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8/10/2022 Recensione “I leoni di Sicilia” di Stefania Auci

Audiolibro letto da Ninni Bruschetta

Autore: Stefania Auci
Editore: Nord
Collana: Narrativa Nord
Anno edizione: 2019
Pagine: 436
Link d’acquisto qui

Era da un po’ che volevo leggere questo romanzo, tanto elogiato e discusso e, finalmente, mi sono decisa a farlo, anche se non l’ho proprio letto, ma ascoltato.

 “ I leoni di Sicilia” di Stefania Auci è un romanzo che ti entra dentro, che ha la capacità di trasportare chi lo legge in un’altra dimensione e soprattutto in un altro tempo; il tempo di una Palermo ancora selvaggia e di una famiglia che cerca il riscatto. Inizia così la storia dei fratelli Florio: Paolo e Ignazio. Due fratelli che lasciano Bagnara Calabra, un paese della Calabria per trasferirsi a Palermo. Con una forte volontà e un potente orgoglio che li caratterizza, iniziano a rifarsi una nuova vita. Con loro c’è la moglie di Paolo, Giuseppina, donna forte e rabbiosa perché strappata dalla sua terra e dalla sua casa.

Sono stata sempre curiosa di conoscere la storia di questa famiglia. Vivendo a Palermo e trascorrendo le vacanze a Marsala, i Florio sono un nome, che appare nelle cantine, nelle ville, nella storia di questi luoghi. La scrittrice, Stefania Auci, è riuscita con maestria a raccontare di questa famiglia, mettendo insieme fatti storici e momenti familiari.

Ignazio e il nipote Vincenzo Florio sono uomini caparbi, coraggiosi e orgogliosi. Riescono con il loro carattere forte a fronteggiare le avversità e, con il loro fiuto per gli affari, a creare un impero dal nulla, nonostante le loro origini non nobili. Loro sono i facchini e lo saranno fino alla morte, nonostante l’impegno e la rivalsa.

Anche le donne, come Giuseppina e Giulia, compagna di vita di Vincenzo Florio, sono descritte come donne tenaci e caparbie, anche se i tempi in cui vivono non permettono loro di manifestare il loro pensiero.

Giulia è stata quella che ho amato di più, nonostante le sue scelte sembrino inizialmente azzardate, non ho potuto non apprezzare il suo coraggio, il suo amore incondizionato verso Vincenzo, la sua pacatezza anche nei momenti difficili; una donna capace di andare oltre i pregiudizi della gente.

Come ho scritto all’inizio, non ho letto il romanzo, ma l’ho ascoltato. La voce narrante è di Ninni Bruschetta. La sua voce culla e trasporta il lettore dentro la storia.

Le saghe familiari mi hanno sempre affascinato, soprattutto se legate a fatti storici e a uomini e donne che hanno vissuto, lasciando un segno nel mondo. L’ambizione dei Florio, a partire da Paolo e Ignazio, per poi arrivare a Ignazio Secondo Florio, unico erede di Vincenzo, colpisce il lettore che ne diventa spettatore.

“Casa Florio” non è solo un nome, ma qualcosa di più. Grazie a Stefania Auci, questi uomini sono tornati a vivere attraverso le parole scritte e una voce narrante. Il periodo storico che vede la Sicilia, all’inizio sotto la dominazione dei Borboni per giungere ai moti insurrezionalisti che portano al Regno d’Italia, fa da sfondo alla vita dei Florio. L’autrice ha avuto la capacità di mescolare la finzione, rendendo i protagonisti molto passionali, ai fatti reali. Credo che questo connubio abbia reso “I Leoni Sicilia” un romanzo di successo. 

Consiglio assolutamente di leggere o ascoltare questo romanzo a chi ama la storia e le saghe familiari.

Ho iniziato subito ad ascoltare “L’inverno dei Leoni”, secondo capitolo della saga dei Florio.

Mentre ascoltavo mi è nata ancora di più la voglia di approfondire la storia di questa famiglia. Ho la possibilità di farlo, vivendo a Palermo: visitando i luoghi che hanno fatto da spettatori della storia dei Florio.

E voi che ne pensate di questo romanzo? Lo avete letto? Amate le saghe familiari?

Il mio voto per questo’ audiolibro è di

5 pinguini ascoltatori di libri.

03/07/2022 Recensione “La casa del carrubo” di Barbara Bellomo

Ciao amici lettori, oggi vi parlo di un romanzo pseudostorico ambientato durante la seconda guerra mondiale in Sicilia: “La casa del carrubo” di Barbara Bellomo. Questo è il secondo romanzo che leggo di questa autrice siciliana; il primo è stato “Il libro dei sette sigilli” che ho recensito tempo fa. La recensione la trovate qui.


IL RACCONTO EPICO DI UNA FAMIGLIA DILANIATA DALLA GUERRA NELLA SICILIA DEGLI ANNI 40

Editore ‏ : ‎ Salani (26 maggio 2022)
Lingua ‏ : ‎ Italiano
Costo: 16,90 euro
Copertina flessibile ‏ : ‎ 336 pagine

SINOSSI

Il racconto epico di una famiglia dilaniata dalla guerra nella Sicilia degli anni ’40. Fino a quando la guerra non arriva a bussare alla tua porta, sembra sempre meno cattiva di quello che ti aspetti. O almeno è ciò che pensa Vittorio Floridia, professore di latino e greco a Catania, all’indomani del bombardamento che ha distrutto la sua casa e infranto ogni speranza di tornare a una vita normale. Come potrà ora salvare la famiglia dai morsi della paura e della fame? Forse accettando l’invito di Luigi Villalba, un vecchio amico, a trasferirsi nella sua tenuta di campagna, la casa del carrubo. La chiamano così per via del maestoso albero che da sempre protegge i suoi abitanti e che ora dovrà vegliare su due intere famiglie…

La mia opinione

“La casa del carrubo” di Barbara Bellomo è un romanzo ambientato durante la seconda guerra mondiale in Sicilia prima e dopo lo sbarco degli alleati. La Sicilia che sembra distante da tutti, ma che diventa una sorta di ombelico del mondo per risolvere le sorti della guerra.

