05/09/2019 Vita e curiosità d’autore: Louisa May Alcott (pt-1)

Ciao amici lettori,

conciliare tutto non è facile, soprattutto per noi donne. Questa settimana il mio contratto da insegnante si è trasformato da tempo determinato a tempo indeterminato. Il primo giorno di scuola è stato emozionante. I colleghi che conosco da tempo mi hanno fatto un lungo applauso, mentre la preside continuava a ripetere “Finalmente la prof.ssa è in pianta stabile da noi.” Non facevo che sorridere e ringraziare.

Chiusa questa breve parentesi, ma che si collega sempre a quello che noi donne facciamo per affermarci nel mondo del lavoro, conciliando i nostri impegni familiari e le nostre passioni, ho sempre avuto il desiderio di parlare della vita di autori che hanno influenzato la mia passione per la lettura. Così oggi, con un po’ di ritardo nella tabella di marcia, inauguriamo questa nuova rubrica: “Vita e curiosità d’autore“.

Non potevo ovviamente non iniziare con Louisa May Alcott, autrice del mio libro del cuore Piccole donne. Un libro che mi ha dato tanto, e che consiglio di far leggere a tutte le bambine che credono nei sogni e a tutte le donne che continuano a sognare nonostante gli ostacoli delle vita.

Grazie alla collaborazione della bravissima Romina Angelici e al libro da lei scritto “Non ho paura delle tempeste. Vita e opere di Louisa May Alcott” che consiglio assolutamente (la mia opinione qui), l’articolo ha avuto una spinta in più. Il post sarà suddiviso in due parti e in ognuno saranno inserite delle curiosità. Scoprirete tante affinità tra Louisa May Alcott e il personaggio tanto amato di Jo March.

Sei come Beth, la più fragile e dolce delle sorelle March. Sembri un tipo timido, ma in realtà sei una a cui piace osservare e comprendi gli altri in profondità. Hai una sensibilità speciale e un temperamento artistico.
Immagine tratta dal film “Piccole donne” del 1994, diretto dalla regista Gillian Armstrong

“- Povera Jo! E’ triste, lo so, ma non c’è niente da fare. E’ dunque devi accontentarti di usare il tuo diminuitivo, che assomiglia a un nome maschile, e far finta di essere una specie di fratello con noi sorelle – disse Beth…” (Piccole donne)

Louisa May Alcott nasce a Germantown il 29 novembre 1832, secondogenita di Amos Bronson e Abba May e nello stato della Pennsylvania trascorse la prima infanzia.

Venuto meno il sostegno morale e materiale di Reuben Haines, che aveva chiamato Bronson a dirigere la scuola chiamata “piccolo paradiso”, la famiglia Alcott dovette trasferirsi a Boston, lì abitavano i May, parenti di Abba; in quegli anni la città godeva di grande prosperità grazie al commercio del cotone. Amos aprì la Temple School dove cercava di educare i suoi allievi applicando il metodo socratico e dove Louisa spesso si trovava a trascorrere il suo tempo assorbendo scampoli di insegnamenti paterni affiancato all’epoca da due valide collaboratrici: Elizabeth Peabody e Margaret Fuller.

Nel 1839 si trasferiscono su invito di Ralph Waldo Emerson a Concord, cittadina tranquilla, circondata da colline e da boschi; gli Alcott si sistemarono a Hosmer Cottage: non navigano nell’oro ma vivono del lavoro dei campi.

A Concord gli Alcott faranno ritorno dopo la fallimentare esperienza trascendentalista di Fruitlands, acquistando Hillside Cottage dove Louisa trascorse la sua giovinezza e gli anni più importanti per la sua formazione: tra un lavoretto e l’altro compone i primi racconti.

Il decennio 1850-1860 fu il periodo peggiore per la famiglia Alcott e per la sua vita: sono gli anni della malattia di Elizabeth che, colpita da una malattia infettiva, muore. Louisa ebbe più di un momento di sconforto, anche perché si trovò a dover accettare il fidanzamento della sorella Anna con John Pratt e alcuni suoi fallimenti personali.

