10/09/2018 Recensione “Kitchen” di Banana Yoshimoto

Ciao cari lettori,

inizia una nuova settimana e per molti oggi è anche il  primo giorno di scuola. Auguro a tutti, insegnanti, alunni e genitori, un buon inizio anno scolastico. La mia piccolina ha iniziato a frequentare il nido già la scorsa settimana e sembra si stia ambientando abbastanza bene, mentre la grande inizierà mercoledì 12 settembre e frequenterà la quinta elementare. Ogni volta è sempre emozionante per tutti , ma sembra che il tempo passi anche troppo in fretta. Io invece, come ogni anno, aspetterò l’assegnazione della scuola e delle classi, sperando che questo sia per me l’ultimo anno di precariato. Insegno da anni, sono abilitata all’ insegnamento, ho vinto un concorso e sono ancora qui a sperare che la situazioni cambi. Ma non voglio scendere nel merito, perché oggi e nei prossimi giorni sarà l’inizio di una nuova avventura scolastica e soprattutto perché in questo blog si parla soprattutto di libri. Oggi quindi vi lascio con la recensione di un altro libro che mi ha tenuto piacevolmente compagnia quest’estate.


Recensione Kitchen” di Banana Yoshimoto


Editore: Feltrinelli
Collana: Universale economica
Copertina flessibile: 160 pagine
Costo ebook 4,99 euro
Costo cartaceo 8,50 euro
Link d’acquisto qui

“Non c’è posto al mondo che io ami più della cucina…”. Così comincia il romanzo di Banana Yoshimoto, “Kitchen”. Le cucine, nuovissime e luccicanti o vecchie e vissute, riempiono i sogni della protagonista Mikage, rimasta sola al mondo dopo la morte della nonna, e rappresentano il calore di una famiglia sempre desiderata. Ma la famiglia si può non solo scegliere, ma anche inventare. Così il padre del giovane amico Yuichi può diventare o rivelarsi madre e Mikage può eleggerli come propria famiglia, in un crescendo tragicomico di ambiguità. Con questo romanzo, e il breve racconto che lo chiude, Banana Yoshimoto si è imposta all’attenzione del pubblico italiano mostrando un’immagine insolita del Giappone , con un linguaggio fresco e originale, quasi una rielaborazione letteraria dello stile dei fumetti manga.

La mia opinione

Kicthen è il primo romanzo pubblicato in Italia della scrittrice Banana Yoshimoto.  Anche questo è uno di quei romanzi che mi ero riproposta tante volte di leggere e che ho sempre rimandato.  Quando uscirono i suoi libri in Italia, leggendo il nome sulle copertine, ero convinta che in realtà Banana Yoshimoto fosse un uomo, mentre in realtà è una donna. L’ambiguità è qualcosa che troviamo non solo nel suo nome, ma anche nei suoi romanzi .

Mikage, letto Mikaghe, protagonista di Kitchen,  è una ragazza fragile che ha sempre vissuto con la nonna da quando sono morti i suoi genitori. Ma all’improvviso anche lei muore, e la giovane si ritrova completamente sola. Incapace di riprendersi, si ritrova a guardare la sua cucina e a provare delle emozioni.

“Non c’è posto al mondo che io ami più della cucina. Non importa dove si trova, come è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene.  Se possibile le preferisco funzionali e vissute. Magari con tantissimi strofinacci asciutti e puliti e le piastrelle bianche che scintillano.

Anche le cucine incredibilmente sporche mi piacciono da morire…”

Mikage racconta in prima persona la sua esperienza di vita, in un momento in cui la solitudine e lo sconforto sembrano prendere il sopravvento, ma qualcuno arriva all’improvviso suonando alla porta di casa sua,  e da quel momento, ma con la lentezza di cui un’anima in pena ha bisogno,  il suo mondo  inizia a cambiare.

Conosce il giovane Yuichi e sua madre Eriko. Quest’ultima in realtà è il padre.  Un’ ambiguità che ci ricorda alcuni anime giapponesi. Entrambi l’accolgono come una ragazza di famiglia: qualcuno a cui volere bene.

Non voglio andare nel dettaglio della trama, perché toglierei il piacere della lettura, ma è un romanzo breve che si legge in pochissimo tempo, e che ha in se temi che toccano profondamente le emozioni  umane: la solitudine, la morte, il cambiamento, il sacrificio, l’amore e la passione per ciò che si ama fare .

