Segnalazione SteamBros Investigations: L’armonia dell’imperfetto – Intervista agli autoriri

08/01/2018 Segnalazioni e consigli di lettura

SteamBros Investigations: L’armonia dell’imperfetto

Per chi ama le detective story alla Sherlock Holmes con un pizzico di Steampunk, non potete non leggere “SteamBros Investigations: L’armonia dell’imperfetto”

di Alastor Maverick  L.A. Mely 

Autori: Alastor Maverick e L.A. Mely 

Genere: Steampunk/Giallo

Costo ebook: 2,99 euro

Costo cartaceo: 14,90 euro (Costo Amazon 12,67)

Collana: Dark Zone

Pag 150

Link d’acquisto qui

 

Sinossi

Il mondo è dominato dalla meraviglia dei motori a vapore e delle macchine elettriche. La gloria e il lusso appartengono ai ricchi e ai potenti che lasciano le classi meno abbienti a vivere nella miseria. In questo miasma di fumo e carbone emergono le menti più brillanti, siano esse volte al crimine o alla giustizia. Nicholas e Melinda Hoyt sono due investigatori privati, schierati al servizio della giustizia, fondatori dell’agenzia “Hoyt Brothers Investigations”. Quando un apparente caso di suicidio porta a galla frammenti del loro passato, solo una grande dose di fortuna, intelligenza e vapore potrà far emergere la verità e salvargli al vita.

Questo romanzo è il primo vincitore tra diversi libri partecipanti all’evento di Natale 2017 del mio blog ad essere stato segnalato e successivamente recensito da me. Come già detto : “SteamBros Investigations – L’armonia dell’imperfetto”  l’ho scelto perché mi piacciono le detective story e perché gli ingranaggi sono parte del mio lavoro. Inoltre l ’epoca Vittoriana ha sempre avuto una forte attrattiva su di me.

Perchè leggere questo libro?
Se apprezzate i gialli e le detective story o semplicemente se volete arrivare alla soluzione prima dei nostri investigatori mettendo alla prova le vostre capacità deduttive, questo è il romanzo che fa per voi. Con una spruzzata di sano steampunk che non guasta mai (A.Maverik)


Qualche curiosità sul romanzo e sugli autori

Benvenuti nel mio blog!  Ecco alcune semplice domande per soddisfare alcune mie curiosità e anche quelle dei lettori che vogliono leggere o hanno già letto il vostro libro. 

  • Chi sono gli autori di SteamBros Investigations? Raccontatemi di voi e soprattutto del vostro rapporto con il mestiere di scrittore/scrittrice.

LUI: Salve a tutti. Io sono Alastor e sono dell’82. Nella vita ho fatto moltissime cose prima di scoprire quale fosse la mia passione. Ho un libretto di lavoro alto oltre un centimetro, è imbarazzante. Diciamo che ho provato molte cose e nessuna di queste mi ha preso veramente. In un momento buio della mia vita mi sono rinchiuso dietro ad un monitor e ho cominciato a interagire virtualmente con altre persone tramite un gioco di ruolo che prevede l’uso di una chat per descrivere le azioni del proprio personaggio e da lì è cominciato tutto. Ho scoperto che adoravo scrivere e creare emozioni nei miei interlocutori, tanto che è stato difficile smettere di giocare. Era diventata come una droga, ma per assurdo è proprio in questo sistema che ho conosciuto L.A. Mely. Da quel momento ci siamo sentiti spesso e un bel giorno di tre anni fa abbiamo deciso di mettere le nostre parole su carta e tentare la fortuna nel mondo editoriale. Ovviamente siamo esordienti e per nulla esperti nella via che abbiamo scelto di intraprendere. Tutt’ora ci stiamo formando, facciamo esercizi di scrittura, chiediamo consigli. Più che scrittore per mestiere mi reputo un apprendista scrittore. Osservo i miei colleghi, chiedo loro consigli, compro manuali e me li leggo tutti, seguo video e blog di alcuni esperti del settore. Insomma, quel che è certo è che voglio diventare uno scrittore con tutte le mie forze, ma non posso ancora definirmi tale. Non tanto per ciò che significa il termine ma piuttosto perché quando cerco di appellarmi come scrittore non lo sento ancora dentro. Mi sembra di non essere onesto con me stesso. Appena riuscirò a dire che sono uno scrittore senza arricciare il naso, allora sarò pronto per passare al livello successivo.

