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Recensione “Il luogo incantato” di Vittorio Arnò

Recensione “Il luogo Incantato” di Vittorio Arnò

Titolo “Il Luogo Incantato”: edito Albatros,
uscito nell’Ottobre del 2010. Il 22 giugno 2012 è stato selezionato
come finalista nazionale “Opere Edite 2010/12”


In un libro tra la realtà e l’immaginazione Vittorio Arnò ci racconta Ustica,
la sua isola. E lo fa con gli occhi di Arthur, alieno proveniente dal pianeta
Amor alla ricerca di un luogo incantato che possa ospitare la sua razza,
a rischio di estinzione. I luoghi, le bellezze naturali e artificiali, gli uomini
sono raccontati in maniera genuina e diretta e Arthur non riesce a crede
re ai propri occhi. Ma il fascino e la bellezza di un luogo non bastano a
far sì che questo rimanga tale e l’alieno si ritrova a dover svolgere un altra
missione: infondere nuovamente nell’uomo l’amore e il rispetto per la
natura.

lo scopo di questo testo narrativo è quello di arrivare a più fasce d’età,
a più livelli di cultura e a differenti Credo, per inviare un messaggio
d’Amore vero che ci faccia sentire quello che realmente siamo, e cioè:
una cosa sola con il Creato.
Ad una attenta lettura, l’opera rivela una sorprendente storia nella storia.

“Riscoprire se stessi attraverso l’Amore per il creato in un viaggio fantastico nell’isola di Ustica”


Ciao amici lettori,

ho un po’ abbandonato il blog e i vari social per motivi personali. Non è stato un bel periodo per me, infatti non ho letto quasi nulla. Quando succedono delle cose negative nella vita, devi farti forza e iniziare a dare delle priorità. Il blog non è una priorità, ma sicuramente una valvola di sfogo. Un posto, come ho già detto più volte, dove mi rifugio per fuggire dalla realtà, ma rimanendo sempre con i piedi per terra.

Il mio blog parla di libri, ma sappiamo che i libri vengono letti per imparare, per svago e per passione. In questo momento particolare della mia vita, non sono riuscita neanche a fare questo. 

Lunedì ho ripreso con la scuola, con gli impegni di tutti i giorni e con delle sensazioni in più che hanno iniziato a farmi vedere la vita con occhi diversi.  Sto provando, infatti, a dimenticare i giorni appena trascorsi per andare avanti e guardare di nuovo la vita con ottimismo.

Dopo questa breve premessa, oggi vi voglio parlare di un libro, “Il luogo incantato” di Vittorio Arnò, che ho finito di leggere circa un mese fa, la cui recensione ho rimandato sia per mancanza di tempo sia perché dovevo capire cosa scrivere.

Credo che sia arrivato il momento di parlarne nel blog, anche perché è uno dei libri che mi ha portato a riflettere su alcuni temi della vita.

Questo breve romanzo l’ho segnalato tempo fa e, come ho già detto nella segnalazione (qui), mi è stato consigliato da un’amica.

L’autore racconta la storia di Arthur, un alieno proveniente da Amor, un pianeta di pochi abitanti e dove il rispetto  per gli altri e per la propria terra sono alla base di tutto. Quando però il pianeta sta per diventare inospitale per la sua razza, Arthur decide di cercare un luogo visto in sogno, talmente bello da credere che sia perfetto per lui e la sua gente.

Inizia un viaggio che lo porterà sulla Terra e, in particolare ad Ustica, l’isola che si trova al nord della Sicilia.

Risultati immagini per ustica dove si trova

L’animo di Arthur è così puro e pieno di insegnamenti che, la gente del luogo lo accoglierà benevolmente. La gioia di avere trovato il luogo perfetto, dove far vivere la propria gente, lo porterà ad esplorare ogni parte dell’isola, ad osservare i cambiamenti apportati dall’uomo che ci vive. Cercherà di insegnare come sia possibile vivere bene rispettando la madre terra, il mare e le creature che li popolano.

Durante questo suo viaggio sarà accompagnato da un androide un po’ speciale, Gnosis, un amico, ma anche una guida in questo viaggio di scoperta di sé stesso e del mondo.

“Stettero lì solo e semplicemente per guardare, in modo tale che i loro occhi potessero godere della veduta di quel paesaggio favoloso, circondato da una natura tanto straordinaria. Era fantastico accorgersi come il semplice fatto di guardare cotanta bellezza, suscitava in loro sentimenti di gioia. Come se si creasse un rapporto di scambio, tra la bellezza che veniva osservata e quella che si trovava dentro di sé.”