“ Io, invece, quando sono stanca di tutto, quando ho i brufoli, quando di notte avverto la solitudine e telefono a tutti gli amici ma nessuno risponde, odio la mia nascita, la mia educazione, la mia stessa vita. Sono scontenta di tutto. ”

Leggere Kitchen è stato bello e  incantevole perché mi ha immerso in uno stato quasi di sogno. Il modo di descrivere e raccontare la storia di Mikage, così delicato, proprio come la protagonista, mi ha condotto nelle atmosfere  dei manga, degli anime e dei cartoni giapponesi, pieni di amore, dolore, di scoperta, ma anche di momenti di gioia e di meraviglia. Emozioni e sentimenti che chi ama il genere sente ancora di più e che ogni volta si ripropongono,  leggendo o guardando le storie scritte o disegnate dai grandi maestri giapponesi.

L’autrice Banana Yoshimoto attraverso i pensieri di Mikage, mi ha fatto venire anche una voglia incredibile di cucinare, di far splendere la mia cucina, di renderla confortevole e accogliente per tutti.

“ Nella torta di carote che avevo fatto tante volte in modo da imparare il procedimento a memoria erano entrati anche i frammenti del mio spirito. Amavo i pomodori rossi fiammanti, trovati al supermarket, più della mia vita”.

Sicuramente leggerò presto  altri romanzi di questa bravissima scrittrice.

Per concludere lo consiglio assolutamente a chi ama le storie ambientate in Giappone, a chi è affezionato ai cartoni degli anni 80 e a chi è appassionato alla lettura di manga .

Il mio voto è

5 pinguini lettori.

Se avete letto Kitchen e volete esprimere il vostro pensiero, lasciate pure un commento. Se avete letto altro di Banana Yoshimoto, apprezzerei un vostro consiglio su quale libro leggere della stessa autrice.

A presto con le mie recensioni,

la vostra blogger Lucia.

I commenti e le vostre opinioni sono sempre graditi. Se vi piace questo blog e volete seguirlo, potete farlo iscrivendovi alla newsletter che trovate a destra nella barra laterale inserendo la vostra email o/e seguirmi su facebook, istagram  o google+. Grazie. 


Il libro Kitchen di Banana Yoshimoto è stato acquistato da me come la maggior parte dei libri presenti nel blog, quindi le mie opinioni e i miei consigli sono di natura puramente personale. L’immagine sopra è una foto scattata dalla sottoscritta. (Lucia M.)

6 pensieri su “10/09/2018 Recensione “Kitchen” di Banana Yoshimoto

  1. federicachinnici

    Ciao Lucia!
    Ho adocchiato questo libro l’altro giorno in libreria e sono stata tentata ad acquistarlo. Mi sa che lo farò il prima possibile. ti invito a passare dal mio blog, ho cambiato piattaforma ecco perchè non ti arrivano più le mie email, ti aspetto li presente come sempre, ti lascio il link un grosso bacione https://federicachinnici.blogspot.com/

  2. Lucia Autore articolo

    Ciao Federica, ecco perchè non vedevo più i tuoi post. Sono passata dal tuo blog e ti seguo già. Il libro Kitchen merita di essere letto. Un abbraccio a te.

  3. Morgana Lefay

    Ciao Lucia, sono Morgana e ti ho scoperta tramite il blog di Francesca A. Vanni.
    Non amo tutto di Banana Yashimoto, ma questo libro l’ho trovato accattivante.
    Se ti va piacere passa a trovarmi, io ti inserisco tra i blog che leggo 🙂

    https://librieaforismi.blogspot.com/

  4. Lucia Autore articolo

    Grazie Morgana, sicuramente passerò a trovarti e ricambierò volentieri.
    Anche se non subito, mi piacerebbe leggere altro di quest’autrice. A presto!

  5. Luce Di Stella

    Ho letto questo libro tanto tempo fa e mi piacque soprattutto per la sua affinità ai manga. Successivamente lessi altri libri dell’autrice ma ricordo che furono una grande delusione, motivo per cui negli anni non ho letto più nulla di Banana Yoshimoto.

  6. Lucia Autore articolo

    Non immaginavo. Credo che comunque leggerò altro di questa autrice. La cultura giapponese, come ben sai, mi affascina tantissimo. Grazie Luce di essere passata. E’ sempre bello leggere i tuoi commenti.

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