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15/02/2022 Vita e curiosità d’autore: Howard Phillips Lovecraft

Ciao amici,

ritorna la rubrica “Vita e curiosità d’autore”. Iniziamo parlando d Howard Lovecraft. Lo facciamo con Massimo Valentini, grande estimatore di questo autore, capace di mescolare fantasy, horror e fantascienza. Buona lettura!


Howard Phillips Lovecraft - Wikipedia

Autore del concetto di “orrore cosmico” e di diritto detentore di un posto di rilevo nella storia della letteratura fantastica di tutti i tempi, non è possibile non citare Howard Phillips Lovecraft. Così famoso e non da oggi da far sembrare strano che quando era in vita non ebbe mai particolari soddisfazioni dalla sua arte, mai un libro rilegato con i suoi racconti o romanzi, mai abbastanza denaro per vivere e mai un editore “innamorato” delle sue storie.

Razzista, amante dei gatti, artista della penna come pochi (nonostante uno stile per molti aspetti arzigogolato e del tutto lontano da come i dettami del “mostrato” suggerirebbero) e frustrato, visse un’infanzia per nulla edificante, figlio com’era di una madre nevrotica e iperprotettiva. Ma fu proprio questo, oltre naturalmente a una predisposizione per la penna e una fantasia non comune, a fargli scrivere storie memorabili e immortali. Oggi le sue storie sono ristampate in tutto il mondo e i suoi miti di Cthulhu fanno parte dell’immaginario collettivo mondiale.

Amava la cultura classica, soprattutto quella greca-romana, odiava gli immigrati che portavano caos alla purezza del suo amato New England, e non era certamente un sostenitore dei “diversi” dalla sua società (che fossero italiani, neri, mezzo-sangue e omosessuali). Eppure, quest’uomo schivo, incapace di rapportarsi davvero col mondo se non attraverso lettere che scriveva e riceveva da altri dilettanti scrittori, come lo era lui, considerava i classici spaghetti il suo piatto preferito e tra i suoi amici migliori uno scrittore gay, Robert Block, anch’egli autore fantastico, al quale dedicò scherzosamente un racconto (“L’abitatore del buio”).

L'ombra calata dal tempo audiolibro by H. P. Lovecraft

Lovecraft nacque a Providence, capitale del Rhode Island, il 20 agosto 1890. Il padre, Winfield, inglese nei modi e per parentela, morì quando Howard era solo un bambino. Visse con la madre Sarah Susan Phillips e poi con le zie materne Lillian e Annie. Vittima di esaurimenti nervosi, dovette abbandonare la scuola e proseguire gli studi privatamente. Scrisse i primi racconti a sette anni ma, dopo l’ennesimo collasso nervoso, nel 1908, decise di distruggere quasi tutta la sua produzione giovanile. Le sue storie migliori, naturalmente, come “Le montagne della follia”, “Il richiamo di Cthulhu”, “L’ombra calata dal tempo”, “Il colore arrivato dallo spazio”, “La Maschera di Innsmouth”, “Il caso di Charles Dexter Ward” ed altre, le scrisse in età adulta.

Per lui scrivere era “un’arte elegante alla quale dedicarsi senza regolarità e con discernimento”. Nonostante la collaborazione con numerose riviste come Weird Tales visse con i pochi soldi che guadagnava, facendo il revisore di testi altrui: gente poco dotata della vena artistica ma desiderosa di farsi un nome sulle pagine delle riviste. Spesso il canovaccio che tali persone gli fornivano era solo una frase, tanto è vero che oggi sappiamo grazie ai suoi storiografi quali fossero le storie chiamate “collaborazioni” alle quali si deve la sua mano e quali quelle meno “esclusive”.  Convinto dalla madre di essere uno sgorbio aveva nei confronti delle donne un atteggiamento schivo. Eppure nel 1922 conobbe Sonia Greene una modista con la quale si sposò nel 1924. Il matrimonio con quella donna di origini ebree (nonostante le sue posizioni antisemite) durò due anni fino al divorzio, ufficialmente per questioni organizzative ufficiosamente perché il matrimonio era, per lui, un collare troppo corto.

