Intervista a Virginia Rainbow di Flamefrost

INTERVISTA A VIRGINIA RAINBOW DI FLAMEFROST

Iniziamo dalla classica domanda: Chi è Virginia Rainbow?

Ciao Lucia e grazie per avermi invitata nel tuo blog così magico!! Sembra immerso tra le nuvole (è la sensazione che mi dà).

La tua è la domanda più difficile da rispondere per me, forse perché sono un tipo molto riservato. Posso dire di essere una persona semplice che ama sognare. Scrivo fin da quando ero bambina e mi faccio molto trasportare dall’ispirazione, anche se cerco di curare nei minimi dettagli i miei scritti e di migliorarmi sempre.

Perché hai deciso di usare uno pseudonimo? In particolare perché hai scelto Rainbow?

 La scelta dello pseudonimo è legata all’idea di incuriosire i lettori e di crearmi una sorta di aura misteriosa :o)) “Rainbow” perché significa arcobaleno e perché suona molto elegante.

Il titolo della tua trilogia è Flamefrost? Perché?

Pensai  molto al titolo da scegliere, è stata una delle decisioni più difficili, che di solito prendo sempre dopo aver scritto un libro, mai prima. Alla fine optai per un nome inglese che avesse poi dei sottotitoli in italiano perché sembra che la cosa ora vada molto per la maggiore. Flamefrost significa letteralmente “gelo e fiamma”. Rappresenta in modo simbolico i due personaggi principali: Gered, la fiamma, Sarah, il gelo. Se ti ricordi c’è un riferimento esplicito verso la fine del libro dove si dice che Gered era riuscito a sciogliere il gelo di Sarah.

Il tuo libro parla di alieni e del loro arrivo sulla Terra per viverci dopo la distruzione del loro pianeta Luxor. E’ il classico cliché, potrebbe pensare qualcuno, e in più hai chiamato gli alieni Luxoriani. Sai che già esiste una saga simile e gli alieni si chiamano Luxen , perché esseri dotati di luce? Cosa li differenzia dai tuoi alieni? 

Sì, so che esiste la saga di Obsidian. A dire la verità ho scritto il primo volume di Flamefrost prima della sua uscita e, quando vidi la pubblicità nei blog, pensai: “accidenti, quest’autrice mi ha rubato l’idea”!!!

Il termine “Lux” è uscito dalla mia mente in modo del tutto naturale. Se fossi famosa come la Jennifer L. Armentrout, potrei dire che lei ha copiato da me! Purtroppo questo è uno degli svantaggi dell’essere sconosciuti.

In quanto ai clichè io penso che non ci sia nulla di male nel ricalcare uno schema conosciuto perché, se certe carte funzionano, evidentemente sono vincenti. L’importante è saper rielaborare i clichè a modo proprio creando qualcosa che sa di nuovo. E’ quello che ho cercato di fare con Flamefrost.

Ti consiglio di leggerla, così potremo parlare delle differenze ai tuoi lettori o a chi vuole leggere i tuoi libri.

Sì, potrei leggerla in effetti, ma ho l’impressione che non mi piacerebbe. Come lettrice vado molto a intuito ed è difficile che mi sbagli. A questo proposito vorrei ringraziarti per la parole che mi hai scritto in privato: “non sei da meno di Jennifer Armentrout che ha dietro tanta pubblicità e un buon editor.”

Lo penso ancora…

Il padre di uno dei protagonisti Jared si chiama Thor. Perché hai scelto questo nome che rimanda alla mitologia  vichinga o ancora di più al personaggio del film Thor?

Anche qui posso dirti che non c’è un motivo preciso. Nella scelta dei nomi io vado molto a ispirazione. Nel senso che unisco un suono che mi piace con l’immagine che ho del personaggio e da questa “fusione” esce fuori il nome.

Inoltre all’epoca  non avevo visto  né sapevo dell’esistenza del film Thor (ho recuperato dopo guardandomi tutti i film della Marvel).

Per raccontarti una curiosità posso dirti che il nome “Gered” mi  è venuto in mente pensando al famoso libro “I ragazzi della via Pal” che lessi da bambina, dove il personaggio “cattivo” che poi si pente si chiama Gereb. La “b” finale però non mi suonava, così l’ho trasformato in “Gered”.

Un’ultima curiosità: perché Sarah con la “h” finale, se lei è un’italiana?

In Italia noi usiamo tanti nomi di origine straniera, quindi non è mi sembrata una cosa strana. Visivamente mi sembrava più chic.

Come mai hai deciso di autopubblicarti Hai mai pensato di inviare il tuo libro ad una casa editrice? ?

