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“Rosie e gli scoiattoli di St. James” di Simonetta Agnello Hornby, George Hornby

07/10/2018 Recensione “Rosie e gli scoiattoli di St. James” di Simonetta Agnello Hornby, George Hornby

Rubrica Piccoli e Giovani Lettori

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“Rosie e gli scoiattoli di St. James” di Simonetta Agnello Hornby e George Hornby

Ciao amici lettori grandi e piccoli,

oggi vi voglio parlare di un libro scritto a quattro mani da una madre e un figlio. Lei è la famosa scrittrice siciliana Simonetta Agnello Hornby e lui è Giorge Hornby. Insieme hanno scritto questo tenero libro per bambini.


Editore: Giunti (26 settembre 2018)
Lunghezza stampa: 98
Costo ebook 8,99 euro
Costo cartaceo 15,00 euro

Descrizione:Rosie ha nove anni e spesso, durante le vacanze, le capita di trascorrere il tempo sugli autobus rossi di Londra. I suoi genitori sono entrambi autisti e, quando i loro turni coincidono, non possono fare altro che portarla con loro per le strade della città. Nel giorno del referendum, i genitori portano Rosie al parco di St. James. La loro missione è trovare i famosi scoiattoli che lì hanno casa. Ma come mai non ve n’è traccia? E come mai, come le racconta il Custode del parco, i nidi sono vuoti e i pellicani si sono rifugiati sull’isola del lago? La grande avventura ha inizio proprio ai piedi di una grande quercia. Lì, un mondo segreto si rivela agli occhi di Rosie che si trova nel bel mezzo di una battaglia: volpi e ratti, originari del parco, vogliono scacciare una volta per tutte i nuovi arrivati per riappropriarsi delle loro terre, ma scoiattoli, pellicani e pappagalli sono pronti a resistere. Età di lettura: da 8 anni.


La mia opinione

Sono stata alla presentazione del libro insieme a mia figlia, proprio il giorno dell’ uscita del libro “Rosie e gli scoiattoli di St. James” e ho avuto anche modo di scambiare quattro chiacchiere con la stessa autrice. Essendo nativa di Palermo, l’autrice viene spesso in questa città, anche se lei vive a Londra, dove appunto è ambientata la storia di Rosie. Libro ovviamente acquistato e fatto autografare.

L’autrice è orgogliosa di avere scritto questo romanzo con suo figlio Giorge, anche perchè quando ti accorgi che chi ami non riesce più a stare in piedi, perchè una malattia colpisce i suoi muscoli e lo costringe in una sedia a rotelle, non puoi che continuare a sperare e  i libri, ti vengono in aiuto. Così scrivi con lui e lo aiuti a sognare di essere qualcun’altro, così credo abbia fatto con Giorge Hornby, suo figlio.

Rosie è una bambina di nove anni che vive a Londra insieme a sua madre e suo padre. Non è un’ inglese doc, anche se è nata in Inghilterra, perchè il suo papà è siciliano e sua madre è di origine giamaicana. Ha i nonni lontani e i suoi genitori, entrambi autisti dell’autobus a due piani londinese, devono fare i salti mortali per tenere Rosie quando non va a scuola. Così mentre i loro turni coincidono, uno dei due la porta con se a lavoro e, negli autubus,  incontra gente di tutti i tipi. La bambina ne è sempre affascinata, soprattutto quando i passeggeri raccontano delle storie, come Mrs Draper, una dolce vecchietta che, con i suoi racconti, le suscita l’interesse per gli scoiattoli di St. James.

Rosie “LA CHIACCHIERA”, così la chiamavano i suoi compagni, e persino i maestri facevano silenzio per ascoltare le sue storie fantasiose.

Rosie vive anche in un momento in cui Il Regno Unito deve decidere se rimanere in Europa o meno: la famosa Brexit. Ne sentiamo ancora  parlare. Ma come vivono questo momento i genitori di Rosie? Cosa capiscono della Brexit i bambini? E cosa succede nel parco di St. James dove gli scoiattoli non si vedono più?

Il giorno del Referendum è arrivato, e Rosie e i suoi genitori decidono di fare un picnic nel parco per cercare gli scoiattoli. Succederà qualcosa di magico e allo stesso tempo fondamentale per le sorti del parco.

Mentre all’esterno si vota per il Referendum e la vita degli inglesi sta per cambiare, anche nel parco di St James, la vita finora tranquilla degli animali che lo popolano, prenderà una svolta decisiva.

Ora, prima di chiamarla Rosie la Chiacchera, il suo primo nomignolo a scuola era stato “Scimpa”, perchè passava la maggior parte della ricreazione appesa alle sbarre del campo da gioco con la sua amica Jerry.

Un libro adatto ai bambini dagli otto anni in su, piccolo e delicato, proprio come  Rosie.

Mi è piaciuta molto anche la figura del papà Bruno che, arrivato dalla lontana Sicilia, decide di stabilirsi a Londra e, con passione, inizia a documentarsi su questa città per non essere da meno ad un cittadino brittanico nativo, anche se, come dice lui,  non c’ é nessuno, neanche i reali, inglesi puri al cento per cento.  Infatti un po’ intimorito di farsi sentire da altri, dice a sua figlia:

“Il vero nome dei reali non è Windsor, ma Saxe -Coburg- Gotha. Sono una famiglia tedesca che ha cambiato il cognome durante la Grande guerra, per dare meno nell’occhio. Attenta a chi lo dici, ad alcuni non piace ricordarlo.”

Questo piccolo romanzo, insegna che il posto che scegliamo come casa, non è il luogo dove siamo nati, ma il luogo dove stiamo bene. Un luogo fatto di affetti, amicizia e amore; un luogo dove le origini di ognuno uniscono, non dividono, perchè dalla forza e dal coraggio dell’altro si può trarre il bene comune.

Mostra anche, come a volte, l’atteggiamento degli adulti può non essere ben visto dai bambini.

I grandi avevano la capacità di rovinare tutto. E poi anche di mantenere in vita un litigio molto più a lungo  dei bambini…

Lo consiglio ai bambini che con la loro immaginazione possono sognare di vivere un’avventura come “Alice nel paese delle meraviglie” e agli adulti che, sommersi dal quotidiano e dalla vita caotica della città, vogliono fare un viaggio a Londra e, guardare con gli occhi di Rosie un mondo fatto di diversità e magia.

Il mio voto è di

4 pinguini lettori.

Per oggi è tutto,

spero che il libro vi abbia incuriosito: é veramente delizioso.

La vostra blogger Lucia.

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