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21/05/2019 Recensione “Regina dell’Aria e delle Tenebre” di Cassandra Clare

“Regina dell’Aria e delle Tenebre” è il terzo capitolo della trilogia Dark Artifices di Cassandra Clare. Chi mi segue sa quanto sia appassionata al mondo degli Shadowhunters e, quindi, aspettavo con trepidazione l’uscita di questo terzo volume, ma non l’ho letto subito. Ho aspettato il momento giusto per farlo, in modo da leggerlo con tranquillità e attenzione. Mentre lo leggevo mi è anche capitato di sognare di essere nel mondo dei cacciatori di ombre e, posso dire che, non è affatto facile.

La stessa recensione è pronta da un po’ ma questo periodo è stato ed è così intenso che non sono riuscita a trovare il tempo per inserirla nel blog. 😒

Premesso questo, credo che sia giunto il momento di esprimere le mie impressioni su questo tomo di ben 800 pagine che scorrono via piacevolmente.

SE NON AVETE LETTO “SIGNORE DELLE OMBRE”, NON PROSEGUITE LA LETTURA DELLA RECENSIONE. SPOILER DEI LIBRI PRECEDENTI.

Prima di leggere “Regina dell’Aria e delle Tenebre”, ho riletto l’ultimo capitolo del secondo volume di Dark Artifices , “Signore delle ombre”, per immergermi nuovamente nella storia dei due protagonisti Julian Blackthorn ed Emma Carstairs.

Ci avevano lasciato nella sala del consiglio dove Julian, in lacrime e disperato, tiene tra le braccia il corpo senza vita di sua sorella Lyvia. Non era stato un bel finale!.

“Regina dell’aria e delle tenebre” inizia quindi con un’atmosfera di dolore per la perdita. Un dolore che i fratelli Blackthorn cercheranno di superare ognuno a suo modo.

Questo terzo volume rispetto ai due precedenti volumi della trilogia mi è piaciuto di più. Cassandra Clare è bravissima a raccontare i sentimenti e le emozioni dei personaggi e a parlare d’amore, che diventa in assoluto il protagonista supremo in tutte le sue forme senza distinzione. Rispetto ai precedenti libri, il mondo degli Shadowhunters è aperto ai cambiamenti e mette da parte i pregiudizi. Inizialmente l’unico amore un po’ fuori dai soliti schemi  era stato quello di Alec e Magnus Bane, il Sommo Stregone di Brooklyn, poi però entrano in gioco nuovi personaggi, nuove storie e manifestazioni d’amore.  La scrittrice da spazio a tutti e manda un messaggio ai suoi lettori:  c’è la famiglia dove c’è l’amore.

La “diversità” che crea odio e sofferenze nel nostro mondo reale, in questa trilogia è fortemente sentita. I nascosti sono diversi e quindi devono essere allontanati dal mondo degli Shadowhunters attraverso barriere. Vi ricorda qualcosa?

Leggendo questo romanzo ho percepito queste cose e l’ho apprezzato.

Se “Regina dell’aria e delle tenebre” mi è piaciuto di più rispetto ai due precedenti capitoli di “Dark Artifices”, per il resto la trilogia “Infernal Devices” rimane la mia preferita in assoluto, così come i suoi protagonisti: Tessa, Will e Jem.  Anche se la protagonista che mi ha fatto innamorare della saga degli Shadowhunters è Clary Fairchild in “The Mortal Instruments”.

In questo terzo volume di Dark Artifices ritroviamo tutti ( o quasi) i personaggi dei libri precedenti. E’ bello ritrovarli, ma non sono approfonditi, a mio parere. Nostalgia? Forse.

“Regina dell’Aria e delle Tenebre” è curato nelle illustrazioni perché tra le pagine ne troviamo diverse e il retro di copertina nasconde anche un poster molto bello. Se questo è un punto a favore per questa edizione, invece, ho notato  diversi errori nella traduzione che mi hanno fatto storcere il naso per non dire altro: scambi di nome e frasi con sintassi errate, soprattutto nelle prime centinaia di pagine. Considerando che il libro costa non poco, la casa editrice dovrebbe stare più attenta a non commettere questi errori. 

