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03-11-21 Rubrica“ La scrittura e i suoi generi letterari #3: Ghostwriter” di Massimo Valentini.

Ciao amici,

eccoci al terzo appuntamento della rubrica “La scrittura e i suoi generi letterari”. Oggi parliamo di “Ghostwriter” o “Scrittore fantasma”. Insieme allo scrittore Massimo Valentini, autore del bellissimo romanzo “Il sogno di Nova” (recensione qui), abbiamo deciso di discutere questo argomento poco noto ai lettori, compresa alla sottoscritta. Ero molto curiosa, soprattutto perchè Massimo è stato lui stesso un ghostwriter.
Allora siete pronti per scoprire cosa si nasconde dietro alcuni libri e chi sono questi scrittori fantasmi? Vi lascio alla lettura di questo interessante articolo e come sempre aspetto i vostri commenti e le vostre richieste.


Quella del ghostwriter è un’attività del tutto legale usata da molti professionisti della penna per i motivi più vari. Si va dallo scrittore famoso in classica crisi creativa “da foglio bianco”, alla realtà editoriale che ne ingaggia uno per conto di un suo autore o cliente. Quest’ultimo, può naturalmente essere anche una persona che non ha alcuna competenza ma che voglia pubblicare la propria autobiografia come, ad esempio ma non solo, personaggi televisivi, politici, attori cinematografici, sportivi, ecc. Tuttavia è a discrezione del committente la possibilità di riconoscere la sua “ombra” nel libro in qualche modo, magari nella prefazione dello stesso o in quarta di copertina.

Ghost writer, i 'fantasmi' della scrittura

Ma perché un autore bravo dovrebbe rinunciare alla paternità di un romanzo o di un’autobiografia di un personaggio famoso? Essenzialmente, si tratta di soldi: il ghostwriter gode solitamente di un compenso migliore di quello che avrebbe incassato come autore ufficiale del libro. Altrettanto solitamente, un contratto standard per un servizio del genere prevede la rinuncia alle royalties su ogni copia venduta in cambio di una somma forfettaria. Questa non è una regola scolpita nella pietra perché spesso il committente e lo scrittore possono accordarsi di volta in volta.

Quali generi letterari si prestano a un’attività come questa? Non esiste un vero e proprio limite e tutto fa brodo: fantasy, memorie, autobiografie, romanzi d’avventura, racconti.
Spesso chi fa dello scrittore fantasma la sua principale attività vanta sul proprio C.V. anche la partecipazione a scuole di scrittura di prestigio. Se tutto questo sia ancora compatibile con la parola “arte”, termine ormai abusato in vari ambiti, è tutto da vedere. Ma uno scrittore professionista, per definizione non è un artista. Se infatti è vero che molte penne famose, in passato, hanno scritto per perfetti sconosciuti (uno tra tutti, H.P. Lovecraft, tanto per restare nell’ambito del Fantastico che ha dato al mondo piccoli capolavori anche in questo senso) non è sempre così: scrivere su commissione limita l’estro creativo ed è incompatibile con la vera ispirazione. So che molti non saranno d’accordo con questo, ma tant’è. Del resto, perfino il già citato Lovecraft, nel suo epistolario con amici e colleghi, si lamentava proprio di tale aspetto. Sottostare a desiderata di un’altra persona, desiderata che possono riguardare l’intero aspetto di un romanzo, non è mai davvero soddisfacente per una penna creativa. Uno scrittore, infatti, non scrive una tantum ma quando decide effettivamente che una sua idea merita di diventare una storia. Ciononostante questo vale più per gli scrittori non professionisti che per quelli conosciuti al grande pubblico. Uno scrittore professionista, per esigenze di contratto, deve spesso produrre romanzi possibilmente sempre simili per non deludere i propri fans. E va da sé che la similitudine seriale, con l’arte, non c’entra nulla.

Io stesso, in passato, sono stato un ghostwriter per alcuni nomi del panorama italiano, ma ho rinunciato proprio per questi motivi. Vediamo adesso cosa prevede il modus laborandi del ghostwriter.

