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16/10/2025 La scrittura e i suoi generi letterari: “L’eredità lasciata al Romance moderno dalle autrici vittoriane” di Chiara Elisabetta Galasso

Riprendiamo una rubrica che mi ha regalato molte soddisfazioni: La scrittura e i suoi generi letterari. A questa rubrica collaborano diversi autori emergenti e non solo.

Nel mondo dei libri si incontrano persone speciali, dotate di grande sensibilità. Chiara Galasso, autrice della raccolta poetica “Pensieri di un cuore senza spirito“, è una di queste.

Oggi Chiara ci accompagna in un viaggio nel cuore del Romance, partendo dalle sue radici più autentiche. L’articolo esplora il contributo di grandi autrici come Jane Austen, le sorelle Brontë e molte altre che hanno saputo raccontare l’amore con profondità, ironia e spirito critico. Un’analisi che va ben oltre le semplici storie sentimentali, offrendo uno sguardo lucido e appassionato sulla letteratura femminile e sul suo impatto ancora attuale.

Ho letto questo articolo con grande interesse e sono certa che anche voi troverete spunti preziosi e riflessioni inaspettate. Lascio la parola a Chiara Elisabetta Galasso.

(La vostra blogger Lucia)


Il romanzo rosa, o Romance, considerato in modo errato un genere letterario leggero, affonda le sue radici in una tradizione molto più complessa e profonda. Per comprendere appieno la sua evoluzione e la sua forma attuale, è essenziale guardare indietro, al XIX secolo, all’epoca vittoriana, dove un gruppo di autrici coraggiose ha gettato le basi per ciò che oggi conosciamo. Queste scrittrici non solo hanno ridefinito il ruolo della donna nella società, ma hanno anche plasmato la narrativa romantica in modi che risuonano ancora oggi.

Quando pensiamo alle autrici vittoriane, spesso ci vengono in mente figure come Jane Austen, le sorelle Brontë, Elizabeth Gaskell,  Mary Elizabeth Braddon e molte altre. 

Sebbene Austen sia tecnicamente vissuta a cavallo tra l’età georgiana e quella vittoriana, la sua influenza sul genere è innegabile e si può affermare sia stata la capostipite di un gusto letterario che ancora oggi gli autori di Romance ricercano. I suoi romanzi, come “Orgoglio e pregiudizio”“Ragione e sentimento” o “Persuasione”, per citarne alcuni, non sono semplici storie d’amore; sono acute analisi sociali che esplorano le dinamiche di classe, le aspettative di genere e l’importanza del matrimonio, come unica via di sicurezza economica per le donne. 

Orgoglio e pregiudizio (Pride & Prejudice)  film del 2005 diretto da Joe Wright

“È cosa assai nota che un uomo solo, in possesso di un cospicuo patrimonio, debba essere in cerca di una moglie. Per quanto i sentimenti o le idee di un uomo del genere, al suo primo apparire in un quartiere, possano essere sconosciuti, questa verità è così profondamente impressa nella mente delle famiglie vicine, che egli viene immediatamente considerato come la legittima proprietà di una o dell’altra delle loro figlie.” (cit. Orgoglio e Pregiudizio)

Se si affrontano con occhio critico, storico/sociale ci accorgeremo che analizzano l’ambiente e le interazioni dell’epoca con una precisione chirurgica, dando però spazio al desiderio femminile, cosa mai accaduta prima. Ecco che incontriamo giovani donne decise a vivere il sentimento, anche se le catene sociali lo impediscono.

Se negli autori precedenti, cito su tutti Daniel Defoe  e il suo romanzo “Moll Flanders”, ci si limitava ad analizzare la vita a cui una donna povera era soggetta, come e quanto fosse facile perdersi e redimersi, per le autrici vittoriane questa visione diventa obsoleta.