Nel complesso, credo che questa trilogia non mi abbia dato le emozioni che cercavo, che invece i precedenti romanzi di Cassandra Clare mi avevano dato. Soprattutto non sono riuscita a immedesimarmi nei protagonisti Julian ed Emma. Sensazione che ho avuto fin dall’inizio. E’ come se mancasse qualcosa. Normalmente alla fine dei libri sentivo un vuoto, una mancanza, invece questa volta no. Ho apprezzato, invece, altri personaggi della storia che in futuro potrebbero regalarmi qualche piacevole sorpresa: Kit Herondale e Ty Blackthorn e un po’ anche Drusilla e Cristina. La coppia Kit e Ty mi è piaciuta molto. Quando leggevo di loro ero entusiasta.

L’epilogo lascia spazio infatti a nuovi sviluppi per personaggi vecchi e nuovi.

Per concludere, la trilogia è stata una piacevole lettura, ma non all’altezza degli altri libri di Cassandra Clare. Continuerò a seguirla e a parlare del mondo degli Shadowhunters finché non mi stancherò di farlo. Come sapete ho una rubrica su questo mondo fatto di angeli e demoni, anche se ultimamente l’aggiorno poco.

Alla fine del romanzo, in appendice, c’è un racconto:  “Un amore che non si stanca mai”.  Il racconto breve, vede come protagonisti  Jace Herondale e Clary Fairchild in uno scenario così tenero da far battere il cuore ai lettori più romantici. In queste poche pagine Cassandra Clare ha messo talmente tanta passione e romanticismo che vi farà ricordare perché vi siete innamorati dei suoi libri. Assolutamente da leggere.

“Ti amo perché ho bisogno di te come la luce e l’aria, come dei gessetti e della pittura, come di tutte le cose belle del mondo…”

Il mio voto è

4 pinquini lettori.

Voi avete letto “Regina dell’Aria e delle Tenebre”? Vi è piaciuto? Lasciate, se vi va, una vostra opinione.

A presto,

04/04/2019 Recensione “Per lanciarsi dalle stelle” di Chiara Parenti”

Risultati immagini per per lanciarsi dalle stelle
Costo ebook: 1,99 euro
Costo cartaceo: 16,90 euro
Copertina rigida: 345 pagine
Editore: Garzanti Libri (14 giugno 2018)
Collana: Narratori moderni

Trama

“Fai almeno una volta al giorno una cosa che ti spaventi e vedrai che troverai la forza per farne altre”. Sono queste le parole che Sole trova nella lettera che la sua migliore amica le ha scritto poco prima di ripartire per Parigi, subito dopo l’unico litigio della loro vita. Quel litigio di cui Sole si pentirà per sempre, perché non rivedrà mai più Stella, la persona più importante per lei. Sole non smette di guardare quel foglio perché, anche se ha solo venticinque anni, non c’è nulla di più difficile per lei che superare le proprie paure. Sa che, se le tiene strette a sé, non c’è nulla da rischiare: il lavoro sicuro per cui ha rinunciato al sogno di fare l’università; il primo bacio mai dato perché è meno pericoloso immaginarlo tra le pagine di un libro che viverlo realmente. Ma ora Sole non può più aspettare. Lo deve alla sua amica. Così per cento giorni affronta una paura alla volta: dal lanciarsi con il paracadute al salire sulle montagne russe; dall’attraversare un bosco sotto il cielo stellato al fare un viaggio da sola a Parigi. Giorno dopo giorno, scopre il piacere dell’imprevisto e dell’adrenalina che le fa battere il cuore.

Immagine correlata

Ultimamente le stelle sono diventate protagoniste delle mie letture. Due mesi fa ho letto “Se i pesci guardassero le stelle” di Luca Ammirati edito dalla DeA Planeta Libri. Da poco, invece, ho finito di leggere “Per lanciarsi dalla stelle” di Chiara Parenti edito dalla Garzanti. Entrambi i libri parlano della ricerca di un posto nel mondo e di affrontare con coraggio e determinazione ciò che la vita ci pone davanti. Sono contenta di aver seguito come sempre il mio cuore nella scelta delle mie letture.


La mia opinione

“Per lanciarsi dalle stelle” è un romanzo che fa riflettere sulle paure che a volte rendono incapaci di vivere appieno la vita.

 La protagonista è Sole, una giovane ragazza che per tutta la sua vita è rimasta in uno stato di quasi immobilità per le sue tante paure. L’opposto della sua migliore amica Stella, sempre pronta a lanciarsi in nuove sfide senza preoccuparsi dei giudizi degli altri. Ma qualcosa di inimmaginabile spezzerà il legame che le unisce.  Dopo un litigio le due amiche prenderanno strade diverse.