Nonostante le sue storie sappiano spesso di mitologia e folklore, Lovecraft credeva nella scienza, ma non nel modo consueto. Del resto, i suoi personaggi principali sono creature mostruose “filtrate dalle stelle”, combattute da protagonisti animati dalla fede scientifica, che a volte soccombono alle follie dei loro preternaturali nemici. Del resto, le sue storie, a volte di fantascienza a volte fantastiche parlano, in fin dei conti, di orrore della mente.  Così come il pensiero scientifico è sempre presentato chiaramente dai suoi personaggi, spesso uomini di scienza, come i protagonisti del suo romanzo breve “Le Montagne della Follia”, professori universitari impegnati nell’esplorazione dell’Antartide. Il suo pessimismo, semmai, ricorda quello di Leopardi e in ogni sua storia non manca di sottolineare l’insignificanza dell’Uomo nell’universo, uomo che non è che un giocattolo tra le dita di esseri mostruosi che portano follia e morte.

Stilisticamente, i suoi personaggi sono sempre i piatti ma non è la qualità tecnica della sua penna che è importante sottolineare quanto la concezione del Cosmo, il posto della specie umana in esso e il terrore cosmico che la conoscenza porta. Infatti, spesso il fine dei suoi personaggi non è tanto la gloria quanto la semplice conoscenza che più di una volta risulta fatale. Morì nel 1937 e il suo nome sarebbe stato perso nell’oblio, ma grazie ad una nutrita schiera di fan ed editori dilettanti, come August Derleth e Donald Wandrei, che fondarono, infatti, la Arkham House le sue storie vennero tramandate. Ignorato dalla critica del suo tempo ma osannato dal suo pubblico, Lovecraft è un Autore fondamentale nella storia del Fantastico mondiale, come del resto disse Jacques Bergier, quando lo definì un “Edgar Allan Poe Cosmico”.

Massimo Valentini

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Massimo Valentini è uno scrittore, divulgatore freelance e pubblicista italiano, nato a Cosenza nel 1973. È stato nella redazione di Voyager Magazine, la rivista ufficiale dell’omonima trasmissione televisiva, e ha collaborato col Giornale dei Misteri, il più antico mensile sull’insolito, curandone la rubrica “Il detective della scienza”. Nel 2007 la Falco Editore ha stampato la sua raccolta di racconti fantastici Alfa e Omega e nel 2008 il romanzo Ultima Thule. La 0111 Edizioni ha pubblicato le sue raccolte di racconti Quattro ombre azzurre (2009), Sulle ali di Althaira (2009) e Gabbiani delle Stelle (2011). Nel 2012 il racconto Alpha e Omega è apparso sul numero 482 del Giornale dei Misteri e la Lettere Animate Edizioni ha pubblicato il suo romanzo Primus, l’uomo che sognava di vivere, uno dei pochi esempi di bizzarro fiction del panorama letterario italiano. Il racconto Ritorno a casa è stato pubblicato nella miscellanea Calabresi per sempre (Edizioni della Sera, Roma, 2019). In Giappone è stato pubblicato 特別な女の子涼子 (Tokubetsuna on’nanoko Ryōko, “Ryoko, una ragazza speciale”) tratto dal suo racconto breve Lei, e 運命の女涼子 (Unmei no jo Ryōko, “Ryoko, donna del mio destino”) a sua volta tratto dal suo racconto Ryoko, principessa metropolitana.
Il sogno di Nova è il suo terzo romanzo.


Le immagini sul sito sono tratte da internet e costituite da materiale largamente diffuso. Qualora il loro uso fosse soggetto a diritto d’autore, provvederò alla loro pronta rimozione in seguito alla segnalazione via email.

06 -12 -2021 Rubrica“ La scrittura e i suoi generi letterari #4: Gli stereotipi nei romanzi ” di Massimo Valentini.

Ciao amici,

eccoci al quarto e ultimo appuntamento della rubrica “La scrittura e i suoi generi letterari“. Oggi parliamo di “Stereotipi nei romanzi“. Anche questa volta lo scrittore Massimo Valentini, autore del romanzo “Il sogno di Nova” (recensione qui), ci spiega un argomento davvero interessante .
Ricordo che la rubrica si ferma qui per una lunga pausa. Prenderà il suo posto una mia vecchia rubrica sugli autori che hanno lasciato il segno nella letteratura.