Molti me lo hanno chiesto e, se devo essere sincera, non ricordo neanche bene tutti i passaggi mentali che ho fatto nel corso degli anni, anche perché ho cambiato idea diverse volte e anche ora sono in fase di riflessione. Per il mio libro di esordio THE BLACK MASK cercai delle case editrici, ma non riuscivo a capire come dovevo muovermi. L’unica cosa che compresi quasi subito era che dovevo rivolgermi a CE free e scartare decisamente quelle a pagamento. Il problema è che spesso anche quelle che si definiscono gratuite, non lo sono in realtà e lo scopri solo dopo che hai mandato il manoscritto e ti rispondono  con la proposta di un contratto. Fortunatamente non mi sono mai fatta ingannare. Però ero molto confusa. In seguito  sentii parlare un mio conoscente della strada dell’autopubblicazione. A quel punto pensai che potevo provare, tanto non ci rimettevo nulla. Nel frattempo iniziai a scrivere FLAMEFROST e volevo autopubblicarlo, però scoprii che alcune case editrici accettano solo inediti e autopubblicarlo mi avrebbe precluso quella possibilità. Così lo mandai a qualche piccola ce free. Da una ricevetti una buona proposta, ma passarono mesi. Nel frattempo avevo avuto modo di parlare con delle autrici e mi ero convinta che l’autopubblicazione era la strada migliore, inoltre avevo fretta di pubblicare, così rifiutai.

Ho capito che ti piace pubblicare i tuoi libri in versione cartacea. Pensi di pubblicare il seguito di Flamefrost – Due cuori in gioco- in ebook?

No, al momento non sono intenzionata. La storia degli e-book è un altro capitolo spinoso e confuso. Il problema della pirateria è per me grave, non tanto perché una persona riesce a leggere i tuoi libri senza pagare, ma perché non sai che fine fanno. Possono essere facilmente copiati senza che tu neanche lo sappia. Il rischio del plagio per un autore auto pubblicato è forte.

La trilogia Flamefrost avrà un seguito?

La trilogia termina così, quindi non può avere un seguito, al limite uno spin off.

Hai già in mente un nuovo libro?

In questo momento non ho in mente altri libri, ma sono sicura che presto l’ispirazione mi suggerirà qualcosa… Scrivo solo ciò che mi viene spontaneo scrivere, non mi forzo mai.

Allora Virginia, ti ringrazio per la tua disponibilità. E’ stato un piacere leggere uno dei tuoi libri. Penso che leggerò il seguito, ma quando il prezzo sarà più accessibile o deciderai di pubblicarli in formato ebook . Spero che avrai tanto successo e che presto i tuoi lettori potranno leggere uno dei tuoi nuovi scritti. Intanto  ti auguro buon lavoro.

Grazie mille Lucia per aver letto il primo volume di Flamefrost e per i tuoi incoraggiamenti!!! Faccio sempre tesoro dei consigli!!!

SE VOLETE LASCIATE UN COMMENTO E FATE ANCHE VOI DELLE DOMANDE A VIRGINIA RAINBOW.

L.M.

La mia recensione

Flamefrost di Virginia Rainbow

Dall’ampia vetrata dell’astronave , il re Thor osservava il pianeta terrestre che, visto dallo spazio, appariva come una sfera enorme, avvolta in un’atmosfera luminescente…Scintille di fuoco schizzavano dalla galassia di Gorg, sprigionandosi da un enorme ammasso rossastro, che palpitava e gemeva in un agonia di morte. Investito da un meteorite di dimensioni colossali, d’un tratto si era dissolto alla velocità della luce, esplodendo …. Al suo posto aveva lasciato il vuoto cosmico. “

Così inizia “Flamefrost  Due cuori in giochi” mostrando un pianeta distrutto in modo catastrofico da un meteorite. Un immagine che tormenta e non abbandona mai il re Thor, mentre osserva il pianeta Terra, nuovo habitat dove far vivere il suo popolo. Un popolo, quello dei luxoriani, con poteri mentali capaci di leggere  la mente, spostare le cose , guarire, teletrasporsi da  un posto a un altro anche lontano migliaia di chilometri. Tutto quello che un normale terrestre non può fare e che quindi rende i luxoriani così forti da poter pensare di colonizzare il pianeta Terra  senza  troppi problemi.

Diciamo un cliché che troviamo in molte storie di alieni.

Quando ho iniziato a leggere questo libro, subito mi ha ricordato un’altra serie Lux di Jennifer L. Armentrout  in cui alieni con poteri particolari vivono  nel pianeta Terra. La serie ha avuto molto successo e non posso negare che non mi sia piaciuta. Scritta con un linguaggio semplice, adatta ad un pubblico adolescente…continua a leggere

 

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