La guerra di secessione interrompe bruscamente la nascente carriera letteraria di Louisa, che si offre come infermiera volontaria all’ospedale militare di Georgetown, vicino a Washington. L’orrore e la tragedia della guerra vengono raccontati a casa attraverso delle commoventi e tenere lettere. Il padre le raccoglie e le conserva tutte e ne manda alcuni brani all’amico Frank Sanborn, editore del giornale “Commonwelth”: essi saranno pubblicati con il titolo Hospital Sketches. La giovane infermiera deve però essere ricondotta a casa perché ammalata di tifo; fu curata con il calomelano che veniva somministrato all’epoca ma che induceva un progressivo avvelenamento.

Dopo essersi rimessa, Louisa comincia a pubblicare romanzi noir o storie sensazionali che le procurano facili guadagni ma che decide di firmare utilizzando uno pseudonimo (a noi richiamano alla mente i primi esperimenti letterari di Jo March!) e intanto si cimenta in tantissimi lavori: insegnante, colf, governante, sarta e anche dama di compagnia.

Infatti, alle dipendenze di una signora benestante ammalata, Anna Weld, figlia di un commerciante, nella primavera del 1865 Louisa accetta di partire per la tanto sospirata Europa. Dopo essere sbarcate a Londra, proseguono in cerca di un clima più mite verso il lago di Ginevra, in Svizzera, stabilendosi nella cittadina di Vevey. Qui Louisa conosce Ladislas Wisniewski, un giovane polacco con il quale fa romantiche gite sulle montagne e sul lago contrariando la sua datrice di lavoro che si considera abbandonata a se stessa. Le due presto si separano perché Louisa è sempre più insofferente e prosegue il viaggio da sola.

Quando torna a casa a luglio, con il suo bagaglio di incontri e esperienze nuove, trova la Orchard House e i suoi abitanti bisognosi del suo intervento: la madre Abba e Anna sono entrambe malate, la casa è in rovina e i debiti aumentati. Con pazienza e spirito di sacrificio, Louisa si rimette sotto a lavorare e a scrivere proprio per sanare le finanze domestiche.  

“Non credo di poter trovare le parole per descrivere l’incontro tra madre e figlie: sono momenti bellissimi da vivere, ma quasi impossibili da riferire agli altri, e dunque lascerò ai miei lettori la facoltà di immaginarlo.” (Piccole donne)

Quando Thomas Niles, socio e direttore della compagnia editoriale Roberts Brothers, le propone di scrivere un libro per giovanette, Louisa dapprima rifiutò, dicendo di non conoscere bene le fanciulle, ma poi, dietro insistenza di lui, accettò.

Tratto da “Non ho paura delle tempeste. Vita e opere di Louisa May Alcott”, di Romina Angelici, Flower-ed.

CONTINUA PROSSIMAMENTE….

  1. Come tutte le bambine anche Louisa teneva un diario ma la peculiarità di casa Alcott era che il padre le aveva vietato l’uso del pronome di prima persona “io” e la madre andava a leggere e a controllare quelle annotazioni scrivendoci accanto le sue osservazioni e i suoi incitamenti.
  2. Louisa imparò presto a leggere e scrivere e a otto anni compose la sua prima poesia To the first Robin (Al primo pettirosso).
  3. Da ragazzina era segretamente innamorata di Emerson, suo vicino di casa, verso il quale indirizzava lettere romantiche come la Bettina di Goethe in Corrispondenza con una fanciulla. Lui naturalmente non si era accorto di nulla e quando lei da grande, glielo confessò, ne risero insieme.
  4. Proprio come Jo, le piaceva scavalcare le staccionate, montare sugli alberi, correre e fare la lotta come i ragazzi.
  5. Quando sottopose a un editore la sua prima raccolta di racconti, Flower Fables (Fiorita di favole), si sentì rispondere anche lei: “Pensate a far la maestra, signorina Alcott, non siete una scrittrice”.

Tratto da “Non ho paura delle tempeste. Vita e opere di Louisa May Alcott”, di Romina Angelici, Flower-ed.

Spero che questo articolo vi sia piaciuto. Ringrazio nuovamente Romina Angelici per la sua collaborazione. La prossima settimana uscirà la seconda parte sulla vita e curiosità dell’autrice di “Piccole donne”. Aspetto i vostri commenti e le vostre opinioni.

A presto,

4 pensieri su “05/09/2019 Vita e curiosità d’autore: Louisa May Alcott (pt-1)

Lascia un commento