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10-01-2021 Recensione serie tv ” Alex Rider” prima stagione

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Genere Azione , Avventura , Ragazzi , Thriller
Creatori e soggettisti Guy Burt
Stagioni 1
Episodi 8
Distribuita dalla piattaforma streaming Amazon Prime Video

Ciao amici e amanti della serie tv,

oggi vi parlo di Alex Rider, una serie tv thriller e di spionaggio britannica basato sull’omonima serie di romanzi di Anthony Horowitz.  A dire la verità ero molto curiosa di leggere i romanzi, ma poi ho iniziato a guardare la serie ed eccomi qui a parlarvene. 

Se non siete amanti del genere spy story, passate avanti e leggete altro. Se invece siete curiosi e appassionati del genere allora questo articolo fa per voi.

Alex Rider, faccia da bravo ragazzo, interpretato da Otto Farrant, è un giovane liceale inglese la cui la vita non è stata molto generosa.  Quando era piccolo ha perso i suoi genitori in un incidente stradale e vive con lo zio. È intelligentissimo e molto tenace, oltre ad essere forte e coraggioso. Sembra quasi un supereroe o ancora meglio lo definirei un giovane James Bond.

“ Chimatemi Alex, Alex Rider…” 😉

Sfortunatamente le sfortune del giovane Alex non finiscono qui e lo zio, a cui Alex è particolarmente legato, muore.

Ad Alex viene detto che è stato coinvolto in un incidente, ma qualcosa non lo convince,  e insieme al suo amico Tom Harris, scopre che in realtà è stato ucciso e che lo zio non è un banchiere, come credevano tutti, ma una spia.

A questo punto il giovane cercherà di scoprire le cause della morte dello zio e verrà reclutato da una misteriosa divisione dell’MI6 conosciuta con il nome The Department .

Gli episodi sono adrenalici e la storia coinvolge  al punto giusto lo spettatore. Solo al  quinto episodio si inizia a capire cos’è e cosa si nasconde a Point Blanc,  che dà il titolo a questa stagione e che è anche il luogo misterioso su cui lo zio stava indagando prima di morire.

Personalmente la serie mi è piaciuta. L’attore Otto Farrant che interpreta Alex è molto bravo, così come i ragazzi che lo accompagnano in questa avventura. Invece non ho amato molto l’interpretazione di alcuni personaggi della divisione del M16 e soprattutto come Alex, nonostante la giovane età, riesca a superarli in astuzia e capacità di resistenza.  E’ una squadra di spionaggio che fa un po’ acqua da diversi parti. È vero che una spy story indirizzata ad un pubblico giovane e che i ragazzi sono i veri protagonisti della serie, ma gli adulti fanno una figuraccia bella e buona.

Inoltre il finale rimane un po’ sospeso. Spero che sia stato fatto perché si lasciano le spiegazioni ad un seconda stagione già in programma.

Di seguito il trailer della serie tv.

Come già detto prima, “Alex Rider” si basa sull’omonima serie letteraria del britannico Anthony Horowitz incentrata sulla giovane spia Alex Rider, protagonista di 13 romanzi.

Il personaggio di Alex Rider era stato già portato sul grande schermo, interpretato in quell’occasione da Alex Pettyfer, con il film del 2006 Stormbreaker.

Se siete cuiriosi di leggere la storia di Alex Rider, alcuni volumi della serie sono stati pubblicati dalla casa editrice Fanucci.

Buona visione,

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12-09-2020 Recensione serie tv: Little Fires Everywhere

Ciao amici,

oggi vi parlo di una serie tv uscita da pochi mesi su Amazon Prime: Little fires Everywhere. Una delle poche serie tv che sono riuscita a vedere in pochi giorni: non ci credo neanche io! La trovate su Amazon Prime.

Little Fires Everywhere: la recensione - Nocturno
Ideatore: Liz Tigelaar Genere: Miniserie TV
Anno: 2020 Paese: USA
Durata: 55 min Stagione: I

Perché ho guardato questa serie?

Prima di tutto, è una serie che parla di donne e di segreti.

Poi, perché una delle due protagoniste, Elena Richardson, è interpretata dall’attrice Reese Witherspoon. Mi piace la sua capacità di interpretare ruoli diversi ed è una donna che è cresciuta professionalmente diventando anche produttrice cinematografica.

La mia opinione

Little fires Everywhere è una serie tv drammatica di otto episodi tutta al femminile, tratta dal romanzo omonimo scritto da Celeste Ng nel 2017. Infatti, è prodotta e diretta da sole donne, fra queste: Reese Witherspoon, Kerry Washington, la coprotagonista della serie nel ruolo di Mia Warren, e Lynn Shelton, produttrice, sceneggiatrice e regista, sfortunatamente morta nel maggio 2020.

