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30/12/2018 Recensione “Armada” di Ernest Cline

Ciao readers,

come avete trascorso il Natale? Avete letto un po’ più del solito? Io ho letto poco e dedicata pochissimo al blog. Pensavo di fare un post dedicato ai libri letti nel 2018, ma dovrei mettermi a contarli e la cosa non mi va. Vedrò di essere più precisa nel 2019. VI dico solo che ho letto più libri di quelli che ho recensito nel blog. Ciò significa che ho dedicato più tempo alla lettura che a fare la blogger di libri. Anche se mi piace fare entrambe le cose, ma come ho più volte scritto, trovo più tempo per leggere che per scrivere. Di solito alla fine dell’anno si fanno i buoni propositi per il nuovo anno, invece desidero solo un anno sereno per me e la mia famiglia e naturalmente tanti nuovi libri da scoprire insieme a voi.

Ne approfitto per augurare anche a voi un sereno e felice 2019 e vi lascio con questo motto:

“Fai della tua vita un sogno e di un sogno la realtà” (Antoine-Marie-Roger de Saint-Exupéry)

Per concludere l’anno in bellezza, vi lascio anche l’ultima recensione dell’anno: “Armada” di Ernest Cline. Un libro piacevole e adatto agli amanti della cultura degli anni 80 e non solo.

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Recensione “Armada” di Ernest Cline

Costo cartceo 17,00 euro
Costo ebook 8,13 euro
Copertina rigida: 430 pagine
Editore: DeA Planeta Libri (30 ottobre 2018)
Collana: DeA Planeta Libri

Descrizione

Zack Lightman è un sognatore. Sogna un mondo un po’ più simile ai film di fantascienza e ai videogiochi che da sempre sono la sua più grande passione. Fantastica del cataclismico evento che un giorno giungerà a frantumare il monotono tran-tran della sua esistenza senza qualità. Dopotutto, sognare non ha mai fatto male a nessuno, specie quando il mondo reale si incarica di ricordarti a ogni passo quanto improbabile sia, per un ragazzo smanettone e pieno di rabbia, ritrovarsi in un futuro imminente a vestire i panni del Prescelto, l’Eroe Destinato a Salvare l’Umanità. Ma poi Zack vede il disco volante. Quel che è peggio, la strana navicella spaziale pare uscita direttamente dal videogioco su cui lui trascorre le notti: un popolarissimo simulatore di volo online in cui i giocatori sono chiamati a difendere il pianeta Terra dalla minaccia di un’invasione aliena. No, Zack non ha perso la testa. Per quanto impossibile possa sembrare, quello che vede è fin troppo reale e le sue capacità di gamer con pochi confronti si riveleranno essenziali nella corsa globale per scongiurare la fine del mondo. Finalmente, la epica occasione che aspettava è arrivata. Ma in mezzo al terrore e all’euforia della sua nuova missione, Zack non può fare a meno di ripensare alle storie fantascientifiche con le quali è cresciuto. E di chiedersi, in un crescendo di inquietudine, se lo scenario in cui si ritrova proiettato non sia un po’ troppo familiare per non nascondere una realtà persino più inquietante e sinistra di quello che appare.


“Armada” è il secondo libro scritto da Ernest Cline autore di “Ready Player One”. Quest’ultimo libro ha riscosso un enorme successo, soprattutto dopo l’uscita del film omonimo diretto dal grande Steven Spielberg. Personalmente ho visto solo il film che mi è piaciuto tantissimo, mentre il libro spero di leggerlo in futuro.

 Ma ritorniamo ad “Armada”, così come lo è stato “Ready Player One”, anche questo libro è un omaggio alla cultura degli anni 80, non solo cinematografica, ma anche di videogames e libri. Ci sono dei riferimenti anche alla filmografia fantascientifica degli ultimi anni, come Indipendence Day ed Ender’s Game.

“Armada” coinvolge il lettore da subito, sia per la scrittura scorrevole, sia perché Zack Lightman, il protagonista, è simpatico e ricorda molto i personaggi di altri film di fantascienza.

Zack è un giovane appassionato di videogiochi, così come lo era il padre, morto in un incidente sul lavoro. E’ proprio il suo rapporto con il padre defunto che diventa quasi un’ ossessione: guardando e rivedendo più volte i film e i telefilm, leggendo libri e giocando ai videogiochi, che facevano parte del mondo di suo padre, morto diciotto anni prima, quando Zack aveva solo un anno.

La sua vita è scandita dai ritmi della scuola, dallo studio e dal suo lavoro presso Starbase Ace, un negozio per appassionati giocatori di videogames, dove Zack passa il tempo più a giocare che a lavorare. Il suo videogioco preferito è appunto “Armada”, un gioco virtuale di guerra contro gli invasori alieni, e dove Zack, detto IronBeagle, risulta essere tra i primi dieci combattenti nella classifica mondiale del famoso videogame. Le cose iniziano a cambiare quando un giorno Zack vede con i suoi occhi una nave aliena proprio vicino la sua scuola.

