Recensione -Il segreto della crisalide di Denise Aronica

09/09/2017 Recensione -Il segreto della crisalide di Denise Aronica

GENERE Narrativa contemporanea
PAGINE 230

SinossiSono passati quasi nove mesi da quando i genitori di Olivia sono morti, ma lei non è ancora riuscita a farsene una ragione. Sa di non essere pronta a passare oltre e a lasciarli andare per sempre e non intende sforzarsi per farlo, così trascorre le sue giornate a tenere il conto del tempo che passa in modo maniacale, imbrattandosi il braccio con un pennarello, chiusa nella sua nuova camera a casa dei nonni, a leggere fino a dimenticarsi di tutto il resto. Nemmeno per Max, il suo fratellino di otto anni, è semplice riuscire a fare breccia nella solida armatura che Olivia ha costruito tutto intorno a sé e anche i nonni, pur sforzandosi di non darlo a vedere, non potrebbero essere più preoccupati per lei, che si rifiuta persino di parlare con uno psicologo. Sarà per via della sua reticenza e testardaggine a rifiutare qualsiasi tipo di sostegno che nonna Margherita prenderà una decisione drastica. Olivia sarà costretta a frequentare per un paio di mesi una sorta di centro estivo molto particolare, gestito da un’amica di vecchia data di sua madre, in cui un’equipe di specialisti si occupa di aiutare adolescenti affetti da dipendenze comportamentali. Proprio lì al centro, grazie alla compagnia di Daniel, un nerd dipendente dai videogiochi, e di Andrea, una ragazza viziata, volubile e misteriosa, Olivia riuscirà finalmente a lasciarsi andare…

La mia recensione – Ho iniziato a leggere questo romanzo per caso. Avevo appena terminato un libro e non sapendo cosa leggere tra i tanti libri scaricati sull’ebook reader e quelli acquistati in libreria, mi sono messa a guardare, prima tra le mensole della mia libreria e poi tra i titoli del mio kindle. Ho letto il titolo del romanzo “Il segreto della crisalide” e il nome dell’autrice e ho pensato: dovrebbe essere un fantasy, quindi lettura leggera. Se non mi piace passo a da altro, come faccio di solito. Il mio intuito di solito non sbaglia mai. Di solito mi capita il libro giusto al momento giusto. In realtà lo avevo acquistato mesi fa su amazon kindle e non ricordavo più la trama.

Inizio a leggere: le prime parole, poi alcune frasi e poi arrivo alla fine del primo capitolo. Non è un fantasy, è tutt’altra cosa. Il modo di scrivere di Denise Aronica mi trasporta da subito in un vortice di emozioni e soprattutto di dolore, solitudine, tristezza e angoscia.

La protagonista, Liv, è una diciassettenne che ha perso i suoi genitori e conta i giorni da quando non  parla più con loro, non li vede e non li sente:

“ Sono passati esattamente otto mesi, trentaquattro settimane, duecentoquaranta giorni e cinquemilasettecentosessanta ore da quando ho parlato l’ultima volta con i miei genitori. Lo so, continuare a tenere il conto non ha senso- ed è un po’ maniacale a dire il vero – eppure mi fa stare meglio.”

Vive con in nonni e il suo fratellino Max di otto anni. Si è isolata da tutti e da tutto, tranne dal mondo che ha sempre amato: i suoi libri. Legge libri, ad un ritmo impressionante per sfuggire al suo dolore, al vuoto che le hanno lasciato i genitori. Un vuoto che nel bene o nel male alla fine non verrà mai veramente colmato.

Non potete immaginare come leggere di queste storie, di questa storia mi faccia male. Quindi non sapevo se continuare o fermarmi. Alla fine decido di continuare, anche se mi riapre delle ferite. Un dolore che non guarisce mai, che ritorna quando meno te lo aspetti. A diciassette anni, proprio come la protagonista, ho perso mia madre, non mi sono isolata, anzi, ma parlare di mia madre era diventato un tabù almeno all’inizio, non solo per me, ma per tutta la famiglia. Un ricordo troppo forte da sostenere. Poi per fortuna il tempo passa e parlarne aiuta.

