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03/07/2022 Recensione “La casa del carrubo” di Barbara Bellomo

Ciao amici lettori, oggi vi parlo di un romanzo pseudostorico ambientato durante la seconda guerra mondiale in Sicilia: “La casa del carrubo” di Barbara Bellomo. Questo è il secondo romanzo che leggo di questa autrice siciliana; il primo è stato “Il libro dei sette sigilli” che ho recensito tempo fa. La recensione la trovate qui.


IL RACCONTO EPICO DI UNA FAMIGLIA DILANIATA DALLA GUERRA NELLA SICILIA DEGLI ANNI 40

Editore ‏ : ‎ Salani (26 maggio 2022)
Lingua ‏ : ‎ Italiano
Costo: 16,90 euro
Copertina flessibile ‏ : ‎ 336 pagine

SINOSSI

Il racconto epico di una famiglia dilaniata dalla guerra nella Sicilia degli anni ’40. Fino a quando la guerra non arriva a bussare alla tua porta, sembra sempre meno cattiva di quello che ti aspetti. O almeno è ciò che pensa Vittorio Floridia, professore di latino e greco a Catania, all’indomani del bombardamento che ha distrutto la sua casa e infranto ogni speranza di tornare a una vita normale. Come potrà ora salvare la famiglia dai morsi della paura e della fame? Forse accettando l’invito di Luigi Villalba, un vecchio amico, a trasferirsi nella sua tenuta di campagna, la casa del carrubo. La chiamano così per via del maestoso albero che da sempre protegge i suoi abitanti e che ora dovrà vegliare su due intere famiglie…

La mia opinione

“La casa del carrubo” di Barbara Bellomo è un romanzo ambientato durante la seconda guerra mondiale in Sicilia prima e dopo lo sbarco degli alleati. La Sicilia che sembra distante da tutti, ma che diventa una sorta di ombelico del mondo per risolvere le sorti della guerra.

L’autrice siciliana ha sentito il bisogno di scrivere una storia che parlasse della sua terra dilaniata dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale. L’idea le è nata nel Natale del 2001 e non l’ha mai lasciata. Quella sera il padre ha ricordato la storia della sua famiglia durante lo sbarco, parlando del nonno, professore di latino e greco e del bombardamento che colpì la loro casa. La fuga verso la campagna e la vita vissuta in quel periodo.

Anch’io quando ero bambina ascoltavo i racconti di mio nonno. Li raccontava con minuzia di particolari e io ne rimanevo affascinata e spaventata allo stesso tempo. Un ricordo che non l’ho abbandonava mai. Lui non visse in Sicilia, durante lo sbarco, ma visse comunque la guerra sulla propria pelle.

Ma “La casa del carrubo” è un’altra storia, frutto della fantasia di Barbara Bellomo, anche se basata su fatti storici. Racconta la vita di due famiglie:  I Floridia e I Villalba. I primi vivono a Catania, ma devono fuggire a causa dei bombardamenti incessanti che colpiscono la città. I secondi vivono ad Acate e sembrano lontani dalla guerra, ma questa toccherà anche loro senza lasciare scampo.

La guerra non guarda in faccia nessuno: né uomini, donne e bambini, né ricchi né poveri.  Colpisce il corpo, il cuore e la mente. Cambia la gente, facendo uscire il meglio o il peggio da chi la vive. Non ha né vinti né vincitori. È solo orrenda.

I Villalba vivono in una casa all’ombra di un albero di carrubo. L’albero di carrubo è un albero che cresce nelle zone del mediterraneo e ha dei frutti particolari. Don Luigi  è il proprietario e ci vive con sua sorella Assunta che ha da poco perso il figlio e il marito. Insieme a loro, nella grande casa, ci vivono anche sua nipote Nunzia e la domestica Lina. Quest’ultima ha sempre dei proverbi siciliani pronti per ogni situazione e sembra leggere il cuore di tutti.

“Bonu tempu e malu tempu non dura tuttu u tempu.”

Luigi che ha anche una farmacia, dopo una vita di sacrifici, partendo dall’essere un semplice contadino arriva a prendere il titolo di Don, non sa che presto la sua vita sarà sconvolta, non solo dalla guerra che entrerà fino dentro casa sua, ma da un sentimento che ha cercato di soffocare per tanti anni.

A Catania la famiglia Floridia deve fuggire, dopo che i bombardamenti hanno distrutto la città e la loro casa. Vittorio, il capo famiglia, decide di scappare e portare la moglie Agata e i figli Luca, Elena ed Michele ad Acate proprio dal suo amico Don Luigi.