Cosa sta succedendo? E’ un’allucinazione o la pazzia si sta impadronendo di lui? Forse giocare  troppo ai videogiochi porta a vedere cose impossibili o c’è qualcosa che va al di là dell’immaginazione? Queste sono le domande che si fa Zack, mentre la visione dell’astronave aliena, identica a quella vista sul gioco Armada appare davanti a lui. Presto le risposte lasceranno il giovane Lightman senza parole.

“Armada” è  un libro già pronto per il grande schermo, una trama che racchiude in se molti film degli anni 80 come Giochi stellari, che con l’occasione ho rivisto, il libro Ender’s game di Orson Scott Card, che ho letto alcuni anni fa e che ho amato molto e di cui è stato tratto anche un film. Battaglie alla Star wars e richiami ai film sulla guerra fredda come Top Gun e L’aquila d’acciaio. Film che ho visto tante volte e che sono radicate nella mia memoria. Leggendo il libro prevedevo già la battutta di Zack sul riferimento ai film in questione. Il finale, che ovviamente non svelerò, mi ha anche ricordato l’inizio di un altro libro del famoso scrittore di fantascienza Arthur C. Clarke.

“Armada” è principalmente un libro che omaggia la letteratura, la filmografia e i games degli anni 80, ma anche personaggi realmente esistiti che hanno affrontato studi sull’esitenza di vita extraterrestre, come Carl Sagan che ricordiamo per aver ispirato il film “Contact” del grande Robert Zemeckis con Jody Foster.

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E’ sicuramente un romanzo con una trama fin troppo prevedibile, ma comunque risulta una lettura piacevole per un’ appassionata nerd degli anni 80 come me. E’ stata un’occasione per ritornare indietro nel tempo, per fantasticare mentre il protagonista combatteva contro un nemico alieno.

Lo consiglio a chi ama la letteratura e i film degli anni 80, ma anche a chi ama i videogiochi e vuole vivere delle emozioni stellari.

Il voto è stato un po’ sofferto, ma considerando che comunque è stata un’ avventura letteraria piacevole che mi ha riportato a rivedere qualche film che avevo completamente dimenticato, ma di cui conoscevo l’esistenza, il mio voto è un quattro pinguini lettori.

Ringrazio la DeA Planeta libri che mi ha omaggiato della copia digitale.

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Di nuovo “Buon 2019”,

la vostra blogger Lucia.

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28/11/2018 Recensione “L’amica geniale” di Elena Ferrante

Recensione “L’amica geniale” di Elena Ferrante

Autrice: Elena Ferrante
Copertina flessibile: 400 pagine
Editore: E/O (14 ottobre 2011)
Collana: Dal mondo
Genere: Narrativa contemporanea
Costo cartaceo: 18,00 euro
Costo ebook: 11,99 euro

Descrizione

L’amica geniale comincia seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori accompagnati lungo il loro percorso con attenta assiduità.
L’autrice scava intanto nella natura complessa dell’amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne, seguendo passo passo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto. Narra poi gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l’Italia, in più di un cinquantennio, trasformando le amiche e il loro legame…


La mia recensione

Ho letto questo romanzo perché mi è stato consigliato da mia sorella che ne è rimasta affascinata. Le avevo detto che l’avrei letto entro l’anno ed eccomi qua a parlarne e a raccontarvi le mie impressioni. Hanno da poco realizzato la serie televisiva e quindi, se riuscirò, guarderò anche questa, anche se il mio rapporto con la tv non è facile. Per me è più semplice leggere un libro che stare davanti ad uno schermo e godermi un film o una serie tv, mentre attorno a me succede di tutto. Parlo delle mie bambine che non mi lasciano tregua. Ma guardarle mentre crescono è meglio di qualsiasi libro, serie tv e film.

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E proprio dall’infanzia che inizia il racconto di Elena Ferrante che, quasi come una biografia, racconta del legame di amicizia tra Elena Greco, voce narrante, e Lila Cerullo. Entrambe vivono a Napoli, in un rione, che sembra quasi un paese a sé, con i suoi angeli e demoni.

“L’amica geniale”è la storia di un rapporto umano profondo con tutte le sue conseguenze. Un legame che diventa una sorta di ossessione, una dipendenza verso l’altra, come un’anima che ha bisogno del proprio corpo.

Elena e Lila, ancora bambine, giocano insieme e iniziano a conoscersi. L’infanzia, è un momento della vita in cui ci si adatta, si cerca di capire e imparare dagli altri, dove tutto può sembrare un sogno, ma anche un incubo fatto di orchi e mostri. Dove le bambole, amiche e compagne di giochi, logore, sporche e mal vestite, possono trasformarsi in principesse, ma possono anche perdersi o essere rapite dall’uomo che perseguita e spaventa la gente comune, l’orco, così come è raccontato e mostrato dalle storie dei loro stessi genitori. Un mostro che si fa uomo con le proprie debolezze, ma che le due bambine hanno il coraggio di affrontare salendo le scale della torre che li conduce a lui. La paura di questa sfida li unirà per sempre.