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Arthur è stato paragonato da alcuni al Piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry e credo che un po’ lo sia. Esplora gli angoli dell’isola, e si pone e pone agli altri delle domande, cercando e trovando delle risposte. E’ anche un pastore che vuole guidare un gregge senza guida, un apostolo di Gesù che vuole mostrare quale sia la strada da seguire per migliorarsi e per migliorare il creato. 

Un libro che porta in sé dei messaggi d’amore, ma anche degli insegnamenti: il rispetto verso l’altro, verso il diverso e verso ciò che ci è stato donato, anche se, a volte anche i messaggi più belli possono trovare degli ostacoli e non essere ascoltati.

E’ un libro scritto per grandi e piccoli. Sicuramente Vittorio Arnò, che fa la guida turistica ad Ustica, ha voluto mostrare che c’è molto di più oltre le bellezze della sua terra.

E’ un libricino che si legge velocemente per la semplicità del linguaggio, anche se la prosa non è sempre perfetta, soprattutto nella descrizione dei luoghi, troppo da manuale turistico che stona un po’ con la  struttura del romanzo.  Alcune parti del libro potevano essere ridotte ed essere scritte meglio, ma Vittorio Arnò non è uno scrittore, ma un apostolo della natura, che si è lanciato in questa avventura dimostrando a tutti l’ amore per la sua isola e per la natura. Ha scritto “Il luogo incantato” per la gente che visiterà  e che ha già visitato Ustica, ma anche per tutti gli uomini, donne e bambini che vogliono ascoltare gli insegnamenti di  Arthur.

Leggendo queste pagine ti viene voglia di visitare quest’isola, di osservarla e di sentirla come se fosse viva, proprio come ha fatto Arthur.

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“Il luogo incantato” è un storia da leggere per comprendere come un individuo da solo non può cambiare le sorti di un pianeta ma, con l’aiuto degli altri e nel proprio piccolo, può fare la differenza.

Vi lascio con le parole che un abitante di Ustica dice ad Arthur, dopo averlo conosciuto:

“ Ci hai dimostrato che con l’amore si può tutto e noi vogliamo ricambiarti seguendo il tuo esempio e mettendo la buona parola per dare accoglienza agli abitanti del tuo pianeta”.


A presto,

la vostra blogger Lucia.

30/12/2018 Recensione “Armada” di Ernest Cline

Ciao readers,

come avete trascorso il Natale? Avete letto un po’ più del solito? Io ho letto poco e dedicata pochissimo al blog. Pensavo di fare un post dedicato ai libri letti nel 2018, ma dovrei mettermi a contarli e la cosa non mi va. Vedrò di essere più precisa nel 2019. VI dico solo che ho letto più libri di quelli che ho recensito nel blog. Ciò significa che ho dedicato più tempo alla lettura che a fare la blogger di libri. Anche se mi piace fare entrambe le cose, ma come ho più volte scritto, trovo più tempo per leggere che per scrivere. Di solito alla fine dell’anno si fanno i buoni propositi per il nuovo anno, invece desidero solo un anno sereno per me e la mia famiglia e naturalmente tanti nuovi libri da scoprire insieme a voi.

Ne approfitto per augurare anche a voi un sereno e felice 2019 e vi lascio con questo motto:

“Fai della tua vita un sogno e di un sogno la realtà” (Antoine-Marie-Roger de Saint-Exupéry)

Per concludere l’anno in bellezza, vi lascio anche l’ultima recensione dell’anno: “Armada” di Ernest Cline. Un libro piacevole e adatto agli amanti della cultura degli anni 80 e non solo.

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Recensione “Armada” di Ernest Cline

Costo cartceo 17,00 euro
Costo ebook 8,13 euro
Copertina rigida: 430 pagine
Editore: DeA Planeta Libri (30 ottobre 2018)
Collana: DeA Planeta Libri

Descrizione

Zack Lightman è un sognatore. Sogna un mondo un po’ più simile ai film di fantascienza e ai videogiochi che da sempre sono la sua più grande passione. Fantastica del cataclismico evento che un giorno giungerà a frantumare il monotono tran-tran della sua esistenza senza qualità. Dopotutto, sognare non ha mai fatto male a nessuno, specie quando il mondo reale si incarica di ricordarti a ogni passo quanto improbabile sia, per un ragazzo smanettone e pieno di rabbia, ritrovarsi in un futuro imminente a vestire i panni del Prescelto, l’Eroe Destinato a Salvare l’Umanità. Ma poi Zack vede il disco volante. Quel che è peggio, la strana navicella spaziale pare uscita direttamente dal videogioco su cui lui trascorre le notti: un popolarissimo simulatore di volo online in cui i giocatori sono chiamati a difendere il pianeta Terra dalla minaccia di un’invasione aliena. No, Zack non ha perso la testa. Per quanto impossibile possa sembrare, quello che vede è fin troppo reale e le sue capacità di gamer con pochi confronti si riveleranno essenziali nella corsa globale per scongiurare la fine del mondo. Finalmente, la epica occasione che aspettava è arrivata. Ma in mezzo al terrore e all’euforia della sua nuova missione, Zack non può fare a meno di ripensare alle storie fantascientifiche con le quali è cresciuto. E di chiedersi, in un crescendo di inquietudine, se lo scenario in cui si ritrova proiettato non sia un po’ troppo familiare per non nascondere una realtà persino più inquietante e sinistra di quello che appare.


