Un giorno solo tutta la vita di Alyson Richman

Un giorno solo tutta la vita di Alyson Richman

 

Ebook 6,99 euro

Copertina rigida 10,50 euro

Edizione Piemme

 

Descrizione Questa storia inizia a New York nel 2000, quando, alle nozze del nipote, Joseph Kohn scorge tra gli invitati una donna dall’aria familiare. Gli occhi azzurro ghiaccio, l’ombra di un tatuaggio sotto la manica. Il presentimento gli toglie il respiro. Le chiede di mostrargli il braccio; non importa se è scortese, lui deve sapere. La certezza è lì, sulla pelle: sei numeri blu, accanto a un piccolo neo che lui non ha mai dimenticato. E allora le dice: “Lenka, sono io. Joseph. Tuo marito”. Perché questa storia, in realtà, inizia a Praga nel 1939. Lenka e Joseph sono due studenti ebrei, si conoscono poco prima dello scoppio della guerra, si innamorano, diventano marito e moglie per lo spazio di una notte ….

 

Alyson Richman Americana, vive a Long Island, New York. I suoi romanzi, tradotti in più di dieci lingue, hanno ottenuto un vasto consenso della critica e di pubblico, tanto negli Usa quanto all’estero, e sono stati selezionati e consigliati da librai indipendenti.

Un giorno, solo tutta la vita è diventato un bestseller in poche settimane. Ispirato alle storie vere di vittime e superstiti dell’Olocausto è un inno alla resistenza dell’animo umano…

La mia recensione

La trama di questo libro mi ha invogliato ad acquistarlo e a leggerlo, divorandolo in pochi giorni: la storia d’amore di Lenka e Josef, ma anche la storia di milioni di ebrei morti nei campi di sterminio durante uno dei periodi più bui e orribili dell’umanità.  Ho aspettato un po’ prima di scriverne la recensione, altrimenti avrei continuato a piangere e provare troppa rabbia mentre scrivevo, perché questo è un libro che mi ha strappato l’anima e poi l’ha ridotta in mille pezzi.

Non so perché vengo attratta da queste storie. Forse perché le storie del passato mi piacciono molto, soprattutto quelle ambientate nel periodo della Seconda Guerra Mondiale. Le leggo e poi me ne pento, perché mi fanno stare male. Mostrano fino a dove può arrivare la crudeltà dell’uomo. Quando gli uomini malvagi nell’anima non hanno più freni inibitori sono capaci di commettere atrocità inaudite.

Questo romanzo ” Un giorno solo, tutta la vita” di Alyson Richman, è scritto così bene che ti cattura fin dalle prime pagine. L’autrice con maestria non solo descrive la storia d’amore di un ragazzo e una ragazza separati dal Nazismo, ma anche la storia di due famiglie e di tanti altri personaggi reali e inventati attraverso le sensazioni e i ricordi di Lenka che di Josef.

Le prime pagine del libro vedono un Josef stanco e vecchio, ormai ultraottantenne, che si prepara ad andare al matrimonio del nipote. I suoi pensieri diventano subito i nostri pensieri e il momento in cui arriva la sposa accompagnata da una donna anziana dall’aria tanto familiare fa battere il cuore anche a me. La storia inizia e finisce con questo incontro. “Lenka, sono io. Joseph. Tuo marito

Da quel momento iniziano un succedersi di ricordi.

Quelli di Lenka, artista, personaggio inventato, ma che ho amato tantissimo, per il suo coraggio e la sua forza. Sicuramente la stessa di tanti ebrei che come lei hanno rischiato la vita pur di combattere il regime del Terzo Reich. Lei che mostra la sua vita, com’era prima dell’arrivo dei tedeschi a Praga. Una vita spensierata  e agiata, insieme alla sua famiglia benestante, la sua baby sitter, l’amore per il disegno e per la pittura, l’arrivo di sua sorella…Poi la crescita, i cambiamenti, l’incontro con l’amica Veruska e poi con Josef.

I ricordi di Josef, medico, invece sono quelli di un vecchio distrutto dalle sofferenze di una vita, che raccontando il passato diventa di nuovo un giovane vitale e forte. Il suo rapporto con il padre prima e dopo la guerra. Il suo amore per Lenka, sempre e ovunque. I suoi sogni, le sue speranze, i suoi desideri che si mescolano con la realtà.

Lenka e Joseph, due cuori, un’unica anima.

Lei che descrive con gli occhi di un’artista il mondo che la circonda con le varie sfumature di colori che man mano che cresce diventano sempre più marcate e più vivide. L’arte cresce con lei.  Il modo in cui descrive i suoi cari è così profondo e familiare.

La madre “La sera la mamma mi rimbocca le coperta e mi dice di chiudere gli occhi. << Immagina il colore dell’acqua ..un’altra volta mi suggerisce il colore del ghiaccio>>;

 Il padre “Mio padre amava la bellezze e le cose belle, e credeva che la sua professione creasse sia l’una sia le altre tramite un’alchimia perfetta. Per plasmare il vetro, la sabbia e il quarzo da soli non bastavano servivano anche il fuoco e l’alito”  ….”

