Recensione Autorità di Jeff Vandermeer

02/07/2018 Recensione

“Autorità” di Jeff Vandermeer

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Se non avete mai sentito parlare dell’Area X è merito della Southern Reach. Da trent’anni un fenomeno dall’origine sconosciuta sta alterando l’ecosistema costiero di un territorio nel Sud degli Stati Uniti. Cosa (o chi…) ha generato l’Area X, cosa avviene all’interno del confine impenetrabile che la divide dal resto del mondo, quale destino attende chi decide di esplorarla? Sono domande a cui, da trent’anni, tenta di rispondere la Southern Reach, un’agenzia governativa segreta incaricata di studiare il fenomeno. Senza risultati, almeno finora. Alla Southern Reach c’è un nuovo direttore: John Rodriguez, anche se tutti lo chiamano Controllo. Eppure quello che sembra mancargli è proprio il controllo sulle cose. A cominciare dalla struttura che è stato chiamato a dirigere, dove tutti perseguono i loro scopi, tanto segreti quanto personali. La sua vice, per esempio, ancora legata alla direttrice precedente e forse a conoscenza dei veri motivi che hanno spinto l’ex capa a prendere parte alla dodicesima missione nelle vesti della psicologa. O i membri della sezione scientifica con i loro terribili e pericolosi esperimenti con i conigli. O Whitby che sembra sapere troppe cose per un semplice «tuttofare». A Controllo basterà poco per capire che i misteri della Southern Reach sono altrettanto numerosi e pericolosi di quelli dell’Area X. Qual è il vero scopo della Southern Reach? Chi la comanda? A quale autorità risponde? E chi ha messo lí Controllo? Per rispondere a queste domande, Controllo potrà contare su un unico, imprevisto alleato. Lo capisce appena la guarda negli occhi, nella sala degli interrogatori dove l’hanno portata appena è ricomparsa al di qua del confine: la biologa è tornata.

Editore Einaudi

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Costo ebook 8,99 euro

Costo copertina flessibile 17,00 euro

Link d’acquisto “Trilogia dell’Area X: Annientamento-Autorità-Accettazione” qui

Costo copertina flessibile 18,00 euro

La mia recensione

“Autorita” è il secondo volume della trilogia dell’Area X di Jeff  Vandermeer. Se avete letto la mia recensione su Annientamento”, primo volume della trilogia, sapete già quanto mi è piaciuto, come sono stata conquistata dalla protagonista: una biologa mandata insieme ad altre tre donne ad esplorare quella che viene chiamata l’ Area X: un luogo misterioso comparso all’improvviso e di cui non si conosce nulla o quasi.

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Prima di questa esplorazione, la dodicesima, sono stati inviati altri uomini e donne a cercare di comprendere e capire di più.  Ma chi ha mandato gli esploratori? Chi ha mandato la biologa nell’Area X? La risposta è in questo  secondo volume:  Autorità.

Questa volta la storia è raccontata in terza persona e il protagonista è John Rodriguez, chiamato da tutti Controllo, per sua scelta.

“Da quando era arrivato al mattino, dopo essersi preso il lunedì libero per sistemarsi, non aveva sprecato una sola parola con lui. Nè lo aveva degnato di una sola occhiata se non quando aveva chiesto, a lei come a tutti gli latri, di chiamarlo <<Controllo>> anziche <<John>> o <<Rodriguez>>.”

L’autore ha avuto l’idea di farci scoprire il luogo da dove nascono le spedizioni attraverso gli occhi di  un uomo arrivato per la prima volta alla  Southern Reach per sostituire la precedente direttrice, la psicologa dell’ultima spedizione, della quale non si sa più nulla.

Nella Southern Reach, un’agenzia governativa segreta che studia l’Area X e i suoi effetti, Controllo dovrà  conoscere chi sono le persone hanno lavorato lì in precedenza, come  la direttrice-psicologa, la biologa e il marito della biologa, ma anche chi ci lavora attualmente, come Grace,  la vicedirettrice  amica della psicologa che non si rassegna alla sua scomparsa,  e Whitby, un uomo perso in un’idea troppo folle ma che è anche l’unica con un fondamento. L’Area X sembra mandare il suo influsso anche da lontano.

La biologa e altre due donne della spedizione,  tranne appunto la psicologa,  vengono ritrovate e portate ala base, ma è la biologa, che adesso si fa chiamare Uccello Fantasma,  ad affascinare Controllo, perché diversa dalle altre che invece sembrano gusci vuoti. L’unica da cui può avere delle risposte.

Jeff Vandermeer  prova di nuovo a conquistare il lettore attraverso i flashback  del passato del protagonista e attraverso l’introspezione psicologica dello stesso, ma a volte si dilunga troppo, diventando noioso, pesante e a volte distante dall’obiettivo.

Non sono riuscita ad appassionarmi al personaggio e nell’insieme la storia mi è sembrata troppo lunga. Alcune parti sono di troppo e non fanno altro che dilungare senza mai arrivare alla fine.