Ma all’ultimo momento Vittorio, decide di rimanere a Catania per salvare il salvabile nella sua casa bombardata. La sua famiglia arriva ad Acate e viene accolta con affetto da Luigi.

La storia delle due famiglie viene intervallata da capitoli di alcuni dei protagonisti storici che hanno deciso le sorti della guerra. I servizi segreti britannici e americani, contrapposti a quelli tedeschi. Gli Italiani sono descritti come pedine di una situazione che ormai è sfuggita di mano a Mussolini.

Siamo proprio alle ultime mosse, quelle che decideranno il destino del mondo.

Lo sbarco degli alleati in Sicilia, che viene accolto non con feste e balli, come ci hanno mostrato alcune immagini, ma con paura e diffidenza. Lo straniero che fino a pochi mesi prima bombardava le città e che adesso si pone come difensore della terra e liberatore dai nemici tedeschi, considerati fino ad allora alleati.  

Gli italiani combattono a nome dei fascisti e dei nazisti, alcuni lo fanno perché costretti, altri per potere e gloria.

I fatti storici si mescolano con la vita dei protagonisti di questo romanzo. Don Luigi dal cuore buono. Uomo coraggioso che rischia tutto per la sua famiglia e per chi ama, ma anche per qualcosa di più grande di lui.

Ho amato questo personaggio. Mi ha emozionato per le sue scelte coraggiose;  ancora adesso dopo aver chiuso il libro, mi viene una certa malinconia.

Anche Vittorio, professore di greco e latino, è un uomo coraggioso e anche lui perderà tanto. Capirà che la guerra può distruggere in un solo attimo la vita di tutti.

Ogni protagonista di questa storia è ben caratterizzato, con emozioni, passioni e sentimenti che portano ciascuno di loro a fare delle scelte a volte giuste, a volte incomprensibili.

Unica cosa che non ho apprezzato, soprattutto inizialmente, sono stati i capitoli romanzati delle decisioni tattiche  e politiche. Mi creavano un po’ di confusione. Troppi personaggi storici, sicuramente indispensabili, ma che potevano, secondo me, essere introdotti in altro modo.

Un romanzo che consiglio di leggere, per le emozioni che suscita, per la capacità dell’autrice di descrivere l’amore, la passione, la tenacia, il coraggio e la lotta per la sopravvivenza e per i fatti storici che hanno portato alla conclusione di una guerra che ha ucciso nel corpo e nell’anima tanti uomini, donne e bambini.

Il mio voto per questo romanzo è:

4,5 pinguini lettori.

Ringrazio la casa editrice Salani per la copia omaggio.

Le immagini nell’articolo sono prese da internet.

29/06/2022 Recensione “Un tè a Chaverton House” di Alessia Gazzola

Sinossi

“Mi chiamo Angelica e questa è la lista delle cose che avevo immaginato per me: un fidanzato fedele, un bel terrazzino, genitori senza grandi aspettative. Peccato che nessuna si sia avverata. Ecco invece la lista delle cose che sono accadute: lasciare tutto, partire per l’Inghilterra e ritrovarmi con un lavoro inaspettato. Così sono arrivata a Chaverton House, un’antica dimora del Dorset. Questo viaggio doveva essere solo una visita veloce per indagare su una vecchia storia di famiglia, e invece si è rivelato molto di più. Quello che non so è se seguire la testa o il cuore. Ma forse non vanno in direzioni opposte, anzi sono le uniche due rette parallele che possono incontrarsi”. Alessia Gazzola, dopo “L’allieva”, torna con un nuovo libro che fa sognare tra dolci fatti in casa, la magia di un’ambientazione che riporta al fascino del passato e un piccolo mistero di famiglia da risolvere...

La mia opinione

Inizio con il dire che questa volta non ho letto il libro, ma l’ho ascoltato. Si, proprio così! Ho deciso di rilassarmi con un romanzo letto dalla bravissima Valentina Mari, che mi ha fatto innamorare della sua voce, così come ho adorato la storia di Angelica, protagonista di “Un tè a Chaverton House” di Alessia Gazzola.