Le loro eroine lottano, vivono, vogliono, sbagliano, ma sempre con la consapevolezza di ciò che sono, o di ciò che vogliono. Possiedono la facoltà, non di essere trascinate dagli eventi, ma di imporsi perché gli eventi si modellino a loro. Non sempre ottengono ciò di cui hanno bisogno, tuttavia questo processo innesta una consapevolezza che incendiò le donne trascinandole verso il nuovo secolo, il femminismo e le rivendicazioni del loro sesso. Principi che abbiamo tradito e forse dovremmo ritrovare.

Si può, quindi affermare, che sono state le autrici vittoriane a spingere i confini del genere oltre le melense storielle d’amore. 

Charlotte Brontë in “Jane Eyre” ha creato una protagonista che sfida le convenzioni. Jane non è la tipica fanciulla passiva; è una donna con una forte moralità, una dignità incrollabile e un desiderio di indipendenza. Il suo amore per Rochester è un’unione tra eguali, non una sottomissione.

Un estratto significativo che mostra la sua forza è il famoso monologo in cui Jane si rivolge a Rochester:

“Pensi che, perché sono povera, oscura, semplice e piccola, io sia senz’anima e senza cuore? Ti sbagli! Ho tanto spirito e tanto cuore quanto te! E se Dio mi avesse dato un po’ di bellezza e un po’ di ricchezza, ti avrei reso tanto difficile lasciarmi, quanto ora mi è lasciare te.” (cit. Jane Eyre)

Questo passaggio è rivoluzionario. Non solo afferma l’uguaglianza tra uomo e donna, ma ribalta la dinamica di potere tipica del tempo, ponendo il valore personale al di sopra della ricchezza o della bellezza. Jane non si inchina di fronte all’uomo che ama, ma lo sfida. Lo guarda negli occhi e dice, senza timore, ciò che è, ciò di cui ha bisogno.

Resta però la sorella Emily Brontë con il suo “Cime tempestose” a plasmare la perfezione. Nell’unico libro scritto dall’autrice, si trova: amore, tormento, rivincita, passione, redenzione, peccato e molto altro…

Catherine Earnshaw è un’eroina complessa e ribelle, la cui passione non può essere contenuta dalle norme sociali. Sebbene non si esprima in termini di indipendenza sociale, la sua dichiarazione d’amore per Heathcliff è un’affermazione di un’anima che non può essere divisa o compromessa. Lei alla fine scappa non per paura, ma perché l’amore le devasta l’anima.

“Le mie grandi sventure in questo mondo sono state le sventure di Heathcliff; le ho osservate e sentite con ogni mia particella sin dal principio. Se tutto il resto perisse e lui rimanesse, io continuerei a esistere; se invece tutto il resto rimanesse e lui fosse annientato, l’universo mi si ridurrebbe a un immenso estraneo, e non mi parrebbe più di farne parte.”

Un’altra autrice fondamentale è Elizabeth Gaskell, che in romanzi come “Nord e Sud” ha affrontato le tensioni sociali e di classe nate dalla Rivoluzione Industriale. La sua eroina, Margaret Hale, è un ponte tra due mondi, quello del sud agricolo e quello del nord industrializzato. Il suo amore per il proprietario della fabbrica, John Thornton, è una rappresentazione della possibilità di superare le barriere sociali. Come in “Ragione e Sentimento” la protagonista rimane ancorata alle sue ideologie, non riesce a guardare con occhio critico il luogo da dove proviene, catalogando chi ha di fronte. Sarà la vita a modificarne il carattere; allora si innamorerà, non solo di un uomo, ma di un tipo di vita totalmente in contrasto con la sua. Diventerà adulta.

In conclusione, il Romance moderno non è nato dal nulla. È l’evoluzione diretta di una tradizione letteraria ricca, profonda e, a suo modo, femminista. Le autrici vittoriane non hanno scritto solo storie d’amore: hanno usato il genere come veicolo per esplorare temi complessi, sfidare le convenzioni sociali e dare voce a donne che altrimenti non l’avrebbero avuta. Hanno forgiato una nuova consapevolezza, incoraggiando intere generazioni  a non accettare più di essere confinate in ruoli predefiniti, come quelli di madri, mogli sottomesse o serve. Le loro eroine hanno scelto di andare oltre l’ovvio, affrontando e pagando il prezzo delle proprie scelte.