Si poteva scrivere lo stesso romanzo con metà dei contenuti, in modo da alleggerire e rendere più scorrevole l’insieme.

La parte più interessante inizia nelle ultime cinquanta pagine,  con un colpo di scena ma,  proprio alla fine  nelle ultimissime pagine,  le azioni, descrizioni dei  passaggi diventano nuovamente  lunghi e lenti  tanto da rendere la lettura snervante.

Sembra più un’esplorazione della mente, quella di Controllo,  e di ciò che può accadere dentro la testa di qualcuno quando i ricordi si mescolano con il presente, quando tutte le certezze svaniscono, quando la meta inseguita è difficile da raggiungere.

Jeff Vandermeer  continua a chiamare i suoi personaggi con i loro soprannomi, creando sempre quel distacco che lo rende il loro psicoanalista.

“Autorità”, così come l’ìntera trilogia dell’Area X,  appartiene ad un genere che lui stesso ha definito: New weird”, dove  “weird” significa letteralmente strano. 

“New Weird” è un fantasy contaminato con elementi fantascientifici e horror, quindi il concatenarsi di magia e tecnologia all’interno di “mondi secondari”; Un genere che si abbandona  al bizzarro al fine di provocare un forte senso del meraviglioso, quindi l’uso di creature e ambientazioni molto strane e originali; Con una rigorosissima cura per la verosimiglianza e la coerenza.

Le  caratteristiche comuni alla maggioranza delle opere new weird, ma non obbligatorie per rientrare nel genere sono:

  •  allegorie e tematiche socio-politiche, d’attualità e/o filosofiche;
  • atmosfere oscure, ciniche, pessimiste e senza nulla di consolatorio o evasivo.

Ho trovato la definizione su wikipedia, dovrebbe essere quella data dallo stesso Jeff Vandermeer,  e a mio parere  “Annientamento” ci rientrava alla perfezioni, mentre “Autorità” un po’ meno, ma sicuramente quest’ ultimo è un romanzo oscuro, bizzarro, pessimista e fa parte nel suo insieme di un mondo secondario:  l’ Area X , un luogo dove la presenza dell’uomo sembra non essere ben voluta, il cui confine è un limite misterioso che fa paura quanto la stessa Area.

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L’ autore ha un modo tutto suo di approcciarsi alla scrittura, e il fatto da aver messo un protagonista con tanti problemi personali, una storia basata su tanti enigmi e risposte che non arrivano mai, una visione del mondo sempre più pessimista, rende il romanzo, oltre che una storia di passaggio tra il primo volume e il terzo,  una parentesi comunque necessaria per lo sviluppo della storia, perché mostra al lettore un punto di vista differente sia personale che spaziale.

“Il punto è che non possono esistere due zone identiche. Che non possono esistere due vini identici perchè nessuna combinazione di elementi può essere identica. Che determinate varietà non possono essere presenti in determinati posti. “

Alla fine non posso dire che non mi sia piaciuto, perché di positivo ha lo stile particolare, la trama che mi continua ad incuriosire, il fattore psicologico, un’angoscia perenne che non dispiace per il tipo di storia che la rende verosimile e non banale, dall’altro,  di negativo ha molti capitoli lunghi, troppo descrittivi,  a volte inutili e con un ritmo lento e, non da  poco, un protagonista con cui non sono riuscita ad entrare in sintonia.

Non aspettatevi risposte, ma altre domande, poche rivelazioni e un colpo di scena  che cambierà la vita di chi vive vicino al confine dell’Area X.  Questo per evitare che il lettore alla fine non mandi il libro in un posto che non sto qui a dire, ma che continui, spinto dalla curiosità, a leggere il seguito.

Per concludere il mio voto, anche se molto sofferto,

 

 

 

è di tre pinguini lettori.

Ho iniziato a leggere il terzo e ultimo capitolo di questa trilogia,  “Accettazione”, e finalmente le risposte iniziano ad arrivare. Appena lo terminerò, vi farò sapere la mia opinione, intanto se avete letto o volete leggere “Autorità”, potete lasciare un commento. Sapete quanto le vostre opinioni siano importanti per me e per il blog. “Creatori di mondi” vive dei miei post e dei vostri commenti, interagire è importante e rende in generale i  blog migliori e meno simili a luoghi solitari.

Buona lettura,

Lucia M.


Jeff Vandermeer

Nato a Bellefonte (Pennsylvania), ha trascorso gran parte della sua infanzia nelle Isole Figi dove i gentori lavoravano per i Corpi di Pace: esperienza che ha influenzato profondamente l’autore.
Vandermeer è autore di racconti e romanzi grazie a cui ha vinto  molti premi internazionali tra cui il BSFA Award, il World Fantasy Award, il Nebula Award ed è risultato finalista allo Hugo Award, al Bram Stoker Award e al Philip K. Dick Award. Scrive per numerose testate fra cui il «New York Times», il «Guardian» e il «Washington Post». Einaudi ha pubblicato l’intera trilogia dell’Area X: Annientamento, Autorità e Accettazione (nei Supercoralli nel 2015 e nei Super ET nel 2018).

 

 

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