Come diventare ghost-writer in poche parole - The GhostReader di Vania Russo


Com’è possibile, cioè, interpretare i desiderata del committente? Poniamo un esempio classico: un committente famoso è in crisi creativa. Ha pertanto necessità di dare alle stampe un nuovo romanzo che segua la falsariga dei libri già pubblicati. Un bravo gost-writer sa che è necessario lo studio dei libri del committente in modo da riprodurne al meglio possibile stile e struttura. Non sempre è necessario che il committente dia tante informazioni scritte ma comunque è importante un collegamento costante con lui. Questo perché il “fantasma” possa capirne il carattere, parlare dei personaggi, capire cosa si aspetta il committente dalla storia e quanto questa debba essere simile alle precedenti. Nel caso di un committente del tutto avulso dal mondo della penna le cose sono simili. Spesso si tratta di persone comuni che vogliono fissare i ricordi più preziosi della propria vita, degli eventi particolari, storie di vita o romanzi autobiografici. O anche della propria attività commerciale, come fu il mio caso di tanti anni fa quando un albergo mi propose di scrivere una piccola storia noir ambientata nell’edificio. Una storia che naturalmente non portava la mia firma ma che servì da annuncio pubblicitario per l’albergo stesso. Da addetto ai lavori posso riconoscere, con adeguato esame del testo, quando un autore famoso si serve di un aiuto, a condizione che la versione del romanzo sia in italiano. Una versione tradotta, infatti, non è mai identica all’originaria e il passaggio da una lingua all’altra può cambiare parecchio la struttura del testo. Tuttavia potrei scommettere che alcuni nomi, molto famosi anche da noi in Italia, non sono sempre autori di quelle storie. Forse questo leva un po’ del fascino che una buona storia esercita sui lettori, ma non preoccupatevi. Esistono anche scrittori talmente fecondi da non dover mai richiedere l’aiuto di un “fantasma”.
A suo modo, comunque, la figura del “fantasma” è accettata e in certi casi, perfino necessaria, affinché tante belle idee possano essere conosciute dal resto del mondo.

Massimo Valentini

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Massimo Valentini è uno scrittore, divulgatore freelance e pubblicista italiano, nato a Cosenza nel 1973. È stato nella redazione di Voyager Magazine, la rivista ufficiale dell’omonima trasmissione televisiva, e ha collaborato col Giornale dei Misteri, il più antico mensile sull’insolito, curandone la rubrica “Il detective della scienza”. Nel 2007 la Falco Editore ha stampato la sua raccolta di racconti fantastici Alfa e Omega e nel 2008 il romanzo Ultima Thule. La 0111 Edizioni ha pubblicato le sue raccolte di racconti Quattro ombre azzurre (2009), Sulle ali di Althaira (2009) e Gabbiani delle Stelle (2011). Nel 2012 il racconto Alpha e Omega è apparso sul numero 482 del Giornale dei Misteri e la Lettere Animate Edizioni ha pubblicato il suo romanzo Primus, l’uomo che sognava di vivere, uno dei pochi esempi di bizzarro fiction del panorama letterario italiano. Il racconto Ritorno a casa è stato pubblicato nella miscellanea Calabresi per sempre (Edizioni della Sera, Roma, 2019). In Giappone è stato pubblicato 特別な女の子涼子 (Tokubetsuna on’nanoko Ryōko, “Ryoko, una ragazza speciale”) tratto dal suo racconto breve Lei, e 運命の女涼子 (Unmei no jo Ryōko, “Ryoko, donna del mio destino”) a sua volta tratto dal suo racconto Ryoko, principessa metropolitana.
Il sogno di Nova è il suo terzo romanzo.

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03-09-21 Rubrica“ La scrittura e i suoi generi letterari: La fantascienza, il fantastico e il fantasy” di Massimo Valentini.