Elena e Lila si studiano e si osservano e lo fanno mentre sono a scuola o nelle strade di una Napoli ancora segnata dalla guerra, dove la rinascita sembra ancora un miraggio.

La scuola viene vista come un luogo di rivalsa, per chi può, perché l’intelligenza e l’impegno possono salvare dalla disperazione e dalla povertà. Qualcuno ci crede, altri pensano che sia solo tempo perso.

Non si può descrivere in poche parole un libro che vorresti non finisse mai, che quando leggi l’ultima pagina ti lascia una sensazione di vuoto e di smarrimento. Anche se ci sono state alcune pagine che non mi hanno preso del tutto, Elena Ferrante con la sua scrittura, così limpida e ammaliante, ti trasporta nel mondo di queste due donne, prima fanciulle e poi giovani donne, che vorrebbero rimanere ancorate ai loro sogni di bambine, ma che si ritrovano soffocate da un mondo che non appartiene a loro.  

Il cambiamento dell’adolescenza, la paura di non essere accettate, il primeggiare e mostrarsi diverse da come si è realmente.

 Lila Cerullo che viene descritta a noi attraverso gli occhi e i pensieri di Elena, mi ha conquistato. E’ geniale, bellissima e fa paura, ma anche fragile dietro il suo bel viso, quasi come un essere soprannaturale che viene da un altro mondo. Una fata, un angelo e una strega incantatrice. Incanta con il suo sguardo, seduce con il suo corpo, ammalia con le sue parole e i suoi scritti. Vorresti farla fuggire dal suo rione malato, liberarla dalla sua famiglia e dai suoi amici che la tengono prigioniera. La immagini librarsi con le sue ali verso un posto più felice, verso una famiglia migliore come quella del libro “Piccole donne” di Luisa May Alcott che tanto l’ha conquistatoda bambina.

Elena Greco, che invece sembra non valere niente senza la sua amica, che si vede brutta, non all’altezza degli altri e soprattutto dell’amica, a cui tenta di assomigliare e di emulare. Una ragazza che ha poco autostima di sé stessa, nonostante sia la migliore a scuola, che non riesce a trovare una propria identità, che vuole continue affermazioni e gratificazioni dagli altri, che ha una visione distorta della madre come un’ombra che incombe su di lei e minaccia il suo futuro.

In fondo Elena e Lila sono due immagini della stessa medaglia, “come si è” e “come si vuole apparire”. Leggendo mi sono ritrovata risucchiata dai pensieri di Elena, perché l’autrice è riuscita a scavare nell’animo umano, catturando con maestria l’essenza delle due protagoniste, ma anche mostrandoci una parte di Napoli con la sua misera gente, con le donne che non primeggiano, ma che sacrificano la loro vita per i figli, i fratelli, i padri, i mariti e gli amanti; con gli uomini che con la violenza e il denaro pensano di poter ottenere tutto.  Forse i tempi sono cambiati, ma l’essere umano è sempre mosso dalle stesse emozioni, e il passato è un po’ sempre presente attraverso i ricordi e i racconti di chi li ha vissuti.  E’ un’eredità che non possiamo rifiutare, ma che ci fa essere quello che siamo adesso nel bene e nel male.

Vi lascio con questa frase, la più bella, quella che mi ha commosso, parole che Lila dice ad Elena e che non ti aspetti, che racchiudono tutta la storia, il legame profondo che lega le due protagoniste.

 “Non devi smettere di studiare. È un peccato.Tu sei la  mia amica geniale”.

 Non posso che consigliarlo.

Il mio voto è

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5 pinguini lettori.

A presto,

la vostra blogger Lucia.


L’autrice

Elena Ferrante è autrice dell'”Amore molesto”, da cui Mario Martone ha tratto il film omonimo. Dal romanzo successivo, “I giorni dell’abbandono”, è stata realizzata la pellicola di Roberto Faenza. Il volume “La frantumaglia” accompagna la sua esperienza di scrittrice. Nel 2006 le Edizioni E/O hanno pubblicato il romanzo “La figlia oscura”, nel 2007 il racconto per bambini “La spiaggia di notte” e nel 2011 il primo capitolo dell”‘Amica geniale”, seguito nel 2012 dal secondo, “Storia del nuovo cognome”, nel 2013 dal terzo, “Storia di chi fugge e di chi resta”, e nel 2014 dal quarto e ultimo, “Storia della bambina perduta”.

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Il libro “L’amica geniale” di Elena Ferrante è stato acquistato dalla sottoscritta. Ho anche notato che in previsione della messa in onda della serie tv, il costo del libro è aumentato, anche se di poco. Questo mi dispiace un po’. La mia recensione, così come tutte altre, sono espressione del mio pensiero, non vengono assolutamente influenzate. In questo caso specifico, ho acquistato il libro perchè mi è stato consigliato e non ho letto altre recensioni in merito. Spero che la mia sia stata di vostro gradimento.