Ma ritorniamo al romanzo “Il segreto della crisalide”, Liv tiene conto del tempo che passa da quando sono morti i suoi genitori con un pennarello nero, sul braccio destro. La nonna Margerita, approfittando della pausa estiva, con una scusa decide di mandare la nipote dalla migliore amica della madre: Veronica, una psicoterapeuta. Lei ha un figlio, Daniel, anche lui ha qualche problema di adattamento e di dipendenza dai videogiochi da quando lei si è separata dal marito.

Veronica insieme ad altri colleghi organizza un campo estivo al fine di aiutare Liv, suo figlio Daniel e altri ragazzi affetti da dipendenza. Il luogo è lontano da tutti e tutto, non c’è internet, non ci sono libri, non ci sono videogiochi.

Liv, trova lo stesso il modo di leggere, ma qualcosa di diverso: un libro sulle farfalle. Da lì la sua passione, il suo cercare un bruco che diventi crisalide. Allevarlo dentro una bottiglia, mentre la metamorfosi via via avviene. Un modo di cercare in qualcos’altro che il cambiamento è sempre possibile.

“Vorrei riuscire a scoprire il segreto, capire, come sbarazzarmi della mia crisalide, come uscire da questo tunnel, come liberare la farfalla che c’è in me, la stessa che sta piano piano soffocando e che se non verrà liberata in tempo non riuscirà mai a spiegare le ali.”

Liv, nel frattempo si avvicina a Daniel, scopre l’amore e sente di non poterne fare a meno. Trova un’amica, Andrea, anche se con alti e bassi, perché anche questa ragazza ha i suoi problemi, le sue paure e angosce, nonostante sia apparentemente perfetta. Si aiutano a vicenda, cercando di superare la loro solitudine.

Questo romanzo l’ho trovato ricco di emozioni:  forti e attuali. A volte quando si sta per toccare il fondo c’è qualcosa o qualcuno che ci riesce a far risalire. La speranza di andare avanti con coraggio, di stare accanto a chi ci ama e chi ha bisogno di noi. “Liv sta per toccare il fondo, vorrebbe raggiungere i suoi genitori, ma una mano l’afferra, la fa risalire quando tutto sempre perduto”.

Un storia bella, scritta benissimo, e poi il fatto che si sia parlato della crisalide mi ha ricordato della farfalla che ha spiegato le ali dentro un barattolo a casa mia e che poi abbiamo liberato. Era un bruco che durante la notte è diventata una meravigliosa crisalide. Non credevamo ai nostri occhi. Ha pure mangiato dalle nostre mani. E’ stato emozionante.

Grazie a Denise che mi ha ricordato sia cose spiacevoli che cose piacevoli. La vita infatti è fatta di cose buone e cattive, l’importante è affrontarle con il giusto equilibrio e guardare sempre al futuro, proprio come la nostra protagonista Olivia, Liv per gli amici.

Il mio voto è di 4,5 pinguini lettori.

Per chi non ci credesse ecco alcune foto della farfalla uscita dalla crisalide nella bottiglia e che ha trascorso tutta la notte a casa mia per la gioia di mia figlia, di mio marito e naturalmente mia.

Buona lettura,

Lucia M.

4 pensieri su “Recensione -Il segreto della crisalide di Denise Aronica

  1. denydream

    Lucia, grazie di cuore per questa recensione molto sentita e grazie per aver condiviso dei ricordi tanto personali. Non sai quanto piacere mi abbia fatto leggere queste tue parole. Grazie davvero!
    E che dire… anche la farfalla… deve proprio esserti sembrato che il romanzo parlasse di te… le coincidenze della vita 🙂

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