Intanto vi consiglio di leggere questo articolo e di lasciare, se vi va, una vostra opinione.


“STEREOTIPI NEI ROMANZI” DI MASSIMO VALENTINI

Uno dei personaggi più facili da immaginare per chiunque si accinga a scrivere un romanzo, non importa di che genere, è senza dubbio il/la protagonista. Sappiamo che spesso lo scrittore professionista – o quello amatoriale – tende a immedesimarsi nelle sue storie, senza per questo trasporre integralmente la realtà in ciò che scrive. Nel far questo, però, dona spesso “vita letteraria” a un/una protagonista con più pregi che difetti. Veri e propri cliché letterari capaci di superare con facilità ogni ostacolo senza mai un momento di debolezza se non pochi, temporanei e superficiali attimi di smarrimento, e naturalmente dotati di abilità fuori dal comune. Abilità poco o nulla giustificate dal loro background storiografico. Chiamiamo questi personaggi perfetti Mary Sue, se femminucce, Gary Stu, se maschietti.
Ma chi li inventati per primo? Star Trek. O meglio, i fan della famosa serie fantascientifica.

Come detto, il personaggio femminile Mary Sue nacque in una fanfiction parodistica di Star Trek, pensata per ironizzare in modo bonario le storie inventate da fan del telefilm, che spesso erano giovani ragazze innamorate del capitano James T. Kirk, Spock e altri dell’omonimo franchising. Spesso, queste persone, inventavano eroine belle e intelligenti che ovviamente convolavano a nozze col proprio personaggio preferito. Col tempo il termine “Mary Sue” è diventato sinonimo di un personaggio femminile troppo bello per essere vero nel contesto di una storia, e quindi, inverosimile. Il suo alter ego maschile è naturalmente “Gary Stu”. Personaggi del genere sono comunissimi anche nel mondo cinematografico. Pensiamo, ad esempio, a buona parte degli eroi e delle eroine dei film d’azione. Lui, eroe senza macchia né paura, belloccio, capace di affrontare un combattimento a mani nude e uscirne sempre vincente, non importa quanti nemici abbia di fronte, o al limite, cavarsela con una ferita al braccio anche in situazioni che avrebbero steso una compagnia di soldati bene equipaggiati in una guerra reale. Lei, eroina bella/timida/intelligente/che si scopre unica & speciale senza uno straccio di motivazione plausibile. Se state pensando a Edward Cullen e a Bella Swan, io non vi ho detto nulla! Ma perché si tende più facilmente a costruire personaggi inverosimili? 

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Dal fim “Twilight”

Il fatto è che quando iniziamo a scrivere tutti noi tendiamo a trasporre sulla carta i nostri desideri, la persona che vorremmo essere o quella dalla quale vorremmo essere amati. In fondo, sognare, è bello. E poi creare un buon protagonista è difficile. Bisogna fare i conti con tratti caratteriali che non sono i nostri e raccontarne debolezze e difetti. Quindi Gary Stu, se siamo uomini, o Mary Sue, se siamo donne, è quel personaggio che ci somiglia ma senza i nostri limiti né i difetti. E’ la persona perfetta per la storia perfetta. Se scriviamo un fantasy il nostro personaggio perfetto combatte, sa fare incantesimi, è bello e cavalca un drago. In un romanzo di ambientazione realistica è perfetto e ricco.

Quali sono i limiti di personaggi del genere? Che non esistono non solo nella realtà ma neanche in quella fittizia della storia. Perché, nella realtà le ragazzine come Bella Swan difficilmente fanno innamorare a prima vista vampiri a meno di non essere come Edward, altro Gary Stue per eccellenza. E i bei tenebrosi di poche parole spesso e volentieri non sono quegli uomini dal triste passato ma affascinanti e maturi, ma, spesso persone che, se sono silenziose, è perché non hanno proprio nulla da dire. Infatti, sempre nella realtà, magari si rivelano violenti o soltanto volgari. A un lettore abituato a storie di qualità la mancanza di verosimiglianza impedisce l’immedesimazione nel personaggio. Così, invece di innamorarsi della ragazzina che, con un filo di trucco e una “rivelazione” della fatina di turno, scopre di essere la dea-drago che salverà il mondo, la detesta e posa il libro. Perché Mary Sue non sbaglia mai, è sempre dolce, quindi è piatta.

