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29 aprile 2021 Segnalazione “Memoires. Olga I. Korostovetz” (1895-1993) – Diario di un’epoca di Carlo Gastone

Ciao amici,

ritorno dopo tempo, per segnalarvi una raccolta di memorie di una donna, Olga, nonna del dott. Carlo Gastone che mi ha contattato, rendendomi partecipe di questo suo interessante progetto: “Memoires. Olga I. Korostovetz (1895-1993)“, edito da Phatos Edizioni.


Editore: Pathos Edizioni
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 27 marzo 2020
Pagine: Rilegato
Link d’acquisto qui

Trama

Nel diario di Olga I. Korostovetz, figlia del diplomatico Ivan Jakovlevic Korostovetz, riportato alla luce dal nipote Carlo Gastone, scopriamo oltre ai successi già ottenuti nel 1905 col trattato di pace a Portsmouth nella guerra russo-giapponese, anche i protagonisti dell’evoluzione di Russia e Mongolia, attraverso la narrazione di una vita quotidiana colma di grandi eventi che hanno modificato l’assetto politico dei due paesi.

Foto del libro di Carlo Gastone "Memories. Olga. I. Korostovetz
Olga Ivanovna Korostovetz.

Dettagli sull’opera

Si tratta di un’opera di 216 pagine contenente oltre al testo anche svariate fotografie storiche . Sono racconti veri di una vita avventurosa della figlia di un diplomatico tsarista di successo, Ivan J. Korostovetz (1862-1932), personaggio noto di una Russia Imperiale, Teocratica e Patriarcale. Olga descrive abitudini e usanze locali anche in presenza di personaggi conosciuti in Paesi: quali la Cina, il Giappone, la Mongolia e la Persia. Ritrae suggestivi affreschi di vita quotidiana in ambienti molto particolari. Per esempio riporta la descrizione dettagliata dell’udienza con lo Scià di Persia, o del viaggio sulla Transiberiana, appena finita di costruire, da San Pietroburgo a Pechino sul vagone messo a disposizione del diplomatico.  Narra, inoltre, alcuni cambiamenti epocali a cavallo del ventesimo secolo che vengono da lei vissuti in prima persona e che stanno già ad indicare la fine inevitabile di un periodo storico giunto al termine.

Foto del libro "Memories. Olga. I. Korostovetz
Ammiraglio Yevgeny I. Alekseyev.

Il libro nasce dopo la morte della madre di Carlo Gastone, avvenuta nel gennaio del 2012 ed a seguito del ritrovamento di una vecchia valigia, appartenuta alla nonna. Questo bagaglio conteneva documenti ed oggetti personali salvati dalla rivoluzione bolscevica nel 1917 quando Olga era venuta in Italia per sposarsi  a Roma nel 1916 con un ufficiale della Marina Militare Italiana, Renato Strazzeri, conosciuto a Pechino dove era stato distaccato presso la Legazione d’Italia (all’epoca del Conte Sforza). Tra i vari certificati, fotografie e manoscritti rinvenuti, alcuni dei quali appartenuti al suo bisnonno, trovò alcuni quaderni che riportavano le sue memorie elaborate in francese.
Premesso ciò e dopo aver fatto non poche indagini, durate ca. 3 anni (coinvolgendo 3 ricercatori universitari rispettivamente in: Mongolia, Russia e Israele e altri professori italiani di chiara fama oltre al noto slavista Piero Cazzola), sulla figura del suo bisnonno Ivan Jacovlevich Korostovetz (padre di Olga), ha deciso di tradurre io stesso il testo e di far pubblicare le memorie della nonna Olga.

Le memorie coprono il periodo che va dal 1895 al 1970 e sono un fresco condensato di storia vissuta in momenti alquanto difficili ed avventurosi per quei tempi.

Per poter meglio comprendere il valore di questa donna, è stata inoltre tradotta una piccola parte delle memorie che raccontano la sua vita di quando ella era già sposata e viveva in Italia. Ritenendo d’interesse per il lettore comprendere lo spirito e il coraggio con cui alcuni russi espatriati, a causa della rivoluzione, hanno saputo sopravvivere alla loro tragedia.


Stralcio di alcune parti del testo

Avendo iniziato a leggere in questi giorni il libro di mio padre “Russia in Estremo Oriente” (The Boxers nel 1900), mi rendo conto oggi che prima di andare in Giappone, la nostra famiglia si era fermata per qualche mese a Port Arthur, base navale della flotta russa nel Pacifico. Sfogliando i miei album ho persino trovato qualche fotografia (foto 11bis Port Arthur 1900 Ivan con i segretari cinesi), una in particolare con il comandante Schwank, personaggio di rilievo dell’organizzazione militare russa, un’altra con il signor Tideman che era il segretario di mio padre presso l’ammiraglio Alekseyev ed infine una terza con la mia brava Juliette, vestita in modo molto elegante, e ripresa con una mia amichetta di nome Fanny. 

    Quando, tuttavia, la situazione divenne insostenibile e pericolosa per noi, mio padre ci spedì tutti con Mamma a Chefoo e mi pare di ricordare che da lì partimmo direttamente per il Giappone. Papà rimase in un primo momento a Port Arthur e poi si recò a Tientsin durante l’assedio dei Boxers, inviando da lì le sue relazioni all’ammiraglio Alekseyev (fratellastro di Nicola II).

   La città era costantemente bombardata e vivere a Tientsin era diventato molto pericoloso. In quel periodo, vale a dire nel giugno-luglio del 1900, Pechino era assediata dai Boxer, ma quando dico Pechino, intendo dire il quartiere delle legazioni. Solamente dopo tre mesi dall’inizio dell’assedio gli alleati europei riuscirono ad arrivare fin sotto le mura della città per poter così liberare le ambasciate. L’assedio alle legazioni fu spaventoso e furono pubblicati numerosi libri su questo evento e pertanto non mi dilungo sull’argomento, anzi non ne parlo proprio.

Biografia dell’autore: Carlo Gastone

Ex dirigente industriale. Nasce nel 1950 a Johannesburg in Sud Africa. Proviene da una famiglia internazionale. È poliglotta. Ha passato parte della sua infanzia, dove ha fatto le elementari, all’Avana Cuba e a New York Usa. All’inizio degli anni 60 è rientrato in Italia e dopo aver conseguito la licenza liceale si è laureato a Torino in Giurisprudenza. Dopo aver vissuto per ragioni di lavoro a Lagos in Nigeria, a Brescia ed a Slupsk in Polonia dove ha svolto svariati incarichi rientra a Torino dove risiede attualmente in pensione. Oggi coltiva svariati interessi tra cui quello di ricostruire la storia e la genealogia della propria famiglia andata in parte dispersa a causa di eventi bellici e rivoluzionari. Decide di conoscere un po’ meglio le sue radici russe di cui la madre, nel corso degli anni, non era stata molto prodiga d’informazioni. Alla morte di sua mamma, avvenuta nel gennaio del 2012, trova una valigia appartenuta alla nonna con dentro svariate fotografie, certificati e documenti d’interesse storico trai quali alcuni quaderni scritti in francese contenenti le memorie. La passione e l’amore per la sua progenitrice lo spinge a proseguire nelle sue indagini e dopo non poche ricerche sulla figura storica del padre di sua nonna Ivan Jacovlevich Korostovetz (1862-1932) decide di tradurre e di far pubblicare in Italia le memorie di Olga I Korostovetz.


Spero che l’articolo abbia suscitato la vostra curiosità. Per qualsiasi altra informazione sull’opera potete contattarmi in privato o lasciare un commento.

A presto,