LEI: Ciao, io sono L.A. Mely e sono il lato femminile della coppia. Scherzi a parte sono una ragazza figlia degli anni ’80, anche se sono nata agli “sgocciolissimi” degli anni ’70, che ha sempre avuto la passione per la scrittura. Quando ero piccola non riuscivo praticamente mai ad appassionarmi a quello che leggevo, per il semplice fatto che quasi nessun protagonista era una ragazza e io, per poter vivere a pieno un’avventura, nel protagonista mi ci devo rivedere. Mi sono così detta che le “mie avventure” le avrei scritte da sola e ho chiesto a Babbo Natale una macchina da scrivere: Avevo 8 anni. Scrivere è sempre stata la mia immensa ed unica valvola di sfogo ma, purtroppo, da sola non sono mai riuscita ad arrivare da nessuna parte e, attorno ai 20 anni, ho chiuso il sogno in un cassetto e lasciato perdere. Non era il momento giusto, deduco.

  • Perché avete scelto entrambi degli pseudonimi? Cosa significano questi nomi per voi?

LUI: Più che uno pseudonimo il mio è nato come soprannome. Me lo affibbiarono a scuola dopo una lezione di mitologia greca. Alastor infatti è un dio minore personificazione dell’equilibrio e della vendetta. Valutava un torto e riversava sull’esecutore la medesima sorte. Possiamo associare questo dio minore al moderno Karma con l’unica differenza che questo era particolarmente violento. Non che io fossi come lui, intendiamoci. Ma mi interessai così tanto a questa figura a differenza dei miei compagni che volevano saperne di più riguardo alle divinità maggiori, che alla fine mi si appiccicò sulla fronte come un’etichetta. Tutto sommato non mi dispiacque e decisi di tenermelo. Per quanto riguarda Maverick avete presente il film interpretato da Mel Gibson? Sì, corretto. Mi piace il poker texas hold’em e per un breve periodo della mia vita ho giocato come semiprofessionista online.

LEI: Lo pseudonimo, per me, è quel tanto di mistero che consente allo scrittore di sentirsi parte di quanto scrive essendo libero da costrizioni e schemi. Nel momento in cui firmi un libro con il tuo pseudonimo tu sei parte di quanto scrivi, sei uno dei personaggi, sei parte della tua storia. Credo di aver sempre pensato questo degli autori che scelgono uno pseudonimo: Nel momento in cui cominciano a scrivere svestono i panni di tutti i giorni e indossano parte della storia che stanno narrando. Il mio ha un significato doppio perché può essere letto in due modi distinti.

Un modo è legato a una questione affettiva ed è il modo in cui mi hanno sempre chiamata, fin da bambina, le persone a cui tengo di più. L’altro modo è molto più universale ed è, principalmente, un omaggio a tanti altri artisti che hanno lettere puntate nel nome e con quel nome hanno firmato opere che resteranno nella storia per sempre (J. R. R. Tolkien, J. K. Rowling, P. L. Travers, J. M. Barrie, A. A. Milne …).

  • Come è stato scrivere un romanzo a quattro mani?

LEI: Per scrivere a quattro mani occorre riuscire a trovare altre due mani che trovino un punto di contatto e incastro con le tue. Non è facile come schioccare le dita. Se non ci sono punti stilistici in comune non c’è verso di arrivare a nulla. Noi ci siamo trovati perché entrambi avevamo un sogno ma ci mancava quel qualche cosa che l’altro aveva e il nostro risultato finale si incastrava a perfezione, o almeno spero vivamente che al lettore il risultato finale piaccia almeno quanto è piaciuto a noi crearlo.

LUI: Direi che la mia collega ha risposto egregiamente a questa domanda. Io aggiungo solo che per cominciare un’avventura di questo tipo serve fiducia ma soprattutto una gerarchia. Bisogna decidere a monte chi si prenderà la responsabilità delle decisioni che vedono i due scrittori in disaccordo. Nessuna idea viene scartata ma solo archiviata per essere poi recuperata in una storia successiva. Abbiamo file e file di scritti che forse non vedranno mai la luce, ma intanto sono stati creati e un giorno torneranno sicuramente utili. Quindi “Fiducia”, “Passione” e “Disciplina”

  •          A quali libri vi siete ispirati scrivendo questa storia?

LUI: Io ho avuto i miei spunti da Charles Dickens, Arthur Conan Doyle e in minor parte da Howard Phillips Lovecraft. Non ho la presunzione di scrivere come questi mostri sacri della letteratura ma mi piace l’idea di poter muovere i nostri personaggi nelle fantastiche ambientazioni create da loro. La commistione tra romanzo giallo e steampunk è nata proprio in questo modo. Non ho idea di dove ci porterà ma sicuramente abbiamo amato crearla e ci siamo divertiti a raccontarla.