Tra gli interpreti della serie ritroviamo Joshua Jackson, conosciuto per i ruoli di Pacey Witter nella serie tv Dawson’s Creek (1998–2003) e di Peter Bishop nella serie di fantascienza Fringe. In Little Fires Everywhere interpreta Bill il marito di Elena Richardson

L’inizio della serie è drammatico. Il fuoco divampa e divora una villa. Ci si chiede chi abbia appiccato l’incendio.

I pompieri hanno detto che c’erano piccoli fuochi ovunque. Più punti di origine. Possibile uso dell’accelerante. Non è stato un incidente.

Dobbiamo aspettare l’ultimo episodio della stagione per scoprirlo e rivivere gli ultimi quattro mesi che hanno portato a questo tragico momento.

Il prologo sembra anche dare le basi a tutti i presupposti per avere una serie con piromani e fuochi appiccati a destra e a manca, in realtà non succede nulla che abbia a che fare con incendi, e il titolo Piccoli fuochi ovunque, sembra solo una metafora di ciò che invece accade interiormente a ciascuno dei personaggi della serie.

Dopo il drammatico inizio, Il nastro si riavvolge a quattro mesi prima quando l’arrivo di Mia Warren e della figlia Pearl sconvolge la routine della tranquilla cittadina di Scacker.

Mia diventerà l’affittuaria di Elena e non solo. Lei è un’afroamericana, artista, fotografa che gira l’America senza mai fermarsi stabilmente in un posto.

Elena è bianca, ricca e vive in una enorme villa (la stessa che brucerà quattro mesi dopo). Fa la giornalista in un quotidiano locale ed è madre di quattro figli.

Una storia che vede le due donne agli antipodi.

Elena, egocentrica, narcisista e ambiziosa. Per far funzionare tutto, la sua vita è programmata in ogni suo momento su un calendario appeso in cucina. Rendendola ridicola agli occhi dei figli e maniaca della perfezione.

Mia, misteriosa, orgogliosa, fantasiosa e testarda. Entrambe impongono le loro scelte, buone o cattive ai propri figli.

Mia è apparentemente senza un soldo e sembra cercare di affermarsi nel mondo dell’arte. Elena vede in lei una povera madre single, bisognosa di aiuto. Questo la metterà ad un livello più alto, perché da subito si mostrerà compassionevole e benevola verso chi ha bisogno, in questo caso Mia Warren. Si sentirà appagata per averla aiutata dandole una casa e un lavoro.

In realtà le due donne così diverse, sono entrambe caparbie, dovranno vedersela con le scelte fatte nel loro passato.

Le tematiche affrontate sono tante: il razzismo, lo scontro generazionale, il divario socioeconomico, il rapporto tra madre e figli e le tendenze sessuali viste da diversi punti di vista.

Ad ogni episodio ci si chiede da quale parte stare: Elena o Mia.

Il passato delle due protagoniste mostra come le due donne siano arrivate ad essere quelle che sono. Le loro scelte imposte o fatte liberamente sveleranno quello che sono realmente.

Non voglio fare spoiler, ma sicuramente alla fine i figli di Elena, soprattutto la ribelle, Isabel, la ragazza più fragile e la più vera tra tutti, ne usciranno a testa alta. Pearl, figlia di Mia, che fin dall’inizio chiede stabilità e una vita diversa, capirà che tutto quello che ha fatto sua madre l’ha portata ad essere quello che è: una ragazza sicura di sé, brillante e capace di accettarsi per quello che è.

Pearl is Blissful - Little Fires Everywhere Season 1 Episode 4 - TV Fanatic
Pearl Warren

Per concludere la serie tv è fatta bene, a parte il fatto che in quattro mesi succede di tutto; vengono fuori storie nascoste e scelte che lasciano lo spettatore impotente. Inoltre Little fires Everywhere per certi versi ricorda le serie tv Desperate Housewises e Big Little Lies. L’ambientazione è anni 90, niente cellulari in mano e dei riferimenti alle serie tv di quegli anni come Buffy L’ammazzavampiri e Beverly Hills. In una puntata ritroviamo anche l’omaggio al gruppo musicale tutto femminile Spice Girls.

Spice, ha 20 anni la prima hit. Ora la reunion
Spice Girls

La serie è adatta agli adulti, ma anche ad un pubblico adolescenziale.

La consiglio e rimango in attesa della seconda stagione. Infatti, secondo indiscrezioni, dato il successo avuto dalla serie, si sta lavorando al seguito.

Il mio voto è 4/5

Spero che la serie vi abbia incuriosito. Aspetto i vostri commenti e le vostre opinioni. 😊

A presto,

Lucia.