Per questo, la loro eredità continua a ispirare scrittrici e lettrici, dimostrando che il vero amore, in letteratura come nella vita, non è solo una favola. È una storia di resilienza, crescita e autonomia. Un amore  può salvare o distruggere, modificare una vita in bene o in male, ma la portata del potere che gli diamo, in ultima analisi, siamo sempre noi a deciderlo.

Chiara Elisabetta Galasso

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Alcune immagini sono presi da internet. Per qualsiasi reclamo contattare l’amministratore.

“Pensieri di un cuore senza spirito” di Chiara Elisabetta Galasso – Recensione e intervista all’autrice

Editore ‏ : ‎ Cornacchione Editore
Data di pubblicazione ‏ : ‎ 24 aprile 2025
Costo : 18,00 euro
Lunghezza stampa ‏ : ‎ 174 pagine

Sinossi

“Pensieri di un cuore senza spirito” è una raccolta poetica che si configura come un viaggio interiore attraverso le emozioni, i ricordi e le contraddizioni dell’esistenza umana. Chiara Elisabetta Galasso, con una scrittura evocativa e densa di immagini, esplora temi universali quali l’amore, la perdita e la ricerca di identità. Le poesie, che spaziano da riflessioni intime a visioni oniriche, si presentano come frammenti di vita che riflettono la fragilità e la complessità dei sentimenti. La voce poetica di Galasso si fa portavoce di una condizione umana che cerca risposte in un mondo spesso incomprensibile, esprimendo un desiderio di connessione e di comprensione. “Pensieri di un cuore senza spirito” quindi, è un’opera che non solo svela l’animo dell’autrice, ma offre anche uno specchio in cui il lettore può riconoscere le proprie inquietudini e aspirazioni.

Ciao a tutti,

Agosto è volato, e ricominciare non è affatto facile. Negli ultimi giorni di quest’ ultimo mese, segnati da temperature elevate che mi hanno messa a dura prova, ho iniziato a scrivere nuovamente sul blog, svegliandomi di buon mattino. Riparto parlando di una raccolta poetica: “Pensieri di un cuore senza spirito di Chiara Elisabetta Galasso.

Non sono mai stata una grande lettrice di poesie, ma negli ultimi anni ho cominciato ad apprezzarle. Forse nasce dal bisogno di entrare in contatto con le emozioni degli altri, di riconoscere sentimenti che appartengono all’umanità intera e, così, sentirsi meno soli.

Se cerchiamo il significato di “poesia”, troviamo: La poesia (dal greco antico ποιεῖν, produrre, creare) è una forma d’arte che, attraverso la scelta e l’accostamento delle parole secondo particolari leggi metriche, dà vita a un componimento fatto di frasi dette versi, in cui il significato semantico si intreccia con il suono musicale dei fonemi. In un certo senso, quindi, la poesia è anche musica. Possiamo leggerla, ma anche ascoltarla raccontata da altri.

L’autrice, a cui mi lega una bella amicizia, riesce a trascinare chi legge in un turbine di emozioni. Alcune poesie sono profondamente toccanti, altre delicate, sensuali, o dolorose. Sono parole che parlano al lettore in base alle emozioni e alle esperienze vissute. Ciascuno può ritrovarsi in una poesia diversa.

Vi lascio delle brevi frasi prese dalla raccolta che racchiude 33 poesie introdotte da una breve prefazione di Nhora Caggegi.

“Mi sento e non ho più paura.
Creatura delle fiabe
cerco amore tra i rovi,
mi taglio e sanguino,
piango e prego amore,
rido e mi allontano…”

(“Mi sento” da “Pensieri di un cuore senza spirito”)

“Amica fedele che rubi attimi di vita,
la poesia impone sofferenza.
Impone un’anima tenera che si spezza,
alla prima neve d’inverno.”

(“Amica fedele” da “Pensieri di un cuore senza spirito”)

Di seguito la biografia e una breve intervista all’autrice.

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Chiara Elisabetta Galasso

A presto,

la vostra blogger Lucia.

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