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30/08/2018 Recensione “Orgoglio e Pregiudizio” di Jane Austen

“Orgoglio e Pregiudizio” ( Pride and Prejudice) di Jane Austen

Copertina flessibile
Editore: Feltrinelli
Collana: Universale economica
Costo: 9,00 euro
Descrizione
Jane Austen è una delle poche, autentiche grandi scrittrici che hanno saputo fare breccia nei cuori e nelle menti di tutti i lettori, senza eccezioni. Fra i suoi tanti capolavori, Orgoglio e pregiudizio (pubblicato nel 1813) è sicuramente il più popolare e amato: le cinque figlie dell’indimenticabile Mrs Bennet, tutte in cerca di un’adeguata sistemazione matrimoniale, offrono l’occasione per tracciare un quadro frizzante e profondo della vita nella campagna inglese di fine Settecento. I destini di Elizabeth, Jane, Mr Bingley e dell’ombroso Mr Darcy intrecciano un balletto irresistibile, una danza psicologica che getta luce sulla multiforme imprendibilità dell’animo umano, specie quando si trova alle prese con l’amore o qualcosa che all’amore somiglia.

Premetto che è la prima volta che leggo un romanzo di Jane Austen,  e come lettrice accanita è una cosa che dovevo fare da un po’. Leggere il suo capolavoro è stato per me una grande scoperta. Avevo sentito parlare dei personaggi di “Orgoglio e Pregiudizio” e del romanzo in sé,  ma mai come quest’anno mi è venuta la voglia di leggerlo. Ed eccomi a parlarne, con una sorta di timore e di reverenza verso un’autrice eccellente.  Avrete quindi già capito che “Orgoglio e Pregiudizio” è un libro che mi ha conquistata dalla prima all’ultima parola.

La storia vede come protagonista Elisabeth Bennet , chiamata da tutti Lizzy, secondogenita dei coniugi Bennet, che vive insieme ai suoi genitori e alle sue quattro sorelle Jane, Lydia, Kitty e Mary in una tenuta di Longbourn nell’Hertfordshire.

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Da sinistra Lydia, Jane, Mary, Kitty, Elisabeth e Mrs Bennet (film del 2005)

Un giorno arriva a Netherfield, una bella dimora in affitto nelle vicinanze di Longbourn, un certo Mr Bingley, celibe e ricco.  La madre di Lizzy va in fermento, perché vede la possibilità di un matrimonio per una delle sue figlie. Insieme all’uomo arriva un certo Mr Darcy, scontroso, taciturno e soprattutto affascinante e ricchissimo. Durante un ballo Elisabeth e Mr Darcy si conoscono, ma non nel modo sperato. Infatti Lizzy per un’iniziale quanto sgradevole battuta, che ferisce il suo orgoglio, inizierà a provare una certa antipatia nei confronti dell’uomo.

Tra  balli, passeggiate lungo i viali dei giardini inglesi, cene e conversazioni nei salotti, la storia tra i due protagonisti si svilupperà  e concluderà in un modo inaspettato per buona parte della famiglia Bennet.

Un romanzo che anche se raccontato con un stile e una prosa di fine settecento, ti cattura  per il suo stile elegante, ma anche per la sua ironia, la sua complessità nel parlare dei sentimenti , delle emozioni e delle aspettative dell’animo umano.

Ogni personaggio di questo romanzo è caratterizzato così bene, da non poter fare a meno di pensare che l’autrice Jane Austen,  sia stata un’attenta osservatrice  del mondo a cui apparteneva e che ci abbia lasciato in eredità un quadro della vita sociale e culturale di allora,  come solo in pochi hanno saputo fare, anche tralasciando i fatti storici e politici di allora.

“E’ cosa ormai risaputa che a uno scapolo in possesso di un’ingente fortuna manchi soltanto una moglie. Questa verità è talmente radicata nella mente delle famiglie del luogo che, nel momento in cui un simile personaggio viene a far parte del vicinato, prima ancora di conoscere anche lontanamente i suoi desideri in proposito, viene immediatamente considerato come proprietà legittima di una o l’altra delle loro figlie.”

Elisabeth, la protagonista, è una ragazza bella, sveglia e  frizzante, che fin dall’inizio della storia mostra anche di avere un carattere forte e una caparbietà simile a molte donne di oggi. Non ho potuto fare a meno di identificarmi con lei, di apprezzarla e di amarla per come è riuscita a fronteggiare situazioni non certo facili per una donna di allora. Il suo modo di essere non rimane costante, ma si sviluppa insieme alla trama del romanzo e,  con le sue scelte, cambia anche i personaggi che le stanno accanto, soprattutto lo scontroso Mr Darcy.

