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19-02-2022 Recensione – Il maialino di Natale di J.K. Rowling

Jack adora il suo maialino di pezza, Mimalino, detto Lino. È sempre lì per lui, nei giorni belli e in quelli brutti. Una vigilia di Natale, però, succede una cosa terribile: Lino si perde. Ma la vigilia di Natale è il giorno dei miracoli e delle cause perse, è la notte in cui tutto può prendere vita… anche i giocattoli.
Jack e il suo nuovo pupazzo, il Maialino di Natale (fastidioso sostituto fresco di negozio), si imbarcano in un piano audace. Insieme intraprenderanno un viaggio mozzafiato nella Terra dei Perduti, dove ‒ con lʼaiuto di un portapranzo parlante, di una bussola coraggiosa e di un essere alato di nome Speranza ‒ cercheranno di salvare il miglior amico che Jack abbia mai avuto dal terribile Perdente: un mostro fatto di rottami che divora ogni cosa…

“Il maialino di Natale” (The Christmas Pig), è l’ultimo libro di J.K Rowling, creatrice del famoso maghetto Harry Potter. Avevo già letto un altro libro per bambini “L’Ickabog” scritto dalla stessa autrice, ma se questo dava un senso di inquietudine e le atmosfere erano a volte cupe, in quest’ultimo romanzo tutto ciò sparisce per dare spazio ad una storia tenera, dolce e piena di magia. Una storia adatta sia ai bambini che agli adulti che parla direttamente al cuore. Credo che sia uno dei romanzi più belli scritti dalla Rowling. L’ho amato dalla prima all’ultima pagina. Mi è piaciuto tantissimo. Volete che aggiunga altro?

Se il titolo non mi aveva molto ispirato perché pensavo ad una storia natalizia a tutti gli effetti, mi sono ricreduta strada facendo. Si, parte della storia è ambientata durante la Vigilia di Natale, ma quello che porta i protagonisti ad affrontare il viaggio per ritrovare un caro amico, è la vita reale. Jack è un bambino buono e sensibile che ogni giorno da quando è nato deve affrontare le sue paure e le sue insicurezze. Lo fa con l’aiuto della sua mamma e di un maialino di pezza, ormai logoro, che lui chiama Mimalino, detto Lino. È il suo migliore amico, quello a cui racconta tutto. Un amico capace di ascoltare e sempre pronto a proteggerlo nei momenti difficili, nei momenti in cui deve affrontare i cambiamenti. Lo stesso vale per Jack.

Un giorno però Jack non riesce a proteggerlo e lo perde. La Vigilia di Natale, la notte delle cose perse e delle cause perse, con coraggio e con l’aiuto di un nuovo amico, decide di cercarlo affrontando un lungo viaggio che lo porterà in un mondo fatto di sentimenti ed emozioni.

Sotto diversi punti di visti mi ha ricordato un po’ i cartoni della Pixar: “Toy Story” e “Inside Out” e come questi appassiona e fa sognare. L’autrice con la sua fervida fantasia trasporta il lettore in un turbinio di emozioni forti, di incontri pazzeschi e inaspettati come la Felicità e la Speranza.

Bellissime anche le illustrazioni che accampognano la lettura, rendendo ancora più magico il viaggio di Jack.

Non è solo il viaggio che colpisce, ma tutto quello che sta dietro alla vita di Jack, a ciò che lo ha portato ad affrontare il viaggio. Alla sua vita prima della Vigilia di Natale, prima di perdere Lino. Lui così piccolo, non ha molte scelte. Le scelte vengono fatte dagli adulti, senza tenere in considerazione le sue.  I sentimenti e le emozioni che lui prova vanno dritto al cuore di chi legge la sua storia. Alla fine rimane un senso di malinconia, ma questa volta Jack potrà fare la sua scelta, senza che gli altri la facciano per lui. Sarà una scelta difficile, ma coraggiosa.

Un libro che consiglio a tutti perché fa riflettere sul senso dell’amicizia, della famiglia, dell’appartenenza a qualcuno, sulle cose che diamo sempre per scontate, su ciò che la vita ci riserva ogni giorno.

Il mio voto non può che essere di

5 pinguini lettori.

A presto,

la vostra blogger Lucia.