LEI: Nel mio caso, più che a dei libri, mi sono ispirata a dei personaggi e a degli autori. Le atmosfere di Charles Dickens, i personaggi di Sir Arthur Conan Doyle sono andate a fondersi con atmosfere e personaggi più recenti colti anche solo nelle interpretazioni di attori in film e telefilm. Non ho mai avuto un mio stile preferito, nell’ambito della lettura. Un libro deve sapermi afferrare e trascinare nella narrazione. La scrittura per immagini è il nostro stile. Il lettore deve vedere quello che sta leggendo.

  • Nicholas e Melinda Hoyt  hanno una personalità molto diversa. Questo contrasto appartiene anche a voi?

LUI: Ci sono tratti caratteriali che mi appartengono sia in Melinda che in Nicholas. Non posso dire a chi dei due somiglio maggiormente perché di fatto calcolando tutto andrei a fare una patta. Molte volte il contrasto che si può intravvedere nei personaggi è un contrasto interiore che mi appartiene in toto. Quante volte avrei voluto dire o fare qualcosa, ma poi mi sono morso la lingua o ho fatto un passo indietro? Non le so contare, ho finito le mani. I due Hoyt rappresentano il coraggio, l’istinto e l’impulsività con Melinda, ma anche l’attenzione, il calcolo metodico e la pianificazione con Nicholas. Con L.A. Mely riusciamo a completarci a vicenda mettendo una pezza sulle falle. I periodi bui ci sono sempre così come ci sono i momenti felici. Noi semplicemente sappiamo sorreggerci a vicenda.

LEI: Dal mio punto di vista il carattere complesso di Melinda ha molto di me, anche se spero di non apparire assurda quanto lei e spero di non essere pungente come lei. Per quanto concerne Nicholas ci vedo tante cose di Alastor come la pazienza, il profondo senso dell’analisi, la capacità organizzativa e poi la forza. Ammiro profondamente la forza del mio coautore. I nostri personaggi sono molto complessi e composti da numerose sfaccettature che vanno a unirsi per creare il singolo personaggio. Anche solo leggendo i due episodi speciali gratuiti (uno di Halloween e uno di Natale) si percepiscono lati dei loro caratteri che non si coglievano nel primo episodio. Una cosa che ci accomuna a loro, dal mio punto di vista, è che loro sono fratelli di sangue e si capiscono e percepiscono al volo. Per me Alastor è davvero il mio fratellino anche se siamo nati da genitori differenti ha la stessa capacità di Nicholas di capire e far ragionare Melinda. In molte circostanze, se non ci fosse stato lui, sarei partita a testa bassa come un ariete e avrei fatto danni. Non smetterò mai di ringraziarlo per essere sempre la persona meravigliosa che è con me. Ecco, posso dire di si, I fratelli Hoyt hanno tanto di noi, ma non tutto per fortuna.

  • Chi ha realizzato la splendida copertina del vostro romanzo?

ENTRAMBI: La nostra maga delle cover è Lia Winchester, uno pseudonimo anche il suo, che è l’autrice di tutte le nostre cover. Amiamo molto affidare il biglietto da visita dei nostri libri a lei perchè capisce sempre al volo quello che vogliamo raccontare e sa sempre stupirci e lasciarci senza parole

  •   State già pensando ad un seguito  di SteamBros Investigations – L’armonia dell’imperfetto?

ENTRAMBI: Il progetto “SteamBros” è nato proprio per essere una saga. In questo momento la casa editrice Dark Zone sta valutando e correggendo il nostro secondo libro che uscirà quest’anno. Se la Trilogia si trasformerà in qualcos’altro andando oltre i tre volumi dovrà dircelo il pubblico di lettori che sceglierà di leggerci. A noi piace molto muovere i fratelli Hoyt nel loro mondo a vapore, ai nostri amici lettori piacerà leggerli? ; -)

Grazie. E’ stato molto interessante leggere di voi e del vostro romanzo. Siete una coppia vincente e sono sicura che arriverete in alto, basta crederci. Infatti l’apprendista stregone diventa alla fine un grande  stregone. Appena possibile leggerò il vostro romanzo e come già promesso vi darò il mio parere in merito.


A presto,

con i miei consigli e le mie segnalazioni,

Lucia M.

I commenti sono sempre molto graditi.

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2 pensieri su “Segnalazione SteamBros Investigations: L’armonia dell’imperfetto – Intervista agli autoriri

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