L’autrice siciliana ha sentito il bisogno di scrivere una storia che parlasse della sua terra dilaniata dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale. L’idea le è nata nel Natale del 2001 e non l’ha mai lasciata. Quella sera il padre ha ricordato la storia della sua famiglia durante lo sbarco, parlando del nonno, professore di latino e greco e del bombardamento che colpì la loro casa. La fuga verso la campagna e la vita vissuta in quel periodo.

Anch’io quando ero bambina ascoltavo i racconti di mio nonno. Li raccontava con minuzia di particolari e io ne rimanevo affascinata e spaventata allo stesso tempo. Un ricordo che non l’ho abbandonava mai. Lui non visse in Sicilia, durante lo sbarco, ma visse comunque la guerra sulla propria pelle.

Ma “La casa del carrubo” è un’altra storia, frutto della fantasia di Barbara Bellomo, anche se basata su fatti storici. Racconta la vita di due famiglie:  I Floridia e I Villalba. I primi vivono a Catania, ma devono fuggire a causa dei bombardamenti incessanti che colpiscono la città. I secondi vivono ad Acate e sembrano lontani dalla guerra, ma questa toccherà anche loro senza lasciare scampo.

La guerra non guarda in faccia nessuno: né uomini, donne e bambini, né ricchi né poveri.  Colpisce il corpo, il cuore e la mente. Cambia la gente, facendo uscire il meglio o il peggio da chi la vive. Non ha né vinti né vincitori. È solo orrenda.

I Villalba vivono in una casa all’ombra di un albero di carrubo. L’albero di carrubo è un albero che cresce nelle zone del mediterraneo e ha dei frutti particolari. Don Luigi  è il proprietario e ci vive con sua sorella Assunta che ha da poco perso il figlio e il marito. Insieme a loro, nella grande casa, ci vivono anche sua nipote Nunzia e la domestica Lina. Quest’ultima ha sempre dei proverbi siciliani pronti per ogni situazione e sembra leggere il cuore di tutti.

“Bonu tempu e malu tempu non dura tuttu u tempu.”

Luigi che ha anche una farmacia, dopo una vita di sacrifici, partendo dall’essere un semplice contadino arriva a prendere il titolo di Don, non sa che presto la sua vita sarà sconvolta, non solo dalla guerra che entrerà fino dentro casa sua, ma da un sentimento che ha cercato di soffocare per tanti anni.

A Catania la famiglia Floridia deve fuggire, dopo che i bombardamenti hanno distrutto la città e la loro casa. Vittorio, il capo famiglia, decide di scappare e portare la moglie Agata e i figli Luca, Elena ed Michele ad Acate proprio dal suo amico Don Luigi.

Ma all’ultimo momento Vittorio, decide di rimanere a Catania per salvare il salvabile nella sua casa bombardata. La sua famiglia arriva ad Acate e viene accolta con affetto da Luigi.

La storia delle due famiglie viene intervallata da capitoli di alcuni dei protagonisti storici che hanno deciso le sorti della guerra. I servizi segreti britannici e americani, contrapposti a quelli tedeschi. Gli Italiani sono descritti come pedine di una situazione che ormai è sfuggita di mano a Mussolini.

Siamo proprio alle ultime mosse, quelle che decideranno il destino del mondo.

Lo sbarco degli alleati in Sicilia, che viene accolto non con feste e balli, come ci hanno mostrato alcune immagini, ma con paura e diffidenza. Lo straniero che fino a pochi mesi prima bombardava le città e che adesso si pone come difensore della terra e liberatore dai nemici tedeschi, considerati fino ad allora alleati.  

Gli italiani combattono a nome dei fascisti e dei nazisti, alcuni lo fanno perché costretti, altri per potere e gloria.

I fatti storici si mescolano con la vita dei protagonisti di questo romanzo. Don Luigi dal cuore buono. Uomo coraggioso che rischia tutto per la sua famiglia e per chi ama, ma anche per qualcosa di più grande di lui.

Ho amato questo personaggio. Mi ha emozionato per le sue scelte coraggiose;  ancora adesso dopo aver chiuso il libro, mi viene una certa malinconia.

Anche Vittorio, professore di greco e latino, è un uomo coraggioso e anche lui perderà tanto. Capirà che la guerra può distruggere in un solo attimo la vita di tutti.

Ogni protagonista di questa storia è ben caratterizzato, con emozioni, passioni e sentimenti che portano ciascuno di loro a fare delle scelte a volte giuste, a volte incomprensibili.

Unica cosa che non ho apprezzato, soprattutto inizialmente, sono stati i capitoli romanzati delle decisioni tattiche  e politiche. Mi creavano un po’ di confusione. Troppi personaggi storici, sicuramente indispensabili, ma che potevano, secondo me, essere introdotti in altro modo.

Un romanzo che consiglio di leggere, per le emozioni che suscita, per la capacità dell’autrice di descrivere l’amore, la passione, la tenacia, il coraggio e la lotta per la sopravvivenza e per i fatti storici che hanno portato alla conclusione di una guerra che ha ucciso nel corpo e nell’anima tanti uomini, donne e bambini.

Il mio voto per questo romanzo è:

4,5 pinguini lettori.

Ringrazio la casa editrice Salani per la copia omaggio.

Le immagini nell’articolo sono prese da internet.