“Armada” è il secondo libro scritto da Ernest Cline autore di “Ready Player One”. Quest’ultimo libro ha riscosso un enorme successo, soprattutto dopo l’uscita del film omonimo diretto dal grande Steven Spielberg. Personalmente ho visto solo il film che mi è piaciuto tantissimo, mentre il libro spero di leggerlo in futuro.

 Ma ritorniamo ad “Armada”, così come lo è stato “Ready Player One”, anche questo libro è un omaggio alla cultura degli anni 80, non solo cinematografica, ma anche di videogames e libri. Ci sono dei riferimenti anche alla filmografia fantascientifica degli ultimi anni, come Indipendence Day ed Ender’s Game.

“Armada” coinvolge il lettore da subito, sia per la scrittura scorrevole, sia perché Zack Lightman, il protagonista, è simpatico e ricorda molto i personaggi di altri film di fantascienza.

Zack è un giovane appassionato di videogiochi, così come lo era il padre, morto in un incidente sul lavoro. E’ proprio il suo rapporto con il padre defunto che diventa quasi un’ ossessione: guardando e rivedendo più volte i film e i telefilm, leggendo libri e giocando ai videogiochi, che facevano parte del mondo di suo padre, morto diciotto anni prima, quando Zack aveva solo un anno.

La sua vita è scandita dai ritmi della scuola, dallo studio e dal suo lavoro presso Starbase Ace, un negozio per appassionati giocatori di videogames, dove Zack passa il tempo più a giocare che a lavorare. Il suo videogioco preferito è appunto “Armada”, un gioco virtuale di guerra contro gli invasori alieni, e dove Zack, detto IronBeagle, risulta essere tra i primi dieci combattenti nella classifica mondiale del famoso videogame. Le cose iniziano a cambiare quando un giorno Zack vede con i suoi occhi una nave aliena proprio vicino la sua scuola.

Cosa sta succedendo? E’ un’allucinazione o la pazzia si sta impadronendo di lui? Forse giocare  troppo ai videogiochi porta a vedere cose impossibili o c’è qualcosa che va al di là dell’immaginazione? Queste sono le domande che si fa Zack, mentre la visione dell’astronave aliena, identica a quella vista sul gioco Armada appare davanti a lui. Presto le risposte lasceranno il giovane Lightman senza parole.

“Armada” è  un libro già pronto per il grande schermo, una trama che racchiude in se molti film degli anni 80 come Giochi stellari, che con l’occasione ho rivisto, il libro Ender’s game di Orson Scott Card, che ho letto alcuni anni fa e che ho amato molto e di cui è stato tratto anche un film. Battaglie alla Star wars e richiami ai film sulla guerra fredda come Top Gun e L’aquila d’acciaio. Film che ho visto tante volte e che sono radicate nella mia memoria. Leggendo il libro prevedevo già la battutta di Zack sul riferimento ai film in questione. Il finale, che ovviamente non svelerò, mi ha anche ricordato l’inizio di un altro libro del famoso scrittore di fantascienza Arthur C. Clarke.

“Armada” è principalmente un libro che omaggia la letteratura, la filmografia e i games degli anni 80, ma anche personaggi realmente esistiti che hanno affrontato studi sull’esitenza di vita extraterrestre, come Carl Sagan che ricordiamo per aver ispirato il film “Contact” del grande Robert Zemeckis con Jody Foster.

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E’ sicuramente un romanzo con una trama fin troppo prevedibile, ma comunque risulta una lettura piacevole per un’ appassionata nerd degli anni 80 come me. E’ stata un’occasione per ritornare indietro nel tempo, per fantasticare mentre il protagonista combatteva contro un nemico alieno.

Lo consiglio a chi ama la letteratura e i film degli anni 80, ma anche a chi ama i videogiochi e vuole vivere delle emozioni stellari.

Il voto è stato un po’ sofferto, ma considerando che comunque è stata un’ avventura letteraria piacevole che mi ha riportato a rivedere qualche film che avevo completamente dimenticato, ma di cui conoscevo l’esistenza, il mio voto è un quattro pinguini lettori.

Ringrazio la DeA Planeta libri che mi ha omaggiato della copia digitale.

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Di nuovo “Buon 2019”,

la vostra blogger Lucia.

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