“Il giorno in cui il mondo finisce, io vado a lavorare come al solito…”

Il dolore sarà l’inizio di una rinascita per Sole, che seguirà finalmente i consigli dell’amica, per superare con coraggio le sue paure e vivere, così, la vita a trecentosessanta gradi.

La storia di Sole è un po’ la storia di chi, per traumi del passato o per un rapporto troppo soffocante, come quello tra genitori e figli o  tra compagni di vita, non riesce ad uscire dal proprio stato di paralisi emotiva. Proprio per il tema trattato mi ha ricordato un po’ i racconti di James Joice, Gente di Dublino, dove la paralisi è un problema che rende prigionieri  i protagonisti, senza però trovarne una via d’uscita.  Invece in questo libro l’autrice, Chiara Parenti, con bravura, affronta la stessa problematica con trasporto, ironia ed emozioni forti, riuscendo a non far fuggire la protagonista, ma liberandola dalle proprie insicurezza.

“La paura non è più un limite, è un’opportunità.”

 Il dolore di non vedere più chi si ama, il fallimento, la paura di non farcela o di deludere chi ci sta vicino, diventano le sfide di tutti i giorni per Sole.

“Il dolore è la sola via della rinascita. E’ paziente silenzioso. Scava un vuoto, si annida negli anfratti di noi e aspetta solo il momento per uscire fuori. E’ nocivo solo se lo ignoriamo. Allora può trasformarsi in rabbia e in paura. Ma se lo lasciamo fluire e lo ascoltiamo fino in fondo….., lui si trasformerà nel bocciolo di qualcosa di nuovo.”

Questo romanzo così genuino, delicato e potrei aggiungere incantevole, mi ha conquistato.

Lo stile è scorrevole, piacevole e soprattutto dinamico.  Non riuscivo a staccarmi dal leggerlo perché è anche pieno di adrenalina.  Non vedevo l’ora di scoprire le nuove sfide di Sole, accompagnate dalla canzone “It’s my life” dei Bon Jovi, che ha un significato particolare anche per me.  Se non la conoscete, vi consiglio di ascoltarla.

It’s my life
And it’s now or never
I ain’t gonna live forever
I just want to live while I’m alive

E’ la mia vita
È adesso o mai più
Non vivró per sempre
Voglio solo vivere finché sono vivo

La musica fa parte della storia di Sole.  Infatti le note di “La vie en Rose l’accompagnano mentre visita la città di Parigi.

Quand il me prend dans ses bras
Il me parle tout bas
Je vois la vie en rose

Il me dit des mots d’amour

Mi sono immedesimata in lei su molte cose. Forse in alcuni momenti la protagonista ha rasentato la follia e i suoi pensieri erano troppo anche per me, un po’ da favola, ma sicuramente il messaggio di questo romanzo è di non fermarsi davanti agli ostacoli, di scoprire i propri desideri e seguirli con coraggio e determinazione.

Mia figlia dice che ho mille paure, ma ogni giorno, nonostante tutto provo ad affrontarle. Provo a superare la paralisi che altrimenti non mi farebbe vivere appieno la vita. Anche se il giorno dopo ritorno ad avere le stesse identiche paure.

Consiglio di leggere questo romanzo, perché vi darà una  carica in più per affrontare con coraggio le sfide della vita.

Il mio voto è 4,5 pinguini lettori. 

Concludo con le parole di “It’s my life”, che vi porti lontano, insieme a Sole, fin dove il vostro cuore e la vostra mente vi lasceranno andare.

Tomorrow’s getting harder, make no mistake
Luck ain’t enough
You’ve got to make your own breaks

It’s my life
And it’s now or never
I ain’t gonna live forever
I just want to live while I’m alive ( Bon Jovi)

Il domani è sempre più difficile, non fate errori
La fortuna non è neppure fortunata, dovete farvi i vostri freni
E’ la mia vita
Ed è ora o mai
Non vivró per sempre
Voglio solo vivere finché sono vivo.

Buona lettura,

P.S

Proprio in questi giorni è uscito l’ultimo romanzo di Chiara Parenti: Un intero attimo di beatitudine. Sono certa che sarà uno splendido libro, perché quest’autrice ha un talento innato per catture le emozioni e i sentimenti, trasformandole in parole. Trovate la segnalazione nel blog qui.

Ringrazio la casa editrice Garzanti per avermi omaggiato della copia digitale.

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