Mr Darcy, un personaggio che può risultare inizialmente antipatico, ma che pian piano mostra tutte le sue insicurezze e i suoi lati positivi, celati dal suo atteggiamento orgoglioso e dai suoi pregiudizi.

I due apparentemente così diversi, ma così simili da non poter vivere l’uno senza l’altro. 

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Elisabeth Bennet e Mr Darcy ( Keira Knightley e Matthew Macfadyen )

“Non aveva mai capito di amarlo tanto come ora, quando l’amore era vano”

Ma oltre ai protagonisti, l’autrice è riuscita a rappresentare egregiamente anche i personaggi secondari della storia.

Mrs Bennet,  farebbe qualsiasi cosa per far accasare le sue figlie, così da apparire agli altri una donna senza scrupoli.  Invece è soltato una donna frivola, che non riesce guardare oltre alla apparenza e a quello che le offre la società. Rende comunque divertente la storia, mettendo continuamente in imbarazzo Elisabeth e Jane. Quest’ultima, che con il suo eccessivo buonissimo, cela anche i sentimenti all’ uomo di cui è follemente innamorata: Mr Bingley.

Mr Bennet,  invece che con la sue battute, la sua ironia, mostra la sua intelligenza e sicurezza di capo di famiglia, infastidito dalla società e dalla ricerca sfrenata di un marito per le figlie da parte della moglie, ma a cui deve adattarsi a malincuore.  Una sicurezza  che  in un certo momento della storia vacilla rendendolo più umano.  Anche lui subirà un cambiamento nel suo modo di fare e di pensare.  L’autrice Jane Austen, quasi alla fine del libro, spiega anche il motivo del suo atteggiamento nei confronti della moglie e  della sua ricerca di isolarsi dal resto della famiglia rifugiandosi in biblioteca. L’unica delle figlie per cui mostra una forte adorazione e predilezione è Elisabeth.

Mr Collins che con il suo atteggiamento sgradevole,  molte volte stucchevole, diverte il lettore. Diventa quasi una caricatura di un uomo di chiesa, schiavo dell’alta società e di chi gli apporta dei benefici.

“Mr Collins non brillava per intelligenza, e questa lacuna naturale non era stata colmata dall’educazione né dalla vita sociale; la maggior parte della sua vita era trascorsa sotto la guida di un padre avaro ed incolto; e, benché avesse frequentato l’università, aveva a malapena recepito le informazioni di base senza formarsi nessun utile bagaglio di conoscenze. La tirannia con la quale era stato tirato su gli aveva conferito fin dalla sua infanzia un’eccessiva umiltà, ma questa ormai era bilanciata da una grande presunzione, tipica delle persone di debole tempra, che vivono isolate e si trovano investite da un’improvvisa e inattesa prosperità…”

Infatti la sua figura è strettamente legata a Lady Catherine de Bourgh, donna di alta società, zia di Mr Darcy, anche lei ricchissima che non nasconde, anzi osteggia il suo lignaggio, trovando in Mr Collins un suo perfetto suddito. Per definirlo meglio, “il suo zerbino”.

Orgoglio e Pregiudizio è anche raccontato in terza persona. Ciò ha permesso all’autrice Jane Asten, oltre che a descrivere e a rappresentare meglio i personaggi della storia, anche di esprimere un suo punto di vista, un giudizio della società, come una presenza super partes della storia.

Per concludere, posso dire che è un romanzo da leggere almeno una volta nella vita. Jane Austen è un’ autrice che ha stupito con i suoi libri le generazioni del suo tempo, ma che continua a stupire le generazioni di adesso e continuerà a farlo in futuro . Un romanzo il cui titolo, si adatta alla perfezione alla storia. L’orgoglio dei protagonisti che non permette di mostrare realmente i propri sentimenti e il pregiudizio nei confronti di chi non possiede la dote o rendita per vivere in società, di chi si rende ridicolo pur di apparire per quello che non è.

“ L’orgoglio,  – osservò Mary, ansiosa di mostrare la profondità dei suoi pensieri, – è un difetto assai comune, credo. Che la natura umana vi è piuttosto propensa e che ve ne sono pochi fra noi che non provino un certo compiacimento a proposito di qualche qualità, reale o immaginaria, che suppongono di possedere. La vanità e l’orgoglio sono due cose diverse, benchè questi due termini vengano usati come sinonimi. Una persona può essere orgogliosa senza essere necessariamente vanitosa. L’orgoglio si riferisce più alla nostra opinione su noi stessi, la vanità è quello che vorremmo gli altri pensassero di noi.”

Consigliatissimo a chi ama le storie d’amore e a chi vuole fare un salto nei salotti londinesi di fine settecento.

Il mio voto non può che essere di

5 pinguini lettori.

A presto,

la vostra blogger Lucia.

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