguide di alcuni musei italiani.
Tra i recenti riconoscimenti, ha vinto nel 2017 il Premio Letterario Internazionale Città di Como – sezione narrativa breve – con il racconto “Carmelina. Cuore azzurro, cuore di sale”.


INTERVISTA ALL’AUTRICE

Alessia Racci Chini , benvenuta nel mio blog.  Non ti nascondo che mi sento un piccolo pesciolino spaventato in un grande oceano, perché quando mi trovo davanti una persona con un grande talento, sono un po’ intimorita, ma allo stesso tempo lusingata.

Come sai, sto leggendo “L’Ottava confraternita”  e posso già anticiparti che sono molto entusiasta.  Non ho mai letto una storia sui  fantasmi  e all’inizio ero molto scettica, ma il fatto che parlasse anche di una scuola di ragazzi ghostbusters un po’ speciali,  mi ha incuriosito molto.  E’ un libro che ti cattura dalle prime pagine, ricco di fascino e di quel tocco di mistero che ti invoglia a leggerlo senza fermarti un attimo. Ma non voglio svelare troppo,  le impressioni finali  le scriverò prossimamente in una recensione.  Ho comunque la sensazione che  questo romanzo avrà un enorme successo: in pochi sanno scrivere così bene e rendere viva una storia di questo genere. Non è solo un fantasy, ma qualcosa di più. 

Iniziamo allora a toglierci qualche curiosità su un’autrice che merita da subito l’appellativo di “creatrice di mondi”. Leggete fino in fondo e non ve ne pentirete.

L. Come si legge dalla tua biografia, la scrittura fa parte della tua vita da sempre. Credi che con la pubblicazione di questo  romanzo sia cambiato o cambierà qualcosa nel tuo approccio con la scrittura?

A. In realtà non scrivo da sempre. Sarebbe bello dire il contrario, ma ho vissuto fasi decisamente altalenanti. Da bambina amavo scrivere, disegnare e fagocitavo interi tomi di favole, che hanno gettato le basi mio immaginario.

Da adolescente ero un disastro con la scrittura e leggevo pochissimo. Soprattutto rifuggivo certe letture imposte dalla scuola che ai miei occhi non avevano appeal.

Sono dovuta diventare ‘grande’ per riappacificarmi con la lettura e riscoprire la totale bellezza della parola come mezzo di espressione artistica. Sono così diventata una lettrice tardiva ma voracissima perché dovevo recuperare il tempo perduto. Scrivere è stato il passo successivo, ma l’ho fatto piano piano, con pudore e tanto studio, partendo dal teatro (vengo da lì, sono un’attrice), poi racconti brevi, poi racconti lunghi, tante narrazioni orali, e infine, solo ora, il romanzo. Mi riconosco il merito di essermi scelta degli straordinari maestri. In molti pensano che si possa diventare scrittore solo contando sull’ispirazione e il talento. Ma io dico: se vuoi fare il falegname, che fai, non vai a bottega?
Per carità, è la mia idea, le eccezioni non mancano.

Adesso sono quasi dieci anni che la scrittura è diventata parte del mio mestiere, ma mi sembra di essere al primo giro di giostra. Quindi… per rispondere alla tua domanda, direi: sì! Questo romanzo ha cambiato molto del mio approccio alla scrittura perché un libro non è un racconto: richiede metodo, dedizione, senso pratico. Una bella sfida per chi, come me, ha spesso la testa fra le nuvole.

L. Come è nata l’idea di una Scuola Anti Mistero, S.A.M. ?

A. È nata durante un laboratorio teatrale condotto con ragazzi dagli 8 ai 13 anni durante il quale abbiamo affrontato il tema della paura. I miei giovani amici sognavano super poteri per combattere i loro mostri interiori. Quando abbiamo capito che la vera risorsa per vincere le proprie paure è dentro di noi, mi sono chiesta: cosa accadrebbe se questi super poteri tanto agognati dai ragazzi, invece che una manna dal cielo, fossero così terrorizzanti da essere vissuti come una condanna?

Da qui l’idea di una scuola che insegnasse loro a domare i loro bizzarri doni.

Immagino ti stia chiedendo di quali doni sto parlando, vero?

Alludo a poteri quali la premonizione, la chiaroveggenza, la medianità, la psicocinesi, la radiestesia. Facoltà che sembrano sfuggire alle leggi di natura ma che appartengono alla storia dell’uomo dalla notte dei tempi.