Lo scrittore deve quindi cercare di costruire a tavolino personaggi coerenti con le regole del mondo in cui è ambientato il romanzo e filtrare abilmente pregi e difetti degli stessi per renderli verosimili. Per esempio, può immaginare un protagonista abile nel combattimento dopo tanti anni dedicati allo studio e alla pratica delle arti marziali, ma del tutto negato per le relazioni con l’altro sesso. Oppure può descrivere un personaggio inetto che, nel corso della storia, acquisisce abilità particolari giustificate dagli eventi della storia. Quanto detto vale per qualsiasi romanzo che voglia anche essere un “buon romanzo”. Esistono però delle eccezioni alla regola. Per esempio, gli Harmony. Se voglio leggere una storiellina d’amore senza pretese mi piace leggere di una bella ragazza e di un bel tenebroso che diventa, da pirata che era, una sorta di cucciolotto innamorato di lei. In queste storie non pretendiamo letteratura aulica né essere sorpresi da chissà che rivelazioni eccitanti e inattese. Vogliamo semmai una minestra fredda con tutti gli ingredienti al posto giusto con, regina tra tutte, Mary Sue. Gli esempi, anche nel cinema, sono innumerevoli. Davvero, in Pretty Woman, una prostituta può innamorarsi di uno squalo della finanza specializzato nello smembrare società al collasso per ricavarne una percentuale? E davvero costui ricambia l’amore di lei e nel contempo cambia la propria morale? Naturalmente no!  E non è forse un Gary Stu perfetto il celeberrimo James Bond, ovvero lo 007 più famoso della storia del cinema? Donne a profusione, nessuno lo uccide, bello e intelligente.

Mary Sue", el Personaje Perfecto y los 10 Mejores Ejemplos : Cinescopia

Personaggi come Bella Swan, Edward Cullen, Vivian e Bond sono macchiette perché, nella realtà, non potrebbero esistere. Eppure, non essendo certamente espressione di arte scritta né di cinema d’autore, hanno un loro pubblico e anche un loro motivo di esistere. Dopo tutto, de gustibus non disputandum est.

Massimo Valentini

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Massimo Valentini è uno scrittore, divulgatore freelance e pubblicista italiano, nato a Cosenza nel 1973. È stato nella redazione di Voyager Magazine, la rivista ufficiale dell’omonima trasmissione televisiva, e ha collaborato col Giornale dei Misteri, il più antico mensile sull’insolito, curandone la rubrica “Il detective della scienza”. Nel 2007 la Falco Editore ha stampato la sua raccolta di racconti fantastici Alfa e Omega e nel 2008 il romanzo Ultima Thule. La 0111 Edizioni ha pubblicato le sue raccolte di racconti Quattro ombre azzurre (2009), Sulle ali di Althaira (2009) e Gabbiani delle Stelle (2011). Nel 2012 il racconto Alpha e Omega è apparso sul numero 482 del Giornale dei Misteri e la Lettere Animate Edizioni ha pubblicato il suo romanzo Primus, l’uomo che sognava di vivere, uno dei pochi esempi di bizzarro fiction del panorama letterario italiano. Il racconto Ritorno a casa è stato pubblicato nella miscellanea Calabresi per sempre (Edizioni della Sera, Roma, 2019). In Giappone è stato pubblicato 特別な女の子涼子 (Tokubetsuna on’nanoko Ryōko, “Ryoko, una ragazza speciale”) tratto dal suo racconto breve Lei, e 運命の女涼子 (Unmei no jo Ryōko, “Ryoko, donna del mio destino”) a sua volta tratto dal suo racconto Ryoko, principessa metropolitana.
Il sogno di Nova è il suo terzo romanzo.

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