Ciao amici,

come già anticipato tempo fa, ho il piacere di presentarvi una nuova rubrica:
“ La scrittura e i suoi generi letterari” in collaborazione con l’autore Massimo Valentini che avete già avuto modo di conoscere attraverso le recensioni di alcuni suoi scritti, in ultimo “ Il sogno di Nova” edito da Saggese Editori (per la recensione cliccate qui).
Oggi iniziamo parlando di differenze tra fantasy, fantascienza e fantastico.
La rubrica sarà, se tutto procede bene, a cadenza mensile. Spero che l’idea vi piaccia. Se avete altre curiosità di cui volete parlare nel blog, scrivete nei commenti o in privato.
Lascio adesso la parola a Massimo Valentini.


Il fantastico, la fantascienza e il fantasydi Massimo Valentini

Sotto la dicitura Fantastico e Fantascienza é raggruppata buona parte della narrativa mondiale. Nel mondo anglosassone le storie facenti, a vario tipo, parte di queste definizioni sono infatti le più lette in assoluto. Anche nella vecchia Europa sono molto fruite sebbene, soprattutto in Italia, la Fantascienza sia ancora considerata un genere di nicchia. Diventa dunque importante capire bene quali sono le differenze tra di essi.

Il fantastico

Il Fantastico è un genere che possiamo identificare come più ampio rispetto a ogni altro genere in quanto integra tutte le storie che prevedono caratteri nebulosi perché, come la Fantascienza, è declinabile in tantissime sotto-versioni. In senso generale possiamo senza dubbio definirlo come qualcosa che esula dalla realtà a favore della fantasia. Per esempio: un romanzo che veda dinosauri comparire dal nulla nell’epoca moderna, senza nessuna spiegazione scientifica, è sicuramente un romanzo Fantastico. Anche pellicole horror sono una sotto-versione del genere. In questo senso la letteratura fantastica si caratterizza come irruzione nel reale di elementi irreali di varia natura ma in modo tale da portare il lettore a credere che, una volta che tali elementi risultano calati nella storia, abbiano senso grazie al cortocircuito tra leggi naturali e il sovrannaturale in tutte le sue forme possibili. In questo senso, il Fantastico è simile alla Fantascienza e al Fantasy.

La Fantascienza

La macchina del tempo - Herbert George Wells - copertina

La Fantascienza è un genere letterario dove una storia, che può essere collocata nel passato, nel presente o nel futuro presenta come preponderante l’impianto scientifico rispetto a qualsiasi altro elemento del testo. Impianto scientifico che a sua volta può essere fantasioso o verosimile, il che ci porta all’ulteriore differenza tra Fantascienza hard e soft. Facciamo qualche esempio pratico. La celebre “Macchina del tempo” di Wells è chiaramente una storia di fantascienza perché la trama è imperniata sull’uso di una tecnologia NON presente all’epoca della stesura del testo (e neanche adesso, n.d.r.) grazie alla quale la storia stessa assume un senso.

Naturalmente, una storia di fantascienza è declinabile come horror, laddove presenti una commistione in chiave orrorifica (film come “Alien”, ad esempio) o di altro tipo. In questo genere, il sotto-filone “hard” contraddistingue le storie dove l’autore ha impiegato la massima attenzione a descrivere con minuzia di dettagli tecnici la tecnologia che descrive. Un romanzo molto ben fatto da questo punto di vista è sicuramente “Stella doppia 61 Cygni” (Urania, Mondadori, 1954) in cui l’autore, Hal Clement, descrive in maniera precisa la gravità del pianeta dove ambienta il romanzo e le conseguenze in termini di forme di vita che il lettore incontra man mano che prosegue nella lettura.

Nel sotto-filone “soft” l’elemento centrale non è tanto la tecnologia, che pure è presente, quanto l’attenzione agli aspetti filosofici o caratteriali dei personaggi. Uno splendido esempio di Fantascienza Filosofica è senza dubbio il capolavoro “Solaris”, di Stanislaw Lem da cui è stato tratto il film omonimo di Steven Soderbergh. In questa straordinaria storia l’impianto fantascientifico è importante tanto quanto l’aspetto filosofico delle vicende narrate.