L. Alcuni non possono fare a meno di paragonare il tuo romanzo al maghetto più famoso del mondo. Quanto hanno influito le storie di magia di Harry Potter nella stesura del tuo libro?

A. Sinceramente ha nutrito molto di più la mia immaginazione “Il fantasma di Canterville” di Oscar Wilde che la saga del maghetto. Capisco però che il confronto con Harry nasca spontaneo. Per me è un onore, ma soprattutto un onere. Il rischio è che chi si approccia a leggere “L’Ottava confraternita” pensi: adesso vediamo questa qui cosa ha scritto. Come osa pensare di essere paragonata a Harry Potter?!

La verità è che durante la stesura del libro ho preso tutte le distanze possibili, ma il mondo di Harry è così radicato nell’immaginario comune che oggi è normale paragonare ogni accademia o scuola speciale a Hogwarts. Eppure l’archetipo dell’apprendista stregone (nelle sue diverse accezioni) è da sempre uno dei pilastri della letteratura  fantastica.

Quando l’editore un giorno ha esclamato: «Questo romanzo sarà amato anche dai fan di Harry Potter», puoi immaginare, ho steso le gambe dalla fifa.

E invece… qualche giorno fa mi è arrivato un messaggio su Facebook da un ragazzo che conosco, un fan super fondamentalista della saga potteriana: “Complimenti”, mi ha scritto. “È un gran libro. Ha un potenziale tossico esattamente come Harry. Se contagia fa una strage”.

Ho affondato il viso tra le mani dall’imbarazzo, dalla gioia e dall’apprensione…

L.  A quale pubblico ti sei rivolta scrivendo “L’Ottava Confraternita”?

A. Ho voluto raccontare una storia trasversale, accessibile a tutti: tanto ai miei ragazzi del laboratorio teatrale, quanto agli adulti.

L. Quali sono state le tue fonti sull’argomento “fantasmi” e in genere  sul “soprannaturale”?

A. Non sono dovuta arrivare lontano. Nella mia famiglia c’è una persona ‘sensibile’ verso il mondo invisibile e da quando sono bambina faccio i conti con i fantasmi.

Quando sono partita con l’idea del romanzo, però, ho raccolto una montagna di materiale tra libri, articoli, documentari, e fatto ore d’interviste a studiosi del mondo del mistero. Gli aneddoti che mi hanno raccontato hanno ispirato molti dei fatti narrati. Per questo considero “L’Ottava confraternita” un fantasy molto… reale.

L. Non posso non farti questa domanda: credi nel soprannaturale e soprattutto credi nell’esistenza dei fantasmi?

A. Gli spiriti sono in mezzo a noi. Come poter non crederci?

L. “L’Ottava confraternita” è il primo volume di una trilogia, hai già iniziato a scrivere il seguito ?

A. Sto raccogliendo la solita montagna di materiale e spunti. I personaggi del libro non mi hanno mollato un attimo. Credo che anche loro, da qualche parte, stiano scalpitando per essere ancora raccontati.

L. Perché leggere “L’Ottava confraternita” e quale messaggio vuoi trasmettere ai lettori, soprattutto giovani?

A. È una storia d’iniziazione, come tutte le favole nere. È un inno ai ribelli, quelli che lottano per le cose in cui credono e se ne assumono il rischio, da non confondere coi disubbidienti per partito preso. È una riflessione sulla vita oltre la morte. Spero possa aprire spiragli di curiosità su ciò che esiste oltre la misura del tempo, al di là della barriera che separa il regno dei vivi da quello dei morti.

L. Grazie per avere risposto alle mie domande ed essere stata ospite nel mio blog,  per me è stato un grande onore.

A. È stato un grande piacere anche per me. Le tue domande sono state molto stimolanti!


Spero che questa intervista sia stata di vostro interesse e soprattutto che il libro vi abbia incuriosito. Di seguito trovate anche il booktrailer dell’Ottava confaternita.

Se avete voglia di leggere “L’Ottava confraternita”, vi consiglio assolutamente  la versione cartacea, anche se costa di più, ma avrete con voi un libro che vale la pena avere nella vostra libreria. Troverete anche in regalo il “Quaderno del nome”: un manuale diario della scuola Anti Mistero che vi accompagnerà nel vostro viaggio per diventare esperti del mistero.

A presto e se avete curiosità o domande potete scrivere nei commenti, io o l’autrice saremo liete di rispondere.

Lucia M.

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