Recensione Martin Wallace e l’amuleto degli dèi.

29/06/2017 Recensione

“Martin Wallace: e l’amuleto degli dèi” di Stephen Steers (Autore)

 

Dal 3 Luglio 2017

in Mondadori Store Duomo di Milano.

Pag 417

Prezzo ebook 1,49 euro

Prezzo copertina flessibile 16,99 euro

Lettura consigliata: dai 12 anni in su

Genere: Fantasy

Link d’acquisto qui

Sinossi  La famiglia Wallace è una famiglia felice e fra le più benestanti della tranquilla contea di Armagh.
Finché la storia non cambia.
Una maledizione colpisce i Wallace quando Martin ha solo tre anni. E suo padre scompare per sempre.

Dieci anni dopo Martin è alla ricerca della verità.
Un Signore delle Tenebre gli avrebbe strappato il padre per una gemma.
Sarebbe tutto spiegabile con ciò che, molto tempo addietro, sarebbe sorto al posto della casa di Martin, al civico 3 di Mainmatch Road.
Ma niente potrebbe mai accadere senza leggere il libro ‘Emain Macha, le verità nascoste’….

La mia recensione

Non posso non dire che quando ho comprato questo libro, in formato ebook, non sia stata attratta dal titolo “Martin Wallace: e l’amuleto degli dèi ” e anche dalla copertina. Mi ha ricordato subito “Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo”. Quest’ultimo e quelli che ne sono seguiti li ho divorati e ho pensato subito che fossero adatti ai ragazzi della scuola media anche come una piacevole lettura estiva, per apprendere  un po’ di mitologia greca e iniziare ad apprezzarla, perché Rick  Riordan sa raccontare e conosce bene l’argomento trattato. Poi le sue letture sono piacevoli e anche divertenti.

Martin Wallace e l’amuleto degli dei, che vede come protagonisti Martin e la sua amica e compagna di classe Isabel, non mi ha suscitato lo stesso entusiasmo, ma non per questo non è un buon libro. Stephen Steers, l’autore, mescola la mitologia classica (greca e romana) con quella irlandese, creando, a mio parere,  un po’ di  confusione iniziale , ma la storia è questa e alla fine ci si abitua.

C’è Zeus, sovrano degli Dei nella religione greca, che nel libro  viene chiamato anche Giove,  sovrano degli dei nella religione romana;

C’è Emain Macha, dea irlandese che ha avuto due gemelli e su questi è stata impartita una benedizione e una maledizione. E già qui la confusione in me aumenta. Ma è una leggenda e viene ripetuta più volte nel corso della storia;

Ci sono Gaia e Urano, uno dei loro figli Kronus, poi Ade, dio degli inferi,  Zeus,  e Exitus un discendente di Ade, ma anche Signore delle tenebre.

Troviamo  degli stregoni e delle streghe e delle pietre magiche che Martin e il fratello Ellis usano pronunciando parole latine che spuntano dal nulla. Come hanno fatto, ci si chiede,  ad essere così preparati all’uso della magia? Spero alla fine che sia per quello che immagino.

Dato che la storia si svolge nella terra di sopra, cioè il nostro mondo moderno e per l’esattezza nella Contea di Armagh, e nella terra di sotto, dove si arriva attraverso un Cono Spazio Tempo, che Stephen Steers spiega impeccabilmente cosa sia, si poteva  aggiungere alla fine o all’inizio del romanzo una mappa. Ciò avrebbe facilitato il compito al lettore di seguire meglio il viaggio dei due amici Martin e Isabel.

Inoltre sarebbe stato anche d’aiuto alla fine aggiungere un indice dei nomi con le spiegazioni su chi sono e qual è il loro ruolo, perché i personaggi che spuntano via via nella storia, tranne Martin, Isabel ed Heron il mezzofante, sono veramente tanti e si riescono ad capire meglio solo negli ultimi capitoli del libro, probabilmente anche per i nomi  a volte non sempre semplici.

Alla fine però la storia non è male, ci sono tanti elementi i fantasy: nani, orchi, ponicorni (poni nani), magia, streghe e stregoni un po’ matti,  c’è l’amicizia tra umani ma anche tra umani e cani, l’amore per un padre misteriosamente scomparso, enigmi da risolvere,  la ricerca di una verità e naturalmente la battaglia tra il bene e il male.  L’autore ha una buona padronanza del linguaggio e non fa una grinza quando spiega i passaggi nascosti dovuti alla presenza  del Cono Spazio Tempo, quando descrive la Terra dei Totnes e i suoi abitanti, quando descrive lo scellerato Pit Bullet e suo padre Lord Morsus, o ancora quando incontra il saggio Sidereus nella Montagna Sacra, ma avrebbe dovuto  caratterizzare meglio i due protagonisti, Martin e Isabel,  già nella prima metà del libro.

Inoltre la prima parte è lenta e l’autore si sofferma troppo sulla Terra di Totnes, dove vivono i Tworf ( mezzofanti) e altre strane creature, anche se questo può non essere un male, anzi (ma la voglia di avventura per me è più forte). E poi finalmente si  giunge alla Montagna Sacra, dove il sole non tramonta mai.

L’Olimpo, dov’è, dicono, la sede sempre serena dei  numi : non da venti  è squassata , mai dalla pioggia è bagnata, non cade la neve, ma l’etere sempre si stende privo di nubi, candida scorre la luce: là il giorno intero godono i numi beati.” ( Omero- L’Odissea)

A questo punto la storia si ravviva, diventa più dinamica, per fortuna, fino a giungere ad una piacevole e inaspettata conclusione.

Un altro punto a favore è che ci sono parti divertenti e che non ho trovato errori o refusi (tranne piccolissime eccezioni) che a volte rovinano le storie più belle.  Stephen Steers  sa scrivere bene. Lo si nota in ogni parole e in ogni frase del romanzo e questo l’ho apprezzato molto.

Spero che l’autore riveda alcuni punti della storia, perché Martin Wallace e l’amuleto degli dèi diventi un romanzo per tutti.

C’è un mondo nascosto intorno a noi. Ma si può scoprire solo se si è davvero pronti a vivere il mondo dei titani…

Per concludere il mio voto è

3 pinguini lettori.

Buona lettura,

L.M.

 

Sito dell’autore Stephen Steers

E’ sempre gradito un vostro commento…e se avete delle curiosità sul romanzo o lo avete già letto sono qui per voi.

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