“Le mani di mia mamma erano lisce ma forti; quelle di papà, grandi e coperte da un lieve strato di peluria. Le mani di Josef non somigliavano a quelle piccole e bianche del dottore: avevano un aspetto scultoreo, il dorso ampio, le vene pronunciate, le dita spesse e vigorose”.

Invece Josef osserva gli altri con i suoi occhi da medico: “ Adoro la medicina …il corpo umano è scienza e arte insieme “ ;

Aveva la clavicola pronunciata, sembrava un arco da tiro, e tra i piccoli seni si notava un medaglione…”;

“ Il bacino di una donna è una clessidra capace di scandire il tempo; crea la vita e la protegge…”

E poi arrivano i tedeschi e tutto cambia…arrivano le tenebre che spazzano via i bei colori, rimane solo il rosso del sangue che diventa il colore dominante. Lenka dipinge con il suo sangue il ritratto di una madre che stringe tra le braccia il suo bambino appena nato, la cui vita lo lascerà a breve. Un’ immagine indimenticabile. Come lui tanti bambini lasciati morire di fame, di malattie e di tanto altro, bambini mai nati, bambini strappati a genitori, bambini che non giocheranno più. Donne, uomini privati della propria dignità e lasciati morire senza che il mondo facesse niente per fermare il male.

Josef :“ Ero diventato ostetrico perché ero stanco di essere tormentato dalla morte. Trovavo rassicurante che fossero le mie mani a toccare per prime un essere umano che veniva al mondo. Portare alla luce una vita nuova è un dono, va detto; ogni volta che succede è un miracolo.

Ho tenuto un elenco di ogni bambino che ho fatto nascere, dal primo, nel 1946, all’ultimo, prima di andare in pensione…nell’arco della mia carriera ho fatto nascere duemila ottocento trentotto bambini; ogni nome segnato conta quanto il primo, e ogni volta che poggiavo la punta della penna sul foglio a righe mi sono fermato a pensare al milione e mezzo di bambini morti nella Shoa.”

Non potete immaginare come leggere ciò che è accaduto a quella gente in questo libro  mi ha messo i brividi e mi ha fatto chiedere perdono a quelle stesse persone, morte e non, che hanno sofferto così tanto per la crudeltà  e la meschinità commessa dagli uomini.

Alla storia dei protagonisti ispirati ad un fatto reale, come la stessa autrice spiega alla fine, si intrecciano le storie di persone realmente esistite.

La salvezza è arrivata per pochi che non dimenticheranno mai. Le generazioni future saranno segnate da tanto dolore e non dimenticheranno, perché non si può dimenticare e non si deve dimenticare. Il problema è che l’indifferenza di allora continua ad esistere e facciamo finta che queste cose non accadono ancora. Non ci toccano da vicino, quindi non fanno parte della nostra vita: non ci interessano e basta. Il male e il bene esistono ancora e  sempre e,  in questo romanzo così drammatico ma bellissimo coesistono e combattono in una battaglia che non avrà mai fine.

Anche se qualcuno potrebbe dire che l’autrice prende spunto dalle sofferenze di uomini veramente esistiti, per me invece è servito a conoscere la storia di quegli stessi uomini e donne coraggiosi  che hanno rischiato tutto pur di lasciare una testimonianza di ciò che accadde allora.

Concludo dicendo che questo libro è magnifico anche se parla di dolore. lo consiglio assolutamente a chi ama non solo le storie d’amore che durano per sempre, ma anche a chi ama le storie di un passato non tanto lontano.

Il mio voto è

 

cinque pinguini lettori.

Buona lettura,

L. M.

 

E’ sempre gradito un vostro commento….

 

 

 

 

 

4 pensieri su “Un giorno solo tutta la vita di Alyson Richman

  1. Luce Di Stella

    Una storia davvero molto toccante. Letture del genere spezzano sempre il cuore, ma nel contempo lo rinfrancano perchè evidenziano sentimenti forti e veicolano grandi emozioni.
    Il libro non l’ho ancora letto e mi piacerebbe farlo, anche se da molti mesi ho nella mia libreria il libro “Avevano spento anche la luna” che tratta di un argomento analogo e che ancora non ho letto. Non ho trovato il coraggio per iniziarlo…

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    1. Lucia Autore articolo

      Hai centrato come ci si sente leggendo questi libri…Ti spezzano il cuore. Questo libro è veramente toccante. Aspetterò un po’ di tempo prima di leggerne uno simile…Per un po’ solo letture leggere. Grazie Luce per avere letto la mia recensione.

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  2. Arwen Elfa

    Ciao Lucia grazie per essere passata al Rifugio ora, seguo il tuo blog ed ho aggiunto il tuo Banner alla Pagina Siti Amici del Rifugio.
    A proposito il codice del tuo banner non funziona più (almeno non ha funzionato sul mio blog)
    Ho dovuto prendre l’immagine a aggiungerci il Link del tuo blog.
    Buon fine settimana

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