La mia opinione su “Ultima Thule” di Massimo Valentini

Ciao amici,

per me quest’anno è iniziato bene per quanto riguarda le letture. Oggi, infatti, vi voglio parlare del primo libro che ho letto nel 2021. Che ne dite di scoprirlo insieme?


“Ultima Thule” di Massimo Valentini

“Ultima Thule” è un romanzo dell’autore Massimo Valentini. E’ un libro speciale perché mi è stato regalato per Natale e mi ha accompagnato nel passaggio tra il vecchio e il nuovo anno. E’ speciale perché è stato pubblicato nel 2008, ma uscirà presto la ristampa con una nuova casa editrice e un nuovo titolo e, infatti, questa era una delle due ultime copie originali rimaste all’autore. Massimo Valentini mi ha fatto questo dono graditissimo che mi ha permesso di  fare un viaggio lontano nello spazio e nel tempo. Attraverso il suo racconto ho immaginato di andare in Antartide, un luogo così lontano che posso solo sognare di raggiungere un giorno. L’autore racconta il suo viaggio come ricercatore di un gruppo di studio; racconta del suo viaggio lungo faticoso fino all’estremo sud della Terra, dove i ghiacciai non sono bianchi come si crede, ma di un colore bianco striato di blu e dove il silenzio è interrotto solo dal suono dell’infrangersi dei pack.

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Immagine presa da internet

“Ai miei occhi l’Antartide era molto più di una semplice regione geografica da esplorare o fotografare. I suoi venti furiosi, il candore accecante delle sue distese gelate, le sue mostruose montagne di granito nero erano luoghi mistici simili alle volte tenebrose di una cattedrale forgiata direttamente dalla mano di Dio.”

Un viaggio che non è solo fisico, ma qualcosa di più. Un viaggio spirituale, quasi soprannaturale, ai confini del mondo per riuscire a superare il dolore più profondo: la perdita di qualcuno che si ama. Dire  addio a chi si è amato e ritrovare sé stessi. L’amore che muove il sole e le altre stelle….L’amore che va al di là della vita e ci porta in luoghi che vanno oltre la conoscenza.

Poi c’è il sogno. I nostri sogni. Senza i sogni siamo essere vuoti. Sono loro che ci aiutano a sopravvivere e ci danno la speranza nei momenti difficili. Il sogno e l’amore, in tutte le sue forme, sono i pilastri della nostra vita. 

Ho amato molto questo romanzo. Da molto tempo non mi capitava di leggere qualcosa del genere. Sono un’amante dei viaggi sia reali che di fantasia. Con la mente si possono raggiungere luoghi lontani e il viaggio in Antartide, attraverso le pagine di questo libro, è stato uno di questi. Ne sono rimasta incantata.

L’autore è il protagonista di questo racconto. Ancora giovane e incosciente, è chiuso nel suo dolore; ha un comportamento impulsivo e un po’ vittimistico che più volte mi ha portato a non sopportarlo. Ma quando si è giovani e si perde qualcuno, si diventa folli e si può raggiungere uno stato di follia che va al di là dell’immaginazione.

La lettura è stata piacevole. L’ho letto tutto d’un fiato. La scrittura è scorrevole con descrizioni accurate dei paesaggi. Il romanzo è raccontato in prima persona, come un diario di bordo di un viaggiatore. Ci sono però alcuni dialoghi che sembrano interrompere bruscamente la pace del luogo e le atmosfere contemplative del racconto.

Nel prologo si riassume tutto il significato di questo viaggio e anche di chi, in questa vita, non è solo un osservatore passivo della propria esistenza.

“Non esiste un luogo su questa terra dove uno spirito inquieto possa trovare pace. Non esistono parole, volizioni o emozioni che possono convincere chi è mosso dal desiderio di trovare un senso alla vita a restare aggrappato ai canoni di una prosaica esistenza. Chi possiede un animo normale, potrà forse fermarsi a condurre una vita come tante punteggiata dalla saggia consapevolezza che l’andare oltre significa sfiorare la follia. Ma chi per Destino e Desiderio possiede lo spirito del viaggiatore della mente non può, non vuole restare al palo. Se lo facesse, la sua fantasia si dibatterebbe ferendosi gravemente tra le catene meccanizzate della logica produttiva della società moderna. “

MI fermo qui. Potevo aspettare giugno quando “Ultima Thule” vedrà di nuovo la luce  con un nuovo titolo “Lacrime di ghiaccio” e una nuova veste grafica, ma volevo farvi partecipi del mio pensiero su questo romanzo.

Lo consiglio a tutti quelli che non si sentono dei semplici spettatori della vita, ma dei viaggiatori e degli esploratori del mondo, capaci di guardare oltre l’apparenza di ciò che li circonda.

Prestissimo uscirà un nuovo libro dell’autore: “Il sogno di Nova“. Il genere è completamente diverso. Si parlerà di robot e di fantascienza. Ho già letto l’anteprima e non vedo l’ora di leggere il seguito. Ne approfitto per mandare a Massimo Valentini un super in bocca a lupo!

Il mio voto è

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4 pinguini lettori.

4 pensieri su “La mia opinione su “Ultima Thule” di Massimo Valentini

  1. Massimo

    Grazie, Lucia, per aver apprezzato il mio romanzo. Hai toccato con la tua sensibilità l’essenza di quella storia. E mi auguro che il mio “Il sogno di Nova” possa piacerti altrettanto. Complimenti per il tuo blog, davvero ben fatto e interessante!

  2. Lucia Autore articolo

    Grazie a te Massimo per questo graditissimo regalo. È arrivato in un momento particolare della mia vita e mi ha aiutato tantissimo ad evadere. Un abbraccio!😊

  3. Lucia Autore articolo

    Si, Simona, questa è una lettura diversa, ma perfetta per me. A volte mi sembra che i libri arrivino quasi per magia tra le mie mani. Un abbraccio e a presto!😘

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