Questo audiolibro, il primo che ascolto con tanta passione, doveva accompagnarmi nelle mie mattutine pseudo camminate al parco. Credo di aver fatto un ottima scelta. Normalmente mentre corro mi stanco dopo un po’, o meglio mi annoio, invece con un libro da ascoltare, che mi ha entusiasmato dalle prime parole, sono stata incentivata a stare un po’ di più, a camminare, a correre ad ammirare la natura  che mi circondava. La mia routine quotidiana, iniziata a conclusione dell’anno scolastico, mi inizia a piacere. Vivo accanto ad un parco, uno dei parchi più grandi e belli della città di Palermo, perché allora non approfittare.


Ma parliamo di questo romanzo, scritto dall’autrice durante la pandemia, e immaginiamo di sorseggiare un tè, con latte o senza latte, a secondo dei gusti. Sa molto di British. Che ne dite?

Non ho mai letto nulla di Alessia Gazzola, ma ne avevo sentito tanto parlare, perciò quando ho cominciato a scorrere tra i libri proposti da ascoltare, la copertina e la trama di un  “Un tè a Chaverton House” mi hanno ispirato tantissimo. Volevo qualcosa di rilassante, divertente e con un tocco di romanticismo, e sono stata accontentata.

La protagonista è Angelica, ragazza di ventotto anni che grazie a delle fate madrine biricchine, ha avuto alcune doti direi adatte ai tempi moderni: la gentilezza, la docilità di temperamento e il talento infallibile con i lievitati. Lei riesce, infatti, con i suoi cornetti a conquistare i palati più esigenti. È gentile, intelligente e insegna inglese. Sembra perfetta per l’avventura che la porterà a Chaverton House, nel Dorset, una piccola contea che si affaccia sulla Manica, a sud-ovest del Regno Unito.

La residenza che dà il nome al romanzo e che sa tanto  di Downton Abbey, è anche il set di una delle serie televisive più famose del momento: L’orfana di Mallands Park.  È  una serie televisiva che ad Angelica non va affatto a genio, anzi la ritiene abominevole, ma che per il lavoro da guida turistica che le viene offerto a Chaverton House deve guardare più e più volte.

Tra l’altro, cosa non di scarsa rilevanza, Chaverton House è la stessa villa di quella serie TV abominevole che è L’orfana di Mallands Park. Chaverton di fatto è Mallands Park. Io ho visto solo la prima puntata, perché ovviamente una storia in costume in Inghilterra non poteva che interessarmi, ma non è scattata la scintilla e l’ho abbandonata senza rimpianti. Niente a che vedere con la mia amatissima Downton Abbey.” (Cit. Un té a Chaverton House)

Ovviamente i riferimenti alla serie tv Downton Abbey non  mancano. Chi non l’ha amata? Ma questa è tutt’altra storia. Angelica è una giovane donna che vive i nostri tempi, ma affascinata anche lei da ciò che è inglese e classico.

La sua permanenza a Chaverton House non è per un lavoro, ma per un compito speciale affidatole da una zia curiosa come lei: scoprire un segreto di famiglia. E così tra  lettere, fotografie, cartoline, biglietti e un incontro da batticuore, la nostra dolce Angelica, ci porterà in un posto da sogno, sorseggiando un buon té, viaggiando nelle campagne inglesi, sfogliando prime edizioni di classici come “Ragione e sentimento” e “Cime tempestose”.


Infatti i riferimenti a Jane Austen  e a Emily Bronte e ad altri romanzi inglesi, non mancano e si possono toccare quasi con mano; sentire l’odore delle pagine ingiallite dal tempo.

“Quando le persone ci chiedono scusa dobbiamo provare a superare l’orgoglio e il pregiudizio – c’entra sempre Jane Austen, alla fine. L’orgoglio resta ferito malgrado le scuse. E ancora, le scuse non riescono a farci dimenticare il pregiudizio che nel frattempo è nato verso chi ci ha ferito. Bel problema. La verità è che le scuse sono necessarie, ma ancora di più lo è il tempo.” (Cit. Un té a Chaverton House)

Angelica è una ragazza che non molla, tenace e indipendente. Mi è piaciuta tantissimo. Non è la solita ragazza stereotipata, infatti, nonostante i timori per il suo futuro incerto e per delle scelte che non vanno a genio alla sua famiglia, si batte per i valori in cui crede e fa di tutto per uscirne a testa alta.

Il tocco di british impernia ogni pagina di questo fantastico romanzo.

Mi chiedo se leggerlo mi avrebbe suscitato lo stesso effetto, ma ascoltarlo mi ha portato a dare:

5 pinguini ascoltatori di libri.   

Che ne pensate dei miei nuovi recensori?

Foto instagram

Le immagini nell’articolo sono prese da internet a scopo solo divulgativo.