La fantascienza sociologica è anch’essa parte del sotto-filone “soft”. Uno dei più noti autori in questo senso fu senza dubbio Clifford Simak. La sua narrativa, dolce e un po’ nostalgica, era sempre imperniata sul sentire dei personaggi, siano essi umani o alieni. Una piccola perla della sua produzione fu il romanzo “Camminavano come noi”. Molti romanzi di Fantascienza hanno anticipato i tempi. Alcuni esempi: il famosissimo “20.000 leghe sotto i mari” di Verne con il sottomarino nucleare; “Flatland” di Edwin Abbott che ha immaginato un mondo abitato da forme di vita a due dimensioni. Quest’ultimo è un romanzo stupefacente dove la geometria euclidea diventa la scusa per la satira nei confronti della società del tempo.

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In Italia il termine “Fantascienza” diventa di uso comune a partire dagli anni Cinquanta. Usato per la prima volta dia Giorgio Municelli (che tradusse l’originale science-fiction anglosassone) a cui si deve la famosa collana della Mondadori, “Urania”.  E’ interessante notare come l’etimologia inglese si debba all’inventore (ma anche scrittore ed editore) Hugo Gernsback, che fondò la rivista Amazing Stories, che tanta fortuna ebbe nel diffondere e lanciare alcuni dei più famosi scrittori di fantascienza di tutti i tempi.

Il fantasy

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Il fantasy, lo dice la parola stessa, prevede una narrazione dove l’elemento magico e surreale è predominante per lo svolgersi delle vicende narrate. Fantasy non è solo “Il Signore degli Anelli” di Tolkien ma, appunto, qualsiasi storia che contempli un elemento magico che possa dare un senso al mondo fittizio immaginato dall’Autore. Per esempio il ciclo dei racconti che narrano le gesta di Conan il Barbaro (di Robert Erwin Howard) è fantasy. Peraltro, Howard, fu anche l’inventore del filone “heroic”, caratterizzato da un personaggio le cui storie sono avventurose. Anche il Fantasy può presentare commistione di generi con la stessa Fantascienza. In questo caso, una storia che preveda in parti uguali un elemento fantasy e uno scientifico apparterrà al sotto-filone detto “Science-Fantasy”. Un esponente di questo sotto-genere è “Sotto le lune di Marte”, di Edgar Rice Burroughs.    

A conclusione di questa rapidissima carrellata di generi risulta facile capire in cosa differiscono i generi Fantastico e Fantascienza. Fantastico è in pratica una macro-categoria che include la totalità di quelle storie dove l’elemento surreale acquista predominanza sulle vicende narrate. In questo aspetto, possiamo dire che del fantastico fanno parte il soprannaturale, l’horror, il fantasy e la fantascienza.

Massimo Valentini

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Massimo Valentini è uno scrittore, divulgatore freelance e pubblicista italiano, nato a Cosenza nel 1973. È stato nella redazione di Voyager Magazine, la rivista ufficiale dell’omonima trasmissione televisiva, e ha collaborato col Giornale dei Misteri, il più antico mensile sull’insolito, curandone la rubrica “Il detective della scienza”. Nel 2007 la Falco Editore ha stampato la sua raccolta di racconti fantastici Alfa e Omega e nel 2008 il romanzo Ultima Thule. La 0111 Edizioni ha pubblicato le sue raccolte di racconti Quattro ombre azzurre (2009), Sulle ali di Althaira (2009) e Gabbiani delle Stelle (2011). Nel 2012 il racconto Alpha e Omega è apparso sul numero 482 del Giornale dei Misteri e la Lettere Animate Edizioni ha pubblicato il suo romanzo Primus, l’uomo che sognava di vivere, uno dei pochi esempi di bizzarro fiction del panorama letterario italiano. Il racconto Ritorno a casa è stato pubblicato nella miscellanea Calabresi per sempre (Edizioni della Sera, Roma, 2019). In Giappone è stato pubblicato 特別な女の子涼子 (Tokubetsuna on’nanoko Ryōko, “Ryoko, una ragazza speciale”) tratto dal suo racconto breve Lei, e 運命の女涼子 (Unmei no jo Ryōko, “Ryoko, donna del mio destino”) a sua volta tratto dal suo racconto Ryoko, principessa metropolitana.
Il sogno di Nova è il suo terzo romanzo.

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